Settantaquattro: Naufragar m'è dolce in questo mare.

20 novembre 2018 ore 16:04 segnala
E poi ci sono attimi, giorni in cui mi interrogo spesso sul motivo che mi porta ancora qui, a questo bisogno quasi compulsivo di comunicare, sul perchè torno in questa landa desolata e ci rimango per periodi più o meno lunghi, sul perchè riempia di parole questo spazio.
Sono diversi anni ormai che navigo in questo mare, ho preso atto delle molte dinamiche che animano questi lidi, talvolta direttamente, altre da spettatrice. Ho passato lunghi periodi in panchina ad osservare ed imparare gli schemi di gioco degli altri giocatori. Conosco il posto, insomma. Una volta ne ero disorientata, ora non mi intimorisce più. Ma nemmeno più mi affascina.
Forse molto è dipeso dal mio percorso interiore che è approdato ad una consapevolezza esponenzialmente maggiore rispetto al mio primo salpare in questo mare.

Un tempo pensavo tanto a me quanto agli altri compilatori di profili (certo, solo ad alcuni che sentivo affini) come a superuomini e superdonne. Viandanti e dee, tormentati ed oppressi da vite di sofferenza e dure lezioni, che si trovavano qua perchè questo pareva l'unico posto dove spogliarsi senza badare a chi ci fosse intorno, dove riconoscere altri simili a noi per sensibilità e profondità d'animo rispetto a ritmi quotidiani in cui non viene affatto dato peso a queste peculiarità rispetto a effimere e importanti, purtroppo, specificità.
Non voglio dire con questo che qui ci sia una moltitudine di sfigati e bruttone, tutt'altro.
Piuttosto qui, come in altri luoghi del virtuale, pareva si potesse rallentare il ritmo, puntando l'attenzione su certe pieghe dell'anima che non sembravano riuscire a trovare modo d'espressione nel quotidiano.

Per molto tempo qua sopra ho trovato, e anche creduto di trovare, anime vicine. A volte con molta ingenuità, altre con particolare sensibilità, mi sono imbattuta in persone che avevano vissuto vite difficili e che si portavano in giro le cicatrici come trofei. Testimoni di vittorie solitarie, protagonisti di epiche battaglie contro se stessi e le proprie convinzioni che trasudavano un'umanità che temevo estinta.
Sono riapprodata su questo mare dopo un'assenza relativamente breve, ma sufficiente a notare come il tempo abbia mutato radicalmente la fauna locale.
Mi sono guardata intorno, sono persino arrivata a fare nuovamente il bagno, ma non ho più trovato la spensieratezza delle mie nuotate passate.

Un tempo ogni tuffo, da quelli più misurati ai tripli carpiati senza costume, era un'immersione in un meraviglioso mondo sommerso. Colori, sfumature, correnti fredde e calde che ti portavano in nuove fantastiche dimensioni.
Oggi sento quest'acqua come fosse un po' brodaglia e per quanto non mi avventuri a grandi distanze, mi sento inquieta. Come se squali e sirene, che da sempre stanno qua, si fossero avvicinati troppo a riva. Come se avessero intrapreso una rapidissima mutazione genetica che li confonde con pesci e bagnanti dall'apparenza innocua.

Leggo più rabbia, bisogno di prevaricazione e rivalsa, più sterili provocazioni, mancanza di rispetto, in confronto alle ultime volte che navigavo in questo mare. Sempre più spesso mi trovo a navigare tra profili che raramente hanno profumo di nuovo, spesso sterili ripetizioni di pixel già visti, un gioco di specchi e finzioni, il virtuale del virtuale, come ho letto in un commento qualche giorno fa. Mi confronto con menti che raramente hanno qualcosa da dire, che raramente sono interessate ad uno scambio ed un confronto fini a se stessi.
E' rimasta forse un'unica dinamica che ha resistito, quella della seduzione, ma ormai anche questa ha perso il suo fascino, forse perchè, in uno slancio di sincerità, devo confessare di averne abusato a suo tempo, usandola come riempitivo per i miei vuoti e come mero esercizio di controllo e affermazione personale.

Leggo ovunque questa ossessiva ricerca di stimoli e novità e mi spaventa l'umana incapacità di rallentare il passo e prendersi cura di sè stessi in modo più profondo. Riconosco la spirale da cui mi sono lasciata inghiottire spesso e so che, per quanti brividi possa farti provare, ti molla a terra esattamente come ti ha trovato. Di nuovo con la stessa fame di prima.
Mi sono a volte messa i tappi alle orecchie come Ulisse, anche se la tentazione di toglierli prima del previsto era fortissima. Altre volte ho fatto finta di non sentire. Rispetto al passato il mare è più insidioso ed appunto impone la navigazione a vista. Ma il mare è sempre il mare e attira sempre fascino anche se ho sempre più la sensazione che lo stile di vita cui mira la cultura contemporanea, frenetico e totalizzante, stia avanzando ad un ritmo sorprendente anche qui, togliendo il culto della cura e dell'attenzione verso l'altro, riducendo il tutto a contatti sterili, frettolosi, funzionali, perdendo il senso del piacere.

