Busso, poi ancora più forte. A qualcosa, per qualcosa che è tuo. Non mi guardi, flesso il capo, è distratto il pensare. Attraverso quegli occhi che, sorrido, paiono quelli di Eva Kant, cerco d'entrare, vorrei vedere, capire. Immobile al mio volere, copri la bocca. Nemmeno una smorfia. Appoggi una mano, lieve, a cercare equilibrio, l'equilibrio distratto di chi non considera il lato, il mio, che può solo osservare. Per giocare d'intesa, concesso, il pensarti pensante. Immaginare il respiro, d'un tratto uno sguardo, sognando un sorriso.La fotografia...
07 marzo 2010 ore 20.32
Busso, poi ancora più forte. A qualcosa, per qualcosa che è tuo. Non mi guardi, flesso il capo, è distratto il pensare. Attraverso quegli occhi che, sorrido, paiono quelli di Eva Kant, cerco d'entrare, vorrei vedere, capire. Immobile al mio volere, copri la bocca. Nemmeno una smorfia. Appoggi una mano, lieve, a cercare equilibrio, l'equilibrio distratto di chi non considera il lato, il mio, che può solo osservare. Per giocare d'intesa, concesso, il pensarti pensante. Immaginare il respiro, d'un tratto uno sguardo, sognando un sorriso.11462818
Busso, poi ancora più forte. A qualcosa, per qualcosa che è tuo. Non mi guardi, flesso il capo, è distratto il pensare. Attraverso quegli occhi che, sorrido, paiono quelli di Eva Kant, cerco d'entrare, vorrei vedere, capire. Immobile al mio volere, copri la bocca. Nemmeno una smorfia. Appoggi una... (continua)

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07/03/2010 20.32.59
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Notteblu.84 17 marzo 2010 ore 10.43
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