un libro interessante: cose di cosa nostra

18 giugno 2008 ore 11:16 segnala
Ci sono libri che quando li leggi ti accorgi sin dalle prime righe che hanno un qualcosa di particolare,quasi un aria mistica direi!In questo caso il misticismo che mi ha attratto non ha nulla a che vedere con un mistero religioso ma come vi si legge ad un certo punto vi è qualcosa per cui il fenomeno ha punti in comune con la religione.Il termine misticismo, dal greco mystes e mystikos ("iniziato ai misteri"), da meyen ("essere chiuso") è una corrente teologica che predica come principio autentico dell'esperienza religiosa, il contatto irrazionale e sentimentale, con la propria interiorità, nella quale si specchia e si riscontra il divino. Il mistero, dal quale deriva il termine, è ciò che non si palesa razionalmente e rimane nascosto e "chiuso" alla comprensione.
Beh,in questo caso come ho detto non c'entra nulla la religione ma c'entra la mafia infatti il libro che ho finito di leggere si intitola "Cose di cosa nostra" ed è stato scritto in collaborazione tra Marcelle Padovanì ed il giudice Giovanni Falcone.

Dove sarebbe il misticismo mi si chiede? Beh per prima cosa l'aria mistica la si sente leggendo una lucida analisi sui fatti ed i segreti della mafia descritti in un modo talmente chiaro e comprensibile che mentre leggevo avevo l'impressione di ascoltare una persona ancora viva. I temi vecchi di vent'anni sono talmente attuali che alla luce di tutto ciò che è successo sembra non sia cambiato praticamente nulla. L'unica cosa che è cambiata è la situazione politica e la consapevolezza che come egli ipotizzava se la mafia non la si combatte quando si hanno i mezzi essa alla fine vince ed è proprio quando non la si sente che essa è più forte e presente. Beh,alla luce dei recenti fatti politici siciliani mi pare ovvio che Falcone avesse ragione: egli aveva capito l'essenza della mafia,aveva capito i meccanismi ed aveva capito che gli affiliati sono come una chiesa chiusa ed i cui segreti sono appunto cosa nostra. Egli aveva capito che appalti e sub appalti erano la principale fonte di guadagno della mafia e che non è vero che la mafia prospera dove c'è arretratezza ma è il contrario: la mafia prospera in Sicilia proprio perchè in Sicilia vi arrivano enormi flussi di danaro che lo Stato centrale debole non sa controllare.

E che cosa si è fatto in questi anni?Si è forse rafforzato lo stato centrale?No...tutt'altro,lo si è indebolito e si è andati in direzione opposta!!E non è finita!!Addirittura si sentono in questi giorni ipotesi di creare una banca del sud...una riedizione della cassa del mezzogiorno!!Povero giudice Falcone,sacrificio di una persona per bene che credeva nello stato tradito dallo stato stesso che ha vanificato in questi anni tutto il suo lavoro e che si appresta con le ultime norme in fatto di intercettazioni a dare il colpo di grazia a quei pochi magistrati onesti che al contrario di quelli ammazzasentenze o che ne rinviano fino alla prescrizione i processi hanno pagato con la vita e vivono una vita che nessuno si sognerebbe.Diceva Falcone nel libro che una delle cause per cui in questo paese non si riesce a colpire la mafia è anche il mancato coordinamento,i troppi centri di potere in competizione tra loro che significano inefficienza. E forse stato ascoltato? No,proprio per niente.Addirittura qualcuno ha pensato bene di chiamar eroi quei mafiosi ligi al loro "dovere" di non parlare.

Comunque sia questa lettura è stata istruttiva soprattutto perchè ho potuto aprire gli occhi su tanti luoghi comuni che a volte una visione distorta del fenomeno da. Ho capito che egli è stato ammazzato soprattutto perchè coi suoi metodi aveva capito come un mafioso pensa e come agisce. Egli aveva penetrato davvero il muro ed aveva compreso pienamente il fenomeno. Egli inoltre sapeva che sarebbe morto ammazzato eppure ha continuato lo stesso il suo lavoro. In un passo racconta di un interrogatorio a Michele Greco(chiamato il papa...giusto per riaffermare quell'aria di congregazione mistica!)che gli da due "messaggi" in codice,incomprensibili per chi non è iniziato a certi linguaggi.Gli dice:lei giudice è come Maradona,invincibile sul campo,salvo quando gli fanno lo sgambetto che Falcone stesso interpreta nel senso che Greco gli sta dicendo che ha i mezzi per farlo eliminare.Il secondo messaggio che gli da è:sono amico del procuratore Emanuele Pili. Traduzione di Falcone:attento,sono amico di persone molto influenti,gente sopra di te,ho buoni rapporti con il potere e tu non sei nessuno...

Beh dopo aver visto tutto ciò che è successo a partire dalla sua morte resta tanta amarezza,tanto pessimismo e la certezza che questa italia,questi italiani è evidente che non vogliono affatto vivere in uno stato di diritto ma si accontentano di vivacchiare in una repubblica delle banane in cui il potere è e deve restare padrone assoluto dei nostri destini e mai,in nessun caso esso deve essere messo in discussione da nessuno.Il resto sono solo chiacchiere e parole vuote di fantocci che fanno tanta polvere e tanto clamore mentre chi deve continuare a fare affari illeciti sta tranquillo e tutto cambia per restare immutato nel tempo.
A me resta la consapevolezza di aver capito molte cose da un uomo che non c'è più e la cui eredità è stata polverizzata distruggendo tutto il suo lavoro.
9525466
Ci sono libri che quando li leggi ti accorgi sin dalle prime righe che hanno un qualcosa di particolare,quasi un aria mistica direi!In questo caso il misticismo che mi ha attratto non ha nulla a che vedere con un mistero religioso ma come vi si legge ad un certo punto vi è qualcosa per cui il...
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18/06/2008 11:16:59
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