Settantatre: Sveva

13 novembre 2018 ore 15:19 segnala
Un giorno non lontano mi piacerebbe diventare mamma di una figlia femmina.
Per Sveva inventerò ogni sera una favola nuova, per farla addormentare. Ma nelle sue favole non ci saranno principi coraggiosi e principesse indifese. Non ci saranno streghe e ranocchi,draghi, nè fate turchine, grilli parlanti, gnomi o folletti.
Le favole di Sveva racconteranno la storia dei veri super-eroi. Quelli che incontri ogni giorno, tutti i giorni. Al supermercato, a scuola, in ufficio, in fila alla posta, alla fermata dell'autobus, per le vie della città, in piazza, nella trattoria all'angolo.
Uomini e donne, eternamente bambini, oppure vecchi nel cuore. Speranzosi o disincantati. Vittoriosi o perdenti. Ostinati, determinati o arrendevoli. Pragmatici e sognatori. Cinici, realistici e romantici. Una varietà infinita di infinite vite.
Le insegnerò che non sempre i mostri cattivi vengono sconfitti dal prode cavaliere senza macchia e senza paura con la sua spada magica perché non esiste nessuno che sia davvero senza macchia, e senza paura.
Qualche volta i mostri vincono. E' non c'è niente di sbagliato. Anche se fa male.
Le insegnerò che dare non è meglio di avere. Perché ci sono cose, nella vita, che si devono avere per forza.
L'aiuterò a sognare e le spiegherò quanto sia importante avere un sogno per cui lottare. E poi un altro, per cui lottare di più. E un altro ancora, che valga i primi due.
Le insegnerò ad amare ogni luogo in cui poserà piede ma anche quanto sia importante avere un posto in cui tornare, dopo essere stati via dal mondo, e da sé stessi, troppo, e troppo a lungo.
E quanto sia importante avere un amico su cui contare. Qualcuno che conosca la differenza tra sentire ed ascoltare. Consigliare e giudicare. Qualcuno che non dica "te l'avevo detto", anche se lo pensa.
Le chiederò di essere sempre determinata a sufficienza per perseguire un obiettivo, e saggia abbastanza per capire che, qualche volta, è necessario "lasciar andare".
Lasciare andare un dolore o una sconfitta, una paura o una vittoria, un errore ed un successo, un amore o un'illusione. E ricominciare.
L'aiuterò a formarsi una dose massiccia di ironia cui dare fondo nei momenti difficili. E una scorta segreta di umorismo illimitato.
Le insegnerò che le regole esistono ma qualche volta vanno infrante. Che i limiti ci sono e vanno superati. Perché la vita non può essere costretta nel perimetro delle definizioni ma a volte è necessario uscire dal seminato, saltare la staccionata, e correre a perdifiato nel nulla dello spazio circostante, per capire chi siamo, e cosa ci manca.
Le insegnerò che la libertà è la più grande delle ricchezze, e la più sudata delle conquiste.
Le insegnerò che essere donna è un mestiere difficile ed affascinante.
Le racconterò del mio primo amore. E spererò, con tutto il cuore, che il suo sia altrettanto bello e rispettoso. Le racconterò del mio primo giorno di scuola e del primo esame. Della prima volta in cui sono rientrata tardi e papà si è arrabbiato. Le racconterò della prima volta in cui ho indossato i tacchi e del primo libro che ho letto. Della prima bicicletta e dei miei primi pattini. Delle ginocchia sbucciate e dei primi diari. Le racconterò del mio primo bacio e della mia prima volta.
E poi le spiegherò che, spesso, le seconde volte riescono meglio..
Le insegnerò che i libri sono come le persone. Alcuni ti tengono compagnia lungo l'arco di un respiro. Altri, invece, sono per sempre.
Le insegnerò a porgere l'altra guancia. E le ricorderò che di guance ne ha due soltanto.
Le insegnerò a non tradire sé stessa.
Le racconterò che, per lungo tempo, ho creduto che mai più avrei avvertito il desiderio di diventare mamma.
Poi, un mattino, un mattino qualsiasi, senza una ragione apparente, mi sono scoperta a pensarci. E più ci pensavo, più mi piaceva.
Infine, le racconterò che lei è il frutto di un grande, grandissimo atto d'amore.

Se un giorno arriverai, sappi che le mie braccia sono già pronte ad accoglierti.

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Un giorno non lontano mi piacerebbe diventare mamma di una figlia femmina. Per Sveva inventerò ogni sera una favola nuova, per farla addormentare. Ma nelle sue favole non ci saranno principi coraggiosi e principesse indifese. Non ci saranno streghe e ranocchi,draghi, nè fate turchine, grilli...
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Settantadue: Errori

