E...Anche Qui Stessa Decisione

13 ottobre 2017 ore 11:43 segnala


Qualcuno forse conoscerà questo mio nick, qualcuno no e allora mi presento: sono la stessa persona del nick “Semplicemente.anna” e, nello stesso modo in cui ho deciso di chiudere l'altro blog chiudo anche questo. Questo blog avrebbe dovuto essere un diario del mio passato, un passato che non sempre è stato piacevole soprattutto a causa di alcune persone che ho conosciuto anche se solo tramite lettura dei loro blog o e-mail. Alcune mi hanno deluso togliendomi l'amicizia, dicono sia stata colpa mia e vabbè, in certi casi meglio una colpa di un colpo. Ognuno si tenga le proprie, ma a questo punto credo non abbia più nessuna importanza.
Inizialmente era mia intenzione aprire pagina dopo pagina il mio diario per far rimangiare alcuni rospi che mi erano stati fatti ingurgitare da alcune persone nel corso del tempo e credetemi l'avrei fatto sicuramente se un giorno riflettendo bene dissi a me stessa che certe parole e frasi che mi erano state rivolte durante mesi e anni ferendomi in modo non indifferente, non valeva la pena riportarle qui. In poche parole ho voluto dimostrarmi superiore ad esse come educazione civiltà e modo di vivere. Quindi decisi di non aprire più il mio diario dove sono annotate nefandezze offese, cattiverie , un diario che comunque sia non intendo buttare, lo conservo perchè in molti casi ogni volta che apro una pagina mi dico con soddisfazione che probabilmente ci ha pensato o ci penserà la vita nel restituire tutto ciò che di negativo queste persone (quasi esclusivamente donne) hanno fatto a me.

Concludo con un pensiero:
Ed allora è il momento di guardare avanti puntando solo all'essenziale, a tutto quanto è la nostra vita e di tutto il conoscibile di essa, di cui anche certi ricordi di ieri o di oggi, belli o meno belli ce li teniamo dentro e mai saranno espulsi dalla nostra mente.
Infatti questa poesia ci fa capire che:

La nostra vita appartiene soltanto a noi, e i ricordi…
quelli non possiamo cederli a nessuno.
Accumulatene, che siano soltanto vostri,
e straordinari, grandi, tanti, irripetibili,
di quelli che lasciano a bocca aperta.
(Banana Yoshimoto)


Anche qui, un saluto a chi gradisce
Anna ex Salyma

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« immagine » Qualcuno forse conoscerà questo mio nick, qualcuno no e allora mi presento: sono la stessa persona del nick “Semplicemente.anna” e, nello stesso modo in cui ho deciso di chiudere l'altro blog chiudo anche questo. Questo blog avrebbe dovuto essere un diario del mio passato, un passato...
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Il Suo Profumo...

