Settantadue: Errori

07 novembre 2018 ore 23:07 segnala
Raramente mi capita di cucinare seguendo le ricette, amo mescolare dosi e ingredienti seguendo gli insegnamenti appresi guardando mia nonna e raramente mia madre...Solo quando mi appresto alla preparazione di un dolce, quelle poche volte che accade in quanto non amandoli mangiare non amo nemmeno cucinarli, prendo il buon libro di cucina cercando di seguire scrupolosamente la ricetta. Anni fa, in onore della terra che mi ospitava, volli cimentarmi nella preparazione della torta caprese ma, nonostante seguissi la ricetta, cercando di attenermi ad ogni indicazione, scordai un ingrediente. Non so come fu ma quella voce la saltai a piè pari, i miei occhi proprio non la misero a fuoco. Mancai un pezzo, per intero.
Me ne resi conto solo dopo, infornandola, quando ormai era davvero troppo tardi per tornare indietro e rimediare a quello che si preannunciava essere un disastro culinario ed un doloroso affronto alla mia autostima.
Così attesi, impaziente, che trascorresse il tempo di cottura e nel mentre pensavo a come giustificare quel pasticcio.
Invece, miracolosamente e contro ogni aspettativa, risultò magnifica, deliziosa, la più buona che avessi mai mangiato.
Da allora, quell'ingrediente l'ho barrato via dalla ricetta. Come quando, da bambina, facevo il dettato, e sbagliavo una parola. Provavo a cancellarla con il correttore bianco perché non volevo restasse la macchia, lo scarabocchio sul candore immacolato del mio quaderno da prima della classe. Ma la maestra, puntualmente, me lo impediva. Mi diceva di tirarci sopra una linea, ed andare avanti.
Il perché di questo insegnamento l'ho capito solo poi, crescendo. O almeno provandoci.
Coprire l'errore con il correttore sarebbe stato come fingere che non fosse mai esistito. Tirarci sopra una linea con la biro blu, invece, avrebbe reso il mio foglio perlaceo più disordinato, e sicuramente meno elegante, ma mi avrebbe ricordato per sempre dov'è che avevo sbagliato, impedendomi di commettere lo stesso errore una seconda volta. Sarebbe stato un significativo monito per il mio futuro. Di donna, prima che di studentessa.
Forse, è così che funziona. Le cose belle nascono dalle regole del mondo, quelle che segui scrupolosamente, perché qualcuno ha detto che si fa così, e tu ci hai creduto.
Ma dagli errori, dalle variabili impazzite, dagli inciampi, dagli imprevisti impossibili da gestire, dai nastri che non puoi più riavvolgere, nascono le cose eccezionali. E perché mai dovrei accontentarmi di essere ordinaria quando potrei essere straordinaria?
La magnificenza è figlia illegittima di quella voce che ti arriva un po' appannata - nel silenzio delle notti che sono notti diverse dalle solite notti - e sembra dirti: "E' troppo tardi per tornare indietro". E allora non ti resta che andare avanti. Nonostante tutto. A dispetto di tutto. Da sola. Controcorrente. E mandare affanculo quella voce, in quelle notti che sono notti diverse dalle solite notti.
E la vita è come un quaderno di bambina, pieno di dettati, compiti a casa, pensierini, scarabocchi, macchie di inchiostro. Non puoi cancellarle, e nemmeno dovresti.
Gli errori sono ferite. E le ferite sono buchi che non si rimarginano mai del tutto. Così, il cuore si fa ogni giorno più simile ad uno scolapasta emotivo. Come un rubinetto che perde, e lascia andare via un po' di te, un po' di loro, un po' di tutto.
Mentre scrivo, dalla cucina arriva il profumo della torta appena sfornata. Lo respiro a pieni polmoni. Mi ricorda che sbagliare non è sempre sbagliato. Qualche volta, è la cosa migliore che ti possa capitare

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Raramente mi capita di cucinare seguendo le ricette, amo mescolare dosi e ingredienti seguendo gli insegnamenti appresi guardando mia nonna e raramente mia madre...Solo quando mi appresto alla preparazione di un dolce, quelle poche volte che accade in quanto non amandoli mangiare non amo nemmeno...
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07/11/2018 23:07:05
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Commenti

  1. Sospiro76 09 novembre 2018 ore 23:00
    //Ho ancora la forza di starvi a raccontare
    le mie storie di sempre, di come posso amare,
    di tutti quegli sbagli che per un
    motivo o l'altro so rifare...

    E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
    o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
    di dirvi che comunque la mia parte
    ve la posso garantire...//

    Verso la maturità artistica

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