07 novembre 2018 ore 23:07 segnala
Raramente mi capita di cucinare seguendo le ricette, amo mescolare dosi e ingredienti seguendo gli insegnamenti appresi guardando mia nonna e raramente mia madre...Solo quando mi appresto alla preparazione di un dolce, quelle poche volte che accade in quanto non amandoli mangiare non amo nemmeno cucinarli, prendo il buon libro di cucina cercando di seguire scrupolosamente la ricetta. Anni fa, in onore della terra che mi ospitava, volli cimentarmi nella preparazione della torta caprese ma, nonostante seguissi la ricetta, cercando di attenermi ad ogni indicazione, scordai un ingrediente. Non so come fu ma quella voce la saltai a piè pari, i miei occhi proprio non la misero a fuoco. Mancai un pezzo, per intero.
Me ne resi conto solo dopo, infornandola, quando ormai era davvero troppo tardi per tornare indietro e rimediare a quello che si preannunciava essere un disastro culinario ed un doloroso affronto alla mia autostima.
Così attesi, impaziente, che trascorresse il tempo di cottura e nel mentre pensavo a come giustificare quel pasticcio.
Invece, miracolosamente e contro ogni aspettativa, risultò magnifica, deliziosa, la più buona che avessi mai mangiato.
Da allora, quell'ingrediente l'ho barrato via dalla ricetta. Come quando, da bambina, facevo il dettato, e sbagliavo una parola. Provavo a cancellarla con il correttore bianco perché non volevo restasse la macchia, lo scarabocchio sul candore immacolato del mio quaderno da prima della classe. Ma la maestra, puntualmente, me lo impediva. Mi diceva di tirarci sopra una linea, ed andare avanti.
Il perché di questo insegnamento l'ho capito solo poi, crescendo. O almeno provandoci.
Coprire l'errore con il correttore sarebbe stato come fingere che non fosse mai esistito. Tirarci sopra una linea con la biro blu, invece, avrebbe reso il mio foglio perlaceo più disordinato, e sicuramente meno elegante, ma mi avrebbe ricordato per sempre dov'è che avevo sbagliato, impedendomi di commettere lo stesso errore una seconda volta. Sarebbe stato un significativo monito per il mio futuro. Di donna, prima che di studentessa.
Forse, è così che funziona. Le cose belle nascono dalle regole del mondo, quelle che segui scrupolosamente, perché qualcuno ha detto che si fa così, e tu ci hai creduto.
Ma dagli errori, dalle variabili impazzite, dagli inciampi, dagli imprevisti impossibili da gestire, dai nastri che non puoi più riavvolgere, nascono le cose eccezionali. E perché mai dovrei accontentarmi di essere ordinaria quando potrei essere straordinaria?
La magnificenza è figlia illegittima di quella voce che ti arriva un po' appannata - nel silenzio delle notti che sono notti diverse dalle solite notti - e sembra dirti: "E' troppo tardi per tornare indietro". E allora non ti resta che andare avanti. Nonostante tutto. A dispetto di tutto. Da sola. Controcorrente. E mandare affanculo quella voce, in quelle notti che sono notti diverse dalle solite notti.
E la vita è come un quaderno di bambina, pieno di dettati, compiti a casa, pensierini, scarabocchi, macchie di inchiostro. Non puoi cancellarle, e nemmeno dovresti.
Gli errori sono ferite. E le ferite sono buchi che non si rimarginano mai del tutto. Così, il cuore si fa ogni giorno più simile ad uno scolapasta emotivo. Come un rubinetto che perde, e lascia andare via un po' di te, un po' di loro, un po' di tutto.
Mentre scrivo, dalla cucina arriva il profumo della torta appena sfornata. Lo respiro a pieni polmoni. Mi ricorda che sbagliare non è sempre sbagliato. Qualche volta, è la cosa migliore che ti possa capitare

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Raramente mi capita di cucinare seguendo le ricette, amo mescolare dosi e ingredienti seguendo gli insegnamenti appresi guardando mia nonna e raramente mia madre...Solo quando mi appresto alla preparazione di un dolce, quelle poche volte che accade in quanto non amandoli mangiare non amo nemmeno...
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Settantuno: Le donne della chat