11 ottobre 2017 ore 11:31 segnala


Inconfondibile tra tutti gli altri, lei lo usava da sempre ma solo l'eau de parfum, l'estratto della stessa fragranza le pareva troppo forte, troppo invadente quando si trovava al cospetto di altre persone in un locale chiuso oppure al ristorante. Lo usava solo durante la stagione invernale, in Estate preferiva usarne un altro, qualcosa di più fresco ma in ogni caso sempre i soliti da anni e anni.
Una mattina mentre faceva colazione al bar e scherzava con la barista che le stava servendo un cappuccino notò al suo fianco una mano che si allungava davanti a lei per prendere una bustina di zucchero di canna, lei fece un passo indietro per dare la possibilità a quella mano di arrivare alla ciotola che conteneva tutti i tipi di zucchero e che inavvertitamente vi si era posta proprio davanti. Notò subito le dita lunghe e affusolate di quella mano, lei che alle mani di chiunque aveva sempre dato la massima importanza prima ancora di ogni altra cosa che appartenesse a quella persona. Quindi la curiosità la spinse a voltarsi per vedere a chi appartenessero quelle belle mani e, non bastò voltarsi, dovette alzare anche la testa per guardarlo in volto tanto era alto rispetto a lei. Notò che aveva gli cchi neri così come i capelli sapientemente e leggermente spettinati, sicuramente erano così non per caso. Lui mentre girava il cucchiaino nella tazza sentendosi probabilmente osservato si voltò verso di lei che velocemente riportò lo sguardo verso la sua tazza iniziando a bere il suo cappuccino, tiepido come sempre, odiava tutto ciò che scottava. E, come accadeva spesso quando si trovava in un momento di imbarazzo un sorso della bevanda le andò per traverso, iniziò quindi a tossire e più cercava di trattenere i colpi di tosse più la tosse si faceva insistente. Alla fine bevve un sorso di acqua dal bicchiere che accompagnava la sua colazione e finalmente la tosse cessò. Gli occhi sapientemente truccati però avevano lacrimato e un po' di trucco si era sciolto, lo notò guardandosi allo specchio posto dietro al bancone del bar. Tirò fuori dalla borsetta un fazzolettino con lo specchietto e voltandosi altrove cerco di togliere quei piccoli segni neri sotto gli occhi. Alla fine più imbarazzata che mai salutò per uscire quando una voce maschile l'apostrofò con : Tutto bene? Lei si voltò, era l'uomo dalle belle mani. Lei rispose che si, era tutto a posto ringraziandolo per la cortesia. Si incamminò verso la porta per uscire ma lui la precedette aprendole la porta uscendo insieme a lei. Si trovarono così a camminare affiancati quando lui le fece i complimenti per il profumo che emanava dalla sua persona chiedendole nel frattempo anche il nome. Lei disse il nome di quel suo profumo ma lui rispose che non era quello che intendeva, era il nome di lei che voleva sapere e così si dettero la mano presentandosi. Lui continuò: sono un assiduo frequentatore di questo bar e non l'avevo mai vista prima, un peccato direi. Lei arrossì dicendogli che quella mattina era stato solo un caso perchè di solito si recava in quel bar almeno un'ora prima per poi recarsi al lavoro ma quella mattina doveva sbrigare prima un compito in altro ufficio e quindi aveva ritardato la colazione.
Poi, ad un certo punto lei disse che era arrivata a destinazione e quindi tese la sua mano per salutarlo, anche lui tese la sua mano verso quella di lei dicendole con un po' di rammarico: ho capito da domani in poi devo alzarmi un'ora prima per essere un'ora prima al bar per avere l'opportunità di incontrarla di nuovo e poter fare colazione insieme.
Da quel giorno si incontrarono spesso anche se non sempre visto che ognuno aveva i propri impegni da rispettare, ma non si persero più di vista. Solo quando lui le confessò il suo amore lei gli spiegò che aveva impegni famigliari e non poteva accettare niente se non una semplice amicizia. Da quel giorno cessarono i loro incontri.
Innamorati tutti e due di un amore impossibile, quello che spesso dura per sempre.

Lui un giorno entrò in una profumeria e chiese un profumo per fare un regalo ad una signora, la commessa gli domandò se aveva già un'idea o se voleva odorare alcune fragranze. No no rispose lui, conosco i gusti di lei e conosco il profumo che usa. Quando la commessa gli chiese il nome del profumo e lui le disse il nome lei esclamo! Ah un profumo di classe, complimenti!
Confezionò un pacchetto veramente elegante e glielo porse. Lui salutò ed uscì ma appena giunto a casa aprì la confezione, prese un fazzoletto bianco dove spruzzò alcune gocce di quel profumo e se lo portò al naso,chiuse gli occhi e aspirò avidamente quella dolce fragranza.
Non era per lei quel regalo, era per lui, l'unico modo per sentirla ancora vicina.

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« immagine » Inconfondibile tra tutti gli altri, lei lo usava da sempre ma solo l'eau de parfum, l'estratto della stessa fragranza le pareva troppo forte, troppo invadente quando si trovava al cospetto di altre persone in un locale chiuso oppure al ristorante. Lo usava solo durante la stagione in...
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Gli Amori Non Si Dimenticano...Mai!

