Siamo capaci di scegliere?

27 marzo 2007 ore 14:22 segnala
Ieri ho avuto un piccolo diverbio di vedute con una mia amica su Bertinotti in quanto io da suo nemico lo difendevo mentre lei da sua ex elettrice(presumo!!) lo attaccava. Da questa cosa ne nasce per me l’esigenza di farmi delle domande e di riflettere su ciò e sulle cause che portano due persone di sinistra ad avere due visioni così apparentemente distanti. Considero la mia amica una persona…(stavo per dire equilibrata…ma poi invece penso che a me pare tutta matta …eheheh .. scherzo !!) molto intelligente e per questo le domande che ieri sera le posi furono: ma tu credi che contestando Bertinotti,dandogli del guerrafondaio possa cambiare di una virgola il destino del mondo? Tu pensi davvero che lui sia un guerrafondaio? Le risposte chiaramente furono negative. Da qui la riflessione o meglio l’esposizione del mio personale punto di vista che non vuole certo essere una mancanza di rispetto verso chi non la pensa come me,ma che ritiene che a volte non si rifletta abbastanza sulle conseguenza di certi gesti e certe azioni. A volte ho l’impressione che un certo modo “estremo” di essere idealisti, sia non solo controproducente, ma autolesionista. E’ come se nel difendere l’ideale a tutti i costi, si ignorassero altre cose non meno importanti …un po’ come se di fronte ad una casa in fiamme,dove tutti urlano,dove ognuno vuole essere salvato,queste persone invece di affrontare il problema di chi salvare,magari compiendo scelte dolorose, stessero li a discutere e a pretendere di salvare tutti e tutto per forza non rendendosi conto che è impossibile e che magari con un unico atto di coraggio,si potrebbe rapidamente salvare il bambino e la madre al primo piano sacrificando i mobili e le persone che sono purtroppo imprigionate al piano di sopra ormai condannato. Sembrerebbe cinismo,ma in realtà credo ciò sarebbe un atto di coraggio e tra l’immobilismo e una scelta estrema,credo che la prima sia quella meno utile e maggiormente deprecabile. Questa metafora mi pare calzi bene con la politica italiana: le fiamme rappresentano uno paese in avanzato stato di decomposizione e degrado. Abbiamo problemi di ogni genere ovunque che vanno affrontati e vanno risolti non dalla piazza solo e sempre urlando , ma vanno affrontati uno alla volta da dentro le istituzioni. Questo dovrebbe essere il compito della politica. E tra le fiamme andrebbero individuate delle priorità ovvero atti politici che privilegino alcuni interessi piuttosto che altri. Non è facile…ma li paghiamo profumatamente anche per questo. Ora mi chiedo: tra il salvare il bambino al primo piano…difficile in mezzo alle fiamme,ma possibile prima che crolli tutto…e pretendere di salvare la nonna,forse già agonizzante al quinto piano,sapendo che non potremmo mai raggiungerla perché il crollo del palazzo è imminente…cosa è meglio? Ovvero tra operare in italia affinché si affrontino nodi come sanità,scuola,trasporti,lavoro,pensioni,ricerca e…voler salvare un Afganisthan che è li al quinto piano,ormai agonizzante…certamente non dipende da noi…cosa è prioritario? Quale di queste scelte è maggiormente importante ?E’ giusto non far nulla discutendo che se la nonna non fosse stata li l’avremmo salvata e mentre si discute di ciò crolla tutto e non si salva nemmeno il bambino? Ecco queste sono le riflessioni che mi piacerebbe discutere con chi è di estrema sinistra e pur condividendo certe tematiche,il modo in cui le affrontiamo,diverge profondamente. Inoltre mi pongo sempre questa domanda,che già si poneva Pasolini qualche tempo fa:il soldato italiano(che paragono al poliziotto di cui si occupava Pasolini) perché deve essere visto come un qualcosa da combattere a prescindere?Quando si contesta Bertinotti e si contesta non solo un ruolo istituzionale,si sta mettendo di fatto in discussione anche l’esercito dimenticando che nel suo insieme è un organo fatto di uomini e donne,che hanno famiglie e che spesso…sono il prodotto di quello stesso popolo depresso che la sinistra estrema altre volte innalza a bandiera. Perché oggi è così…accanto al nero o all’ispanico diseredato americano mandato a mori ammazzato in giro per il mondo, vi sono anche i nostri ragazzi del profondo sud,senza altra possibilità che quella di cercare un posto nell’esercito e chissà un domani sistemarsi. Esattamente come qualche tempo fa Pasolini condannava chi figlio di papà lanciava molotov e pietre contro i poliziotti figli di contadini. E’ un po’ la storia che si ripete ma sembriamo non imparare mail le lezioni. Poi, mi pare che vi sia un ulteriore elemento di distinzione ovvero questo anti americanismo a prescindere per cui se è il talebano a combattere contro lo yankie allora il talebano è amico nostro..dimenticandoci che però quando era l’Urss combattervi contro…non era così. Ecco,di fronte a certo pacifismo “targato e selettivo” mi piacerebbe una svolta a sinistra e mi piacerebbe che tali conflitti,fossero sì deprecati,ma che si distinguesse anche. E mi piacerebbe anche che non si citassero solo le guerre in cui gli yankie sono impegnati,ma anche gli altri conflitti(circa una quarantina) in cui la gente crepa. Qualcuno mi dirà:sempre colpa degli USA che muovono le loro fila. Ok,lo sappiamo tutti che è così,che gli Usa come gli altri stati sono tutti dei burattini nelle mani di spietate multinazionali. Lo sappiamo. Ma dobbiamo continuare a fare gli struzzi ancora oppure da dentro le istituzioni,vogliamo un passo alla volta cercare di fare ciò che si può perché dire sempre e solo no è facile…troppo facile…ma fare è molto più difficile e di solito…chi non fa…non corre mai il rischio di sbagliare… Cito così per informazione(lo riprendo da un altro mio intervento) gli altri conflitti in corso nel mondo:che siano tutti colpa di Bertinotti? Abkhazia (Georgia), link Aceh (Indonesia), link Afghanistan, link Algeria, link Angola, link Birmania, link Burundi, link Chiapas, link Cecenia, link Colombia, link Congo Brazzaville, link Costa d'Avorio, link Darfur, link/ Eritrea Etiopia, link Filippine , link Iraq, link/ Israele,Palestina , link/ India, link Irlanda del Nord, link Kashimir, link Kurdistan, link/ Liberia, link/ Molucche, link/ Macedonia, link Madagascar, link Nepal, link/ Nigeria, link/ Papuasia Occidentale, link Repubblica Centrafricana , link R.D.Congo, link Ruanda, link Senegal, link Sierra Leone, link Somalia, link Sri Lanka, link Sudan, link Uganda, link A questi aggiungo le tensioni tra Cina e Formosa,tra Nord e Sud Corea,Paesi Baschi,Cipro e il sempre presente dualismo Grecia-Turchia e forse ancora ne ho dimenticato qualcuno.
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Ieri ho avuto un piccolo diverbio di vedute con una mia amica su Bertinotti in quanto io da suo nemico lo difendevo mentre lei da sua ex elettrice(presumo!!) lo attaccava. Da questa cosa ne nasce per me l’esigenza di farmi delle domande e di riflettere su ciò e sulle cause che portano due persone...
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27/03/2007 14:22:06
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