Sessantasette: La favola moderna

12 ottobre 2018 ore 20:36 segnala
Una volta esistevano le Biancaneve, le Cenerentole che finivano per sposare il Principe azzurro e vivere felici e contenti la loro storia d'amore...oggi le storie d'amore, o qualcosa che all'apparenza sembra amore, nascono spesso in rete...
Questa è la storia di tanti qui ed inizia proprio con C'era una volta...
C'era una volta una donna normale che passava spesso il suo tempo davanti un pc e, vuoi per caso, vuoi perchè forse ormai è inevitabile trovarsi in alcuni meandri della rete, incontrò lui...fin dall'inizio tra loro c'era sempre stata la tecnologia...grazie ai rispettivi computer avevano cominciato a socializzare...si erano annusati tramite una chat, poi avevano dirottato verso dei pvt più confidenziali, fin quando una sera decisero di scambiarsi i numeri di cellulare ed iniziò così un via vai di messaggi telefonici...un repentino scambio di battute e si arrivò alla decisione di potersi conoscere davvero..
La loro storia iniziò così, grazie alla tecnologia...lei ne era rimasta meravigliata...vedi?, si diceva, la tecnologia funziona davvero, aiuta dove non arriva il caso...
E funzionava anche per lui...lui che usava la tastiera come lei usava i trucchi quando voleva farsi bella...ognuno nella propria maniera, i propri modi.
Sempre collegati al computer o sempre al cellulare...creando una sorta di mondo a parte, un meraviglioso, per loro, rapporto a distanza....un mondo dove trovavano rifugio le loro insicurezze fin quando capirono che però il loro alfabeto relazionale stava cambiando...senza aver concretizzato mai un incontro.
Cominciarono a sentirsi sempre meno...niente più telefono, niente più parole al vento che spesso si dimenticano: tra loro rimaneva tutto fermo rigorosamente ad una piccola tastiera...
O quasi fermo lì...
Vuoi salvare conversazione? No
Nemmeno più la tecnologia veniva in soccorso....le onde elettromagnetiche interferivano in quella pseudo storia di amanti silenziosi...
Gli chiese di parlarne ma lui non era già più l'immagine con cui si era presentato durante i loro incontri in rete...anzi sembrava quasi irritato da questa richiesta di confronto.
La storia terminò come era iniziata: lei davanti lo schermo del suo pc e lui davanti al suo portatile.
"Sono giorni che ti sento strano" digitava lei" ne vuoi parlare?"
"Insomma, rispondeva lui, è che io...."
Erano ad un punto di non ritorno...non erano lontani ma lei lo sentiva ormai lontanissimo...
E così la tecnologia funzionò anche quella volta tra loro.
"Non puoi immaginare quanto mi dispiace"
"Che vuoi farci...forse doveva andare così"
"Non ci perderemo però, vero? resteremo amici?"
"Certo....grandi amici di tastiera"
"Certo" Invio
"Ciao" Invio
Click.
Chiudi

...Un click tecnologico per delimitare solitudini reali...celati in buie stanze in cerca di vie di fuga; troppo arduo aprire la porta, meglio cercare scorciatoie.
Si cerca sollievo nelle parole che fuggono sotto le dita e si compongono su un monitor, distanti già dai nostri stessi pensieri....illusioni che ci convincono di aver detto, chiarito...
Apriamo la bocca solo a noi stessi, per noi stessi, mentre il mondo resta fuori.
Aprire quella porta vorrebbe dire rischiare e la teniamo chiusa.
Si è sempre demonizzato il mondo internettiano, per molti una fucina di maniaci e pervertiti, di gente che passa il tempo a creare falsi account, falsi profili per adescare ragazzine o donne, nuove Biancaneve e Cenerentole in cerca del principe azzurro....principe ormai fuori moda....l'uomo dei sogni oggi arriva a bordo di una Ferrari, di una Lamborghini...
Eppure questo non toglie che, se usata in modo corretto e responsabile, la chat possa essere un'opportunità, uno strumento di interazione di aiuto a molti...partendo, sia chiaro, dall'idea che chi effettua il login abbia gli strumenti adatti, intellettivi minimi, atti a fargli comprendere la concreta distinzione tra realtà effettiva e quella virtuale...
Non si tratta di due mondi che viaggiano su binari paralleli, ma di due visioni della vita confinanti tra loro.
Chattare con uno sconosciuto non significa illudersi o illudere con delusione scontata. Significa soltanto mettersi in gioco per quello che sei e non come appari. Lì dentro si perde quotidianamente un pezzetto di anima semplicemente perché si scrivono storie o si commenta qualcosa che interessa e questo permette di conoscersi ancora meglio.
Quanti studi fatti, quanti enunciati di psicologi e sociologi per cercare di spiegare questo strano fenomeno degli incontri nelle chat...dove si gioca con la propria personalità creando un regno fatato immaginario dove noi e soltanto noi siamo a comandare....e questo comporta dei rischi....il più grande è quello di uscire allo scoperto...per alcuni la chat è l'equivalente di un biglietto del cinema: una volta dentro la sala è necessario arrivare a vedere la proiezione, discernere gli attori dai personaggi reali e questo equivale all'"incontro" ...
ma questo, per molti, diventa il vero e grande e soprattutto "reale" problema.

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Una volta esistevano le Biancaneve, le Cenerentole che finivano per sposare il Principe azzurro e vivere felici e contenti la loro storia d'amore...oggi le storie d'amore, o qualcosa che all'apparenza sembra amore, nascono spesso in rete... Questa è la storia di tanti qui ed inizia proprio con...
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