19 settembre 2017 ore 10:39 segnala


Com'è più facile fare blog quando siamo innamorati. Vuoi mettere la differenza tra il parlare d'amore e parlare del più o del meno, doversi inventare un argomento qualunque che spesso nemmeno interessa, così, tanto per riempire una pagina. E di queste pagine ne leggo parecchie, cioè pagine che non sanno di niente, pagine che l'autore potrebbe benissimo aver fatto a meno di scrivere, me compresa logicamente. Invece quando leggi frasi accorate di amori che stanno nascendo e percepisci quel languore che sale su dalla pancia, dallo stomaco, dal cuore, ecco questi sono gli scritti che ti prendono, ti incuriosiscono spesso fanno anche arrossire tanto sono espliciti: Ti vorrei, voglio farti mia/o , dove sei, ti aspetto, solo tu rendi la mia vita meravigliosa, non esisto senza te. Poi segui passo passo le vicende, le litigate, le riappacificazioni e poi di nuovo le litigate, il rimaner male per offese ricevute e allora giù con le lacrime, la delusione dell'io ti credevo diverso e invece non meriti niente. Però io ti amo lo stesso e ti aspetterò per tutta la vita e via ancora con la riappacificazione e poi ancora gli scontri che anche non vi assisti te li fanno immaginare e allora preghi perchè poverina (sempre lei o quasi) ti fa proprio pena e speri che tutto torni sereno e invece piano piano la vedi sparire, cambia nick, non vorrebbe farsi trovare e invece è così riconoscibile che il cambio nick non ha avuto nessun effetto. Lei era e lei torna ad essere presente con i suoi ricordi, lo cerca e lo ricerca e anche lui la ricerca quando ne ha bisogno e poi si nasconde di nuovo ma prima che il tutto abbia un termine passa un po' di tempo, un mese, un anno e forse più, però alla fine immancabilmente tutto finisce, tutto se ne va.. Ed è a questo punto che non sai più cosa scrivere, cerchi argomenti di un falso interesse, gli unici che ti permetteranno di darti almeno un contegno.

Allora ho deciso, quando ne avrò voglia e tempo di provare anche io a rimembrar l'amore di una volta, dite che non ho l'età? Però l'ho avuta e poi chi lo decide che non ho più l'età per provare amore? E poi mica parlerò solo di me, parlerò in generale, di amori vissuti o che avrebbero voluto vivere e non ce l'hanno fatta. Amori sfortunati e amori da favola, amori ricambiati e portati avanti nel tempo, un tempo senza tempo. Tante scrittrici hanno scritto intere collane di libri d'amore, l'hanno fatto fino a 90 anni e oltre quindi perchè non io che in fondo sono ancora giovane, molto giovane, sempre giovane e soprattutto sempre ed eternamente innamorata dell'amore!

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« immagine » Com'è più facile fare blog quando siamo innamorati. Vuoi mettere la differenza tra il parlare d'amore e parlare del più o del meno, doversi inventare un argomento qualunque che spesso nemmeno interessa, così, tanto per riempire una pagina. E di queste pagine ne leggo parecchie, cioè ...
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Nostalgia...

30 giugno 2017 ore 09:58 segnala


la nostalgia è come un vuoto nello stomaco, è avere il desiderio a volte inconscio di un qualcosa che una volta abbiamo avuto o veduto e che in qualche modo ha fatto parte di noi o della nostra vita.
Nella mia permanenza su questa terra non ho viaggiato molto ma alcuni viaggi li ho fatti ed in alcuni di questi ho conosciuto luoghi da sempre sognati. Conosciuti si ma non come avrei voluto, anche se nonostante certe mancanze in alcuni luoghi ho lasciato un po' di me e ho portato via un po' di essi. Ma non basta riguardare le foto che ho rubato nelle città, nelle campagne al mare o sui monti, il rivedere luoghi che non ho vissuto come avrei voluto è spesso nostalgia accompagnata da un velo di tristezza. Allora meglio non tornare a quei momenti nonostante le bellezze di cui ho goduto, l'unico modo per non sentirne la nostalgia è continuare a vivere senza il sogno di quanto non è stato non tornando mai indietro a cercare un passato che è e resta il passato. Ho sognato, ho veduto, ho amato.
Ma la nostalgia soprattutto di questi tempi si fa sentire in maniera prepotente ma passerà, certo che passerà basta non dimenticare mai che la vita stessa è un viaggio senza fine, prima e dopo di essa.

