18: Il cactus

25 gennaio 2018 ore 16:53 segnala
Non ho il pollice verde…anzi, posso dire di avere il pollice nero e per questo faccio stare le piante ad almeno un chilometro di distanza da me...per il loro bene . Ma oggi mi sono comprata un cactus. Bellobello. No aspetta…mica uno di quei cactus che si vedono nel deserto, quelli alti dodici metri. Ne ho preso uno piccolino, in un vaso…il fatto è che stavo passando in una via e c’era questo negozio di fiori. Ho dato un’occhiata distratta alla vetrina e mi ha colpito il cactus. E sono entrata. La signorina mi ha detto: "Sei la prima che compra un cactus, da diversi mesi a questa parte." Allora mi sono domandata il perchè avessi comprato un cactus e dopo una mezz’oretta di ipotesi, sono arrivata alla conclusione. La cosa principale che me l’ha fatto comprare è stata la tenerezza. Si perchè mi ha fatto tenerezza questo cactus, in quella vetrina, circondato da tutti quei fiori belli e colorati. Sembrava che le orchidee, le gardenie, le margherite lo prendessero in giro...mi è anche sembrato di sentire un ciclamino dire ad una dalia: "ma quanto è brutto, il cactus?" e si sono messi a ridere. Lui però continuava a star lì, imperterrito nella sua bruttezza. Portandola quasi con orgoglio. Si vedeva che era fiero di essere un cactus e questa fierezza era ostentata. E poi mi piace perchè il cactus è scorbutico...non vuole essere toccato, non vuole gente fra le scatole. La altre piante le tocchi, guardi le foglie, le poti. Il cactus no…il cactus ha le spine. Le ha messe apposta perchè non vuole sentire mani su di se…..lo so già che qualcuno dirà che i propri simili si attraggono. Ma il cactus ha ragione. Chi sei tu per decidere che una pianta va potata? Sarebbe come se qualcuno venisse a tagliarti i capelli mentre dormi. Una volta a casa ho fatto anche una piccola ricerca ed ho trovato una tenera e poetica fantasiosa spiegazione su di lui: quando un cactus comincia ad inclinarsi da una parte, fa crescere un braccio dall'altro lato, per raddrizzarsi. Poi, quando tende a piegarsi da quel lato, fa crescere un braccio dalla parte opposta e così via. Ecco perchè si vedono cactus anche con diciotto bracci. Un cactus tenta continuamente di star su dritto. E qualcosa che cerca così disperatamente di mantenere l'equilibrio merita ammirazione.... Così ora il mio, seppur piccolo, cactus fa bella mostra di se in cucina. Ogni tanto pare che mi sorrida. E mi pare anche che sottovoce mi abbia detto "grazie". Ma forse è stata solo una mia impressione.
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Non ho il pollice verde…anzi, posso dire di avere il pollice nero e per questo faccio stare le piante ad almeno un chilometro di distanza da me...per il loro bene . Ma oggi mi sono comprata un cactus. Bellobello. No aspetta…mica uno di quei cactus che si vedono nel deserto, quelli alti dodici...
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25/01/2018 16:53:43
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Commenti

  1. So.Real 25 gennaio 2018 ore 18:41
    Mi piace davvero ciò che scrivi e il modo in cui lo fai. Quando ti leggo, mi rapisci. Non sono mai "mi piace" automatici i miei. Per questo torno, per quel momento fuori dal mondo in cui mi trovo leggendoti.
  2. devilwoman1985 25 gennaio 2018 ore 19:18
    Così no....così metti a disagio :)...ed in più mi proietti verso un cercare di superare sempre me stessa fosse solo per compiacere gli altri e non deluderne le aspettative...scrivo anche altro, meno enfatizzato, meno coinvolgente ed intimistico...più leggero e divertente...a volte scrivo anche in modo molto ma molto passionale :) ...come dire: mostro le tante sfaccettature che ho, come tutti d'altronde
  3. practicalsolution 29 gennaio 2018 ore 08:19
    evoluzione = equilibrio ? !
  4. devilwoman1985 29 gennaio 2018 ore 11:24
    Ma che evoluzione... :)... per quanti modus scrivendi possa avere incontrato, il mio è rimasto pressochè inalterato dai tempi della scuola: lineare, ma efficace ed evocativo, a citare a braccio il giudizio della professoressa di lettere del liceo :)... Avevo compagne che facevano grande uso di figure retoriche ma io le ho sempre inserite nel mio scrivere quando ce le trovavo dentro e di tutte le figure retoriche le metafore sono quelle che mi sono sempre riuscite peggio ma che ho sempre amato.. Anche oggi, a rileggere quello che vado scrivendo su questo monitor, mi rendo conto che le mie sono sempre molto contestualizzate. Che per quanto possa sorridermi un'intuizione letteraria, questa ha quasi sempre pochissimo a che fare con la metafora, e quelle che indovino sono spesso molto banali....il cactus è una di queste...diciamo la prova di una metafora....immagina la vetrina del fioraio , non ti sembra possa essere questa grande agorà di chatta?...pensa ai tanti fiori più o meno belli e profumati che catturano subito l'attenzione...e poi pensa al cactus :) :)
  5. Sospiro76 16 febbraio 2018 ore 20:06
    Mi hai fatto sentire un cactus, ma dalla mia vetrina ancora non passa nessuno...

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