Trentacinque: La mia chat

11 aprile 2018 ore 09:50 segnala
E' doverosa una premessa prima di continuare a leggere...ciò che seguirà parte solo dalla mia esperienza virtuale ma non è la mia vicenda personale...o forse, essendo entrata in contatto con diverse "vite", lo è in parte e mi è piaciuto enfatizzare il racconto in modo che molti possano riconoscersi...
Parto con il dire che ricordo con nostalgia quando una volta, se ti piaceva un ragazzo, dovevi avvicinarlo, guardarlo negli occhi e dirglielo se ne trovavi il coraggio con tutto l'imbarazzo che ne conseguiva. E ti mordevi il labbro inferiore. E giocherellavi con una ciocca di capelli. E nascondevi le mani in tasca, perché non si vedesse quanto forte ti tremassero per l'emozione.
Oggi invece, qui come nei vari social, clicchi "mi piace" sotto una foto. E se altre dieci ragazze ti hanno preceduta, finisci col tuffarti nel calderone, diventando una delle tante.
Oggi, lo tagghi ( e, fidatevi, il verbo taggare neppure esiste. Io taggo, tu tagghi, egli tagga? ) in una nota, insieme ad altre persone di cui, in verità, non ti importa nulla ma che, in quel caso, ti parano il culo, e servono a non scoprire troppo il fianco, a fingere una disinvoltura che sei ben lontana dal provare.
Oggi scrivi un messaggio allusivo in bacheca nella speranza che lui lo legga. Posti una canzone, un cuoricino, uno smile. E intanto il contatto umano si perde nell'ologramma piatto del mondo cibernetico.
Questo post è per Te. Per tutti i Te che si possono incontrare in questo modo, in questo mondo, per quello con il cuore inconsapevole di un poeta. Aspirante archeologo. Con l'elmetto in testa, ed una calcolatrice tra le mani.
Infinite volte ho barattato il cuore con il cervello perchè dal bisogno di non ferirsi nasce l'esigenza di difendersi. Ho stretto le mani a pugno e le ho lasciate così troppo a lungo perché ricordassero come si fa a schiudersi, ad aprire il palmo, a mimare una carezza.
Eppure con te il meccanismo si inceppa. La meccanica delle emozioni controllate non funziona. Perché?
Tempo fa lessi una frase che recitava, più o meno, così: "Non sai mai da quale parte arriverà il prossimo miracolo".
Ora, ammettiamo per un attimo che tu sia quel miracolo o almeno la speranza, per me, di ritornare a "sentire". Sentire cosa per adesso non saprei dirlo con esattezza. Un friccicolio allo stomaco. Uno sfarfallio. Un battito in più. Un battito di troppo.
Dicevo, ammettendo che tu sia quel miracolo, hai scelto un modo sicuramente bizzarro di piombarmi addosso.
Non ti ho conosciuto al supermercato, alla prima di un film, ad una mostra d'arte, ad un aperitivo con gli amici, in un locale, in una discoteca, in un bar.
Non ho tamponato la tua auto in retromarcia. Non eri seduto accanto a me in metro o sull'autobus tornando a casa dal lavoro. Non ti ho incontrato in un negozio mentre mi improvvisavo modella e compravo un abito. O in una libreria scegliendo un libro.
Sono inciampata in te e nel tuo mondo attraverso la scatola nera di un computer. Come un'illusionista che tira fuori un coniglio dal cilindro. Invece, a sto giro, dal cilindro della vita sei venuto fuori tu.
C'è un decalogo, una guida, un ricettario, per cui un'emozione debba percorrere sentieri già tracciati, conosciuti, preordinati? Non è forse vero che le cose più belle si rivelano in modi inconsueti? Un rapporto umano che nasce tra megabyte, password ed account, non è degno di essere considerato tale?
E non conosci l'oro liquido dei miei occhi quando guardano il sole. E non sai che sposto i capelli sulla spalla destra quando sono nervosa. Mi mordo l'angolo sinistro del labbro inferiore quando sono emozionata o sto per piangere. Non sai che ho una piccola voglia di caffè a forma di cuore e odio il rumore, le calze smagliate, i puffi e i finali scontati. Amo cucinare, leggere e cantare nei momenti in cui sono sola. Non sai che ho imparato a sciare prima ancora di camminare. Vorrei diventare ancora oggi, piccolo sogno adolescenziale, campionessa di pattinaggio su ghiaccio, e vorrei avere un pianoforte a coda, lucido, solo per poterlo accarezzare perchè non so suonare. Adoro il vino rosso ma solo per il piacere del suo colore dato che non sono un'intenditrice, le patatine e le lunghe passeggiate a piedi. Conto ancora sulle dita ma con le parole vado forte. Tutto ciò che è finanza ed economia rappresenta l'equivalente di una martellata su un dito. Non sai che amo le foto, ma per tantissimo tempo non ho voluto più essere io il soggetto. Guardare le persone di profilo, e risolvere i cruciverba il sabato notte.
Però, sai che mi piaci. Ed io so di piacere a te. Almeno un po'...però capita spesso di evitarci.
Capisco che il mondo fuori dalla scatola nera abbia mille attrattive e sembri reale nella sua immediata percettibilità. Ma sono reale anch'io, sai? Sono reali le mie dita che picchiettano veloce sui tasti per tradurre in parole i pensieri. Sono reali le nostre conversazioni notturne, le confidenze, i segreti, le ansie, le paure, le aspettative che ci siamo reciprocamente raccontati, sentendo di poterci fidare istintivamente l'uno dell'altra. E' reale persino la gelosia che mi chiude lo stomaco quando mi accorgo che altri occhi di donna ti si posano addosso o che forse, una in particolare abita i tuoi pensieri. E non sono io.
Tuttavia, è forse troppo chiedere una possibilità? La possibilità di traslare nella realtà certe sensazioni? Magari ti accorgi che mi sbrodolo mentre mangio il gelato, ho la voce di un'oca strozzata e l'eleganza di una testuggine del Burundi. O magari no. Magari ti si apre un mondo.
Sarebbe così peccaminoso, e compromettente un caffè insieme?
Ci ho messo quasi due giorni per scrivere questa pagina. Io, che sono così brava ad infilare una parola dietro l'altra, le parole, stavolta, non le trovavo.
Forse qualcuno mi dirà che sbaglio ad espormi così tanto. "Certe cose le fanno gli uomini. Le donne devono aspettare e lasciarsi corteggiare". Ma a me sembra di aver vissuto buona parte della mia vita in attesa..
Oggi, mi alleggerisco il cuore. E corro un rischio.