01 novembre 2018 ore 17:24 segnala
E dopo gli uomini, largo alle donne della chat...ingrato compito, non fosse altro perchè, appartenendo al genere, mi sono dovuta rifare alle varie categorie in cui molti mi hanno posta...e a cui, ahimè, forse appartengo davvero...Questo preambolo e mea culpa serve per addolcire l'acidità che forse si potrà cogliere in alcune mie osservazioni...per cui donne, nn abbiatene a male...parlo di voi parlando di me:) :)
Inizio a dire che ad una donna bastano poche studiate frasi e la compilazione ad arte del proprio profilo per creare, da sola, una maschile fila in una stanza....se poi accompagnata da una foto decente, non ce n'è più per nessuno.
Perchè una donna - qualsiasi donna - sempre femmina è.
Tuttavia, come nel reale, anche in chat non è immune da difetti, diciamo così, di virtuale fabbrica.
Ho letto diverse donne qui e osservato diversi comportamenti...e come disse un famoso umorista, "Ce ne vogliono di tutti i tipi per fare un mondo." ....ecco quindi le tipologie che vanno per la maggiore, secondo il mio modesto (mica tanto) parere...ricordo che io sono tutte coloro che mi accingo a descrivere :) :)
-La Misteriosa...Ci chatti un po’, senza riuscire a sapere come si chiama, che lavoro fa e qualsiasi altra cosa lei ritenga rivelatrice della sua identità e/o personalità, rinuncia a dichiarare praticamente tutto, tranne che i suoi pregi – quasi sempre – coincidono con i difetti.
-La Dark...e ce ne sono molte, almeno così si presentano...è esoterica quanto basta per trasmettere quella sana inquietudine che a lei provoca una goduriosa ed irrinunciabile soddisfazione. Angeli e diavoli sono alla sua mercè. Ama chi odia ed odia chi ama...e la sua fotogallery è piena di disegni noir
-L'Eteropentita. All'apparenza terribile ma alla fine si scopre che è tutto fumo e niente arrosto. Avverte gli uomini di starle alla larga, perché ormai "l’hanno stancata e quindi ora preferisce dedicarsi alle donne", fingendo pateticamente di ignorare che omosessualità e bisessualità sono una natura e mai una scelta dettata dagli eventi o frutto d'esperienze negative...non è cattiva, è solo sfortunata...E un mistero perfino a se stessa dato che nemmeno può dirsi una vera lesbica perchè ignorerebbe gli uomini senza menzionarli.
-La Semplice...Si descrive e si presenta spesso come "La ragazza(o la donna) della porta accanto". E’ solare, limpida e sincera. Non odia perché non ne è capace. Non sopporta la cattiveria, l’arroganza e la violenza. E’ in chat per conoscere persone nuove con le quali fare solo quattro chiacchiere in allegria, poi casomai si vedrà.
E’ sempre fidanzatissima o impegnatissima con il ragazzo/uomo più dolce del mondo, che ama smisuratamente e che incarna tutto ciò che lei sogna e di cui ha bisogno.
E’ per questo che non cerca nulla, in chat. E’ per questo che offre solo spontaneità ed amicizia sincera. E' per questo che non cerca sesso, non ha foto, nè cam, né cell, forse nemmeno il PC...aggiungerei
-La Cerebrale Acculturata.. Se non condividi suoi pensieri, se non capisci l’ovvio e lo scontato, se pensi che il sesso si riduca ad uno sfogo fisico e non sia un fatto di testa, allora sei di una pochezza che non ti accorda speranze.
Per farti sentire inferiore e culturalmente inadeguato, usa termini "zingarelliani", nel senso che per capirne il significato devi avere a portata di mano lo Zingarelli, come probabilmente deve aver avuto lei per compilare il profilo. Cita volentieri scrittori ed artisti poco conosciuti ai più, ma solo per trasmettere la sensazione che per capirli ed apprezzarli ci vogliono una testa ed una sensibilità fuori dal comune.
Insomma, ci vuole una come lei.
-L'Ignoratrice.. Ti avvisa subito. ..Se le fai troppe domande voli in Ignora, se le entri in pvt voli in Ignora, se le mandi più di un messaggio e mezzo voli in Ignora, se le parli di cose a lei sgradite voli in Ignora, se cerchi di capire cosa invece gradisce diventi invadente e voli in Ignora, se ti azzardi a tentare un approccio o se le parli di sesso – pratica alla quale sembra essere allergica – voli in Ignora.
Insomma, qualsiasi cosa fai, rischi di volare in Ignora...Non deludiamola; ignoriamola e voi maschietti dedicatevi alle altre.
-L'Acida...(chi sta pensando che questa è la mia categoria è pregato di accomodarsi fuori dal blog e autobloccarsi). Finge calma e cordialità, ma il suo profilo è come il suo carattere; rancoroso, provocatorio e indisponente. Ma non è colpa sua, perchè è frustrata e complessata e va aiutata soprattutto a capire se stessa. Come? ...semplice, appena entra la si mette in Ignora e si continua a chattare sereni.
-La Superdinamica...E' una specie di Wonder Woman in edizione limitata, per pochi insomma. Sa fare tutto, si interessa a tutto, nulla la spaventa. E' sportiva e competitiva, audace e coraggiosa. E' spietata con chi non le va a genio, ma cordiale e disponibile con chi la rispetta e quindi lo merita. E' solita ripetere "Se siete qui perchè non avete altro da fare" e considera il pvt un rifugio per maniaci.
E' giovane, ma spesso già separata o divorziata. Dichiara di non essere in cerca di storie perchè ora è fidanzata praticamente con Batman.
Ma non perdetevi d'animo; lui la notte non c'è mai...e lei sta sempre in chat :)
-La Delusa...quella che lo è davvero ed intimamente, quella sincera, quella che ha passato e passa guai da altri provocati e ne paga dolorosamente lo scotto la riconosci dopo le prime, semplici frasi sempre prive di qualsiasi inutile rancore, ma rivelatrici del suo malessere che comunque si astiene dal farti pesare. La sua autentica dignità parla per lei, in barba a ferite e cicatrici.
La vera delusa non ce l'ha mai con te in quanto uomo ma, purtroppo, con se stessa; infatti non attacca mai, però è giustamente sempre sulla difensiva. E' generosa, perchè ti lascia sempre una possibilità.
Mai scortese, non ti pregiudica, perchè nonostante i colpi ricevuti ha rispetto del prossimo, quindi profondamente va rispettata. Ce ne sono poche forse, o si ha poco tempo e voglia di accorgersi di loro...A me piace questa categoria.... l'ammiro, mi commuove e faccio pure il tifo per lei
- La Raffinata Irraggiungibile....Non ci sperate, signori... non è per voi.
La sua bellezza non ha età ed è già tanto se ha un profilo minimo perchè a che pro descriversi? Esistono forse aggettivi qualificativi all’altezza?
Predilige le macchine sportive di lusso e gli uomini maturi, con gusto e decisi, di quelli che - con charme, ovviamente - non perdono tempo. Parla sette lingue conosciute e tre morte. La meta dei suoi sogni non esiste, perchè è lei la meta dei sogni degli altri.
E' libera (probabilmente non ha avuto il tempo per sposarsi). Evidenzia una passione quasi maniacale per tutto ciò che è costosissimo e soprattutto che non le faccia perdere il prezioso tempo che non ha, attorniata com’è da tanti meravigliosi uomini che le dedicano il loro.
Infatti ama il lusso e non odia perché…non ne ha il tempo.
La trovi sempre in chat…però
-La Lolita....è imperdibile e la si riconosce dai nick coronarici che sceglie.."nipotina" "ancorainesperta" "vogliadimaturo" ...Non manca di furbizia, infatti reagisce ai vari input maschili in modo spesso spiazzante
Ama le caramelle dagli sconosciuti, il lupo e il bosco di sera e odia i coetanei e i moralisti e sogna di andare neI paese delle meraviglie, accompagnata dal babbo di Alice.
- L'Annoiata...o la Duecocomeri.....Nulla la diverte, nulla la interessa, nulla la stimola. Quando ti fa la rarissima grazia di digitare è quasi sempre per sentenziare, umiliare o comunque freddare qualsiasi insorgere di allegria o sano ed innocuo cazzeggio. E' in chat perchè probabilmente nel reale nessuno la regge, quindi non provocatela, perchè non aspetta altro. Fa abuso sistematico, quasi ossessivo delle faccine per rimanere in una sorta di terra di nessuno, al riparo da qualsiasi dovere di scrittura (ma chi glielo ha chiesto!) e cercando quindi di trasmettere da lì la sensazione che non si abbassa a rispondere a parole non perchè non ne abbia - come in effetti sicuramente è - ma perchè gli altri utenti non lo meritano; sono così noiosi...
Poi...Poi, ogni tanto, incontri una donna normale.
Che ride come te delle stranezze umane :)