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« immagine » la nostalgia è come un vuoto nello stomaco, è avere il desiderio a volte inconscio di un qualcosa che una volta abbiamo avuto o veduto e che in qualche modo ha fatto parte di noi o della nostra vita. Nella mia permanenza su questa terra non ho viaggiato molto ma alcuni viaggi li ho f...
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Lei Si Chiamava Maria - Terza Ed Ultima Parte

02 giugno 2017 ore 10:48 segnala


La donna è mobile qual piume al vento muta d'accento e di pensiero.......ed ecco che io muto il mio pensiero sulla volontà di continuare nel mio scritto portando a termine quello che inizialmente mi sarebbe piaciuto., la storia della vita di Maria e della sua famiglia.
Così faccio solo un breve riassunto:

Maria e i suoi fratelli andarono ad abitare a San Paolo, in seguito sposò Raimondo Lenci, un uomo bellissimo anche lui proveniente dall'Italia, esattamente da Lucca e comproprietario di una fazenda di cotone e di una fabbrica di tessuti. La loro fu inizialmente una unione felice dalla quale nacquero tre figli.

La bellezza di Raimondo altro non fece che attirare le attenzioni delle donne che frequentavano i salotti bene fin quando Maria si accorse di essere tradita. Lui confessò il suo tradimento e Maria decise di tornare in Italia con i figli.

Raimondo volle seguirli, giunti in Italia vennero ospitati da un amico che mise loro a disposizione una villa nella zona di Viareggio. Frequentarono la casa di personaggi conosciuti come Giacomo Puccini. Raimondo era anche un bravo cantante.

Ma intanto iniziavano le prime avvisaglie della guerra 15/18 e in questo periodo il figlio più grande venne richiamato alle armi. Raimondo si offrì volontario al posto del figlio e così al momento opportuno partì per il fronte. Tornò e venne ricoverato in fin di vita in ospedale dove, poco tempo dopo morì assistito dall'amore della moglie e dei figli..

Maria e i figli continuarono la loro vita ma certamente non era la stessa di quando abitavano in Brasile anche se a lei, abituata a lavorare sodo quando era più giovane non faceva paura quella vita grama, solo che nel suo cuore non si placava il grande dolore di avere perso quell'uomo che aveva tanto amato, si sentiva colpevole della sua morte per aver preso la decisione di tornare in Italia, Se a quel tempo così come lui le aveva chiesto, l'avesse perdonato e fossero rimasti laggiù lui sarebbe stato ancora vivo. Poi la guerra ebbe termine e visto che anche i soldi stavano finendo decise, con quelli rimasti, di tonare in Brasile.

E così ripartirono tutti e quattro per quella terra che li aveva visti ricchi e felici, Maria quando si trovò davanti alla sua casa, irriconoscibile tanto era trascurata si arrabbiò molto con colui al quale era stata affidata la custodia ma non si perse d'animo, di nuovo si tirò su le maniche e in poco tempo la casa tornò quella di un tempo. Quello che invece mancava loro era il sostentamento per vivere.

Intanto pensava a cosa potesse fare per guadagnare dei soldi quando nel frattempo scoprì che la maggior parte di tutti i loro terreni erano diventati edificabili e così con l'aiuto di qualcuno iniziò lei stessa a costruire, con le sue braccia e quelle dei figli, prima una casa, quando l'ebbe venduta ne costruì un'altra e così via fino a diventare una grande imprenditrice tornando ricca come una volta. San Paolo stava diventando una grande città di cui almeno un quarto abitata da Italiani.

Maria non si sposò mai più, continuò a vivere in Brasile fin quando una dei figli, la femmina, dopo che le era stato ucciso il marito dal suo autista perchè lo scoprì a rubare in casa, decise di venire a vivere in Italia. Solo dopo molto tempo ormai vecchia e quasi cieca si convinse a lasciare di nuovo il Brasile tornando in Italia ospite della figlia e di tutta la sua famiglia.

Avevano e ancora hanno una bellissima proprietà in provincia di Firenze e, a quel tempo anche una splendida villa sul mare a Santa Marinella in provincia di Roma che invece non è più loro. Ed è qui che io la conobbi e mi raccontò la storia della sua vita.


