
Oramà gabbiani sinni vidivano picca, va a sapiri pirchì avivano traslocato in paisi. Ma macari a Montelusa, a deci chilometri dalla costa, ci 'nn'erano a centinara, era come se l'aceddri si fossero stuffati del mare e sinni stissiro alla larga dalle onde.
Pirchì si erano arridotti a circare il loro mangiari nella munnizza citatina inveci di annari a piscari pisci frisco? Pirchì si erano degradati fino a dovirisi sciarriari coi surci per una testa di pisci putrefatto? Ma si erano volutamente arridotti accussì o era cangiato qualichi cosa nell'ordine della natura?
Nell'attesa dell'ingrato responso delle urne, tengo alte le ragioni del cuore e del buonumore leggendo l'ultimo Camilleri serie Montalbano. Il quindicesimo, se i precedenti allineati sullo scaffale non tradiscono un'inconsapevole assenza. Voglio bene a Montalbano. Tiene in piedi una piccola casa editrice animata da una donna straordinaria, Elvira Sellerio, che è titolo di vanto per i palermitani per bene. Mi ha restituito il piacere di ridere nei momenti più neri degli ultimi anni. E non perde mai, fedele alla consegna che i buoni la spuntano sempre. Magari in extremis, con le ossa rotte e non credendo più in nulla, ma ce la fanno. Disilluso sì, però...
