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E dopo gli uomini, largo alle donne della chat...ingrato compito, non fosse altro perchè, appartenendo al genere, mi sono dovuta rifare alle varie categorie in cui molti mi hanno posta...e a cui, ahimè, forse appartengo davvero...Questo preambolo e mea culpa serve per addolcire l'acidità che forse...
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Settanta: Gli uomini della chat

27 ottobre 2018 ore 21:55 segnala
Premetto che conosco solo questa chat e più la frequento, più mi sembra un gigantesco "teatro multiscenico"; ad ogni ingresso in stanza si apre un sipario, si apre un siparietto ad ogni apertura di pvt mentre ogni profilo è praticamente un personale programma di sala più o meno ricco a seconda di chi lo ha compilato.
Gli attori siamo noi e come veri attori in teatro ci muoviamo; quindi si entra in scena, si recita, si esce, si rientra e così via fino alla conclusione dello spettacolo, quando si va in camerino, ci si spoglia, ci si strucca (insomma si chiude l'accesso) e poi ognuno per se.
Quanti sono i personaggi di questa enorme rappresentazione multiscenica? Bravo chi riesce a contarli, cioè Chatta ce lo dice appena apriamo la home page del social: "Utenti presenti in stanza".... ma chi sono questi "uomini"?...proviamo ad analizzarne alcune tipologie, partendo dalle frasi più scontate che fanno parte del loro repertorio.
"E’ la prima volta che incontro una persona come te, sei davvero speciale…”, “anche se la vita mi ha messo a dura prova, io sono una persona solare e penso vada vissuta fino in fondo”, “non credo che riuscirò ad amare ancora una donna…”. Chi non ha mai sentito queste frasi; chi non ha mai avuto il piacere di incontrare personaggi brillanti e al tempo stesso sensibili; allegri ma profondi; capaci di ascoltare e di consolare nei momenti difficili, ma anche fermi e determinati, dolci e protettivi. Ecco questi gioielli umani spesso popolano le variegate stanze delle chat nel generoso tentativo di consolare e allietare incantate chatters, il cui cuore, si sa, è ostico da penetrare; solo un amore sincero e incondizionato può ancora riscaldare animi spesso intorpiditi da una vita spenta e ripetitiva, dove le illusioni della prima gioventù e le speranze adolescenziali hanno lasciato il posto alla matura disillusione di una coscienza vissuta; o dove incontri giovin fanciulle che nelle loro menti sono facilmente manovrabili o possono risvegliare quel senso di conquista che ti fa sentire di nuovo vivo. Ecco, in chat la pubblica si è mostrata un incredibile tesoro di personaggi e prototipi che affollano i corridoi virtuali di un mondo ancora tutto da scoprire, tanto da suscitare la voglia di dar vita a un breviario (ovviamente parziale e sempre aggiornabile) dei “tipi” da chat:
-il provolone classico: ahahah ma sai che sei veramente simpatica ahahah, mi piace il tuo modo di ironizzare…e di reggiseno che misura porti?;
-il mandingo: beh dei miei 32 cm non si è mai lamentata nessuna e poi io meno di 5 ore non duro, mi pare anche un segno di rispetto verso la donna…;
-il romantico: sai io penso che nella vita esistano le affinità elettive e che, come gli occhi sono lo specchio dell’anima, così le parole possono diventare il nutrimento del nostro spirito…a proposito, che indossi in questo momento?;
-il deluso inconsolabile: le donne mi hanno fatto soffrire troppo, ormai non credo che amerò mai più una donna…però tu mi sembri speciale…;
-il questuante: ma proprio non ti piaccio? Non ti attiro nemmeno un pochino? Eddai, ma in fondo che ti costa no? Per te sono solo 10 minuti di sacrificio….;
-l’insistente: ti va cam? Mi manderesti una foto? Vuoi il mio cell? Ti va di darmi il tuo? allora ci incontriamo? Dai ci vediamo? Pensi che io sia brutto? Davvero dimmi se lo pensi? Come mi immagini? Ti sto disturbando? Faccio troppe domande? No, se faccio troppe domande puoi dirmelo eh. Allora ti sto scocciando? Ti rompo? Ehi ci sei ancora? Perché non mi rispondi?;
-l’aggressivo: senti non mi scocciare che non ho voglia di parlare con te, sei pesante. Dai ci sono tanti uomini che si prostrano come cagnolini davanti a una donna, anche se è insignificante come te, vai a parlare con loro…vai vai…ma te ne sei andata?;
-il cavernicolo: tanto sarai sicuramente la solita troia di chat che cerca un cazzo per passare la serata. A me ‘ste cazzate fanno vomitare, levati dai cojoni; vattene in cam in pvt con qualche disperato …;
-il represso: ciao ti va di chattare con un ragazzo sensibile e romantico? No? No?! Come no????!!! Brutta stronzaaaa, ma chi ti ha mai cacata????!!! Sei solo una fallita!!!;
-il maniaco: ciao ti va di farti leccare tutta? Sei in calore?;
-lo spirito libero: io non cerco e non chiedo nulla. Amo la vita e tutto quello che mi dà senza legarmi a nessuno…io sono un uccello che vola libero e che nulla chiede agli altri; a proposito di uccelli…;
-il depresso: sono triste perché la vita è uno schifo. Oggi mi è andato tutto storto…nessuna donna mi ama e non ho amici…mi trattano tutti male…, ma tu forse sei una persona diversa…aspetta che vado a chiudere il gas..;
-il cazzaro: l'estate prossima penso di non andare più in vacanza a Porto Cervo, ormai è piena di gente volgare e senza stile. Meditavo sulla possibilità di prendere lo yacht e fare il giro del Mediterraneo…mi piacerebbe farlo con una persona speciale…certo questa persona dovrebbe dimostrarmi che ha voglia di venire con me…
Poi...
Poi, ogni tanto, incontri un uomo normale.
Che ride come te delle stranezze umane.

