IPOTIZZATA POSSIBILE INVASIONE DELL'ITALIA PER SALVARLA

31 maggio 2018 ore 21:54 segnala
"Lo, scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”, questo è quello che ha affermato Markus Ferber alla televisione tedesca Zdf.

Uno scenario sovietico si sta prospettando per l'Italia se si dovesse formare un governo euroscettico e sovranista.

Un'affermazione inquietante quella di Ferber. Un'affermazione che non può non richiamare alla mente la volontà di dominio di paesi come Germania e Francia, ma anche la russia sovietica, che da sempre mirano a impadronirsi dell'Europa. Ciò fa pensare, a ragione, che l'attuale assetto europeo sia stato determinato da loro. Non per niente, Francia e Germania hanno sempre avuto incontri bilaterali su problemi cruciali per l'Europa.

Comunque sia, questa affermazione - assieme ad altre del recente passato e alle valutazioni delle agenzie di rating fatte in concomitanza della nascita del governo lega m5s - non sono delle semplici interferenze negli affari italiani, ma veri e propri atti di terrorismo in grado di destabilizzare, sul nascere, il nuovo corso politico italiano; ne Salvini ne Di Maio si sognerebbero di correre il rischio di provocare una guerra.

Salvini questo lo sa e lo scrive postandolo su fb: "Quando i tedeschi parlano di “invadere” un Paese, non è mai un buon segno... Fatevi gli affari vostri".

Dunque la situazione è ritenuta gravissima dalla troika. Questo significa che, a differenza di quanto ci vogliono far credere, l'indirizzo dei populisti e sovranisti va nella direzione giusta; Europa si, ma mantenendo la sovranità dei singoli stati affinché possano decidere del loro destino liberamente e senza ricatti. È aberrante che un popolo sia costretto a rispettare accordi che non condivide più, e lo è ancor più quando al popolo gli viene negata la sua libera scelta col ricatto.
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"Lo, scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”, questo è quello che ha affermato Markus Ferber alla televisione tedesca Zdf. « immagine » Uno scenario sovietico si sta prospettando per...
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31/05/2018 21:54:37
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KRUGMAN: Governo, Nobel all'economia critica Mattarella

28 maggio 2018 ore 22:12 segnala
"I partiti che avevano vinto un chiaro mandato elettorale sono stati esclusi perché volevano un ministro dell'economia euroscettico"
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ERDOGAN A SARAJEVO SI ERGE A NUOVO "DIFENSORE DEI MUSULMANI

26 maggio 2018 ore 12:15 segnala

Il 20 di maggio, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha tenuto un comizio a Sarajevo di fronte a 15 mila sostenitori turchi che vivono in Europa in occasione delle elezioni turche che si terranno a Giugno; i turchi in Europa sono 3 milioni, pertanto un ottimo serbatoio di voti per Erdogan. Nel suo discorso però, Erdogan non si è limitato a parlare della Turchia, ma ha arringato, senza mezzi termini, i suoi sostenitori ha impegnarsi a "mostrare la vostra forza al mondo intero" e a "entrare nei loro parlamenti - al posto di chi ha tradito la nostra nazione (i turchi occidentalizzati)". Una sfida all'Europa che "ritiene di essere la culla della democrazia; ma ha fallito".
Insomma, più chiaro di così non si può essere.

Purtroppo però, l'Europa si sta prestando alla conquista accettando, legalizzandoli, i tribunali della sharia; permettendo la nascita di partiti islamici che hanno lo scopo dichiarato di lottare per islamizzare l'Europa; ripristinando, come in Danimarca, il reato di blasfemia ovvero, applicando una legge tipica di uno stato teocratico. Inoltre, le attuali politiche di quasi tutti i paesi europei hanno la chiara tendenza - mascherata dal globalismo, multiculturalismo e crisi demografica - a permettere sia quella che è ormai a tutti gli effetti un'invasione, che la loro permanenza senza condizioni; che anzi i migranti vengono tutelati meglio degli europei.
Al riguardo, sono significative le parole del presidente della commissione europea - uno dei massimi rappresentanti europei - Jean-Claude Juncker, che parlando dell'attuale situazione italiana ha affermato: "Giudichiamo i governi non su ciò che annunciano ma su ciò che fanno. Ma resteremo attenti per salvaguardare interamente i diritti degli africani che sono in Italia".

