Religione:sempre da seguire alla lettera?

13 dicembre 2007 ore 18:11 segnala
C’era Domenica un articolo molto interessante sul Corriere della Sera scritto da Ayaan Hirsi Ali che poi ho scoperto essere un politico olandese di religione musulmana. Perché era interessante l’articolo? Beh,perché discuteva di come oggi,i maggiori leader islamici non siano capaci o non vogliono adeguare l’islam e la legge coranica ai criteri ed ai principi del ventesimo secolo. In particolare rispetto al mondo femminile che oggi non può più essere marginalizzato e considerato di “proprietà” maschile ed a quello delle persone omosessuali che di certo non possono venir considerate più come persone deviate,fuori dalla legge di dio e quindi da punire.

 

Egli partiva da questo versetto del Corano:

-         La donna e l’uomo colpevoli di adulterio e di fornicazione,colpiscili con cento frustate. Che nessuna compassione ti tocchi nei loro confronti,secondo la maniera prescritta da Allah,se credi in Allah e nell’Ultimo Giorno. (Corano 24,2) –

-          

La sua tesi era che chiunque oggi prendesse alla lettera tali insegnamenti  e non li sapesse adattare ad una società che è mutata,commetterebbe l’errore di  rimaner imprigionato in una mentalità retriva ed estremista. In effetti,a giudicare dagli ultimi casi(sempre su questo verteva l’articolo),in cui più volte la legge islamica applicata alla lettera, ha dimostrato di essere ingiusta e soprattutto inumana. Primo caso,quello di una ragazza ventenne in Arabia Saudita,rapita e violentata che è stata condannata a 6 mesi di reclusione e 200 frustate perché quando è stata rapita era in macchina con un uomo estraneo,non un marito e non un parente,e quindi  colpevole di “mescolanza”.

O il caso dell’insegnate condannata per aver permesso che i ragazzi dessero ad un orsacchiotto il nome di Maometto. O la ragazza adultera per non parlare di quei casi riguardanti omosessuali,gli artisti come lo scrittore Rhusdie o la fotografa Sooreh Hera.

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In tutti questi casi,seguendo alla lettera quegli insegnamenti,si commette un infamia perché la rinuncia alla compassione, dettata dalla cecità di seguir scritti antichi è già di per se la negazione di qualsivoglia segno di umanità e civiltà. Questa tesi a me è piaciuta molto, e mi sono trovato d’accordo con la necessità di superare (lui parlava della sua religione,ma anche per le altre vale lo stesso concetto) con la logica e la ragione tutte quelle imposizioni retrograde che le religioni hanno. Se non si percorre questa strada,si fa del fanatismo e l’avere sulla terra delle persone che praticano le loro religioni e sono moderate diventa una pura utopia. La mia memoria non è l’ideale,quindi non cito versi,ma chiunque abbia letto la Bibbia(ricordiamolo che è il fondamento della religione cristiana ed ebraica) sa che è piena anche li di precetti ed indicazioni violente (si va dai sacrifici al genocidio di popoli!) e anche nei Vangeli,alcune interpretazioni estremiste  possono stravolgere un messaggio originale che è invece di tolleranza e non di condanna.

 

Il problema è che invece l’uomo,nel suo fanatismo ha di fatto voluto sostituirsi al giudizio divino avendo così una specie di alibi morale per i suoi crimini. Basterebbe la logica a far capire a tutti i credenti di qualsiasi religione che se qualcosa in teoria offende una divinità,se questa esiste,a suo tempo,sarà essa stessa a mettere il reo davanti ai suoi errori e giudicarlo ed eventualmente punirlo come merita. Invece no,non è così e nei secoli scorsi ed ancora oggi,c’è chi si arroga il diritto di giudicare altri uomini,in nome del suo dio ogni qual volta un altro uomo è trovato colpevole di blasfemia,di eresia o di atti contro natura o di peccati che,in altre epoche ed in altre società erano ritenuti tali e perseguiti.

 

Infine,e la notizia letta oggi ha confermato ciò che da tempo sostengo,ovvero che senza contesti estremizzati,senza religioni e fanatismi,gli uomini possono essere molto migliori di ciò che invece tradizioni,religioni e storia non consentono. La notizia riguardava l’intervento in difesa di due persone di religione ebraica difese da un altro di religione musulmana. Quest’ultimo è intervenuto il loro difesa mettendosi contro un gruppo di estremisti antisemiti. Casi che la dicono lunga sul fatto che ad esempio,tra palestinesi ed ebrei,se non vi fossero altri fattori esterni e condizionamenti deleteri,la pace sarebbe un fatto naturale perché,a mio avviso,la gente,quella normale,lavora,studia,si diverte allo stesso modo ovunque a prescindere dal proprio credo.

 

Senza tante sovrastrutture,tutti vivrebbero benissimo in pace ed ognuno nella sua sfera privata e personale,sarebbe libero di cercare il proprio dio o la propria strada senza per questo pensare che gli altri siano nemici. Questa però,evidentemente è un'altra mia utopia  in quanto è altresì evidente che quando si tratta di mettere le masse le une contro le altre,c’è sempre e ci sarà sempre qualcuno in grado di farlo e di trovar proseliti in una spirale che,una volta innescata,difficilmente poi si può interrompere. Una volta che il sangue inizia a chiamar sangue,il processo va avanti per inerzia e come al solito ne guadagnano quelli che da queste situazioni di tensione ne traggono profitto.

 

 

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C’era Domenica un articolo molto interessante sul Corriere della Sera scritto da Ayaan Hirsi Ali che poi ho scoperto essere un politico olandese di religione musulmana. Perché era interessante l’articolo? Beh,perché discuteva di come oggi,i maggiori leader islamici non siano capaci o non vogliono...
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13/12/2007 18:11:59
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