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Premetto che conosco solo questa chat e più la frequento, più mi sembra un gigantesco "teatro multiscenico"; ad ogni ingresso in stanza si apre un sipario, si apre un siparietto ad ogni apertura di pvt mentre ogni profilo è praticamente un personale programma di sala più o meno ricco a seconda di...
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Sessantanove: Il muro

22 ottobre 2018 ore 09:55 segnala
Il mio maestro delle elementari mi salutò con un consiglio che ho sempre tenuto in mente ma rispettato poche volte forse: sii sempre curiosa, è il primo passo per affacciarti alla vita e poi viverla.
Ho capito con il tempo che non bisogna fermarsi dopo quel primo passo però...occorre farne molti altri e non sempre facili...Per il secondo occorre un minimo di sforzo: prendere una scala e appoggiarla contro il muro. E' a questo punto che viene il difficile: osare l’avventura, uscire dal proprio recinto. Iniziano le paure, i timori...Reggerà la scala? Non mi romperò l’osso del collo come successo già ad altri?
E quella voce interiore: Lascia perdere gli altri e sali sul primo piolo. Traballa un po’, sì, ma non è successo niente. Stai diritta e sorridi.
Lo so che vorresti fare come i gamberi ora ma non lo sei, sei un essere umano, devi andare avanti... muoviti e sali un altro paio di gradini!
Ecco, piano piano, brava, ora sei a metà. Ti rivelo che la maggioranza a questo punto esita e comincia a barcollare, piagnucola, poi scende (qualcuno precipita gridando mamma!) ma tu non sei la maggioranza, sei unica, irripetibile, diversa da tutti gli altri, quindi completa l’opera. Vai!
Ecco...sei in cima, ce l’hai quasi fatta, visto che non era poi così difficile?
Adesso reggiti bene e affacciati al di là del muro e dai un’occhiata più vasta possibile, da farci entrare tutto il mondo dentro.
Guarda, è tutto già perfetto, non c’è nulla da cambiare, tutto è bene, credimi... prendi aria, inspira profondamente e riempiti lo sguardo fino a scoppiare di bellezza.
Come “cos’è?” Non la riconosci più? È la vita, la tua.
Guarda che panorama! Il mondo non è mai stato così meraviglioso come oggi, vero? anche se ieri c'è stato un temporale pazzesco che ha portato rovina e qualche distruzione...ma oggi si intravede un raggio di sole, l'aria è limpida, pulita...Guarda, annusa....non vedi che differenza con lo sbattere la testa al muro?

Lo so, il tuo muro ti dà sicurezza d’accordo, ma non ti senti un po’ meglio adesso?
Fa che questa sia la tua giornata straordinaria.
No? Ti senti sola, perduta e abbandonata?
Non posso fare tutto io però...hai una bocca per parlare o no? Allora usala!
Io posso solo aiutarti...Coraggio, proviamo insieme: "Ehi...c’è qualcuno qui?"
Rimani in attesa ora, fidati, prima o poi arrivano, arrivano sempre, è matematico.
Lì fuori c'è un sacco di gente curiosa quanto te. Hanno fantasie straordinarie e sogni da vendere. Sono alla ricerca continua di un compagno di viaggio sorridente e gentile che gli permetta di fare come vogliono, così come lo permetteranno a te.
E' questo alla fine che vuoi, no? Amici del genere, liberi e straordinari. Chi sarà il primo? O la prima?
Fidati, devi rimanere solo un po' in attesa....imparare anche a scoprire che non c'è niente di più delizioso dell’attesa...Ancora niente?… No, no...le senti delle risatine nei cespugli? Ecco, vuol dire che qualcuno è già arrivato, se ride fregatene e ridi pure tu, ti prendono in giro perché sono più timidi di te.
"Sono qui!!" Brava, così, urla più forte…
Così mi piaci, semplice, forte e chiaro.
E domani, dimentica la scala, porta il piccone.
I muri vanno abbattuti, tutti.

Sessantotto: Pelle

19 ottobre 2018 ore 21:15 segnala
Scrivimi addosso.
Raccontami il tuo desiderio in cerchi di saliva sottile.
Come cantano le canzoni: conquistami, dammi un'altra identità.
La mia realtà chiudila fuori dalla porta. Insieme al guscio che mi porta.
Prendimi dentro, sfilami l'anima e soffiami nel mare di questa voglia liquida che mi invade i sensi.
Toccami.
No, non la pelle bagnata e fremente.
Tocca il mio sguardo quando vuole fuggire
Dammi un presente infinito. Dammi tutto.
Passione, illusione, un sogno derelitto, il fuoco strisciante.
Sospendimi battito e pensiero e passa il mio cuore fra le tue dita.
Sono carne. Sono polvere
Accendimi la carne e lasciami cuocere lentamente. Appesa, immobile, rendimi schiava dei tuoi desideri.
Porta via la mia volontà, annegala, accecala, distruggila.
Leggimi addosso.
Lascia che ti racconti i miei pensieri più impuri in respiri appena accennati.
Siediti vicino a me e metti le tue mani nel mio corpo come a farne musica.
Ascolta le note. Quelle grevi e quelle acute. Quelle che volano in assolo e quelle che hanno bisogno del controcanto.
Prendi il tempo, sussurrami nella vita la mia melodia.
Senza fretta, percorrimi in brividi sottili.
Mordi il mio respiro. Lascialo entrare dentro te. E poi sputamelo addosso.
Ho desideri innocenti nei miei baratri.
Ho immagini violente e voluttuose sotto le mie ciglia.
Lascia che mi abbandoni. Accompagnami, non lasciare che vada via sola.
Mettimi la tua pelle addosso. Coprimi di bellezza. Disegnami di voluttà.
Guarda. Guarda il mio pallore incendiarsi.
Cerca. Cerca l'attimo dentro il colore dei miei sospiri.
Trova. Trova la chiave sotto la mia lingua.
A volte questo mio volere fa quasi male.
Stringe muscoli e volontà, muove mani, parole, pensieri.
A volte questo mio volere stupisce anche me.
Mi disorienta, mi stordisce, mi possiede.
Ma io non riesco mai a lasciarlo fare.
Lo lascio correre solo se sono sola, altrimenti lo redimo, lo controllo.
Io sono tutta qui. Riempiti mani ed occhi. E dammi ciò che chiedo.
Dammi ciò che mai mi sentirai chiedere.
Mi mordo via pezzetti di cielo che non torneranno più.
In fondo non chiedo molto: vieni, spogliami sopra una nuvola.
Coglimi, ubriacati e finiscimi. Adesso.

