*** Avete finito il lievito ?? ***

25 marzo 2020 ore 00:33 segnala


Dunque, da quel che leggo in giro la situazione oggi e' la seguente: quelli che stanno a casa ce l'hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l'hanno con quelli che possono rimanere a casa.

Quelli con i bambini ce l'hanno con quelli con i cani perche' i cani possono uscire e i bambini no, mentre quelli con i cani ce l'hanno con tutti quelli che ce l'hanno con loro perche' portare fuori il cane e' la cosa piu' noiosa dell'avere un cane e ne farebbero volentieri a meno.

Quelli che non fanno sport ce l'hanno con quelli che vanno a correre perche' se mi rompo i coglioni io e' giusto che te li rompa anche tu, a prescindere da quanto la tua attivita' in solitaria possa essere pericolosa.

Quelli che si rompono i coglioni ce l'hanno con quelli che si divertono sui balconi e quelli che si divertono ce l'hanno con quelli che gli rompono i coglioni.

Quelli che non fumano e non giocano, ce l'hanno con quelli che affollano le tabaccherie e quelli che affollano le tabaccherie ce l'hanno con quelli che vanno al supermercato due volte al giorno che a loro volta ce l'hanno con quelli che escono con il cane che a loro volta ce l'hanno col cane che per altro comincia ad annusare la primavera e non potendo sfogarsi al parco come faceva fino a ieri, di solito si sfoga con un divano, con cuscino e a volte con la gamba di qualche umano.

Poi ci sono quelli che ce l'hanno col governo, col marito, con il Papa, con il vicino, con l'Europa, con gli scienziati, con la Cina, con i lombardi, con le Sardine, il Circolo del tennis, la televisione, le Dame di San Vincenzo e un po' anche con il virus, ma quello reagisce malissimo ed e' meglio non stuzzicarlo.
Gli altri sono malati.

Vi vedo un po' nervosetti, avete finito il lievito?

(letto sul web - cit. Elisabetta Rettori)


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« immagine » Dunque, da quel che leggo in giro la situazione oggi e' la seguente: quelli che stanno a casa ce l'hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l'hanno con quelli che possono rimanere a casa. Quelli con i bambini ce l'hanno con quelli con i cani perche...
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*** Momenti senza tempo ***

15 febbraio 2020 ore 09:08 segnala


"Ognuno di noi ha i suoi "momenti senza tempo" io li chiamo cosi', saranno tre o quattro in tutta la vita, momenti che si scolpiscono con una impronta emotiva talmente forte che quando li ricordiamo non percepiamo differenza fra il ricordo e la rievocazione, siamo quell'emozione nitida e immutata che
abbiamo provato in un momento speciale.
Non lo sai se un momento che stai vivendo diventera' senza tempo, ma capisci subito se e' speciale.
Oggi ho vissuto uno di quei momenti senza tempo, sono quegli istanti, brevi o lunghi, in cui sembra che tutto si fermi o si sia fermato, in cui assaporiamo profondamente quello che succede nel momento in cui succede."
(tratto dal libro "Il mio amico Nepal" di Andrea Scherini)




Ho letto questo libro poco tempo fa e vi confido che l'ho trovato entusiasmante e riflessivo. La storia di due scalatori, Nepal e Andrea, che insieme hanno scalato molte vette spingendosi oltre i 4000 mt.
Andrea e' un ragazzo di 25 anni
e Nepal un bellissimo esemplare di cane cecoslovacco.
Ho voluto condividere con voi il passo in cui lui ci racconta i suoi "momenti senza tempo" che vi confesso mi hanno fatto riflettere sul perche', anche a distanza di anni, i nostri ricordi sono forti
e ricchi di dettagli come se fossero appena vissuti.
Penso che non esisterebbero i ricordi senza emozioni perche' grazie alle sensazioni provate in un preciso momento riusciamo a memorizzare determinati eventi.




I “flashbulb memories” tradotto come ricordo fotografico o flash di memoria e' il termine esatto che identifica proprio
questa “magia” che il nostro cervello fa.
La nostra capacita' di ricordare a volte e' sbalorditiva.
Di solito ricordiamo situazioni che nascono da momenti importanti rispetto a qualcosa che ci capita tutti i giorni, ad esempio come il primo giorno di scuola, il giorno del matrimonio, il nostro primo bacio, la nascita di un figlio... eventi di sicuro importanti della nostra vita.
La cosa affascinante pero' e' ricordarsi addirittura dei dettagli, il vestito che indossavi, una canzone ascoltata in un determinato momento, il sapore del cibo o il profumo che c'era nell'aria.




L'emozione quindi e' l'ingrediente speciale
che ci permette di memorizzare tutto nei dettagli .
Quindi e’ importante emozionarsi !
A volte capita di vivere determinate situazioni decisamente importanti che pero' non vengono immagazzinati nei nostri ricordi ma addirittura rimosse.
Come i ricordi legati a incidenti, violenze, grandi spaventi che ci hanno procurato ansia, paura, e malessere fisico e/o mentale
vengono spesso rimossi dai nostri ricordi
proprio per evitare di rivivere quel determinato momento.
La nostra mente sembra che faccia una sorta di selezione e smistamento di cio' che vale la pena ricordare.
E' un'azione del tutto soggettiva e imprevedibile che
non decidiamo a nostro piacimento.
Molte volte i ricordi occupano la nostra mente in modo prepotente e ci tengono legati a cio' che abbiamo perso per sempre.