Anche queste, come quelle di Erdogan, sono parole chiare che non lasciano dubbi su quale è e sarà la politica futura sull'immigrazione musulmana; trattare gli islamici con riguardo al di la delle loro intenzioni e azioni. Questo lo si può constatare quotidianamente di fronte al comportamento criminale degli immigrati africani; spaccio di droga, stupri, aggressioni, degrado, manifestazioni violente, ecc. Ma ciò non basta, a lasciare l'amaro in bocca è la pretesa che abbiano gli stessi diritti degli italiani - che pagano le tasse -, ad esempio riguardo le case popolari, ma anche in ogni ambito dell'welfare.

Concludendo, di questo passo l'Europa si troverà, in un futuro non troppo lontano, a dover competere in casa propria con la cultura musulmana e la sua legge islamica; ma a chi conviene ciò?
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IL BIOSSIDO D'AZOTO A MILANO UCCIDE UNA PERSONA OGNI QUINDIC

24 maggio 2018 ore 22:34 segnala


Davvero allarmanti i dati diramati dalla Onlus Cittadini per l’aria: l’inquinamento da biossido di azoto a Milano porta alla morte di una persona ogni 15 ore, ovvero 600 persone l’anno. È individuato tra le maggiori cause dei decessi in città.

Il capoluogo lombardo è pieno di smog. I livelli di biossido d’azoto (NO2) al di sopra dei limiti di legge sono più alti di quanto immaginato, pericolosamente elevati anche nei luoghi frequentati dai più piccoli come parchi, asili e scuole, dove in un caso su 2 superano quanto previsto dalle normative. Nello specifico: la concentrazione di tale sostanza vicino scuole e asili di Milano supera nell’aria il 50% dei limiti; tra parchi e giardini costituisce il 56% del totale.

Il problema deriva dall’eccessiva presenza dei motori diesel delle auto, che non a caso stanno per essere messi al bando in diverse parti del globo. Come ha dichiarato la presidente di Cittadini per l’Aria, Anna Gerometta:

È necessaria una vera e propria svolta nelle politiche della mobilità a Milano e dintorni, un cambio deciso di prospettiva. Muoversi in auto, quando sono disponibili valide alternative, non può essere considerato un diritto. Lo è quello di crescere, vivere e respirare senza avvelenarsi giorno dopo giorno. Fermare i diesel, i principali responsabili delle emissioni di biossido di azoto, non è un’utopia o un sogno ambientalista, è una scelta urgente e necessaria per garantire a questa generazione di bambini e ragazzi, e a noi stessi, qualità dell’aria e della vita.

Il biossido di azoto si riduce facilmente con misure locali. Chi governa oggi ha il dovere di adottare, in tempi brevi, le misure necessarie per rientrare al più presto nei limiti di legge e difendere la salute di tutti. Qualunque amministratore sceglierà la strada del vero cambiamento, ci avrà dalla sua parte. E con noi i cittadini.

Anche a Roma non va comunque molto meglio, dato che in numerosissime zone della città sono state misurate concentrazioni di NO2 superiori ai 40µg/m³. I valori massimi sono stati registrati soprattutto in via di Trasone, in Via di Casilina e soprattutto in Viale Etiopia / Piazza Addis Abeba.

ARTICOLO COMPLETO QUI: http://www.greenstyle.it/smog-biossido-dazoto-uccide-600-persone-allanno-nella-sola-milano-248446.html#www.blog-news.it/metapost/smog-biossido-azoto-uccide-600-persone-all-anno-nella-sola-milano

CASERTA, LA MARCIA BUONISTA PRO IMMIGRATI A FAVORE DEL CONTR

23 maggio 2018 ore 18:42 segnala

Dopo quella di napoli, sabato 19 è toccato a Caserta sorbirsi un'altra manifestazione organizzata dai buonisti pro migranti per chiedere più diritti per i migranti (come a dire che ne hanno pochi) e, guarda caso, vi hanno partecipato migliaia di immigrati e, senti senti, anche parlamentari del movimento 5 stelle (una notizia preoccupante per il neo governo).