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Scrivimi addosso. Raccontami il tuo desiderio in cerchi di saliva sottile. Come cantano le canzoni: conquistami, dammi un'altra identità. La mia realtà chiudila fuori dalla porta. Insieme al guscio che mi porta. Prendimi dentro, sfilami l'anima e soffiami nel mare di questa voglia liquida che mi...
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19/10/2018 21:15:44
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Sessantasette: La favola moderna

12 ottobre 2018 ore 20:36 segnala
Una volta esistevano le Biancaneve, le Cenerentole che finivano per sposare il Principe azzurro e vivere felici e contenti la loro storia d'amore...oggi le storie d'amore, o qualcosa che all'apparenza sembra amore, nascono spesso in rete...
Questa è la storia di tanti qui ed inizia proprio con C'era una volta...
C'era una volta una donna normale che passava spesso il suo tempo davanti un pc e, vuoi per caso, vuoi perchè forse ormai è inevitabile trovarsi in alcuni meandri della rete, incontrò lui...fin dall'inizio tra loro c'era sempre stata la tecnologia...grazie ai rispettivi computer avevano cominciato a socializzare...si erano annusati tramite una chat, poi avevano dirottato verso dei pvt più confidenziali, fin quando una sera decisero di scambiarsi i numeri di cellulare ed iniziò così un via vai di messaggi telefonici...un repentino scambio di battute e si arrivò alla decisione di potersi conoscere davvero..
La loro storia iniziò così, grazie alla tecnologia...lei ne era rimasta meravigliata...vedi?, si diceva, la tecnologia funziona davvero, aiuta dove non arriva il caso...
E funzionava anche per lui...lui che usava la tastiera come lei usava i trucchi quando voleva farsi bella...ognuno nella propria maniera, i propri modi.
Sempre collegati al computer o sempre al cellulare...creando una sorta di mondo a parte, un meraviglioso, per loro, rapporto a distanza....un mondo dove trovavano rifugio le loro insicurezze fin quando capirono che però il loro alfabeto relazionale stava cambiando...senza aver concretizzato mai un incontro.
Cominciarono a sentirsi sempre meno...niente più telefono, niente più parole al vento che spesso si dimenticano: tra loro rimaneva tutto fermo rigorosamente ad una piccola tastiera...
O quasi fermo lì...
Vuoi salvare conversazione? No
Nemmeno più la tecnologia veniva in soccorso....le onde elettromagnetiche interferivano in quella pseudo storia di amanti silenziosi...
Gli chiese di parlarne ma lui non era già più l'immagine con cui si era presentato durante i loro incontri in rete...anzi sembrava quasi irritato da questa richiesta di confronto.
La storia terminò come era iniziata: lei davanti lo schermo del suo pc e lui davanti al suo portatile.
"Sono giorni che ti sento strano" digitava lei" ne vuoi parlare?"
"Insomma, rispondeva lui, è che io...."
Erano ad un punto di non ritorno...non erano lontani ma lei lo sentiva ormai lontanissimo...
E così la tecnologia funzionò anche quella volta tra loro.
"Non puoi immaginare quanto mi dispiace"
"Che vuoi farci...forse doveva andare così"
"Non ci perderemo però, vero? resteremo amici?"
"Certo....grandi amici di tastiera"
"Certo" Invio
"Ciao" Invio
Click.
Chiudi

...Un click tecnologico per delimitare solitudini reali...celati in buie stanze in cerca di vie di fuga; troppo arduo aprire la porta, meglio cercare scorciatoie.
Si cerca sollievo nelle parole che fuggono sotto le dita e si compongono su un monitor, distanti già dai nostri stessi pensieri....illusioni che ci convincono di aver detto, chiarito...
Apriamo la bocca solo a noi stessi, per noi stessi, mentre il mondo resta fuori.
Aprire quella porta vorrebbe dire rischiare e la teniamo chiusa.
Si è sempre demonizzato il mondo internettiano, per molti una fucina di maniaci e pervertiti, di gente che passa il tempo a creare falsi account, falsi profili per adescare ragazzine o donne, nuove Biancaneve e Cenerentole in cerca del principe azzurro....principe ormai fuori moda....l'uomo dei sogni oggi arriva a bordo di una Ferrari, di una Lamborghini...
Eppure questo non toglie che, se usata in modo corretto e responsabile, la chat possa essere un'opportunità, uno strumento di interazione di aiuto a molti...partendo, sia chiaro, dall'idea che chi effettua il login abbia gli strumenti adatti, intellettivi minimi, atti a fargli comprendere la concreta distinzione tra realtà effettiva e quella virtuale...
Non si tratta di due mondi che viaggiano su binari paralleli, ma di due visioni della vita confinanti tra loro.
Chattare con uno sconosciuto non significa illudersi o illudere con delusione scontata. Significa soltanto mettersi in gioco per quello che sei e non come appari. Lì dentro si perde quotidianamente un pezzetto di anima semplicemente perché si scrivono storie o si commenta qualcosa che interessa e questo permette di conoscersi ancora meglio.
Quanti studi fatti, quanti enunciati di psicologi e sociologi per cercare di spiegare questo strano fenomeno degli incontri nelle chat...dove si gioca con la propria personalità creando un regno fatato immaginario dove noi e soltanto noi siamo a comandare....e questo comporta dei rischi....il più grande è quello di uscire allo scoperto...per alcuni la chat è l'equivalente di un biglietto del cinema: una volta dentro la sala è necessario arrivare a vedere la proiezione, discernere gli attori dai personaggi reali e questo equivale all'"incontro" ...
ma questo, per molti, diventa il vero e grande e soprattutto "reale" problema.

