Senza ipocrisia: politically not corret

14 ottobre 2009 ore 11:23 segnala
Ciclicamente si vedono trasmissioni o si sentono discussioni sul terzo mondo,sul come aiutarli e si moltiplicano iniziative che però sono tutte ugualmente inutili.Sono inutili perchè?Semplice,perchè non guardano al nocciolo della questione;rappresentano dei paliativi per le nostre anime ma non mirano affatto a mettere in discussione noi stessi.
Voglio essere provocatorio ed affondare il dito la dove nessuno guarda ovvero sul modo in cui noi occidentali vogliamo vivere;mondo che assolutamente non siamo disposti a mettere in discussione salvo ogni tanto far finta di fare qualcosa. Non dico che le intenzioni dei singoli siano fasulle,sia ben chiaro: è giusto discuterne e parlarne ma prima di ogni altro passo è anche giusto porsi sulle domande su noi stessi in quanto occidente perchè tutto ciò che avviene nei paesi sottosviluppati,dalle guerre alle malattie,dalla fame alle violenze è frutto di questo squilibrio economico che noi non siamo disposti a cambiare.Questa è la verità.Nuda e cruda.

Discorso sinistroide potrebbe dire qualcuno.Il solito rosso che pensa che tutti dovremmo essere uguali,felici e contenti. Nulla di tutto ciò.Penso solo di guardare le cose in modo critico e penso solo che forse,prima di fare quelli che si dispiacciono per gli altri dovremmo fare un esame di coscienza e domandarci se siamo davvero disposti ad aiutare gli altri anche a costo di vedere aumentare i problemi da noi. Io credo che nessuno o quasi sia realmente disposto a ciò. Nel nostro piccolo ognuno è ancorato alle sue certezze.Se domani al bar un caffè di colpo lo pagate il doppio magari vi incazzate così come s'incazza chi perde il lavoro perchè la fabbrica che faceva bulloni è chiusa ed i bulloni ora li fanno altrove.Sono certezza che crollano. E quelle certezze noi in realtà non vogliamo si tocchino. Un pò come nella Roma imperiale: dentro i confini tutti belli,puliti,ricchi ed opulenti e gli altri...fanculo...barbari da tenere il più lontano possibile!

Invece poniamo che da domani, nei paesi sottosviluppati, inizino a produrre beni e quei beni finiscono proprio come i nostri sul famoso "mercato" e che,per la legge della domanda e dell'offerta rompano un sistema consolidato ed acquisito facendo precipitare i prezzi relativi a certi prodotti e schizzare alle stelle quelle di altri beni: cosa accadrebbe qui? Siamo disposti a permettere a questi paesi di praticare una loro economia che sia svincolata dal nostro controllo? Mettiamo che da domani cresca il prezzo dello zucchero,del caffè,delle materie prime come rame,zinco,alluminio e acciaio e contemporaneamente crollino i prezzi di manufatti come tessile e lavorati. Per certi versi è ciò che sta succedendo già con la Cina,con l'India e con il Brasile e il Venezuela: paesi fino a ieri poveri che iniziano a produrre e importare. Il risultato?

Richiesta di dazi doganali,ritorsioni politiche e "mercati" impazziti. Eccolo il problema: noi solo a parole vogliamo che tutto il mondo stia bene,ma non siamo assolutamente disposti a pagarne il prezzo. La maglietta la vogliamo produrre noi,al prezzo nostro e se la fanno altri non va bene. I prezzi delle materie prime,lo sfruttamento delle risorse minerarie lo vogliamo decidere noi,nelle nostre borse: se lo fanno gli altri il sistema nostro va in tilt. Questo è il nodo da sciogliere. Naturalmente non è cosa nuova: è sempre stato così.Ogni impero ha fatto in modo di accaparrarsi le risorse altrui tenendo al di fuori dei confini il resto del mondo e fregandosene.Oggi l'occidente controlla il mondo perchè il mondo fornisce ciò che ci serve ma non ce ne frega nulla della gente che li ci vive:c'è sovrappopolazione e povertà...pazienza,gli manderemo i biscotti scaduti e i vestiti dismessi,magari dei bei cappottini utilissimi in Africa saariana!

Del resto quando fai vivere della gente con un guadagno di pochi dollari al mese è anche impensabile che il poveraccio di turno vada in una farmacia a comprarsi un bel preservativo...
Anche perchè di solito non c'è manco la farmacia in certi posti e qualora ci fosse,ai prezzi nostri egli ,se riesce prova prima a cercare un vaccino per banali malattie nostrane (come l'influenza semplice o la dissenteria) che li mietono vittime. Poi,con quei pochi spiccioli che gli restano ,magari vorrebbe piantare qualcosa ma,a differenza dei nostri avi, sa che le sementi che gli daranno non forniranno anche semi ,visto che sono prodotte e brevettate per essere sterili,e così,sa che povero è e povero morto di fame resterà,con buona pace delle finte lacrime nostrane che compaiono solo quando le nostre coscienze due o tre volte all'anno vengono leggermente intorpidite da qualche episodio toccante.E se viene da noi...lasciamo perdere...

E così,a turno,ciclicamente,l'occidente si lava le proprie coscienze una volta mostrando i bambini del Congo piuttosto che i morti in Somalia o Etiopia,le violenze adesso in Guinea,le lapidazioni contro le donne in Sudan o Yemen,le carestie sparse un pò ovunque come le epidemie. Un bel servizio in tv,un sms o un versamento su un qualche conto corrente e via,coscienze zittite ma il nostro mondo continua a seguire una direzione che è esattamente quella di calpestare tutti gli altri ed impedire loro qualsiasi benessere. Naturalmente in tutto questo contesto "fingiamo" anche di fare missioni umanitarie salvo però scegliere di fare solo quelle dove c'è un reale interesse strategico,perchè in terre come la Guinea ci interessa che comandi qualcuno che ci lasci prendere tranquillamente bauxite, ferro, diamanti, uranio,oro e petrolio e per il resto chi se ne fotte di quello che fa o non fa alla sua gente. Questa è la verità.Nuda e cruda,senza ipocrisie.
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Ciclicamente si vedono trasmissioni o si sentono discussioni sul terzo mondo,sul come aiutarli e si moltiplicano iniziative che però sono tutte ugualmente inutili.Sono inutili perchè?Semplice,perchè non guardano al nocciolo della questione;rappresentano dei paliativi per le nostre anime ma non...
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14/10/2009 11:23:59
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