ANIMALI DA CHAT

15 agosto 2010 ore 18:16 segnala

 

 

(Appunti sparsi di etologia applicata)

Dai tempi di Esopo siamo stati abituati a interpretare il comportamento animale in chiave antropocentrica e antropizzata… Ciò vuol dire che un topo può essere il miglior amico di un cane, se si chiamano Topolino e Pippo. Nella realtà difficilmente vedremo il nostro amato bracchetto aspettare il Grande Cocomero insieme a un bambino con la testa tonda e la sua coperta…

Ma proviamo a capovolgere la prospettiva, risvegliamo la bestia che è in noi

In origine il termine etologia stava ad indicare la scienza del comportamento morale dell’uomo, per poi diventare la scienza che studia il comportamento degli animali. Furono i grandi etologi tedeschi Konrad Lorenz e Nico Tinbergen a dare la definizione di etologia come lo studio comparativo del comportamento umano e degli altri animali in un’ottica evoluzionistica .Base di qualsiasi ricerca etologica è l’etogramma, ossia il catalogo minuzioso di tutti i moduli comportamentali propri dell’animale. E quale migliore etogramma della registrazione fedele e oggettiva dei fatti? Il nostro etogramma dicesi log.

Occupazione dello spazio
Il soggetto in osservazione è detto utente. L’utente occupa uno spazio all’interno del territorio (canale, chat-room) in misura proporzionale a vari fattori, per esempio il numero totale di utenti presenti (se è l’unico utente godrà del massimo spazio possibile, anche se con scarse probabilità di comunicazione… se si esclude un monologo interiore, che l’utente potrà comunque condurre nel chiuso della sua stanzetta gratuitamente e senza sentirsi così stupido); inoltre l’utente potrà scegliere la strategia a lui più congeniale per la conquista dello spazio disponibile, in genere la scelta oscilla tra i contenuti e la forma, con tutte le combinazioni possibili.

Chi punta al contenuto dei messaggi elabora concetti e affermazioni più o meno accattivanti e/o provocatorie, chi invece preferisce (o è costretto dalla pochezza di idee) la forma, tende ad appoggiarsi sui tasti (caps lock o un qualsiasi tasto, preferibilmente una vocale). In questo caso lo spazio non è solo un concetto metaforico ma si misura in centimetri di video occupato.

Marcatura del territorio
Essendo impossibile spruzzare di urina gli angoli (rendendo le condizioni igieniche del canale assai precarie e invivibili) la marcatura del territorio avviene con mezzi alternativi, il più efficace dei quali è il cambiamento del topic. Anche la scelta del nick può avere un peso nella visibilità dell’utente in mezzo al gruppo. C’è da scommetterci che una Assuntina avrà meno chance di attenzioni rispetto a una Lady_Eva

Il Corteggiamento
L’utente maschio in fase di corteggiamento è detto takkino, e takkinare è detto l’atto del provarci. Esistono anche casi (apparentemente meno frequenti) di takkine femmine. Secondo la morale comune il maschio è un dongiovanni e la femmina una poco-di-buono. In generale il corteggiamento è suddiviso in fasi:

Saluto (modulo comportamentale in assoluto più frequente, ripetuto e ripetitivo);

Interrogatorio, nel quale ci si accerta che l’altro sia del sesso giusto, che sia facilmente raggiungibile, e che l’età assicuri uno stato fisico ancora accettabile;

Inseguimento verbale che nella maggior parte dei casi avviene privatamente, anche con l’ausilio di disegnini e frasi precedentemente preparate nell’illusione che l’utente femmina creda che siano state create appositamente per lei. Un momento fondamentale è la richiesta della foto (all’argomento verrà dedicato un paragrafo a parte);

Contatto telefonico (dopo la prima telefonata è d’uopo lodare la voce dell’interlocutrice, anche se ricorda più la Sig.na Carlo che Tina Lattanzi - la doppiatrice di Greta Garbo);

Incontro ravvicinato (di vari tipi).