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Una volta esistevano le Biancaneve, le Cenerentole che finivano per sposare il Principe azzurro e vivere felici e contenti la loro storia d'amore...oggi le storie d'amore, o qualcosa che all'apparenza sembra amore, nascono spesso in rete... Questa è la storia di tanti qui ed inizia proprio con...
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12/10/2018 20:36:38
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Sessantasei: Come stai

09 ottobre 2018 ore 08:04 segnala
Somme, addizioni, moltiplicazioni e varie.. Alla fine i conti torneranno oppure no?? Saperlo.
E mi domando: ma sarà così importante?
Definire il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato, potrà davvero servirmi?
Perchè anche se questo nuovo viaggio disorganizzato alla ricerca della me più profonda è appena incominciato, ho già imparato quale è il mio nemico più agguerrito.
Ed è buffo sapere che ciò che fino ad oggi mi ha salvata e preservata è proprio ciò che mi blocca e mi mantiene così, sospesa.
Che se qualcuno mi domanda all'improvviso come sto, e riesce a non farmi rispondere il mio solito "bene!" con annesso collaudato sorriso con fiocchetti, basta questa domanda semplice semplice per lasciarmi così, senza parole.
Perchè io come sto non l'ho ancora capito.
E sono talmente abituata alla filastrocca del "va tutto bene", alla finzione della costante perfezione, che non mi sono mai chiesta come stessi davvero.
E quelle poche volte che il come sto riusciva ad affiorarmi da qualche parte, in qualche lacrima, in un sorriso meno riuscito, in quella piega dubbiosa che affligge i miei occhi ogni tanto, ho imparato a ricacciarlo giù, fra le emozioni da non ascoltare. Ed ho imparato così bene ad ignorare i miei bisogni veri, profondi, il cordone ombelicale con me stessa, che alla fine l'ho reciso.
Mi sono ritrovata orfana di me stessa quando ormai la finzione di come gli altri si aspettavano che fossi aveva disegnato i miei contorni.
Ed ogni mio comportamento era perfettamente plasmato su questa soluzione.
Il mio sguardo e le inconsapevoli posture del mio corpo mi hanno sempre tradita, però.
Quelle ombre che in pochi riescono a scorgere dietro i miei occhi, quel rosicchiare le dita, l'urlo di quel finto ottimismo così ostentato, non si sono decise a spegnersi.
E' da loro che sto ripartendo, cercando di rammendare il mio cordone con fili di lana spessi e colorati.
Ed ascoltarmi, ascoltare, sentire, sono operazioni davvero difficili per me.
E faticose, così faticosa da prostrarmi. Mi basta fermarmi a sentire, cercare di disattivare la ragione per trovare il senso più ancestrale, istintivo, umorale, emotivo, profondo, per sentirmi stanca e vuota.
Come se dovessi ridisegnarmi tutta da capo.
Senza avere nessuna certezza sul da dove cominciare.
Così quando mi chiederai "come stai?", non stranirti di fronte al mio "non lo so".

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Somme, addizioni, moltiplicazioni e varie.. Alla fine i conti torneranno oppure no?? Saperlo. E mi domando: ma sarà così importante? Definire il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato, potrà davvero servirmi? Perchè anche se questo nuovo viaggio disorganizzato alla ricerca della me più...
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Sessantacinque: La corda

04 ottobre 2018 ore 17:55 segnala
In ogni relazione c'è una corda.
Questa corda non ha una lunghezza predefinita, ne una tensione specifica, non ha una dimensione univoca.
O almeno, non più.
Perchè sono sicura che un tempo li avesse. In un tempo nemmeno troppo lontano in cui la carne era un lusso festivo e morire di lavoro una promessa per molti. La vita era più breve, le cose erano più semplici e tutto aveva un nome. E pochissime possibilità interpretative.
Io in quel tempo sarei morta.
Involuta in un asse cartesiano immobile e definito, schiacciata dall'entropia di anima, mente e carne che avrebbero finito per strapparmi da me stessa. Uccidendomi. O facendomi impazzire. Chissà com'è impazzire.
Meglio non divagare...dicevo: in OGNI relazione c'è una corda. Dall'uso che ne facciamo dipende il successo di questa relazione. Dall'intensità con cui la stringiamo, la tiriamo ed attiriamo a noi, da come la muoviamo, da come la lasciamo andare.
Bisogna giocare ad essere ballerini artistici e creare disegni densi di significato.
Io come ballerina non sono granchè. Mi mancano coordinazione e convinzione.
La mia corda non potrebbe mai essere un frusciante nastro di seta.
La mia corda è una cima di mare, dura di sale, spessa di fatica e fatta per resistere agli uragani.
E' una corda che non si presta bene ad essere unita ad altri materiali. Rischia di essere troppo. Senza aggettivi a seguire. Troppo è già abbastanza.
Il mio movimento non offrirebbe ondeggi sinuosi, ho occhi felini, ma mosse predatrici. Il mio ciondolare, sorridere ed assecondare sono la mia danza del possesso. Ma non mi perdo in coreografie, non compiaccio nessuno se non me stessa. E chi sa compiacersene.
La mia corda fatica a trovare compromessi, sfilaccia, morde, ingoia.
E quando sembra aver trovato un pericolante equilibrio, si spezza.
Il mio problema nelle relazioni è tutto nella mia corda.
Che è solo una corda. Non si veste e non si traveste, non finge e non promette. E'.
Forse, nel saperla usare, bisognerebbe essere artisti, e come marinai disegnare nodi a tenuta di beccheggio che si sciolgono sotto la pressione di un polpastrello.
E' che dietro la mia corda ci sono io. Che non sono marinaio. Che non sono ballerina.
E mi sforzo. E mi applico. E cerco di capire ed intuire.
Quello che ho capito, in tutto questo tendere, stringere ed allentare, è che la corda va assecondata, che la tensione deve essere minima, i movimenti fluidi.
Niente strattoni, niente abbandoni improvvisi, niente tensione esasperata per mettere alla prova chi sta dall'altra parte.
La corda, la mia corda, ha bisogno di morbidezza. A contrasto della sua ruvidezza, che rispecchia la sincerità del mio sentire, il non ricorrere a giri di parole, cerca un calore discreto, mai declamato, un tocco leggero, accarezzato. La mia corda è semplice e detesta la teatralità.
Mi è costata amori ed amicizie. Mi è costata affetti cari e scivoloni sul ghiaccio, di quelli che quando ti rialzi, senti così male in ogni tua cellula da non capacitarti di cosa sia successo.
Ecco, io non so come funzionino le vostre corde, ma sto imparando a conoscere la mia, e quando sento che si è legata a qualcosa di bello, la lascio fare.
Che lei se ne frega della ragione e del cuore, e molte volte la sa più lunga di me.

