Trentaquattro: La nostra storia

09 aprile 2018 ore 23:04 segnala
Quanto grandi eravamo da piccoli?
Io da piccola volevo fare la scrittrice. La giornalista. L'inviata di guerra. La volontaria in Africa. La Zingara e la Santa.
Volevo fare la cercatrice d'oro. La cow girl e l'astronauta. La pasticciera. Il pilota di formula uno. E giocare a pallavolo con Mila e Shiro.
Io da piccola volevo fare la principessa. E un po' pure la strega. La danzatrice del ventre e l'equilibrista. Sul filo di seta. Con una rosa tra le mani, e il passo delicato delle ballerine.
Da piccola volevo dare il mio nome ad una stella. Comprare una casa in ogni continente del Mondo. Avere tutti i libri che l'umana arte abbia avuto in sorte di concepire. E stiparli, stretti stretti, in una libreria, alta fino al soffitto, che assomigliasse a quella di un vecchio cartone Disney, "La bella e la bestia".
Da grande ho capito che molti sogni non si realizzano. Se ne stanno accoccolati, accatastati, ammucchiati, senza una logica precisa, in un cassetto che porta la scritta: " Poteva essere e non è stato? ... ecchisenefrega!! "
Capita che la polvere del tempo li vesta, e li nasconda. Capita che un giorno, un po' per gioco, un po' per caso, tu decida di tirare un bel respiro e poi soffiarci sopra. Come per gonfiare un palloncino. Ed allora ti accorgi che alcuni di essi hanno conservato l'antica luce. Quella luce che solo due occhi di bambina sanno cogliere.
I sogni che non si realizzano raccontano le nostre storie. E dico storie perché ognuno di noi se ne porta dentro più di una.
C'è una storia scritta ed una taciuta. Una storia vissuta. Ed un'altra solo sognata. C'è una storia crollata ed una ricostruita.
Ci sono sentieri, macerie, salite e discese. Arcobaleni che narrano leggende. E nuvole che ammantano il sole.
Ci sono scelte che abbiamo fatto e decisioni che non abbiamo saputo prendere. Dadi lanciati. Mani fortunate. Partite vinte. Rivincite sudate.
Ci sono treni in corsa sui quali siamo saltati. E viaggi che mai abbiamo compiuto.
Ci sono attese. E ritorni. Muri da scavalcare. Muri da sfondare. Alcuni, semplicemente, da ignorare.
Ci sono partenze. E ri-partenze.
"Domani è un altro giorno. Domani andrà meglio. Domani ci riporovo. Ricomincio da zero. Ricomincio da me."
Non ci sono mai arrivi. Né destinazioni definitive.
La Vita è una serie infinita di inizi ostinati e fallimenti multipli. Gioie infrasettimanali e sfide quotidiane.
Ma nessuna storia è davvero degna di essere raccontata se non c'è nessuno disposto ad ascoltarla. E condividerla.
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Quanto grandi eravamo da piccoli? Io da piccola volevo fare la scrittrice. La giornalista. L'inviata di guerra. La volontaria in Africa. La Zingara e la Santa. Volevo fare la cercatrice d'oro. La cow girl e l'astronauta. La pasticciera. Il pilota di formula uno. E giocare a pallavolo con Mila e...
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09/04/2018 23:04:33
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Commenti

  1. Bi.sanzio 09 aprile 2018 ore 23:20
    " Poteva essere e non è stato? ... ecchisenefrega!! " sempre bello ciò che scrivi, continua
  2. devilwoman1985 09 aprile 2018 ore 23:53
    @Bi.sanzio : frase ad effetto ma non sempre applicabile purtroppo. ti continuo ciò che avevo scritto ma poi cancellato per non essere prolissa e forse troppo logorroica :)
    - Io da piccola sapevo cosa volevo fare da grande ma ora che sono grande non me lo ricordo più cosa volevo fare da piccola e mi pare che la me-bambina avesse idee più chiare e fosse assai più saggia della me-adulta.
    Ora che sono grande mi pare che certi sogni siano rimasti piccoli.
    Ora che sono grande mi pare che più grandi ancora siano diventati quei muri che piccola non avrei certo potuto scavalcare.
    Ora che sono grande dico agli altri di lottare per un ideale, per un obiettivo, per un traguardo. Ma intanto i miei di traguardi li faccio a pezzi e li calpesto.
    Ora che sono grande me li sono scordati i sogni che avevo da piccola.
    Ora che sono grande mi chiedo quanto grande davvero io sia diventata.

    Grazie per le tue visite e perchè so che apprezzi davvero ciò che leggi.
  3. Bi.sanzio 10 aprile 2018 ore 00:15
    Basta domande, le risposte se arriveranno ,lo faranno quando sarà ora,cerchiamo di diventare la versione migliore di noi stessi, imparando da quello che abbiamo vissuto : )
  4. NeminemLaedere 10 aprile 2018 ore 00:59
    Forse da grandi si dovrebbe anche ogni tanto darsi una bella ripulita dai ricordi senza muovere tutta quella polvere che li ricopre.
  5. NeminemLaedere 10 aprile 2018 ore 01:01
    e dimenticarli... così "incartati" come sono senza soffiarci sopra altrimenti non si ricomincerà mai davvero da Zero
  6. devilwoman1985 10 aprile 2018 ore 15:10
    @NeminemiLaedere condivido appieno il tuo pensiero, tant'è che nel post ho inserito una frase che Bisanzio ha ottimamente rimarcato nel suo primo commento "Poteva essere e non è stato? ... ecchisenefrega!! "...frase che io ho edulcorato per eleganza :) e adottato come filosofia di vita....stile di vita insegnatami, pensa tu, da un sacerdote che mi regalò anni fa un libricino: "Il metodo sticazzi" di Carla Ferguson Barberini... ’sti cazzi non è una semplice e grossolana espressione molto in voga ma è appunto una filosofia di vita, con un’importante componente psico-pedagogica. E non significa che non ci siano cose importanti nella vita, o che se c’è traffico o il governo è ladro noi tutti siamo contenti. "sti cazzi" insegna che le cose a cui vale la pena pensare sono davvero pochissime e ciò che abbiamo perso negli anni passati non torneranno e quindi inutile rimuginarsi su e farsi il sangue amaro....
    Spesso però i miei scritti prendono quella connotazione pessimista e intimista che non sempre rispondono alla realtà...la mia :)

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