CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE O GUERRA DI CIVILTA'?

12 giugno 2018 ore 22:42 segnala

La decisione del ministro degli interni, Matteo Salvini, di respingere la nave ong Aquarius, carica di migranti, è un chiaro segno di serietà da parte di un ministro italiano; serietà che in Italia non si vedeva da molto, troppo tempo. Una decisione che conferma la sua politica espressa durante la campagna elettorale. Politica che però non va fraintesa - come fanno i sostenitori dell'immigrazione, del multiculturalismo e dell'integrazione - come una totale chiusura verso i migranti, ma come una giusta ed equa ripartizione sul territorio europeo e italiano di quanti approdano nei nostri porti. Pertanto, la politica di Salvini non ha come fine la costruzione di muri -anche se impossibile per l'Italia -, ma quella di una gestione razionale del flusso migratorio e dello snellimento delle pratiche di identificazione e di espulsione di quanti non hanno i requisiti necessari per avere lo status di rifugiato.
Oltre a ciò, va gestito anche il flusso migratorio di quanti migrano per necessità economiche.
Una categoria di migranti, comunque, che non può essere in alcun modo accettata, anzi, va combattuta con ogni mezzo, è quella di coloro che migrano per delinquere.

È chiaro che questo obiettivo l'Italia da sola non lo può raggiungere. Per poterlo attuare fino in fondo, il programma di Salvini ha bisogno del sostegno della maggioranza dei paesi europei.
Solo quando i paesi europei saranno governati da partiti e persone che hanno ha cuore il benessere e la libertà dei cittadini e dei popoli europei -in pratica, la difesa delle culture presenti in Europa -, allora si parlerà molto seriamente di blocco totale dell'attuale modello di migrazione a favore di un modello razionale. Ma anche i paesi africani e mediorientali del mediterraneo dovranno fare la loro parte concedendo territori costieri, gestiti - non governati, perché quei territori rimarranno parte dello stato che li ha "dati in prestito" per la gestione del flusso migratorio - collegialmente dagli stati interessati, dove saranno predisposti campi di raccolta e di identificazione e dove saranno rilasciati i permessi di entrare nei paesi Europei.
Il tutto in sintonia con le esigenze dei paesi interessati. Credo che questo sia ciò che ha in mente Salvini. Può darsi che sia utopia; se lo fosse, allora prepariamoci ad una guerra di civiltà. Non è la prima e non sarà l'ultima.

Il sud con Salvini
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« immagine » La decisione del ministro degli interni, Matteo Salvini, di respingere la nave ong Aquarius, carica di migranti, è un chiaro segno di serietà da parte di un ministro italiano; serietà che in Italia non si vedeva da molto, troppo tempo. Una decisione che conferma la sua politica espres...
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Salvini: "'A casa loro' sarà la priorità: troppi 5 miliardi

02 giugno 2018 ore 09:42 segnala

"Porte aperte in Italia per la gente per bene e biglietto di sola andata a quelli che vengono in Italia a fare casino e pensano di essere mantenuti a vita. "A casa loro" sarà una delle nostre priorità".

Per Matteo salvini, neo primo ministro dell'interno, una priorità della politica del nuovo governo sarà il rimpatrio dei clandestini, il blocco degli sbarchi e la riduzione dei 5 miliardi destinati al mantenimento dei richiedenti asilo. "Vorrei dargli una bella sforbiciata, mi sembrano un po' troppo", così ha affermato Salvini.

Un intento nobile ma che lascia aperto il problema islamizzazione. Non basta fermare i migranti, non basta rimpatriare i clandestini, non basta un controllo più severo e condanne più dure per i reati gravi. Quello che dovrebbe essere, anzi è, prioritario, sia in Italia che in Europa tutta, è la presenza dei musulmani. Una presenza alquanto "ingombrante" sul piano politico e sociale.

Non è un mistero la determinazione dei musulmani nelle loro richieste di usufruire di spazi per potersi esprimere liberamente con comportamenti opposti al nostro stato di diritto. Così come non è un mistero il loro insistere per poter applicare la sharia, legge coranica, decisamente in conflitto con i principi espressi nella costituzione e lo stato di diritto. Pertanto, se il problema immigrazione "selvaggia" è un reale problema di ordine pubblico, non da meno lo è il musulmano regolare, onesto e lavoratore; di certo, oggi come ieri e domani, non basta l'aver acquisito la nazionalità italiana se non si ha ben chiaro i concetti di laicità dello stato e dello stato di diritto.