Avrei voluto descrivere tante situazioni, sentimenti, momenti belli e brutti, alcuni fatti all'epoca del fascismo, nomi di politici e non scappati dall'Italia dopo la fine della dittatura e rifugiatisi proprio laggiù in quella terra Brasiliana, alcuni addirittura ospiti di lei, e ancora la storia del socio di Raimondo, Rodolfo Crespi anche lui Italiano e dei suoi famigliari, persone conosciute in tutto il mondo in quanto facenti parte del jet set internazionale, soprattutto quello degli anni '40 '50 '60 ma mi rendo conto che mi avrebbe portato via troppo tempo nel mettere insieme tutti i fatti ed io tempo non ne ho molto ora che inizia l'Estate, oltre alla famiglia ed il lavoro,c'è un mare che aspetta anche me.

Lei Si Chiamava Maria - 2a Parte

30 maggio 2017 ore 09:38 segnala


Finalmente, dopo avere imbarcato le merci iniziarono a prendere posto gli emigranti, a noi toccò la terza classe dove ogni persona ed ogni nucleo famigliare cercò di sistemarsi al meglio, fu un viaggio alquanto tormentato, alcune persone morirono a causa del tifo e così nella terza classe venne spruzzato un disinfettante pestilenziale e quell'odore si protrasse per tutto il resto del viaggio, una bambina appena partorita non avendo potuto avere le dovute cure morì appena nata con la madre disperata che avrebbe voluto seguirla quando completamente fasciata venne calata in mare così come gli altri morti. Anche un uomo ubriaco cadde in mare e non poterono far nulla per salvarlo. Comunque la coabitazione forzata favorì fin da subito la solidarietà tra tutti quelli della terza classe. La notte a turno alcuni uomini restavano di guardia affinchè non si perpetrassero furti, noi donne preparavamo i pasti per tutti e lavavamo i panni. Poi a volte per passare il tempo si organizzavano balli accompagnati da musiche improvvisate da fisarmoniche e mandolini e questo era uno spasso per i ricchi che si affacciavano dai ponti superiori per guardare ed applaudire. Una sera uno dei miei fratelli litigò con un uomo perchè si accorse che mi guardava in maniera insistente, per fortuna tutto finì con le scuse da ambo le parti. I balli riuscivano a mitigare un poco tristezze e malinconie che erano comunque sempre presenti soprattutto per le incertezze del domani. Una sera poco prima dell'arrivo scesero alcuni signori che passarono in rassegna tutti gli uomini lasciando i loro biglietti da visita ai più prestanti. Altro non erano che schiavisti e coloro che accettarono avrebbero avuto appunto una vita da schiavo fino alla morte stremati da fatiche e maltrattamenti, su campi di cotone o di caffè in qualche zona sperduta del Brasile.
Il viaggio stava per terminare e, l'ultima notte nessuno riuscì a dormire, un nuovo meraviglioso cielo ricamato da miriadi di lucenti stelle incantò tutti quanti. All'alba eravamo già tutti in frenetica attesa di giungere a destinazione al porto di Rio. La nave prima di arrivare al porto costeggiò tutta la riva e a tutti gli astanti sembrò un mondo meraviglioso con tutto quel verde che si estendeva ovunque, spiagge stupende dove enormi onde andavano a frangersi e poi all'improvviso si stagliò davanti ai nostri occhi la sagoma gigantesca e superba del Pan Di Zucchero. Dopo poco il viaggio ebbe termine e tutti scendemmo dalla nave dove ognuno prese le strade che più si confacevano alle loro esigenze ed alle loro speranze.

Continua.....

Memorie - Lei Si Chiamava Maria - 1a Parte

28 maggio 2017 ore 18:34 segnala

( foto presa dal web )

Un diario contiene solitamente pagine di vita vissuta e non importa se di un tempo presente, passato o come in questo caso, un passato molto lontano. Saranno pagine di un racconto di vita vera che mi riguarda però solo come spettatrice in alcuni casi e come narratrice di ciò che mi venne raccontato all'età di 15 anni. Lei ne aveva quasi 90. Si chiamava Maria, Maria Cocito.
Nonostante l'età e l'incombente cecità era donna intelligente, alta ed elegante nell'andatura anche se il suo incedere era accompagnato da un bastone. Ricordo l'impugnatura ornata da origami d'argento. Capelli candidi raccolti in un impeccabile chignon, occhiali con lenti spesse di un colore verde molto scuro, gentile ma risoluta nei modi con l'orgoglio di chi nella vita ha saputo fare e comandare e infatti diceva sempre che chi non sa fare non saprà mai nemmeno comandare.
Le stavo spesso vicina perchè ero affascinata dal suo modo di essere, ogni tanto, dietro sua gentile richiesta le regalavo un po' del mio tempo leggendole un libro. A fine lettura di uno di questi le chiesi di raccontarmi qualcosa della sua vita. E lei, vedendo la mia forte curiosità mi regalò un sorriso e la storia della sua vita. Una vita fatta di sacrifici di forti dolori ma anche di tanta fortuna e tanto amore.
Seduta nella sua solita poltrona con lo sguardo rivolto verso il mare anche se non vedeva quasi più iniziò a raccontare. Non tutto mi fu raccontato in un'unica volta. Ed io non vedevo l'ora che lei fosse disponibile per continuare ad ascoltare quello che non ho mai dimenticato. Una storia interessante che a quel tempo mi sembrava una favola. Una favola da lei realmente vissuta.

