tra fede e logica

27 febbraio 2008 ore 10:02 segnala
Qualche giorno fa parlando con amici avevo espresso un concetto che volevo riprendere. Si parlava di fede e quindi inevitabilmente la mia posizione fu quella di contrapporvi la logica. Infatti tra un credente ed uno che non lo è la distinzione è tutta li: il credente deve accettare incondizionatamente una verità,anche se essa è priva di ogni fondamento scientifico e logico. Egli crede per fede,non ha bisogno di nessuna prova e la certezza della sua convinzione è tutta li: la fede!Un credente nel momento stesso che si convince di credere ha solo certezze e ciò in cui crede è la verità indiscutibile.Spero he fin qui anche i credenti siano d'accordo con me e che nessuno si senta offeso. Poi certo,vi sono anche i mezzi credenti,quelli che credono a certe cose ma non ad altre,quelli che si fanno da soli le proprie scale di certezze. Sono credenti ibridi,un po' divisi tra logica e fede,tra scienza e verità rivelata. A me però interessano di più i primi.

Interessano perchè i primi sono pericolosi. Da quelle posizioni estreme possono nascere e nascono i fanatismi. Ed i fanatismi portano l'umanità al delirio più totale ed alla negazione di ogni progresso.

Ancora dell'altro giorno un caso assurdo di una donna che per uno stupido credo religioso viene arrestata con l'accusa di promisquità per essere andata a prendere un caffè con un amico in un bar:cosa normale qui...ma farla in Arabia Saudita evidentemente no.

Questo pericolo nasce dall'amara constatazione che chi crede pretende che tu creda. Cercano a tutti i costi di indicarti la loro strada:questo è peccato,devi fare così,non devi consentire l'aborto,non pensare nemmeno per scherzo all'eutanasia,non contraddire ciò che è scritto,non pubblicare un libro o un film che siano blasfemi,non divorziare ecc ecc...in una serie di divieti che loro non si accontentano di seguire personalmente ma intendono imporre a chiunque.

Il fanatismo crea queste situazioni. Qui,dove qualcuno vorrebbe far nascere le radici dell'Europa nella cristianità,in quanto a fanatismo non siamo certo da meno e se non avessimo avuto l'illuminismo a spezzare un potere e a ridimensionarlo,di certo non staremmo tanto meglio rispetto a quei paesi islamici che spesso critichiamo. Il fanatismo è un nemico del progresso. Lo è perchè privo di ogni logica. Uno che come me non crede,fa ipotesi,cerca soluzioni ma sa che non potrà mai avere certezze. Un fanatico,un credente puro no: egli ha delle certezze immutabili ed in nome di quelle e di un ipotetico dio è disposto anche ad ammazzarti pur di far trionfare la sua verità. Verità il più delle volte scrita in libri di dubbia provenienza e in contesti storici particolari e risalenti ad epoche arcaiche. Eppure per essi,a dispetto di ogni logica li c'è la verità,immutabile nel tempo.Anche se è palese che favolette scritte per un popolo di pastori del deserto nulla hanno a che vedere con una civiltà evoluta che nel deserto al massivo va a prendere un the!


Facevo allora questo esempio e mi hanno fatto notare che Platone avesse detto qualcosa di simile ma io non l'ho letto e posso solo dire che i greci,pur in un contesto scientifico primitivo,hanno avuto un impatto fortissimo sul progresso e che se proprio qualcuno vuole cercare delle radici,più che alla cristianità dovrebbe guardare all'antica Grecia. Comunque,mentre Platone faceva l'esempio della caverna io un po' più terra terra ho pensato ad un credente ed un ateo che in una giornata di sole camminano a braccetto. Arrivano di fronte ad un muro e questo muro è largo diciamo un paio di metri,quanto basti a nascondere una persona; a quel punto l'ateo si pone la domanda se dietro il muro vi sia qualcuno. Non vedendo cosa vi sia dietro il muro ci si può comportare secondo logica o secondo fede. Usando la logica,guardando la mia ombra(poniamo a sinistra) e quella del muro(chiaramente sempre a sinistra!) non vedendo nessun altra ombra oltre il muro,io posso affermare che dietro quel muro non c'è nessuno; anche se non guardo dietro,perchè magari non posso oltrepassare tale linea,la logica mi dice che la mia supposizione è molto probabile. Non ho la certezza assoluta in quanto non vedo con gli occhi,però la supposizione è quanto di più congruo che c'è con la realtà. Posso altresì tirare un sasso oltre il muro: se ci fosse qualcuno si farebbe male. Magari urlerebbe. Questo dice la logica. Eppure anche così non sono sicuro al 100% che dietro il muro non ci sia nessuno. Mi resta un dubbio,ma la mia logica fino a prova contraria ha ragione.

Una persona che ha fede invece,al di la di ogni logica ed evidenza,è sicura che dietro il muro c'è qualcuno. Qualcuno gli ha insegnato ciò,gli hanno detto che dietro i muri c'è sempre qualcuno ed egli vi crede e basta:è sicuro che dietro vi sia qualcuno. Lo è a prescindere: che non ci sia nessuna ombra o che nessuno strilli se lancio un sasso o che nulla manifesti la sua presenza non ha importanza! Egli crederà sempre che dietro il muro c'è qualcuno...magari ti dirà che è invisibile,che si è allontanato un attimo,che i raggi del sole lo attraversano ma la sua fede sarà incrollabile.

Il guaio è che di fronte a queste due posizioni,noi che tuttavia abbiamo un dubbio ed aspettiamo semmai la prova contraria,siamo disposti anche a lasciar che gli altri credono ciò che vogliono,mentre gli altri no. Essi pretendono che noi crediamo a ciò che vogliono loro e ogni comportamento che si discosta da ciò a cui loro credono è contro e va stigmatizzato. Loro,dietro la loro certezza della loro verità ti impongono la loro visione.
Difficile avere un dialogo così...

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Qualche giorno fa parlando con amici avevo espresso un concetto che volevo riprendere. Si parlava di fede e quindi inevitabilmente la mia posizione fu quella di contrapporvi la logica. Infatti tra un credente ed uno che non lo è la distinzione è tutta li: il credente deve accettare...
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27/02/2008 10:02:59
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