Se non si condivide o non si ha ben chiaro il concetto di laicità dello stato, è chiaro che viene a mancare anche il rispetto di tutte le componenti politiche, ideologiche e religiose presenti nello stato in cui si vive. La stessa cosa vale per lo stato di diritto che prevede "diritti e doveri del cittadino" pertanto, chiedere uguali diritti significa accettare uguali doveri. E sia i diritti che i doveri sono espressi nella costituzione dello stato, e sono quelli da rispettare - al di la della propria opinione in merito - e non altri.

Purtroppo però, il problema islamizzasione, con l'avvento del terrorismo islamista prima, e l'aumento dell'immigrazione clandestina poi, è passato in second'ordine.

Fonte
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« immagine » "Porte aperte in Italia per la gente per bene e biglietto di sola andata a quelli che vengono in Italia a fare casino e pensano di essere mantenuti a vita. "A casa loro" sarà una delle nostre priorità". Per Matteo salvini, neo primo ministro dell'interno, una priorità della politica...
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02/06/2018 09:42:38
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IPOTIZZATA POSSIBILE INVASIONE DELL'ITALIA PER SALVARLA

31 maggio 2018 ore 21:54 segnala
"Lo, scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”, questo è quello che ha affermato Markus Ferber alla televisione tedesca Zdf.

Uno scenario sovietico si sta prospettando per l'Italia se si dovesse formare un governo euroscettico e sovranista.

Un'affermazione inquietante quella di Ferber. Un'affermazione che non può non richiamare alla mente la volontà di dominio di paesi come Germania e Francia, ma anche la russia sovietica, che da sempre mirano a impadronirsi dell'Europa. Ciò fa pensare, a ragione, che l'attuale assetto europeo sia stato determinato da loro. Non per niente, Francia e Germania hanno sempre avuto incontri bilaterali su problemi cruciali per l'Europa.

Comunque sia, questa affermazione - assieme ad altre del recente passato e alle valutazioni delle agenzie di rating fatte in concomitanza della nascita del governo lega m5s - non sono delle semplici interferenze negli affari italiani, ma veri e propri atti di terrorismo in grado di destabilizzare, sul nascere, il nuovo corso politico italiano; ne Salvini ne Di Maio si sognerebbero di correre il rischio di provocare una guerra.

Salvini questo lo sa e lo scrive postandolo su fb: "Quando i tedeschi parlano di “invadere” un Paese, non è mai un buon segno... Fatevi gli affari vostri".

Dunque la situazione è ritenuta gravissima dalla troika. Questo significa che, a differenza di quanto ci vogliono far credere, l'indirizzo dei populisti e sovranisti va nella direzione giusta; Europa si, ma mantenendo la sovranità dei singoli stati affinché possano decidere del loro destino liberamente e senza ricatti. È aberrante che un popolo sia costretto a rispettare accordi che non condivide più, e lo è ancor più quando al popolo gli viene negata la sua libera scelta col ricatto.
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"Lo, scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”, questo è quello che ha affermato Markus Ferber alla televisione tedesca Zdf. Uno scenario sovietico si sta prospettando per l'Italia se si dovesse...
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31/05/2018 21:54:37
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KRUGMAN: Governo, Nobel all'economia critica Mattarella

28 maggio 2018 ore 22:12 segnala
"I partiti che avevano vinto un chiaro mandato elettorale sono stati esclusi perché volevano un ministro dell'economia euroscettico"
continua a leggere

ERDOGAN A SARAJEVO SI ERGE A NUOVO "DIFENSORE DEI MUSULMANI

26 maggio 2018 ore 12:15 segnala

Il 20 di maggio, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha tenuto un comizio a Sarajevo di fronte a 15 mila sostenitori turchi che vivono in Europa in occasione delle elezioni turche che si terranno a Giugno; i turchi in Europa sono 3 milioni, pertanto un ottimo serbatoio di voti per Erdogan. Nel suo discorso però, Erdogan non si è limitato a parlare della Turchia, ma ha arringato, senza mezzi termini, i suoi sostenitori ha impegnarsi a "mostrare la vostra forza al mondo intero" e a "entrare nei loro parlamenti - al posto di chi ha tradito la nostra nazione (i turchi occidentalizzati)". Una sfida all'Europa che "ritiene di essere la culla della democrazia; ma ha fallito".
Insomma, più chiaro di così non si può essere.