Sessantaquattro: Parole

27 settembre 2018 ore 20:42 segnala
Adesso so cosa accade!
Ho avuto tempo, mi sono concessa abbastanza tempo per capire cosa succede in quel posto profondo che è la mia anima.
Ho ricercato il silenzio e non la polemica, per capire con chi ho a che fare.
Ci sono cose e persone che non si conoscono perchè non si vogliono conoscere. Ci sono cose che non si imparano perchè non si ha voglia di impararle.
Ci sono persone che non capiamo, perchè non le Vogliamo capire.
E’ questione solo di Volontà.
Quando si SCEGLIE di voler essere un Amico,
quando si SCEGLIE di voler Amare,
quando Si SCEGLIE di voler Odiare,
quando si SCEGLIE l’Indifferenza,
semplicemente si fa una Scelta.
Tutta la Vita e’ una Scelta.
Anche le Non Scelte, alla fine sono Scelte:

Decidere di non fare niente, di non tendere quella mano, di non dire quella cosa, di non fare quella telefonata è una Scelta, decidere di Restare è una Scelta, decidere di Andare è una Scelta.
Da anni combatto con me stessa, alla ricerca di una Me Stessa Perfetta, che non esisterà Mai.
La perfezione non esiste, è nella nostra testa. E' negli occhi degli Altri, nelle Aspettative che sentiamo sulla Pelle.
Ho lavorato tanto su me stessa. Ho smussato tanti angoli- non tutti- e per questi angoli ancora vengo additata.
L’ho Voluto!
L’ho fortemente Voluto per andare incontro agli Altri.
Ancora e Sempre per Piacere, per essere Accettata, per meritarmi Amore.

Come se avessi un Peccato Originale da lavare, da cancellare. Penso di aver dato così tanto che, Oggi, decido che ho saldato il mio debito Originale.

Sono diventata allergica alle persone che non sbagliano mai. Sono diventata allergica alle Persone che mi chiedono come sto e poi non aspettano di sentire la mia risposta. Sono diventata allergica alle Persone che mi cercano quando hanno bisogno di confidarsi.
Sono diventata allergica a quelle Persone, che dopo Anni e Anni, non sanno ancora chi sono. Quella me, invisibile e silenziosa, sempre pronta a tollerare, a capire.
Tutto questo, Oggi, mi fa sentire Vuota, completamente Vuota. Non so più chi sono. Ero la persona che avete voluto. Ho capito che al Mondo ci sarà sempre qualcuno che ti vorrà tonda quando sei quadrata, quadrata quando sei rotonda.
Oggi Voglio essere, semplicemente Essere, senza compromessi.
Ma cosa ne sapete Voi di cosa vuol dire ??
Voi che puntate il dito...
Voi che non fate altro che aspettare di cogliere una defaillance per farla notare...
Voi che pensate di essere Immuni dall’Errore...
Voi che pensate di non sbagliare mai...
Ho i brividi a questa idea di perfezione….
Sono un Granchio e un Drago. Contrapposizione dell’Acqua e del Fuoco. Del Diavolo e dell’Acqua Santa.
E’ in me la fluidità dell’Acqua, sono in me le Alte e le Basse Maree.
L’Acqua non si trattiene fra le mani, l’Acqua scivola. Leggera e impalpabile. E’ in me avere una Corazza Dura e Chele pungenti per Proteggermi.– anche solo da me stessa-Cammino un Passo avanti e Due indietro, procedendo lentamente.
E’ in me la Forza distruttiva del Drago, che sputa Fuoco quando difende le sue idee, quando combatte per le ingiustizie, quando viene accusato ingiustamente.
Sono un Drago quando con Forza, Coraggio lotto per le Persone che amo. Non mi ferma niente e nessuno, quando sono convinta di quello che faccio.
Distruggo in un attimo quello che ho costruito con tanta pazienza quando sono delusa e tradita.
Se non capite chi sono, è perche’ non lo volete. E’ una scelta che, per la prima volta, non considererò una mia mancanza. Ci sono sempre stata!!
.. mi sono voltata ..
e ho visto un gran Vuoto.
Ma non ne ho piu’ paura.

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Adesso so cosa accade! Ho avuto tempo, mi sono concessa abbastanza tempo, per capire cosa succede in quel posto profondo che e’ la mia anima. Ho ricercato il silenzio e non la polemica, per capire con chi ho a che fare. Ci sono cose e persone che non si conoscono perchè non si vogliono conoscere....
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27/09/2018 20:42:32
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