Questo non è islam

09 gennaio 2015 ore 11:41 segnala
Non amo pubblicare cose di altri ma questo post trovato su Wordpress merita a mio avviso un eccezione.

All’indomani della strage a Charlie Hebdo, il quotidiano Libero titola “Questo è l’Islam”. E’ un titolo profondamente sbagliato, ignorante e irrispettoso, oltre che pericoloso, poiché sintetizza nell’orrendo atto terroristico compiuto ieri da alcuni spostati, la vita di centinaia di milioni di persone in tutto il pianeta. C’è stato un momento (per fortuna breve) nella mia vita in cui anch’io, come il quotidiano Libero, ho odiato i musulmani. Li ho odiati per motivi personali. Mio nonno, Ehsan Tabari, intellettuale nonché membro della leadership del Partito Comunista Iraniano, è stato ucciso dai fanatici del regime di Khomeini in Iran. Mio nonno era uomo pacifico che aveva vissuto l’esilio in Russia e Germania Est, che amava la poesia e la letteratura, e che è morto sotto tortura a Tehran per mano di chi odiava il suo spirito critico nei confronti dell’ignoranza e del fanatismo. Ero piccolo quando è morto, lontano da me, in un Iran post -rivoluzionario, repressivo e violento. La sua morte – e il modo in cui è morto – hanno causato tanto dolore alla mia famiglia. Quindi sì, lo ammetto, fino ai miei 21-22 anni non nutrivo alcuna simpatia per questa religione. Anzi. Poi però ho avuto il grande, grandissimo privilegio di studiare all’estero, di girare il mondo e di conoscere fedeli musulmani in molti paesi che ho visitato: Indonesia, Kazakhstan, India, Pakistan, Iran, Iraq, Siria, Turchia, Yemen, Tanzania, Liberia, Sierra Leone, Nigeria, Mali, Niger, Senegal, Marocco, Egitto, Albania, Bosnia, e ancora in molte comunità in giro per tutta Europa. Sono stato in decine di case e moschee. Ho condiviso stanze e pasti. Ho discusso, a volte anche animatamente. Ne ho visto e vissuto le contraddizioni e ho conosciuto da vicino anche quell’odioso fanatismo che spesso fa finire il nome dell’Islam sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Per quel che può valere, non mi sono mai sentito giudicato. Nè a disagio. Nè in pericolo. Sarò stato fortunato, ma “accoglienza” è stato il minimo comune denominatore che ho vissuto in tutti i paesi che ho elencato. Non sono qui a tessere le lodi di questa religione, perché come tutte le altre non credo meriti di essere amata né odiata, ma semplicemente capita. E non la capisci solo leggendo e analizzando i suoi testi sacri, ma anche e soprattutto accettando il fatto che ha fedeli sparsi in tutto il mondo, che vivono in società diverse tra di loro, parlano lingue diverse e hanno storie diverse. E quindi interpretano e vivono la fede in modo diverso. Infatti solo dopo aver attraversato tutta questa immensa, multicolore, vibrante, appassionata, testarda e contraddittoria umana moltitudine, ho capito banalmente che non c’è niente di più stupido e ignorante del pregiudizio. Sia da una parte, che dall’altra. E per quanto terribili siano stati l’attentato a Charlie Hebdo, quello al museo ebraico di Bruxelles, quello a Theo Van Gogh, quelli che quotidianamente squassano il nord della Nigeria (per i quali i giornali però non s’indignano), quelli della metrò di Londra, o di Madrid, di Bali, di Casablanca, dell’11 Settembre, delle ambasciate di Nairobi e Dar Es Salaam, per non parlare dell’orrore quotidiano che si consuma nel Califfato dell’ISIS o in Afghanistan, in Kashmir e nel resto del mondo, il titolo “Questo è L’Islam” sarà sempre e comunque un titolo profondamente sbagliato. L’odio non si combatte con l’ignoranza. So che mio nonno sarebbe d’accordo con me.
Pablo Trincia


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09/01/2015 11:41:17
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Commenti

  1. cignonero999 09 gennaio 2015 ore 12:32
    Bravo, merita di essere letto...da quante più persone possibile!
  2. demonio 09 gennaio 2015 ore 12:45
    E ci provo a dar il mio piccolo contributo alla pace ma come vedi...i pacifisti li vedi in forze solo quando qualcuno che ha altri interessi sa come gestirli!In questo momento, passato il natale, son tutti guerrafondai e l'ipocrisia cristiana del siamo tutti più buoni a natale esce fuori prepotentemente!Certa gente non ce la faceva più a fingere il buonismo natalizio ed è finita l'orgia della gioia mandata a piene mani per sms!
  3. SuorPinocchia 10 gennaio 2015 ore 09:05
    il buono e il cattivo esiste ovunque...

    pero'

    io non credo all'integralismo...
    penso che ogni popolo sia il risultato di secoli di educazioni diverse...
    di culture diverse...
    troppo radicate...
    e va bene cosi.. se ognuno se ne sta a casa sua...
    ma entrare in un paese.. sia esso francia o italia.. o germania...
    entri in punta di piedi rispettando usanze e cultura del paese che ti ospita...
    non imponi le tue..
    non spari se non ci riesci...
    non uccidi ... non strilli....
    se cosi accade.. si organizzano pulman.. aerei... e uno per uno, buoni e cattivi, si rimandano a casa loro e si chiudono le frontiere....
    razzista?
    non vorrei esserlo... ma ti ci fanno diventare...
  4. SuorPinocchia 10 gennaio 2015 ore 09:05
    non si puo vivere con la paura in casa nostra...
  5. demonio 10 gennaio 2015 ore 09:52
    @SuorPinocchia non cadere anche tu nella facile retorica di chi ha interesse a far che si ragioni così. Nel caso specifico gli attentatori erano francesi,nati e cresciuti in Francia.Nel post precedente questo ho invece citato non a caso la strage di 77 persone inermi compiuta da un altro idiota che questa volta invece agiva da buon cristiano. Penso che mi conosci un pò, sai che sono personalmente contro ogni religione perchè le ritengo stupide ma ciò non toglie che non tutti i fedeli di tutte le religioni siano dei fanatici criminali. Eppure ve ne sono come pure come ho detto, in italia esistono mafiosi e camorristi ma ciò non significa che le altre nazioni debbano dire: e no, gli italiani a casa nostra non ce li vogliamo perchè sono tutti mafiosi e se non sono mafiosi sono brigatisti.Non credi? Generalizzare non va bene.Fanculo Salvini,Le Penn Ferrara e Gasparri e fanculo i fanatici di tutto il mondo. Non è diventando noi stessi fanatici che combattiamo il fanatismo...
  6. J.eanne 12 gennaio 2015 ore 16:56
    Sì valeva la pena fare un'eccezione, una giusta testimonianza contro ogni facile generalizzazione.
  7. demonio 12 gennaio 2015 ore 19:24
    @J.eanne e si, in questo delirio totale provo a dare il mio piccolo insignificante contributo!
  8. SuorPinocchia 14 gennaio 2015 ore 00:23
    @demonio quando hai ragione.. hai ragione :fuma
  9. demonio 14 gennaio 2015 ore 00:33

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