Quattro

07 dicembre 2017 ore 17:17 segnala
Questa è Roma
Oggi a Roma non si cammina, come sempre nei giorni che precedono Natale.
Io sono come la mia città: Incostante, spesso incoerente, passionale, istintiva…orgogliosa, idealista, un po’ ladra e un po’ giustiziera.
Da un po’ di tempo questa città mi va un po’ stretta... mi sembra di essere cambiata tanto, di essere in continuo mutamento, interno ed esterno, mentre questa città mi sembra arrancare, sembra non tenere il passo del mio progredire, sembra non seguirmi più come una volta ma restare ferma al palo, immobile in balia di mille stronzi che la sfruttano, che la derubano e deturpano, che la spolpano senza amore, senza poesia; ma lei è così, abbraccia tutti baciandoli sulla guancia sulle note della donna cannone.
La cosa mi fa incazzare…
L’ho maledetta, le ho bestemmiato contro, ho minacciato di andarmene e non tornare più, perché quando ami qualcuno in modo smisurato come faccio io, non sopporti che subisca senza reagire, non sopporti che non riesca ad uscire da una situazione di depressione…Roma è depressa, ma Dio,con queste luci natalizie la guardo negli occhi e mi sembra ancora più bella.
Non sono mai stata immune al suo fascino, e l’ho presa per mano nelle mie notti più dolci, sfiorandole il viso stanco, riversando i miei sogni smeraldo in lei…nonostante tutto la amo.
Ha accompagnato i miei passi fin dalla nascita, ha asciugato le mie lacrime, mi ha regalato sorrisi innamorati e musica a far battere il cuore, mi ha regalato l’amore, la bellezza della storia, delle radici e dell’antichità illuminata di notte dalla luna, mi ha regalato il dolce profumo dell’ottobrata romana, con i suoi mille fiori, con le sue foglie secche, mi ha donato immagini che custodirò sempre gelosamente come cornici appese alle pareti del mio animo.
Questa è la Roma che ho vissuto anche attraverso ricordi e racconti di un tempo lontano.
La Roma degli scontri di piazza ed il sangue versato per ideali.
La Roma di quegli anni in cui risuonavano nella mia casa le strane note dei Pink Floyd, le urla ipnotiche di Jim Morrison, e ancora i Genesis che pranzavano nel soggiorno assieme a Lou Reed e i Velvet Underground mentre una bimba curiosa chiedeva alla mamma chi fossero quegli uomini dalla lingua incomprensibile.
La Roma dei cantautori romani che hanno accompagnato i miei sogni e ideali giovanili e a cui sarò grata per l’eternità, De Gregori, Venditti e il loro amico trasferitosi nella capitale Rino Gaetano, e Baglioni…
La Roma del 2001 di quando adolescente ero campione d’Italia e giravo con amici per le vie sommerse di sciarpe e bandiere colorate…e Roma era festa.
A Roma quando è festa non ci sono parole…è da vivere, perché la città ti stringe e salta con te,e canta gli stornelli, e suona le chitarre, e urla di notte svegliando tutti quanti che dopo un “a fio de ‘na mignotta” si ritorna a festeggiare sereni. E’ un carnevale anche se nessuno sembra apparentemente indossare maschere.
La Roma dei “romani de Roma” e di quelli che la vedono per la prima volta e si innamorano.
La Roma di chi ci vive da una vita senza quasi accorgersi della bellezza che li circonda e poi un giorno alzano gli occhi e di colpo restano accecati e con parole che rimangono intrappolate tra labbra socchiuse.
La Roma del Colosseo e della maestà del Cupolone.
La Roma di Pasquino e di quelle poesie che a volte stento a comprendere anche io che sono romana.
La Roma delle canzoni a lei dedicate…Roma Roma Roma che spiega tutto e che allo stadio sono brividi caldi ad arrampicarsi sulla schiena e occhi lucidi.
La Roma del Gianicolo dove la sera diventa uno spettacolo guardando le mille luci che brillano davanti agli occhi sotto un cielo che per l’occasione si veste a festa col suo manto di stelle.
La Roma dei “nasoni” ovunque, che dissetano il peregrinare di noi esseri umani.
La Roma di Campo de’Fiori e delle piccole vie nascoste dove ci sono ancora le vecchie botteghe di artigiani, la Roma di Piazza Navona e il Pantheon, la Roma dei negozietti vintage a Via del Governo Vecchio, dove i vestiti son sempre gli stessi ma gli occhi curiosi frugano ancora in cerca di qualcosa, la Roma del Circo Massimo dove il giugno del 2001 ho vissuto il sogno più bello della mia vita vincendo il “mio” scudetto.
La Roma dei giapponesi che fotografano anche i vespasiani.
La Roma dei film e dei gladiatori.
La Roma che ho studiato a scuola e che porta ancora i segni di tanto splendore.
La Roma di Alberto Sordi e di Verdone.
La Roma degli universitari fuori sede di San Lorenzo, e i centri sociali, e le case Pound, la Roma delle mignotte e dei trans.
La Roma degli sguardi complici, delle ragazze tra le più belle che ci siano al mondo , dei cornetti alle 5 di mattina o dei tramezzini o della “sorchetta” di Porta Pia,
La Roma dell'invidia degli altri.
La Roma che mi rende orgogliosa ovunque vado.
La Roma delle mille parole che potrei riversare su queste pagine ma che non basterebbero a far capire quanto ti amo.
La Roma che è nel mio cuore, ed io senza cuore non posso vivere.
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Questa è Roma Oggi a Roma non si cammina, come sempre nei giorni che precedono Natale. Io sono come la mia città: Incostante, spesso incoerente, passionale, istintiva…orgogliosa, idealista, un po’ ladra e un po’ giustiziera. Da un po’ di tempo questa città mi va un po’ stretta... mi sembra di...
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07/12/2017 17:17:35
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Commenti

  1. So.Real 07 dicembre 2017 ore 17:27
    La tua Roma, la mia Roma :cuore
  2. LUCIFER 10 dicembre 2017 ore 13:02
    W Roma, ma forza Lazio :D

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