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E' doverosa una premessa prima di continuare a leggere...ciò che seguirà parte solo dalla mia esperienza virtuale ma non è la mia vicenda personale...o forse, essendo entrata in contatto con diverse "vite", lo è in parte e mi è piaciuto enfatizzare il racconto in modo che molti possano...
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11/04/2018 09:50:23
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Commenti

  1. NeminemLaedere 11 aprile 2018 ore 22:55
    ammappa quanto è lungo...il 35
    sono a neanche un terzo ma ho già capito che non posso essere io quel TE...
    rido...
    chissà perché!
    continuo a leggere va.
  2. NeminemLaedere 11 aprile 2018 ore 23:17
    Come al solito sono bellissimi i pensieri che scrivi e come li svisceri; centri esattamente il punto quando fai capire che ti sei convinta, pur tenendotene ancora lontana, delle grandi differenze che ci sono tra una conoscenza virtuale ed una reale.
    Alla fine ti poni con uno slancio di tanto finta esteriormente quanto sincera e profonda nell'inconscio inaspettata apertura verso l'ipotetico vincitore..colui che speri riesca a farti saltare il muro che ti sei costruita con tutti i granelli dei castelli precedenti probabilmente...

    brava brava brava ... e chi smette di leggerti! 0:-)
  3. twin.soul 07 maggio 2018 ore 03:26
    Qualcuno ha detto: “Un bambino che legge, sarà un adulto che pensa!” e che sa scrivere magnificamente, aggiungo io.
    Proprio come te.
    Del resto, da una che ascolta Gaber sin da bambina, c’era da aspettarselo!

    Anch’io sono “inciampato in te e nel tuo mondo attraverso questa scatola nera.” da questo pomeriggio.
    E so solo che mi piacerebbe da matti essere la persona che ti ha ispirato queste considerazioni.
    E so anche che “l’oro liquido dei tuoi occhi” non dovrebbe essere versato mai più!
  4. twin.soul 07 maggio 2018 ore 03:29
  5. ofme 28 giugno 2018 ore 15:36
    ma dimmi, non sarai lui, scrivi come lui, sei chiara è corretta, facile da leggere non usi termini difficili come lui, bhà mi sembri offline74
  6. devilwoman1985 28 giugno 2018 ore 15:40
    @ofme tranquillo ...sono donna :)... sono andata a curiosare e lasciargli un commento...grazie ancora per la segnalazione
  7. ofme 29 giugno 2018 ore 15:11
    di la verità, siete uguali nello scritto? Tu essendo donna spazi più con la fantasia, lui è più diretto crudo diciamo. Mi fa piacere che condividi.
  8. devilwoman1985 29 giugno 2018 ore 15:14
    @ofme abbiamo avuto modo di leggerci...forse abbiamo in comune alcune vicende dolorose che fanno si che sentiamo l'esigenza di metterle per iscritto...grazie di avermelo segnalato..
  9. ofme 29 giugno 2018 ore 16:11
    é anche un bell'uomo diciamolo e in chatta fa gola a tante, ci ha provato una mia amica sapessi come l'ha liquidata, sei una bella donna, ma nn sono interessato, che eleganza. se fossi stato io gli avrei detto ci vediamo stasera hahahaha

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