Partiti dalla piazza della stazione ferroviaria, il corteo degli immigrati, colorato e rumoroso, dopo aver percorso le vie del centro, hanno raggiunto la piazza della Prefettura, dove sono stati fatti entrare i rappresentanti per una lunga riunione.

Le richieste sono state: risposte più rapide alle richieste di riconoscimento dell’asilo politico; l’allargamento della platea dei beneficiari del cosiddetto reddito di inclusione (il reddito è previsto per italiani e immigrati ma con limiti piuttosto rigidi).

Quello che però lascia molto perplessi - ma anche una punta di amarezza e rabbia; e che dovrebbe far riflettere seriamente anche i buonisti - sono i numerosi striscioni esposti; i più ricorrenti e significativi sono: contro il razzismo, il riconoscimento dei diritti e “più soldi, meno chiacchiere”.

Striscioni che rendono fin troppo bene l'intenzione dei suddetti migranti, e che i buonisti, probabilmente, rimuovono dalla loro coscienza convinti come sono che queste persone emigrino per necessità. Ma forse ne sono consapevoli e intendono sfruttare la loro presenza per loro fini (in fondo, la massima: il fine giustifica i mezzi, vale per ogni stagione.

La richiesta di: razzismo, diritti e soldi, non sono altro che manifestazioni di una sfida all'Italia e all'Europa in merito alla loro volontà di insediarvisi stabilmente per poter entrare nei parlamenti europei e, come disse Erdogan a Sarajevo, controllarli. Che poi è quello che già sta succedendo un po' in tutta Europa, si veda l'esempio del Belgio.
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« immagine » Dopo quella di napoli, sabato 19 è toccato a Caserta sorbirsi un'altra manifestazione organizzata dai buonisti pro migranti per chiedere più diritti per i migranti (come a dire che ne hanno pochi) e, guarda caso, vi hanno partecipato migliaia di immigrati e, senti senti, anche parlame...
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23/05/2018 18:42:59
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Verrà posta targa onore del senegalese ucciso, per Pamela no

17 marzo 2018 ore 22:50 segnala


Povera Italia, ormai siamo agli sgoccioli.
Una ragazza viene fatta letteralmente a pezzi dopo essere stata violentata e uccisa da un gruppo di immigrati neri, ma per le istituzioni non è un reato razzista.
Un uomo di colore viene ucciso da un bianco e subito si grida al razzismo al punto di convincere la Regione a dare ventimila euro alla vedova e di intitolare una targa nel punto dove è stato ucciso. Il tutto con le indagini ancora in corso; questo significa che il giudizio, anche da parte dei media italiani e delle forze politiche e no, viene dato a priori, ovvero, se un italiano uccide un nero è razzista, viceversa no.
Una tesi molto preoccupante perché denota una forte volontà a recepire l'immigrato come parte integrante della nostra cultura, ovvero, noi dobbiamo integrarsi nella sua cultura; dovrebbe essere il contrario.