Purtroppo però, l'Europa si sta prestando alla conquista accettando, legalizzandoli, i tribunali della sharia; permettendo la nascita di partiti islamici che hanno lo scopo dichiarato di lottare per islamizzare l'Europa; ripristinando, come in Danimarca, il reato di blasfemia ovvero, applicando una legge tipica di uno stato teocratico. Inoltre, le attuali politiche di quasi tutti i paesi europei hanno la chiara tendenza - mascherata dal globalismo, multiculturalismo e crisi demografica - a permettere sia quella che è ormai a tutti gli effetti un'invasione, che la loro permanenza senza condizioni; che anzi i migranti vengono tutelati meglio degli europei.
Al riguardo, sono significative le parole del presidente della commissione europea - uno dei massimi rappresentanti europei - Jean-Claude Juncker, che parlando dell'attuale situazione italiana ha affermato: "Giudichiamo i governi non su ciò che annunciano ma su ciò che fanno. Ma resteremo attenti per salvaguardare interamente i diritti degli africani che sono in Italia".

Anche queste, come quelle di Erdogan, sono parole chiare che non lasciano dubbi su quale è e sarà la politica futura sull'immigrazione musulmana; trattare gli islamici con riguardo al di la delle loro intenzioni e azioni. Questo lo si può constatare quotidianamente di fronte al comportamento criminale degli immigrati africani; spaccio di droga, stupri, aggressioni, degrado, manifestazioni violente, ecc. Ma ciò non basta, a lasciare l'amaro in bocca è la pretesa che abbiano gli stessi diritti degli italiani - che pagano le tasse -, ad esempio riguardo le case popolari, ma anche in ogni ambito dell'welfare.

Concludendo, di questo passo l'Europa si troverà, in un futuro non troppo lontano, a dover competere in casa propria con la cultura musulmana e la sua legge islamica; ma a chi conviene ciò?
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« immagine » Il 20 di maggio, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha tenuto un comizio a Sarajevo di fronte a 15 mila sostenitori turchi che vivono in Europa in occasione delle elezioni turche che si terranno a Giugno; i turchi in Europa sono 3 milioni, pertanto un ottimo serbatoio di voti per...
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26/05/2018 12:15:46
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IL BIOSSIDO D'AZOTO A MILANO UCCIDE UNA PERSONA OGNI QUINDIC

24 maggio 2018 ore 22:34 segnala


Davvero allarmanti i dati diramati dalla Onlus Cittadini per l’aria: l’inquinamento da biossido di azoto a Milano porta alla morte di una persona ogni 15 ore, ovvero 600 persone l’anno. È individuato tra le maggiori cause dei decessi in città.

Il capoluogo lombardo è pieno di smog. I livelli di biossido d’azoto (NO2) al di sopra dei limiti di legge sono più alti di quanto immaginato, pericolosamente elevati anche nei luoghi frequentati dai più piccoli come parchi, asili e scuole, dove in un caso su 2 superano quanto previsto dalle normative. Nello specifico: la concentrazione di tale sostanza vicino scuole e asili di Milano supera nell’aria il 50% dei limiti; tra parchi e giardini costituisce il 56% del totale.

Il problema deriva dall’eccessiva presenza dei motori diesel delle auto, che non a caso stanno per essere messi al bando in diverse parti del globo. Come ha dichiarato la presidente di Cittadini per l’Aria, Anna Gerometta:

È necessaria una vera e propria svolta nelle politiche della mobilità a Milano e dintorni, un cambio deciso di prospettiva. Muoversi in auto, quando sono disponibili valide alternative, non può essere considerato un diritto. Lo è quello di crescere, vivere e respirare senza avvelenarsi giorno dopo giorno. Fermare i diesel, i principali responsabili delle emissioni di biossido di azoto, non è un’utopia o un sogno ambientalista, è una scelta urgente e necessaria per garantire a questa generazione di bambini e ragazzi, e a noi stessi, qualità dell’aria e della vita.

