Sessantasei: Come stai

09 ottobre 2018 ore 08:04 segnala
Somme, addizioni, moltiplicazioni e varie.. Alla fine i conti torneranno oppure no?? Saperlo.
E mi domando: ma sarà così importante?
Definire il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato, potrà davvero servirmi?
Perchè anche se questo nuovo viaggio disorganizzato alla ricerca della me più profonda è appena incominciato, ho già imparato quale è il mio nemico più agguerrito.
Ed è buffo sapere che ciò che fino ad oggi mi ha salvata e preservata è proprio ciò che mi blocca e mi mantiene così, sospesa.
Che se qualcuno mi domanda all'improvviso come sto, e riesce a non farmi rispondere il mio solito "bene!" con annesso collaudato sorriso con fiocchetti, basta questa domanda semplice semplice per lasciarmi così, senza parole.
Perchè io come sto non l'ho ancora capito.
E sono talmente abituata alla filastrocca del "va tutto bene", alla finzione della costante perfezione, che non mi sono mai chiesta come stessi davvero.
E quelle poche volte che il come sto riusciva ad affiorarmi da qualche parte, in qualche lacrima, in un sorriso meno riuscito, in quella piega dubbiosa che affligge i miei occhi ogni tanto, ho imparato a ricacciarlo giù, fra le emozioni da non ascoltare. Ed ho imparato così bene ad ignorare i miei bisogni veri, profondi, il cordone ombelicale con me stessa, che alla fine l'ho reciso.
Mi sono ritrovata orfana di me stessa quando ormai la finzione di come gli altri si aspettavano che fossi aveva disegnato i miei contorni.
Ed ogni mio comportamento era perfettamente plasmato su questa soluzione.
Il mio sguardo e le inconsapevoli posture del mio corpo mi hanno sempre tradita, però.
Quelle ombre che in pochi riescono a scorgere dietro i miei occhi, quel rosicchiare le dita, l'urlo di quel finto ottimismo così ostentato, non si sono decise a spegnersi.
E' da loro che sto ripartendo, cercando di rammendare il mio cordone con fili di lana spessi e colorati.
Ed ascoltarmi, ascoltare, sentire, sono operazioni davvero difficili per me.
E faticose, così faticosa da prostrarmi. Mi basta fermarmi a sentire, cercare di disattivare la ragione per trovare il senso più ancestrale, istintivo, umorale, emotivo, profondo, per sentirmi stanca e vuota.
Come se dovessi ridisegnarmi tutta da capo.
Senza avere nessuna certezza sul da dove cominciare.
Così quando mi chiederai "come stai?", non stranirti di fronte al mio "non lo so".

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Somme, addizioni, moltiplicazioni e varie.. Alla fine i conti torneranno oppure no?? Saperlo. E mi domando: ma sarà così importante? Definire il vero ed il falso, il giusto e lo sbagliato, potrà davvero servirmi? Perchè anche se questo nuovo viaggio disorganizzato alla ricerca della me più...
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09/10/2018 08:04:22
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Commenti

  1. fique 09 ottobre 2018 ore 12:14
    come ogni linea,verticale o intersecante del nostro essere non si incastra mai perfettamente,ma su questo dobbiamo costruire le nostre basi cercando di costruirle nel migliore dei modi :rosa

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