Cinquantadue: Prima di partire

23 giugno 2018 ore 19:24 segnala
Devo iniziare quel viaggio di cui scrivevo qualche post dietro ma prima di andare devo fare i conti con me stessa perchè quando viaggi devi esser pronta al viaggio, devi capire dove stai andando davvero...e di solito non è un posto, non è una persona, non è una camera d'albergo o una casa che non appartiene eppure è stata sempre un po' di qualcuno.
Mi fermo e faccio i conti...prima di mettere il primo piede in viaggio...i conti con me stessa.
Non sono facile, qualcuno trova anche dolcezza...ed è vero...ma quanti spigoli! Sono come uno di quei fichi d'india che prima di mangiarli, di assaporarne il sapore dolce e granuloso, quasi fosse un miscuglio di polpa e sassi, devi capire l'ora giusta per raccoglierli altrimenti le spine sparano a raffica e colpiscono ovunque capiti, allontanandoti da me. No, non sono gestibile, ho i miei tempi, i miei spazi, le mie parole e i miei silenzi e di solito non sono i tuoi...
No, non puoi prendermi alla buona sempre, mi faccio prendere solo quando voglio e spesso quando voglio sono le mani sbagliate, quelle abbastanza attente da avvicinarsi al tramonto, tra luci ed ombre, così che io non veda quel coltello e... zac! Ecco, sono caduta nelle tue mani, mi hai tolta dal mio mondo, dalla mia terra, dalla mia alba e dal mio tramonto... ma.... che male le mie spine sulla mano quando provi a stringermi. Ed allora cado, rotolo giù, non ho più la mia pianta... non ho più te!
Come un morso inaspettato di un cane fedele.
No, sono spigolosa, arguta quando voglio e distrattamente assente quando non voglio ascoltarti perchè sentirti è a volte penoso o solo impietoso...
No, non sono gestibile! Mi vedrai esibirmi su un palcoscenico convinto che io sia quel personaggio, amerai tutto di me, persino quelle piccole imperfezioni ma felicità apparente la tua se non saprai vedere il volto dietro la maschera... cadrà il velo e scoprirai di aver perso il tutto celato dal molto.
No, non sono gestibile... non so entrare in schemi precostruiti, confezionati a dovere dopo attenti studi di packaging perchè se la prima volta mi attrae, poi mi stanca.
No, per nulla contenibile in quella scatola montata su a dovere in attesa di qualcuno che cada rendendoti ricco di una ricchezza che non ti appartiene. Non so compensare alle tue leggerezze, non vivo di superficialità ma di sostanze. Non so fare delle tue parole una poesia perchè il suono l'hai distorto pronunciandole con presunta consapevolezza. Non so essere parte mancante di un vuoto che di te vuoi colmare, sarebbe come mettere il tappo ad una bottiglia di vino già divenuto aceto.
Mi trovi nel guscio del granchio, in continuo confine tra terra e mare ma le chele la natura me le ha fornite per difendermi non dalle onde, ma dai predatori...
e me ne frego della tua idea di me, della possibile delusione mostrandomi imperfetta al tuo cospetto. Me ne frego se l'immagine che hai dipinto sul tuo schermo del mio volto è ferma e stantia come una foto sbiadita di qualcuno che non è mai esistito. Me ne frego se ti sembro acida ed incostante, difficile e diffidente, lunatica e lunare, superba o superbia!
Stanca di chi cerca mere illusioni per colmare le proprie disillusioni
... parto...
inizio il mio cammino. Ad ogni passo qualcosa perderò in cambio di altro.
Tornando forse sarò abbastanza leggera da non farmi appesantire da altre parole!

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Devo iniziare quel viaggio di cui scrivevo qualche post dietro ma prima di andare devo fare i conti con me stessa perchè quando viaggi devi esser pronta al viaggio, devi capire dove stai andando davvero...e di solito non è un posto, non è una persona, non è una camera d'albergo o di una casa che...
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23/06/2018 19:24:11
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Commenti

  1. twin.soul 24 giugno 2018 ore 03:07
    Mi sembra di capire che questo post sia indirizzato ad una persona ben precisa e quindi non mi permetto di interferire.
    Comunque complimenti per le scelte musicali che mi confermano l'idea che sei una persona dai gusti molto raffinati.
  2. devilwoman1985 24 giugno 2018 ore 08:41
    @twin.soul No, ad un ipotetico TU... o a tutti quei "TU" che mi potrebbero conoscere nel reale o nel virtuale... diciamo però che principalmente amo questa forma di scrittura in seconda persona che mi riporta molto al mio amato Calvino...(e mi scusi Calvino per il blasfemo accostamento :))...è una forma che permette al "lettore" di immedesimarsi, sentendosi direttamente interpellato entrando nei panni di quel tu...anche se di contro, come in parte nel tuo caso, ci si sente disorientati quando questo TU non pare rivolto a noi o è diverso dalla propria indole, fisicità e personalità. Come dire...se dai del TU scrivi a me, ma se non mi ritrovo in ciò che scrivi? :) E comunque, esporsi pubblicamente con un post che parrebbe essere indirizzato specificamente ad una sola persona, non può esimere gli altri dal commentare...ne sono ben consapevole.

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