Il razzismo dei migranti

13 marzo 2018 ore 21:48 segnala

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Dunque, stando a quanto detto dopo l'uccisione del loro connazionale, e scritto sui cartelli della manifestazione svoltasi a firenze il 10 di marzo, secondo i senegalesi gli italiani sono razzisti.
La motivazione dell'affermazione, a quanto sembra, risiede nel fatto che l'assassino, prima di uccidere, abbia girato per Firenze, in una specie di caccia, alla ricerca di un negro, ovviamente per ammazzarlo. "Con tanta gente che c'era" dicono, "ha sparato a un negro": questo per loro è più che sufficiente per gridare al razzismo. E ciò basta anche a giustificare il loro comportamento vandalico tenuto i giorni appena successivi al delitto.
A rendere chiara l'idea che i senegalesi hanno degli italiani e dell'Italia, basta leggere il volantino attaccato al muro dove si legge: «Cari fratelli e sorelle italiani, se avete fame oggi; se siete senza lavoro; se siete diventati poveri, noi neri, noi africani, non siamo colpevoli; non siamo responsabili delle vostre rogne. "Cercate i responsabili da Sarkozy a Berlusconi, alleati hanno bombardato la Libia e il resto dell'Africa. Se le vostre bombe cadessero in Italia cosa fareste?" Dov'è la colpa del povero Diene Idy, il fatto di essere nero, essere nero è un reato in Italia basta!». In un'altra scritta si legge: «Salvini, senza di noi di cosa avresti parlato?».
Chiaro che questi signori non hanno nessun rispetto per il popolo che li ospita. Popolo che fa parte della comunità europea; comunità che ha subito feroci attacchi dai gruppi musulmani e che non intende sottostare alla politica di "accoglienza a tutti i costi" di persone che, come dimostrato proprio dai senegalesi, sanno risolvere i problemi solo con la violenza; dopo gli attacchi terroristici islamisti, nessuno in Europa è sceso in piazza con atti di violenza contro gli immigrati mediorientali e africani. Questi signori si!
Ma non solo, perché l'accusa di razzismo lanciata dai senegalesi è infondata; è fuori luogo parlare di razzismo quando ci si trova davanti a una situazione di totale anarchia nella gestione degli irregolari, e di spesa, con soldi pubblici, per aiutare queste persone.
Inoltre, vista l'evidente mancanza sia di volontà di integrazione dei migranti - siano essi irregolari che regolari - che la volontà di stabilirsi in Italia - o comunque in Europa - risulta evidente che l'Italia si ritroverà a dover far fronte a sempre maggiori spese di welfare per sopperire ai bisogni di persone improduttive quando in Italia è in continuo aumento la povertà determinata sia da mancanza di lavoro che da bassi salari - determinati, questi, anche dell'istruzione di manodopera straniera.
Dunque, i senegalesi e tutti i migranti che "pretendono" diritti, devono ricordarsi che, innanzitutto, il diritto prevede il dovere, in secondo luogo, prima di loro ci sono gli italiana.
La "pretesa" italiana di anteporre prima gli italiani non è affatto razzista, caso mai una difesa della propria identità come popolo.
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« immagine » https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/firenze_in_migliaia_al_corteo_antirazzista_per_ricordare_il_senegalese_ucciso-3598094.html Dunque, stando a quanto detto dopo l'uccisione del loro connazionale, e scritto sui cartelli della manifestazione svoltasi a firenze il 10 di marz...
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13/03/2018 21:48:23
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La prof contro i poliziotti: Morte all’apparato statale

01 marzo 2018 ore 15:18 segnala


La prima cosa che vien da pensare leggendo l'intervista, è la netta contraddizione sul definire fascista l'attuale sistema politico; se lo fosse davvero, la signora e i suoi compagni, non sarebbero liberi di agire alla luce del sole, perlomeno da come lo descrive lei.
Dall'intervista emerge, oltre alla suddetta contraddizione, una chiara confusione sul ruolo dell'oppozisione in uno stato laico. Confusione che fa pensare a una strategia di lotta per la conquista del potere. La dove l'antifascismo è il pretesto per la distruzione dello stato laico e liberale a favore di una democrazia di base; democrazia che, però, sarà guidata dalla cosiddetta avanguardia (partito comunista) - nella miglior tradizione leninista, stalinista, maoista ecc.
Pertanto, c'è da essere sicuri che la signora non è ne confusa e neanche si contraddice.

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REGGIO CALABRIA, CON RONCOLA UCCIDE IL MARITO MENTRE DORME

01 marzo 2018 ore 10:52 segnala
Ci vuole poco, basta un po' di coraggio e di determinazione. E' quello che deve aver pensato la signora per trovare il coraggio di uccidere il marito mentre dormiva. L'ha ucciso con una roncola nel sonno; da sveglio non ci sarebbe mai riuscita anche con tutto il coraggio e determinazione del mondo.
Scusate se sembro cinico, ma il fatto non è il primo. Donne che uccidono uomini ce ne sono state, ci sono tutt'ora e ce ne saranno sempre. Il fatto che si verifichi di rado, a mio avviso ha un solo motivo; la debolezza fisica delle donne. Si, quella debolezza fisica che rende indecisi chiunque, uomo o donna che sia, quando si trova di fronte una forza alla lunga superiore alla sua; una forza che incute paura e soggezione.
Ma quel che conta nel nostro caso non è tanto il numero quanto la nuda verità: anche le donne sanno odiare al punto di uccidere.
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IL SIG CAZ IN LIBERA USCITA: Fuori dal condominio

13 febbraio 2018 ore 22:26 segnala
Capitolo primo

CAP. SECONDO
FINALMENTE LIBERO
L'incidente


Postilla del sig alter ego.

