Ciclicamente si vedono trasmissioni o si sentono discussioni sul terzo mondo,sul come aiutarli e si moltiplicano iniziative che però sono tutte ugualmente inutili.Sono inutili perchè?Semplice,perchè non guardano al nocciolo della questione;rappresentano dei paliativi per le nostre anime ma non mirano affatto a mettere in discussione noi stessi.
Voglio essere provocatorio ed affondare il dito la dove nessuno
guarda ovvero sul modo in cui noi occidentali vogliamo vivere;mondo che
assolutamente non siamo disposti a mettere in discussione salvo ogni
tanto far finta di fare qualcosa. Non dico che le intenzioni dei
singoli siano fasulle,sia ben chiaro: è giusto discuterne e parlarne ma
prima di ogni altro passo è anche giusto porsi sulle domande su noi
stessi in quanto occidente perchè tutto ciò che avviene nei paesi
sottosviluppati,dalle guerre alle malattie,dalla fame alle violenze è
frutto di questo squilibrio economico che noi non siamo disposti a cambiare.Questa è la verità.Nuda e cruda.
Discorso sinistroide potrebbe dire qualcuno.Il solito rosso che
pensa che tutti dovremmo essere uguali,felici e contenti. Nulla di
tutto ciò.Penso solo di guardare le cose in modo critico e penso solo
che forse,prima di fare quelli che si dispiacciono per gli altri
dovremmo fare un esame di coscienza e domandarci se siamo davvero
disposti ad aiutare gli altri anche a costo di vedere aumentare i
problemi da noi. Io credo che nessuno o quasi sia realmente disposto a
ciò. Nel nostro piccolo ognuno è ancorato alle sue certezze.Se domani
al bar un caffè di colpo lo pagate il doppio magari vi incazzate così
come s'incazza chi perde il lavoro perchè la fabbrica che faceva
bulloni è chiusa ed i bulloni ora li fanno altrove.Sono certezza che
crollano. E quelle certezze noi in realtà non vogliamo si tocchino. Un
pò come nella Roma imperiale: dentro i confini tutti
belli,puliti,ricchi ed opulenti e gli altri...fanculo...barbari da
tenere il più lontano possibile!
Invece poniamo che da domani, nei paesi sottosviluppati,
inizino a produrre beni e quei beni finiscono proprio come i nostri sul
famoso "mercato" e che,per la legge della domanda e dell'offerta
rompano un sistema consolidato ed acquisito facendo precipitare i
prezzi relativi a certi prodotti e schizzare alle stelle quelle di
altri beni: cosa accadrebbe qui? Siamo disposti a permettere a questi
paesi di praticare una loro economia che sia svincolata dal nostro
controllo? Mettiamo che da domani cresca il prezzo dello zucchero,del
caffè,delle materie prime come rame,zinco,alluminio e acciaio e
contemporaneamente crollino i prezzi di manufatti come tessile e
lavorati. Per certi versi è ciò che sta succedendo già con la Cina,con
l'India e con il Brasile e il Venezuela: paesi fino a ieri poveri che
iniziano a produrre e importare. Il risultato?
Richiesta di dazi doganali,ritorsioni politiche e "mercati"
impazziti. Eccolo il problema: noi solo a parole vogliamo che tutto il
mondo stia bene,ma non siamo assolutamente disposti a pagarne il
prezzo. La maglietta la vogliamo produrre noi,al prezzo nostro e se la
fanno altri non va bene. I prezzi delle materie prime,lo sfruttamento
delle risorse minerarie lo vogliamo decidere noi,nelle nostre borse: se
lo fanno gli altri il sistema nostro va in tilt. Questo è il nodo da
sciogliere. Naturalmente non è cosa nuova: è sempre stato così.Ogni
impero ha fatto in modo di accaparrarsi le risorse altrui tenendo al di
fuori dei confini il resto del mondo e fregandosene.Oggi l'occidente
controlla il mondo perchè il mondo fornisce ciò che ci serve ma non ce
ne frega nulla della gente che li ci vive:c'è sovrappopolazione e
povertà...pazienza,gli manderemo i biscotti scaduti e i vestiti
dismessi,magari dei bei cappottini utilissimi in Africa saariana!
Del resto quando fai vivere della gente con un guadagno di
pochi dollari al mese è anche impensabile che il poveraccio di turno
vada in una farmacia a comprarsi un bel preservativo...
Anche perchè di solito non c'è manco la farmacia in certi posti e
qualora ci fosse,ai prezzi nostri egli ,se riesce prova prima a cercare
un vaccino per banali malattie nostrane (come l'influenza semplice o la
dissenteria) che li mietono vittime. Poi,con quei pochi spiccioli che
gli restano ,magari vorrebbe piantare qualcosa ma,a differenza dei
nostri avi, sa che le sementi che gli daranno non forniranno anche semi
,visto che sono prodotte e brevettate per essere sterili,e così,sa che
povero è e povero morto di fame resterà,con buona pace delle finte
lacrime nostrane che compaiono solo quando le nostre coscienze due o
tre volte all'anno vengono leggermente intorpidite da qualche episodio
toccante.E se viene da noi...lasciamo perdere...
E così,a turno,ciclicamente,l'occidente si lava le proprie
coscienze una volta mostrando i bambini del Congo piuttosto che i morti
in Somalia o Etiopia,le violenze adesso in Guinea,le lapidazioni contro
le donne in Sudan o Yemen,le carestie sparse un pò ovunque come le
epidemie. Un bel servizio in tv,un sms o un versamento su un qualche
conto corrente e via,coscienze zittite ma il nostro mondo continua a
seguire una direzione che è esattamente quella di calpestare tutti gli
altri ed impedire loro qualsiasi benessere. Naturalmente in tutto
questo contesto "fingiamo" anche di fare missioni umanitarie salvo però
scegliere di fare solo quelle dove c'è un reale interesse
strategico,perchè in terre come la Guinea ci interessa che comandi
qualcuno che ci lasci prendere tranquillamente bauxite, ferro,
diamanti, uranio,oro e petrolio e per il resto chi se ne fotte di
quello che fa o non fa alla sua gente. Questa è la verità.Nuda e
cruda,senza ipocrisie.
Senza ipocrisia: politically not corret
14 ottobre 2009 ore 11:2311178327
Ciclicamente si vedono trasmissioni o si sentono discussioni sul terzo mondo,sul come aiutarli e si moltiplicano iniziative che però sono tutte ugualmente inutili.Sono inutili perchè?Semplice,perchè non guardano al nocciolo della questione;rappresentano dei paliativi per le nostre anime ma non...

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14/10/2009 11:23:59
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