Quarantasette: Andare

14 giugno 2018 ore 18:50 segnala
Andare, partire...ogni volta che devo partire per una destinazione certa e concreta, penso anche a quei viaggi che faccio quando ho bisogno di stare sola…quelli che non hanno bisogno di mezzi di trasporto nè di bagaglio…e che probabilmente farei anche in questo momento.
La partenza che intendo non è quella fisica: chiudi casa, stacchi luce e gas, copri i mobili e cambi città, magari anche nazione. No... è quella partenza interiore in attesa perenne sul marciapiede della vita aspettando il treno giusto. Poi comprendi che i treni giusti non esistono, sono fantasmi agghindati a sogni, speranze che hanno reso quei giorni sempre uguali. Vorrei chiudere una porta e partire cercando in quella partenza il cambiamento. Non ho mai nascosto la mia voglia di cambiamento, per un atto d’onestà ed eticità verso me stessa. Quando me ne vado in quel modo, lo faccio in silenzio. Senza annunci. Se lo dicessi, una parte di me spererebbe di essere fermata, ma se giungo in quel momento alla conclusione di andarmene significa che so per certo che non verrei fermata, quindi perché aggiungere un’altra mortificazione?
Se però c’è ancora il desiderio di essere fermata, vuol dire che non sono poi così convinta di volermene andare. Per questo, spesso, non funziona. Per questo non lo dico… me ne vado al mattino e ritorno alla sera, nessuno si accorge di niente. Solo io so che sono stata lontana.
Mi conosco. La mia forza di volontà segue meccanismi strani e assolutamente imprevedibili, alla perenne ricerca di bilanciamento tra il desiderio della mente e la realtà delle cose. Significa che cambio idea in continuazione, mi sveglio e sento che non ho alternativa, arrivo alla sera e penso che sono disposta a qualsiasi compromesso. E’ difficile forse capirlo, capirmi…come è difficile e stancante per me vivere quei momenti....perchè è una partenza senza nascondersi dietro a false illusioni di star vivendo quello che vogliamo, menzogne che rendono la vita arida e le persone aride. Scrivendolo qua, in questo se vogliamo chiamarlo diario virtuale, forse rischio d’essere fraintesa. Molti di noi hanno provato dolori, malesseri, alcuni si portano dolori dall’infanzia e forse per questo più forti, altri lo hanno conosciuto durante il loro cammino. Come dico spesso non ha importanza cosa ha causato la ferita perchè la causa crea profondità diverse e siccome non siamo tutti uguali ognuno vive la profondità della sua ferita in modo diverso. Ma il dolore dell’anima non ha scale di misurazione come quello fisico proprio perchè non misurabile quindi ognuno soffre per avvenimenti magari simili in maniere opposta
Le mie fughe silenziose quindi non sono indolore… ogni ritorno costa di più e il debito si somma alle ragioni che spingono ad andare, ne aumenta l’urgenza. E ogni volta che si fugge si và un po’ più lontano, forse perché ci si volta più tardi, forse per mettere più distanza. Ma sempre silenziosamente. Nessuno se ne accorge. A volte qualcuno potrebbe, qualcuno forse ci prova. Ma il silenzio confonde, il silenzio chiude, il silenzio esclude.
Si, io torno ogni volta ma in realtà resto lontana.
Perché la fuga vera è il desiderio di fuggire.
La presenza è solo illusione.
Ogni volta io sono un po più oltre.

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Andare, partire...ogni volta che devo partire per una destinazione certa e concreta, penso anche a quei viaggi che faccio quando ho bisogno di stare sola…quelli che non hanno bisogno di mezzi di trasporto nè di bagaglio…e che probabilmente farei anche in questo momento. La partenza che intendo non...
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14/06/2018 18:50:53
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Commenti

  1. Sospiro76ban 17 giugno 2018 ore 15:47

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