Probabilmente tutto questo non interesserà a nessuno ma per me è forte nostalgia di un tempo lontano a cui voglio tornare.

Forse mi sto impelagando in qualcosa più grande di ciò che sono le mie capacità narrative ma sono tutte cose vere ed in parte da me vissute in prima persona. Se qualcuno dovesse seguirmi perdonerà i miei errori e punteggiatura.

E così Maria iniziò il suo racconto.........

Era l'alba del 18 Luglio1894, porto di Genova, brezza fresca, in cielo alcune nuvole rosate sospinte dal vento si specchiavano nell'acqua del mare. Unico rumore nella silenziosa alba, un carretto spinto da qualcuno verso il molo. Alcuni pescherecci rientravano dopo una nottata di pesca mentre una folla silenziosa era ancora addormentata sui propri bagagli per proteggerli da eventuali furti durante il sonno. Erano tutti emigranti in attesa di salire sul vapore Trento in partenza per la lontana America.
Case chiuse e abbandonate con la smania di novità e alcune volte il raggiungere qualcuno partito in precedenza. All'improvviso il rombo dei motori del vapore ed un pennacchio che usciva dall'alto mise in agitazione tutti quelli che dovendo imbarcarsi iniziarono a chiudere le loro valigie di cartone legate spesso con lo spago. Poi arrivarono in carrozza i benestanti, quelli che potevano permettersi la prima classe e quindi avevano cabine prenotate ai ponti superiori con addirittura i servizi igienici personali. E poi c'erano quelli pagati per propagandare le terre che avrebbero raggiunto e i poveri migranti li guardavano con occhi increduli e stupefatti: Laggiù c'è tanto legname, ognuno potrà costruirsi la propria casa in men che non si dica. Vi sono fiumi, laghi ruscelli per poter irrigare i campi, logicamente molte bugie furono dette solo per incrementare i guadagni delle compagnie di navigazione.
Non sapevano che molto spesso sarebbero andati a sostituire quegli schiavi che erano stati liberati dopo l'entrata in vigore della Legge che aveva abolito la schiavitù e infatti qualcuno non credeva troppo a quelle fandonie raccontate su lauti compensi e tra questi che dubitavano c'ero anche io con i miei fratelli che mi avevano fatto cerchio attorno perchè a quel tempo oltre ad essere molto alta ero anche molto bella. Avevo lunghi capelli neri e nonostante fossi vestita da contadina, sapevo indossare con dignità i miei modesti abiti. I miei fratelli non mi perdevano di vista ma avevo uno sguardo così altero che chiunque si sarebbe scoraggiato se avesse azzardando delle avance. Ed eravamo noi, i Cocito, venivamo dal Piemonte e partivamo dopo aver lasciato i resti di un'azienda agricola un tempo florida ma dopo la guerra iniziarono a mancare le braccia per lavorarla e poi c'era il brigantaggio, quindi vendemmo ciò che rimase e decidemmo di investire tutto in quel viaggio. Eravamo giovani, sani e una solida esperienza imprenditoriale, quindi probabilmente l'America faceva per noi. Ancora meglio il Brasile con le sue terre sconfinate e mano d'opera abbondante e a basso costo.

Continua........

