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Violo la mia privacy e ve la racconto tutta...

DirittoRovescio 10 novembre 2011 ore 16:48
Sono a letto. Nonostante una buona imbottitura di antidolorifici, ecco, sento fitte niente male. Dice... che hai fatto? Ho testato con mano questa nostra sanità pubblica. E' poco farci raccontare dalle televisioni o dal politico di turno che ci sono stati dei tagli ovvero contrazione nelle spese, negli investimenti, negli studi. Ho provato a tastare con mano. Se non mi ammazzano - ho pensato -, se non mi tolgono la brillante manina, poi ai miei lettori questa esperienza voglio raccontarla tutta a modo mio. Così domenica sono arrivato all'ospedale di ...ano - il nome per intero dell'ospedale non lo dico di proposito - dove, con dovizia di particolari, telefonicamente, mi era stato chiesto di recarmi in area B. Solo dopo venti minuti di giro a vuoto ho scoperto che ero atteso in area A. Piccolo inconveniente. Una solerte infermiera che ricordo per i denti sporgenti - proprio all'infuori - dopo svariate scuse per le domande a suo dire invasive della mia privacy (peso ed altezza), compilava un modulo. Poi mi invitava a recarmi in accettazione, subito sveglio, l'indomani - il lunedì mattina - per la registrazione della mia degenza.

- Perdoni, scusi, ma domani mattina, io, nell'ordine degli interventi, che numero sono?
- Il primo, la portano in sala per l'intervento tra le 7.30 e le 8.00.
- E a che ora apre l'accettazione?
- Alle 7.30.
- Quindi io alle 7.30 devo in contemporanea essere in accettazione ed in sala operatoria?

Scendeva il panico sul viso appuntito della operatrice infermiera, con sguardo vuoto, assente e senza risposta, così come se nella storia tutta dell'ospedale il mio anomalo caso fosse, ahimè, il primo.

I miei familiari, solerti, verranno in ospedale alle 7 e assolveranno alle esigenze della burocrazia. A me il lunedì mattina, quando alle 6.45 viene chiesto di mettere calze contenitive antitrombi e camice debitamente slacciato dietro, è sovvenuta l'immagine della mia persona che con il culo al vento e calze bianche autoreggenti si recava in accettazione. Vabbè, piccoli disagi.

E' il momento della depilazione: sono stato ammonito di non farla personalmente affidandomi a personale infermieristico qualificato. Ed è così che domenica sera, due ore dopo il ricovero, vedo arrivare una infermiera del tutto somigliante a Kathy Bates. Sì dai, quella di Misery non deve morire. Con tanto di rasoio sottomarca Bic comincia una depilazione a secco.

- mi scusi ma non ha una crema depilatoria?
- non la abbiamo e lei è sudato.
- no è che sul pene, le do questa notizia, non ci sono peli, è inutile che ci dà con forza lì sopra.
- la sua pelle si irrita troppo.
- (esticazzi, solo pensato).

Quando Kathy Bates termina io sono tutto un taglio, ma il lavoro non mi pare fatto un granché bene apparendomi più un effetto alopecia, a chiazze, sì dai a batuffolo, un pelo qui e uno qua (i sopravvissuti insomma). La conferma l'avrò in sala operatoria l'indomani quando il chirurgo, con me sul tavolo operatorio, imprecando ricomincerà a radermi (a secco, ma questa volta, data la sorpresa di un lavoro così mal fatto, lo capisco di più).

Lunedì mattina è il giorno dell'intervento: camice, calze contenitive e... altro? Sì, mi dice una infermiera stempiata (che mi dà sul complesso del personale un effetto famiglia Addams) le daranno delle gocce (tranquillanti, immagino da solo). Quando però alle 8.10 vengono a prendermi le gocce a me non le ha date nessuno.

- ma non dovevate darmi delle gocce?
- (dopo un controllo) sì, le ha già prese.
- no guardi che io non ho preso nulla.
- sì, le ha già prese.
- nemmeno per idea io so cosa ho preso (e sono talmente sveglio e lucido che tu dovresti pure intuirlo).
- qui sul modulo sono spuntate! Le ha prese!

Solo l'intervento della caposala - una sorta di eccezione per estetica e professionalità - realizza che la spunta non corrisponde a "già prese le gocce", ma "sì, dare le gocce". Cazzia dunque tutto lo staff ed io vengo accontentato.
Il letto si muove rapidamente tra ascensori e corridoi. Arrivo in sala e odo un medico che vuole i biglietti per una partita e telefona. Vengo ridepilato, riesco a dire che voglio l'anestesia totale e mentre tremo per il grande freddo vengo "punto" con un farmaco letale, la testa gira e arrivederci. Il risveglio è morbido, non ho particolari dolori. Vengo riportato in camera. Ah, sia chiaro, bellissima camera. Letto ipertecnologico (pigi qui e si solleva qua, va giù e va su) e televisore a 23 pollici piatto. Dicevo? Ah, già, non ho particolari dolori. Poi arriva lui, il Dottorino di Troppo Forte il film con Verdone e Sordi. Scoprirò dopo che è uno specializzando (niente di male non mi si fraintenda) con il cognome di un noto politico con lo sguardo invero non oggettivamente troppo acuto. Manco fosse il Ministro delle Comunicazioni arriva e mi domanda:

- emorroidi?