E' universalmente risaputo che qualsiasi umano, costretto a vivere in cattività in un posto chiuso, si lasci andare all'euforia appena fuori all'aria aperta. "Ah, finalmente libero", dirà l'umano, "ora si che si ricomincia a ragionare" e incomincerà a mettere in atto i suoi propositi a lungo maturati.
Ed è ciò che fa il nostro benemerito caz appena fuori dal portone che, stranamente, è aperto.
Devo specificare che il cosiddetto condomino, all'esterno, ha più la forma di un carcere che di una casa. Esso è circondato da un muro alto due metri che include, oltre al condominio, anche un giardino dove gli "ospiti" possono "rilassarsi" passeggiando o starsene comodamente parcheggiati sulle panchine al sole o sotto gli alberi di cui abbonda. Ed è la, in quel giardino, che il nostro tranquillo amico riflette costantemente sulla sua situazione e sul come superarla. E sono dette riflessioni a fargli maturare i suoi propositi che trova più che legittimi. Egli non ha mai capito come e perché sia finito al condominio. Sul chi l'abbia mandato è da tempo il centro delle sue riflessioni.

Indistinti saluti dal vostro ego.

Bene, ora che quel cazzone di ego ha finalmente finito di scrivere la sua misera postilla, posso ricominciare con le mie sublimi avventure da essere libero.

Dunque, appena chiusomi il portone alle spalle, mi guardo attorno allo scopo di controllare il territorio. "Bene, nessuno in vista", penso. Mi fiondo in direzione del centro che dista due isolati. Data l'ora, i negozi sono ancora perlopiù chiusi e la gente sui marciapiedi poca. In compenso il traffico abbonda; cosa che mi fa arrabbiare - forse perché non ho ancora capito la necessità degli umani di utilizzare un mezzo così dannoso. Comunque sia, mi muovo leggero - come una foglia d'autunno che scende lentamente verso terra sperando di non arrivarci mai -, con andatura andante ma non troppo, verso la libertà.
A un centinaio di metri dal primo incrocio con semaforo avvisto una vecchietta che cerca di attraversare la strada sulle zebre col rosso. Cazzo, penso e mi chiedo, sta a vedere che la signora intende porre fine ai suoi giorni? Aumento il passo, corro, poi... di colpo mi arresto. Già, mi chiedo, perché mai dovrei intervenire? chi sono io per influenzare la decisione di un essere umano nelle sue piene facoltà mentali? Ognuno è libero, no!

Mi fiondo di nuovo lungo la via. Supero il semaforo con la vecchietta ancora intenta ad attraversare. Dopo un centinaio di metri una frenata stridula mi arresta. Mi giro. Il corpo della vecchia disteso sull'asfalto in un'improbabile posizione, una macchina di traverso, un giovane al volante con le mani tra i capelli sembra pianga. In quei pochi secondi un capannello di persone si è formato sul luogo. In lontananza le sirene. Qualcuno ha già chiamato i soccorsi, penso. Bene, in fondo ciò che conta è la libertà.

Voltando le spalle al tutto, un bel respiro profondo per allontanare le tossine da corpo e mente, mi ri-fiondo lungo la via.
Bado un po' a tutto, e tutte. Niente e nessuna sfugge al segugio che è in me. Ad esempio, la fioraia all'angolo della prima traversa. Uno schianto di donna con ogni attributo al suo posto e una simpatia contagiosa che esprime senza malignità, anzi... Non solo, la sua esuberanza caratteriale è inversamente proporzionale a quella fisica. Con lei chiunque, dal più giovane al più anziano, può passare dieci minuti (i dieci minuti sono indicativi) senza problemi parlando liberamente che anzi, più si è diretti nelle parole più la fioraia risponde a tono creando un'atmosfera piacevole senza peraltro cadere nell'ambiguità. Ed è dalla fioraia che mi fermo.