Il biossido di azoto si riduce facilmente con misure locali. Chi governa oggi ha il dovere di adottare, in tempi brevi, le misure necessarie per rientrare al più presto nei limiti di legge e difendere la salute di tutti. Qualunque amministratore sceglierà la strada del vero cambiamento, ci avrà dalla sua parte. E con noi i cittadini.

Anche a Roma non va comunque molto meglio, dato che in numerosissime zone della città sono state misurate concentrazioni di NO2 superiori ai 40µg/m³. I valori massimi sono stati registrati soprattutto in via di Trasone, in Via di Casilina e soprattutto in Viale Etiopia / Piazza Addis Abeba.

ARTICOLO COMPLETO QUI: http://www.greenstyle.it/smog-biossido-dazoto-uccide-600-persone-allanno-nella-sola-milano-248446.html#www.blog-news.it/metapost/smog-biossido-azoto-uccide-600-persone-all-anno-nella-sola-milano

CASERTA, LA MARCIA BUONISTA PRO IMMIGRATI A FAVORE DEL CONTR

23 maggio 2018 ore 18:42 segnala

Dopo quella di napoli, sabato 19 è toccato a Caserta sorbirsi un'altra manifestazione organizzata dai buonisti pro migranti per chiedere più diritti per i migranti (come a dire che ne hanno pochi) e, guarda caso, vi hanno partecipato migliaia di immigrati e, senti senti, anche parlamentari del movimento 5 stelle (una notizia preoccupante per il neo governo).

Partiti dalla piazza della stazione ferroviaria, il corteo degli immigrati, colorato e rumoroso, dopo aver percorso le vie del centro, hanno raggiunto la piazza della Prefettura, dove sono stati fatti entrare i rappresentanti per una lunga riunione.

Le richieste sono state: risposte più rapide alle richieste di riconoscimento dell’asilo politico; l’allargamento della platea dei beneficiari del cosiddetto reddito di inclusione (il reddito è previsto per italiani e immigrati ma con limiti piuttosto rigidi).

Quello che però lascia molto perplessi - ma anche una punta di amarezza e rabbia; e che dovrebbe far riflettere seriamente anche i buonisti - sono i numerosi striscioni esposti; i più ricorrenti e significativi sono: contro il razzismo, il riconoscimento dei diritti e “più soldi, meno chiacchiere”.

Striscioni che rendono fin troppo bene l'intenzione dei suddetti migranti, e che i buonisti, probabilmente, rimuovono dalla loro coscienza convinti come sono che queste persone emigrino per necessità. Ma forse ne sono consapevoli e intendono sfruttare la loro presenza per loro fini (in fondo, la massima: il fine giustifica i mezzi, vale per ogni stagione.

La richiesta di: razzismo, diritti e soldi, non sono altro che manifestazioni di una sfida all'Italia e all'Europa in merito alla loro volontà di insediarvisi stabilmente per poter entrare nei parlamenti europei e, come disse Erdogan a Sarajevo, controllarli. Che poi è quello che già sta succedendo un po' in tutta Europa, si veda l'esempio del Belgio.
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« immagine » Dopo quella di napoli, sabato 19 è toccato a Caserta sorbirsi un'altra manifestazione organizzata dai buonisti pro migranti per chiedere più diritti per i migranti (come a dire che ne hanno pochi) e, guarda caso, vi hanno partecipato migliaia di immigrati e, senti senti, anche parlame...
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Verrà posta targa onore del senegalese ucciso, per Pamela no

17 marzo 2018 ore 22:50 segnala


Povera Italia, ormai siamo agli sgoccioli.
Una ragazza viene fatta letteralmente a pezzi dopo essere stata violentata e uccisa da un gruppo di immigrati neri, ma per le istituzioni non è un reato razzista.
Un uomo di colore viene ucciso da un bianco e subito si grida al razzismo al punto di convincere la Regione a dare ventimila euro alla vedova e di intitolare una targa nel punto dove è stato ucciso. Il tutto con le indagini ancora in corso; questo significa che il giudizio, anche da parte dei media italiani e delle forze politiche e no, viene dato a priori, ovvero, se un italiano uccide un nero è razzista, viceversa no.
Una tesi molto preoccupante perché denota una forte volontà a recepire l'immigrato come parte integrante della nostra cultura, ovvero, noi dobbiamo integrarsi nella sua cultura; dovrebbe essere il contrario.