Sarà che con gli anni sono diventata più riflessiva e mi rendo conto, non che ho perso interesse per la fauna, perchè l'universo umano mi affascina e continuerà ad affascinarmi, ma ho perso interesse per una modalità di interazione che prevede occupazione e abbandono del campo senza nessuna presa di responsabilità. Fuori non è diverso, è solo meno evidente.
La realtà è che non sento dentro me nè la forza nè la leggerezza per evitare che questo mare mi inquini. E l'unico modo per evitare una dipendenza, è evitare ciò che la produce.

Devo trovarne la forza.

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E poi ci sono attimi, giorni in cui mi interrogo spesso sul motivo che mi porta ancora qui, a questo bisogno quasi compulsivo di comunicare, sul perchè torno in questa landa desolata e ci rimango per periodi più o meno lunghi, sul perchè riempia di parole questo spazio. Sono diversi anni ormai che...
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20/11/2018 16:04:48
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Commenti

  1. fique 20 novembre 2018 ore 18:01
    Continua a navigare in queste torbide acque,qualche anima sarà felice di leggere i tuoi scritti.. :rosa
  2. devilwoman1985 20 novembre 2018 ore 18:23
    @figue Ma grazie!!! Poche, semplici e apprezzate parole che servono davvero da stimolo per continuare.
  3. Sospiro76 21 novembre 2018 ore 17:08
    Oppure vattene... e torna solo ogni tanto a lasciare qualche parola, qualcuno che le verrà a cercare lo troverai di sicuro.

    Ma ci sono così tanti luoghi che accoglierebbero le tue parole, fossero anche poche, semplici e graffiate su un muro

    Sei pronta, ora ce la metti davvero la Verità in ciò che scrivi.
  4. cignonero999 21 novembre 2018 ore 17:35
    Mi riconosco un po' nel tuo post.Io volevo scrivere, liberarmi di pensieri e sciocchezze, scherzare e sentirmi meno aliena, magari conoscendo qualche mente affine. Putroppo il blog è fuori moda, le comuncazioni veloci e mordenti. Però ogni tanto fa bene leggere un post sincero e ben scritto....
  5. devilwoman1985 21 novembre 2018 ore 18:20
    @cignonero999 Non solo il blog è fuori moda...ci sono un sacco di altre cose che lo sono o sono più complicate...tanto qui quanto nella realtà. Viviamo in una società che corre, dove non c'é tempo per nulla. Chissà se un giorno ci sarà più responsabilità, ho i miei dubbi...trovo tutto molto avvilente. Grazie del passaggio!
  6. elgomboshthereturn 23 novembre 2018 ore 07:07
    Mi sono imbattuto casualmente sul tuo blog e ho letto il tuo post molto attentamente. Io sono un utente da poco tempo e riscontro, nel presente, le caratteristiche che tu esponi. Concordo anche con la tesi che qui ci si "spogli" completamente delle sovrastrutture che ci costruiamo intorno perché su questa piattaforma (a differenza di altre dove ci conoscono anche nella vita reale) possiamo agire e discutere coperti dal più totale anonimato e forse ci rende più sinceri (nel bene, raramente, e nel male). Ehm forse mi sono un po' dilungato ma sai, mettere semplicemente "mi piace" mi sembrava un po' poco. Continuerò a leggerti con attenzione.
  7. devilwoman1985 23 novembre 2018 ore 20:32
    @elgomboshthereturn Grazie del passaggio e per il commento...Ho scritto già molto della chat e dei suoi abitanti, se vorrai approfondire il mio pensiero...luogo che spesso, come dici tu, ci rende a volte più sinceri protetti dall'anonimato, ma anche luogo dove di solito si raccontano grandi verità ma non si viene mai creduti...e questo porta a credere che la chat sia un grande palcoscenico di maschere... dimenticando che ogni tanto, svestire gli abiti da protagonista e indossare quelli da spettatore, non fa male...basta trovare la "misura" giusta e riuscire a vedere oltre quella maschera.
  8. 177sensibile 29 novembre 2018 ore 12:27
    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo.
    Il più bello dei nostri figli
    non è ancora cresciuto.
    I più belli dei nostri giorni
    non li abbiamo ancora vissuti.
    E quello
    che vorrei dirti di più bello
    non te l’ho ancora detto.
  9. 177sensibile 29 novembre 2018 ore 12:33
    Da quello che si legge proprio nelle ultime righe vuoi velatamente rivelare che ti sei lasciata inquinare...
    ma vuoi dimostrare che vorresti trovare questa forza per evitare che ciò accada.

    Complimenti per la tua capacità espressiva.
  10. devilwoman1985 29 novembre 2018 ore 18:29
    @177sensibile Grazie intanto per il commento...e per Hikmet.
    Per quanto riguarda l'inquinamento, il mio era solo un malinconico pensiero sull'approccio che dovrei avere in questa nuova chat in cui sempre più spesso non mi ritrovo. Dovrei puntare sul divertimento e basta, rimanere a guardare senza per forza scendere a giocare ma la mia chiusura recita che non mi trovo dentro la leggerezza necessaria per farlo...Ecco, forse leggerezza è più indicato e meno giudicante....come può essere "correggere ciò che la produce" e non evitare, riguardo la dipendenza che spesso mi avvolge e che spesso ho paura di non saper arginare.

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