Faccio solo in tempo a rispondere ernie bilaterali che lui, acuto, dà una bella pigiata sulle ferite fresche facendomi letteralmente urlare, poi, in contemporanea, ricevuta una telefonata, si scusa, si assenta e se ne va lasciandomi con un dolore lancinante che non avevo. Perché dico io?

Comincia una lunga sfilata di medici ed infermieri. Ti domandano come va. E la cosa ci sta anche se devo chiedere un antidolorifico per un male che prima della pigiata di gusto, ecco, non avevo. E' rassicurante l'arrivo del primario del reparto che urla:

- ah, il giovane ragazzo con le emorroidi!

Con flebile voce, stremato, accenno un no. Ernie, ernie bilaterali inguinali, spiego con una punta di rigidità. Ma lui perplesso insiste.

- no emorroidi?

Da ripetere, vi domando, è una domanda intelligente o denota un quoziente intellettivo basso? Dico io, ma saprò che intervento ho fatto o no? E tu che fai il cosiddetto giro vorrai almeno informarti di cosa hanno i degenti o ti limiti ad essere un paragnosta? In tal caso mi stai dicendo che in base a questa faccia di culo che mi ritrovo...

In serata la nuova frontiera della sanità pubblica, quella che ti vorrebbe far liberare il letto in quattro ore dopo l'intervento, mi sollecita una messa in piedi. La sensazione è quella di organi che crollano a terra tutti seguendo la gravità. Dolori lancinanti e pressione 10/35. Mi reggono perchè lo svenimento non mi porti a terra. Domani, in ogni caso, si va a casa e si cammina. Con gli addominali tagliati? Sì, dai. Non fare il pappamolla.

E' la mattina di martedì quando vedo entrare un medico nuovo, scrupoloso. Al suo seguito una nidiata di assistenti tipo Scrubs o Prof. Dott. Guido Tersilli. Sorrido e lui sottovoce per non urtare la mia sensibilità, né violare la privacy, indicandomi domanda: "emorroidi?". Ebbene, no. Illustrato il mio intervento (io a lui?) stabilisce che nel pomeriggio posso essere dimesso. Originale penso dal momento che non mi sono mai alzato dal letto e quando ho provato a farlo sono svenuto. Il comico continua con infermieri di ogni tipo che passano e mi dicono nell'ordine:

- lei sarà dimesso subito, liberi il letto.
- lei non mangia.
- lei mangia quello che vuole.
- si alzi, ce la fa con le emorroidi?
- è ancora qui? Faccia su le sue cose.
- chi le ha detto di fare l'antidolorifico?
- ecco, l'antidolorifico.
- chi le ha prescritto cosa?
- lei è ancora qui? C'è uno fuori che aspetta il letto.
- su, su, si alzi e vada.

Sorpreso poi vedo quella del the del primo pomeriggio che si accinge a togliermi la flebo senza avere la minima idea di come fare. Il sangue comincia a schizzare dalla vena e lei intimidita chiude e apre tappini a caso. La scena è tra il comico e l'imbarazzante non fossero il mio braccio e la mia vena.

Forse è meglio fuggire: con dolori lancinanti mi alzo in piedi e scappo dall'Ospedale di ...ano. Sono molto fiero di me e mi ritengo un bimbo fortunato: oggi guardandomi ho visto due lunghi tagli frontali, proprio lì dove c'erano le mie ernie. E' andato tutto a culo, ma almeno, nonostante la reiterata convinzione contraria dei sanitari, non sono stato operato di emorroidi...

(DirittoRovescio, memoriale dal letto di dolore di casa sua)
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« IMMAGINE: http://img641.imageshack.us/img641/8104/ditecospedalelegnano2.jpg » Sono a letto. Nonostante una buona imbottitura di antidolorifici, ecco, sento fitte niente male. Dice... che hai fatto?...
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10/11/2011 16:48:19
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Commenti

  1. alex1955 10 novembre 2011 ore 18:11
    Finchè si raccontano va bene..sono avventure di sopravivvenza altro che turismo estremo
  2. Emna 11 novembre 2011 ore 14:46
    Dai che hai qualche punto in più, ora.
    E.
  3. ale62.RA 25 novembre 2011 ore 18:43
    e' una vergogna !! io ne so qualcosa di ospedali... buona serata alessandra
  4. Stupida.Mente 20 dicembre 2011 ore 16:01
    "....del tutto somigliante a Kathy Bates. Sì dai, quella di Misery non deve morire. Con tanto di rasoio sottomarca Bic comincia una depilazione a secco. "

    esilarante, se non fosse per la sua cruda realtà...ci sono in mezzo...nn certo per le emorroidi...:-)

    ma solidale certamente


    gracejen...

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