Sessantadue: Incomunicabilità

16 settembre 2018 ore 14:23 segnala
C'è una bambina vicino a me...sette sono i suoi anni, l'età in cui decide di non diventare adulta per proteggere la donna che sarebbe diventata..
Il destino, il nostro destino psichico, nasce, cresce e si avviluppa, intricatissimo, intorno a piccoli dettagli, accadimenti di scarsa importanza, ma che nella mente di un bambino si trasformano in una entità potentissima. Solo ora lo posso dire, allora non capivo, non si può capire. Una bambina che alla fine s'arrende e resta in disparte e soffre, senza comprendere, e senza darlo a vedere. Soffre senza avere i mezzi e il coraggio per decifrare la causa di quel dolore sordo, continuo, persistente.
"Non piangere, non si deve mai piangere"...basta questo per mutare un'esistenza?..Forse no, ma basta per non sapere reagire a quanto accadrà nella vita...
Come ogni sera arriva la tua telefonata...so già che sei tu anche senza alzare la cornetta....so già la domanda che farai: "tutto bene ?" e sempre la mia risposta rassicurandoti che si, va tutto bene. Poi, come sempre, ti chiedo se ci sono novità..."nulla" rispondi, anche se poi quando ci troviamo inizi a parlare di tutto per ore, per riempire dei silenzi che ancora ci fanno paura...sento che mi parli, un mare di parole ma non ci sei davvero...quante volte è accaduto così?...quante volte non mi hai ascoltata, capita, vista?...e tutte le lacrime che mi hai insegnato fin da piccola a non piangere me le sento qui, incrostate attorno al mio cuore...rendendolo un peso a volte insopportabile.
"Tutto bene?" ripeti...ed io che rispondo ancora di si e non sai che invece avrei bisogno di te e a volte mi trovo a parlare con chi non sa nulla di me, perchè almeno mi consola il fatto che c'è un motivo se non mi ascolta, non mi capisce e non mi vede...
Ti soffermi a chiedere delle piccole cose, perchè di quelle grandi non sei abituata a chiedere...e forse non mi senti o fai finta di non sentire quando ti dico che ho bisogno di te però subito ti arrabbi, dici che hai mille cose da fare, che non puoi lasciare tutto e venire da me...poi senti le mie lacrime e quel "non voglio stare sola domani" e allora "domani" ti vedo qui da me...ma sei qui e ti muovi come al rallentatore, come camminassi sulle uova, sempre attenta a non fare o dire qualcosa che potrebbe farci male...perchè è questo che credi...ed è proprio questo che mi irrita...perchè proprio tu che mi conosci da sempre, non mi conosci davvero ancora...sei come un terrestre capitato su un altro pianeta, il mio...non sai come muoverti, cosa dire...perchè parliamo ma non comunichiamo...perchè io che dovrei trovare in te la mia forza, vedo solo il tuo smarrimento.
E vorrei dirti di questo dolore che con te metto sempre da parte, nascosto nel profondo del mio cuore per non deludere, per non deludere soprattutto te...per essere forte, per poter andare avanti...
un dolore che mi indebolisce, che mi stanca, mi distrugge e divora dentro...e ogni volta vorrei trovare il coraggio di dirti che ho deciso di viverlo questo dolore...anche a costo di rimanere giorni interi dentro il mio letto a piangere...per tutte le volte che sono stata costretta a non farlo perchè fin da piccola mi sono sentita ripetere "non si piange" e mi hai insegnato ad essere forte...ma non è così...io non sono forte, o forse non lo sono più, almeno dentro di me e non voglio far finta di esserlo se non lo sono...
Vorrei dirti che ho deciso di vivere le emozioni come è giusto che sia, senza farmele scivolare addosso...voglio piangere se son triste, voglio sorridere solo se sorrido dentro di me, se ho la gioia nel cuore e non come vorresti tu o come riesci a fare, che sorridi anche se dentro muori...anche se a volte ti sento piangere di nascosto e in questo dolore non condiviso non ti accorgi che ci sono io che ho bisogno di te.
Ci addormentiamo vicine, vorrei abbracciarti ma già dormi...mi sveglio la notte e vorrei avvicinarmi di più ma non riesco a farlo e la mattina già non ci sei più accanto a me...la tua è una presenza fisica che sa di assenza.
E per giustificare il tutto mi dico che la colpa è solo mia...che ho abituato io le persone che amo ad agire così e quindi chi sa solo proteggere non può e non si deve aspettare protezione...e che è sempre colpa mia se non riesci a fare questo passo verso di me.
Ma poi ti siedi qui sulla sponda del letto....mi accarezzi i capelli, la tua mano scivola in una carezza sulla mia schiena...e torno di nuovo la bambina, la tua bambina che nascondeva le lacrime affinchè tu non mi ripetessi: "non si deve piangere".
Ma sono cresciuta, mamma...sono cresciuta anche se rimango quella bambina che nasconde le lacrime tra i suoi capelli per non farsi ripetere sempre quelle parole: " non si piange...devi essere forte...non devi piangere".
Mai sottovalutare i bambini, la ferocia della loro memoria che si riapre, dopo, in ferite che condizionano il modo in cui affronteremo la vita, che ci plasmano, che ci fanno diventare ciò che siamo.

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C'è una bambina vicino a me...sette sono i suoi anni, l'età in cui decide di non diventare adulta per proteggere la donna che sarebbe diventata.. Il destino, il nostro destino psichico, nasce, cresce e si avviluppa, intricatissimo, intorno a piccoli dettagli, accadimenti di scarsa importanza, ma...
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16/09/2018 14:23:13
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Commenti

  1. nonsonosospiro 16 settembre 2018 ore 15:44
    è meraviglioso... e niente, è meraviglioso... non riuscirei nemmeno io a dirti quanto, meglio ascoltare la canzone e andarsene un po' di la dove mio padre starà pensando a cosa suggerirmi mentre io penso //perchè proprio tu che mi conosci da sempre, non mi conosci davvero ancora//

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