Cavalli Al Tramonto

26 marzo 2017 ore 10:37 segnala


Gli zoccoli arditi
in cerca di prato su cui galoppare
affondano in rivo
che rubro si è acceso al tramonto.
Destrieri possenti
si stagliano su cielo che piano si è chiuso allo sguardo.
E tende di calda cromia
ha accostato a cornice
che il tutto racchiude.
Pelo corvino lucente.
Ombra notturna
che dal padrone mai separarsi potrà,
contrasta con le nobili membra
di candore vestite
di un'anima pura
che è compagna fedele
nell'ora che il sole regala,
rendendola guizzo di fuoco,
preludio alla luna e alle stelle
che palpitano ansiose
facendosi spazio nel buio
e s'offrono a chi sulla terra
mistero di luce carpire vorrà.

(Maria Anita Acciarini)

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« immagine » Gli zoccoli arditi in cerca di prato su cui galoppare affondano in rivo che rubro si è acceso al tramonto. Destrieri possenti si stagliano su cielo che piano si è chiuso allo sguardo. E tende di calda cromia ha accostato a cornice che il tutto racchiude. Pelo corvino lucente. Ombra ...
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Le Pene Dell'Anima

13 marzo 2017 ore 15:17 segnala


C'è chi si nutre di anime ed è questo l'unico modo di saziare la sua fame d'amore! Ma poi, sarà davvero amore? Dubbio credo, più che fondato !
Se tornare al passato è come tornare dove siamo già stati e scoprire che non esiste più niente di quanto è stato è solo per anime che non credono più in se stesse, nella loro autostima. Ed è per questo che alcune non vogliono più tornarci, non vogliono più pensarci. Il motivo è che per esse sarebbe troppo doloroso oppure si vergognano di ciò che hanno fatto o subìto, ma non basta, oltre a non tornare al passato fuggono anche il presente, semplicemente spariscono dalla circolazione nascondendo se stesse ad altri occhi.
Anime che sono state ferite, calpestate nei sentimenti ce ne sono state e ce ne sono tutt'ora, le delusioni portano chi non riesce a reagire alla sofferenza allo stato di annullamento del proprio ego.

Mentre le anime innocenti pure e coraggiose restano sulle loro posizioni andando avanti orgogliosamente a testa alta ovunque e di fronte a chiunque.

Per finire questo mio pensiero credo che solo coloro che hanno fatto del male agli altri devono nascondersi, non chi ha amato o ama in modo sincero.

Male non fare paura non avere … chi scrisse questa frase ha tutta la mia stima!

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« immagine » C'è chi si nutre di anime ed è questo l'unico modo di saziare la sua fame d'amore! Ma poi, sarà davvero amore? Dubbio credo, più che fondato ! Se tornare al passato è come tornare dove siamo già stati e scoprire che non esiste più niente di quanto è stato è solo per anime che non cre...
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Io Sto Con La Plebe

07 marzo 2017 ore 09:54 segnala


Perchè entrò? Forse per rivalsa contro qualcuno? Ed ora, dopo essersi accorta di non avere ottenuto il sospirato e desiderato riscontro a quanto si era riproposta, nello stesso modo in cui entrò se n'è andata. Non voleva solo dialoghi intelligenti con gente intelligente ed a pari cultura no, era altro a cui aspirava e questo altro non è riuscita ad ottenerlo quindi, inutile continuare a sostare in un luogo che più non soddisfaceva il suo super-ego. Troppa plebe al confronto del suo status di presunta nobiltà.
Lei, la plebea, la poco colta con cui avrebbe voluto disquisire magari in maniera forte non le ha mai concesso questa opportunità non dandole così il modo di poter ottenere quella soddisfazione che si sarebbe aspettata. E così ha pensato...perchè sostare ancora qui?
Sicuramente legge e considerando che oltre ad essere super colta è anche super intelligente ed essendosi sempre dimostrata così sicura nel suo fare e soprattutto nel suo dire ha ritenuto opportuno, nella sua personalità e vena così tanto creative, svignarsela insieme a tutto il gotha.

Buon sangue non mente ed io sto orgogliosamente in compagnia della plebe!

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« immagine » Perchè entrò? Forse per rivalsa contro qualcuno? Ed ora, dopo essersi accorta di non avere ottenuto il sospirato e desiderato riscontro a quanto si era riproposta, nello stesso modo in cui entrò se n'è andata. Non voleva solo dialoghi intelligenti con gente intelligente ed a pari cul...
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