Ventisei: L'aquilone

19 febbraio 2018 ore 18:33 segnala
Ora voglio raccontare una storia della mia vita che forse sembrerà banale ma ....
Avevo sei o sette anni quando una mattina, durante le vacanze estive, mia madre mi coinvolse in un nuovo gioco. Dal fiorista si era procurata delle sottili canne di bambù e in un negozio aveva comprato carta velina di vari colori, spago e un rocchetto di filo di naylon. E come per magia, da quei pezzi di bambù e dalla carta velina poco dopo prese forma un bellissimo aquilone. Era un rombo rosso con una lunga coda. Due canne erano legate a croce e al centro era fissato il sottile filo di nylon.
Nel pomeriggio andammo a piedi in un parco vicino casa e su un bel prato verde la mamma mi mise in mano il rocchetto con il filo mentre lei, dietro di me, sosteneva l'aquilone. Appena sentì sollevarsi un alito di vento mi disse di correre più forte che potevo e poco dopo lasciò la presa e l'aquilone si alzò sopra la mia testa. Istintivamente a quel punto tirai il filo che tenevo nelle mani e inevitabilmente l'aquilone precipitò a terra. Dopo altri due tentativi andati a vuoto io ero demoralizzata ma lei si mise a ridere e mi spiegò: " Tesoro, allenta il filo, sei troppo rigida...rilassa la mano...fa che diventi una cosa sola con il filo...così...ancora più dolcemente...vedi, l'aquilone viene tenuto in volo dal vento...devi lasciare che il vento lo governi e quando lo vedi sopra di te non devi tirare ma devi dare corda. Solo così lo vedrai alzarsi sempre di più nel cielo" " E se si alza troppo e scappa via?" chiesi...Di nuovo mia madre mi sorrise "Il filo che hai tra le mani serve a far sì che l'aquilone non voli via e si perda. Devi trovare il giusto equilibrio lasciandolo trasportare dal vento e mantenendo dolcemente tesa la corda così l'aquilone volteggerà ma non ti abbandonerà."
Provammo ancora e dopo vari insuccessi vidi finalmente quel rombo rosso sopra di me, leggermente zizzagante, buffo, ma desideroso di prendere il volo.
Quante evoluzioni nei giorni successivi...il mio naso all'insù, i miei occhi aperti e meravigliati, una felicità grande, spontanea, solo mia...
Ma un giorno è arrivato un vento forte che non sono riuscita ad assecondare dando solo un po' di corda...quel vento potente ha strappato il filo e t'ho visto salire in alto, sempre più in alto fino a scomparire nell'azzurro del cielo. In quel momento ho pianto disperatamente, urlando al vento di continuare a farti volare e di prendersi cura di te, senza mai lasciarti cadere.
Anche oggi tengo tra le mani un filo sottile e invisibile che mi lega a te.
Ti immagino volare sopra di me e ti osservo mentre volteggi cullato dal vento, tracciando meravigliosi disegni nel cielo della tua nuova vita. E per continuare a godere delle tue evoluzioni sto imparando a dare corda al filo quando il vento soffia più forte, pronta a recuperarti qui vicino a me appena la brezza si placa.
E' stato un momento dolorosissimo vederti volare via ma non si può impedire ad un aquilone di volare.
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Ora voglio raccontare una storia della mia vita che forse sembrerà banale ma .... Avevo sei o sette anni quando una mattina, durante le vacanze estive, mia madre mi coinvolse in un nuovo gioco. Dal fiorista si era procurata delle sottili canne di bambù e in un negozio aveva comprato carta velina di...
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19/02/2018 18:33:49
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