Il blog Contro Kappa è tornato giorni fa sui fatti di Gaza con un passo dello scrittore israeliano Davìd Grossman.
Come altri, ho lasciato un commento ma ero interessato a quelli altrui e sono tornato più volte a leggerli.
Cose interessanti ho trovato anche in un altro blog di cui purtroppo non ricordo il nome né l'autrice.
Il filo conduttore di molte voci è l'incertezza e ne comprendo le ragioni.
Troppa crudeltà da un lato, troppo cinismo dall'altro, divisioni laceranti tra gli israeliani, il fondamentalismo in agguato tra i palestinesi... Bombe al fosforo contro missili a lunga gittata... Bambini dilaniati in strada a Gaza, bambini nascosti nei rifugi sotterranei delle colonie ebraiche... Così c'è chi dice: non so schierarmi. E chiede: quali sono i buoni, quali i cattivi? Domande esatte, se il punto fosse: Hamas o Tel Aviv? Ma non è.
Il punto è che la radice storica di questa guerra tra maledetti risale a sessant'anni fa e da sessant'anni contrappone due popoli che hanno ogni buona ragione per voler vivere lì. Gli uni perché quella è da migliaia di anni la loro casa, gli altri perché tornandoci si sono messi al sicuro dalla follia antisemita dilagata in Europa dall'Atlantico agli Urali con epicentro a Berlino.
Un'altra domanda mi ha colpito: la forza rende cattivo chi la usa e buono chi la subisce? Sembra ingenua e invece è quella giusta.
In quel lembo di terra gli uni e gli altri sono, a turno, i buoni o i cattivi. Un motivo in più per voler bene a entrambi e incazzarsi di brutto col cattivo di turno. Non dimenticando mai che gli israeliani hanno già una casa, insicura ma non precaria, e i palestinesi non ancora.
Loro, da soli, non ne verranno mai a capo. Ci vuole Obama ma non basta. Servono Putin, il clan saudita, serve l'Europa. E noi gente qualunque, anziché schierarci, dovremmo imporre ai governi intelligenza, equilibrio, buon senso e a noi stessi più curiosità e attenzione verso chi paga pegno per i nostri errori storici.
(Nella foto, pubblicata dal Corriere della Sera: un gruppo di coreani in preghiera al muro che divide la zona israeliana da quella palestinese di Gerusalemme)
