Il razzismo dei migranti

13 marzo 2018 ore 21:48 segnala

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Dunque, stando a quanto detto dopo l'uccisione del loro connazionale, e scritto sui cartelli della manifestazione svoltasi a firenze il 10 di marzo, secondo i senegalesi gli italiani sono razzisti.
La motivazione dell'affermazione, a quanto sembra, risiede nel fatto che l'assassino, prima di uccidere, abbia girato per Firenze, in una specie di caccia, alla ricerca di un negro, ovviamente per ammazzarlo. "Con tanta gente che c'era" dicono, "ha sparato a un negro": questo per loro è più che sufficiente per gridare al razzismo. E ciò basta anche a giustificare il loro comportamento vandalico tenuto i giorni appena successivi al delitto.
A rendere chiara l'idea che i senegalesi hanno degli italiani e dell'Italia, basta leggere il volantino attaccato al muro dove si legge: «Cari fratelli e sorelle italiani, se avete fame oggi; se siete senza lavoro; se siete diventati poveri, noi neri, noi africani, non siamo colpevoli; non siamo responsabili delle vostre rogne. "Cercate i responsabili da Sarkozy a Berlusconi, alleati hanno bombardato la Libia e il resto dell'Africa. Se le vostre bombe cadessero in Italia cosa fareste?" Dov'è la colpa del povero Diene Idy, il fatto di essere nero, essere nero è un reato in Italia basta!». In un'altra scritta si legge: «Salvini, senza di noi di cosa avresti parlato?».
Chiaro che questi signori non hanno nessun rispetto per il popolo che li ospita. Popolo che fa parte della comunità europea; comunità che ha subito feroci attacchi dai gruppi musulmani e che non intende sottostare alla politica di "accoglienza a tutti i costi" di persone che, come dimostrato proprio dai senegalesi, sanno risolvere i problemi solo con la violenza; dopo gli attacchi terroristici islamisti, nessuno in Europa è sceso in piazza con atti di violenza contro gli immigrati mediorientali e africani. Questi signori si!
Ma non solo, perché l'accusa di razzismo lanciata dai senegalesi è infondata; è fuori luogo parlare di razzismo quando ci si trova davanti a una situazione di totale anarchia nella gestione degli irregolari, e di spesa, con soldi pubblici, per aiutare queste persone.
Inoltre, vista l'evidente mancanza sia di volontà di integrazione dei migranti - siano essi irregolari che regolari - che la volontà di stabilirsi in Italia - o comunque in Europa - risulta evidente che l'Italia si ritroverà a dover far fronte a sempre maggiori spese di welfare per sopperire ai bisogni di persone improduttive quando in Italia è in continuo aumento la povertà determinata sia da mancanza di lavoro che da bassi salari - determinati, questi, anche dell'istruzione di manodopera straniera.
Dunque, i senegalesi e tutti i migranti che "pretendono" diritti, devono ricordarsi che, innanzitutto, il diritto prevede il dovere, in secondo luogo, prima di loro ci sono gli italiana.
La "pretesa" italiana di anteporre prima gli italiani non è affatto razzista, caso mai una difesa della propria identità come popolo.
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« immagine » https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/firenze_in_migliaia_al_corteo_antirazzista_per_ricordare_il_senegalese_ucciso-3598094.html Dunque, stando a quanto detto dopo l'uccisione del loro connazionale, e scritto sui cartelli della manifestazione svoltasi a firenze il 10 di marz...
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13/03/2018 21:48:23
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La prof contro i poliziotti: Morte all’apparato statale

01 marzo 2018 ore 15:18 segnala


La prima cosa che vien da pensare leggendo l'intervista, è la netta contraddizione sul definire fascista l'attuale sistema politico; se lo fosse davvero, la signora e i suoi compagni, non sarebbero liberi di agire alla luce del sole, perlomeno da come lo descrive lei.
Dall'intervista emerge, oltre alla suddetta contraddizione, una chiara confusione sul ruolo dell'oppozisione in uno stato laico. Confusione che fa pensare a una strategia di lotta per la conquista del potere. La dove l'antifascismo è il pretesto per la distruzione dello stato laico e liberale a favore di una democrazia di base; democrazia che, però, sarà guidata dalla cosiddetta avanguardia (partito comunista) - nella miglior tradizione leninista, stalinista, maoista ecc.
Pertanto, c'è da essere sicuri che la signora non è ne confusa e neanche si contraddice.

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