Settantacinque: Vuoto...a perdere

29 novembre 2018 ore 20:30 segnala
E' cosa notoria che ciò che porta molti qui è un senso di solitudine e di vuoto...c'è il vuoto che possiamo colmare unicamente da soli, quello che dobbiamo accettare perchè chi doveva riempirlo non l'ha fatto al momento opportuno, e quello che possiamo colmare insieme ad altre persone... L'errore sta nel cercare i contenuti giusti nei posti sbagliati...e spesso il virtuale è uno di questi, il luogo dell'impotenza nel senso più letterario di assenza di azione, dove tutto è proiezione dei bisogni (inespressi?).
Ci aggiriamo per queste lande, ciascuno con il suo brandello d'anima.
Le mani e gli occhi gonfi di mute preghiere che non sappiamo rivolgere. Ci ripassiamo con le dita fedeli i segni di cicatrici che ci hanno trasformato in questi goffi figuri che popolano queste stanze. Ciascuno con la sua storia da raccontare, con il suo demone da cacciare. O almeno da provare a spaventare. Per quanti alibi ci siamo meticolosamente intrecciati, siamo tutti qui per lo stesso motivo. Colmiamo vuoti.
Il famoso "horror vacui"...Nel vuoto si precipita, del vuoto si prova orrore, il vuoto ci si illude di riempirlo...e qui non facciamo che proiettare parti di noi, il che di per sè non è sbagliato, risponde al bisogno di socializzazione, l'errore sta nell'aspettarsi qualcosa da queste proiezioni.
Solitudine, abbandono, noia, incomprensione, dolore.
Qualunque sia la cosa che ha scavato il nostro vuoto, siamo tutti qui per riempirlo.
Di parole, attenzioni, carezze, riconoscimenti, sensazioni, emozioni.
Il livello, l'intensità, il peso, sono troppo soggettivi perchè abbia senso perderci delle parole.
Ci aggiriamo come fiere in questo piccolo, immenso recinto, annusando l'aria. Scopriamo il fianco a chi è come noi. Affondiamo gli artigli in chi è dissimile.
Ci spaventiamo, ci innamoriamo, ci deludiamo, ci teniamo compagnia.
Sorridendo e piangendo come mai, fuori di qua, ci permettiamo di fare. Perchè i vuoti sono già complicati da vedere. Conoscerne la struttura, solcarne le profondità, indovinarne i contenuti sono processi lunghi e faticosi. Che quasi nessuno ha voglia di compiere. Meglio leccarsi le ferite, osservando la ciclicità delle nostre storie, sempre costellate degli stessi errori, delle stesse illusioni. Ma riempire un vuoto è un'illusione.
I vuoti non si riempiono.
I vuoti si accettano.
I vuoti si amano.
Si ama quel maledetto senso di inadeguatezza che affrontiamo quando ci troviamo a tu per tu con loro.
Si ama l'amarezza con cui prendiamo coscienza che tutto ciò che mettiamo dentro quel vuoto è solo destinato ad alimentarlo.
Si ama la serenità con cui ci si arrende a questo senso di incompiutezza, che è l'unica magia in grado di risolverci la vita. Non esiste nulla al di fuori di noi, che ci possa fare sentire completi. O felici. Siamo esseri unici e meravigliosi inscatolati dentro condizionamenti educativi e culturali che ci hanno fatto perdere il senso del sè, e ci hanno costantemente parametrato a qualcosa di illusorio. Ed alimentando questo confronto ci siamo ritagliati quel bozzolo dentro cui ci sentiamo fragili ed imperfetti e ci costringiamo ad elemosinare quello che pensiamo di non possedere ad altri. Ma, credetemi, la vera magia è questa, imparare a cercare dentro di noi.

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E' cosa notoria che ciò che porta molti qui è un senso di solitudine e di vuoto...c'è il vuoto che possiamo colmare unicamente da soli, quello che dobbiamo accettare perchè chi doveva riempirlo non l'ha fatto al momento opportuno, e quello che possiamo colmare insieme ad altre persone... L'errore...
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29/11/2018 20:30:01
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Commenti

  1. SpeedyBanzalesXIX 30 novembre 2018 ore 21:54
    io però continuo a leggerti ... poi fai come credi

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