    Lo scambio di segnali visivi

    Il tipo di comunicazione esclusivamente verbale che si realizza in ambienti virtuali come canali IRC e webchat, lascia ampio spazio all'immaginazione, e il cono d'ombra che oscura tutto ciò che è visivo non è una limitazione, ma anzi un'apertura nei confronti di mondi e persone che altrimenti a priori scarteremmo. Questa la teoria, in pratica lo scambio delle foto è uno dei riti più comuni e frequenti. E qui si aprirebbe un capitolo complesso e articolato riguardo l'immagine visiva in chat.  In breve, è bene sapere che ci sono utenti (maschi o femmine) che spacciano foto di altri, foto risalenti a 10 anni o 20 chili prima, primi piani in ombra, particolari di foto di gruppo in cui l'utente risulta non più grande di pochi centimetri, per terminare nell'apoteosi della fototessera della patente o carta d'identità (quelli di mondo la prendono dal passaporto). Successivamente è possibile passare alla fase dell'incontro , in cui gli utenti si annusano e si scrutano per verificare le reciproche aspettative. L'utente generalmente è poligamo. Ma in rari casi si assiste alla formazione di coppie il cui tempo di permanenza oscilla dal giorno (o notte che sia) alla vita intera (ma di questo non ci sono prove, sono voci che corrono). Un'azione consumatoria potrà poi essere la fine (e il fine) del takkinaggio vero e proprio. Tranne poi riprendere negli stessi modi (e/o con varianti) con una nuova utente appena entrata.

    Questo fenomeno viene detto dagli scienziati effetto Coolidge: se un maschio viene tenuto in un ambiente limitato (es. gabbia, canale di IRC) con delle femmine, egli si occuperà di una o più utenti femmine presenti. Nel momento in cui una nuova femmina (o presunta tale) entrerà nella gabbia, il maschio rivolgerà le sue attenzioni verso la nuova arrivata, anche trascurando le femmine già presenti. Dal punto di vista biologico questo comportamento si spiega con la tendenza all’accoppiamento col maggior numero di femmine, per aumentare la possibilità di trasmissione dei propri geni. Le strategie attuate dagli animali (anche umani) per raggiungere questo scopo sono molto varie. Ma, a causa della diversa fisiologia e quindi del conseguente diverso dispendio energetico in termini di investimento parentale, quello che distingue i maschi dalle femmine (in particolare dei mammiferi) è che i maschi puntano alla quantità della prole, le femmine alla sua qualità.

    Dato però che in chat di geni non ce ne sono (attendo smentite), ulteriori studi e osservazioni serviranno per chiarire il significato evolutivo di comportamenti, che spesso sbrigativamente , e forse superficialment e, vengono definiti con epiteti non molto gratificanti per i maschi (…e neanche per le femmine che abboccano come cavedani). Vorrei in conclusione dedicare un grato pensiero a tutti gli animali da chat che ho incontrato negli ultimi due anni… dalle oche vere o false agli irriducibili tacchini, dalle gatte morte ai pavoni, dai porci con e senza ali... alle cozze e ai vermi. Chiedo scusa a tutti coloro che ho dimenticato, sarà cura degli utenti stessi segnalare gli animali ai quali si sentono più vicini. E se qualcuno un giorno ci dirà che siamo delle bestie, non ci offendiamo, sono loro che eventualmente devono farlo.

    Ogni riferimento a fatti e persone virtuali e/o

    reali non è affatto casuale.

    Incipit

    15 agosto 2010 ore 17:58 segnala

    Quello che leggerete di seguito è quanto di irrilevante e futile possa esservi, inoltre nuoce gravemente alle vie respiratorie! E' mio dovere avvertirvi che esistono modi ben più edificanti e divertenti su cui focalizzare la vostra trascurabile attenzione. Il linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. A tutti gli altri, buona lettura.