Dunque l'ambasciatore del Vaticano voterà contro la proposta di cancellazione del reato di omosessualità che la Francia si appresta a presentare, a nome dell'Unione Europea, nell'assemblea generale dell'ONU. Lo dice il tg di qualche giorno fa e io penso: è uno scherzo. Invece è vero.
L'argomentazione è, grosso modo, la seguente: non consideriamo l'omosessualità un reato, ma temiamo che un voto in tal senso dell'ONU suoni come incoraggiamento a riconoscere ai gay diritti che oggi non hanno.
Mi dico: non sta in piedi. Da nessun punto di vista.
Non in termini logici: se condivido, sottoscrivo. Nè in termini teologici: se uno schizzo di sperma è creatura di Dio, lo è anche (dovrei dire: a maggior ragione, ma non pretendo tanto dai fans di Benedetto) una persona adulta e vaccinata. Ma in termini politici, di politica politicante, sta in piedi eccome.
La paura che l'Europa, laicista e marcia, utilizzi un divieto di morte come invito alla lussuria (altro controsenso) è una buona ragione per chiudere un occhio sugli omosessuali (e miscredenti, e disobbedienti, ed eccentrici, e quant'altro) che la legislazione di molti paesi extra-europei condanna al carcere o addirittura alla morte. Non male per un cristiano.
E poi dicono: la procreazione assistita è un attentato alla vita...
