Che vita sarebbe senza i ricordi?
Sarebbe una vita non vissuta, vuota, anonima, senza una storia.
I ricordi belli o brutti sono la nostra storia individuale, familiare e collettiva, raccontano chi siamo, da dove veniamo, cosa abbiamo fatto.
A questo punto provo una profonda tristezza se penso alle persone affette di Alzheimer, una malattia irreversibile e devastante che cancella la memoria.
Ho grande rispetto e stima per quelle persone che vivono a contatto con pazienti affetti da questa malattia.




...E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore.
Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!
(Giacomo Leopardi)


Leopardi nella sua poesia “Alla luna” scritta nel 1820 dice:
non importa che il ricordo sia triste, non importa che la sua vita perduri nell'affanno: sempre occorre grato al poeta il ricordo
del suo passato e della sua giovinezza.
L'importanza dei ricordi e' fondamentale, che siano essi positivi o negativi, perche' in ogni caso servono sempre.
Abbiamo ricordi che ci fanno sorridere, altri che ci emozionano,
altri dolorosi che ci fanno male.
I ricordi negativi ci servono da esempio per non sbagliare di nuovo, quelli positivi invece hanno il potere di ricaricarci e rievocare momenti felici puo' farci superare tristezze improvvise.




La nostra generazione ha “indebolito” il nostro ricordo perche' attingiamo ad una memoria esterna nel web, sempre disponibile.
Avere una foto sul cellulare, ascoltare e vedere una registrazione audio o video ha cambiato notevolmente il concetto di memoria e del ricordo.
Questa forma di indebolimento la noto anche quando vedo un film e faccio il paragone al libro letto che narra la stessa storia.
Indubbiamente io ritengo che la lettura sia piu' emozionante e ricca di dettagli che alimentano in me un ricordo piu' intenso.


Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi.
Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni. (Jeremy Irons)




(Chissa', se in futuro, la lettura di questo mio post la ricorderai?)
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« immagine » "Ognuno di noi ha i suoi "momenti senza tempo" io li chiamo cosi', saranno tre o quattro in tutta la vita, momenti che si scolpiscono con una impronta emotiva talmente forte che quando li ricordiamo non percepiamo differenza fra il ricordo e la rievocazione, siamo quell'emozione niti...
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*** Ti auguro Tempo - Elli Michler ***

01 gennaio 2020 ore 04:00 segnala


Beh da una che non ama i "copia incolla" devo confessarvi che
poco fa ho letto questa poesia sul web e credo che valga la pena condividerla con voi che mi state leggendo.
Sono in un periodo di silenzio, non scrivo molto e non parlo molto,
ma oggi 1 gennaio mi sento di dedicarvi questa poesia
perche' credo sia l'augurio migliore che posso farvi.
Buon Anno a voi tutti.




Ti auguro Tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo per il tuo fare ed il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per
guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Elli Michler


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« immagine » Beh da una che non ama i "copia incolla" devo confessarvi che poco fa ho letto questa poesia fa sul web e credo che valga la pena condividerla con voi che mi state leggendo. Sono in un periodo di silenzio, non scrivo molto e non parlo molto, ma oggi 1 gennaio mi sento di dedicarvi ...
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***... e cerco il silenzio ***

12 dicembre 2019 ore 12:37 segnala


Spesso mi capita di cercare il silenzio
e chi mi conosce lo sa bene perche' mi isolo da tutto e tutti.
Il silenzio di cui parlo non e' proprio del tipo ambientale, senza rumori,
ma piu' una sorta di ritiro spirituale del mio stato interiore al fine di rigenerare quell'energia persa spesa per gli altri e non per me stessa.
Mi rifugio ogni volta che “i rumori” della mia vita diventano troppo alti, troppo esigenti, troppo pretenziosi, troppo invadenti...
Sanno che so ascoltare...e mi cercano per parlare
Sanno che so risolvere i problemi....e mi cercano per aiutarli a risolvere
Sanno che non mi tiro mai indietro....e mi cercano per chiedere favori
beh... mi ritrovo cosi', inconsapevolemente, senza energia, stanca, senza aver avuto neanche il tempo di ascoltare le “mie” di esigenze.




In questi casi mi rimprovero di essere troppo altruista e
la ricerca del silenzio e' l'unica azione che conosco per rigenerarmi.
Sono consapevole di risultare antipatica ed egoista quando mi capitano questi periodi di “silenzio” e solo le persone davvero amiche che ti vogliono bene e ti capiscono sanno stare al mio fianco
...in silenzio, senza chiedere nulla.
Io questo lo apprezzo molto e fa la differenza facendo emergere
da un intero pagliaio quella pagliuzza d'oro rara che
quando la trovi ti senti fortunata.


Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole.
(Elbert Hubbard)



La forma del mio silenzio non e' la stanza vuota senza rumori, l'essere su un'isola deserta o in cima ad una montagna guardando l'orizzonte, l'essere in preghiera chiedendo perdono per chissa' cosa
...e' semplicemente qualsiasi cosa in cui la priorita' e' pensare a me stessa.
E' una idea di silenzio assolutamente personale e vi sembrera' assurdo ma il “mio silenzio” lo posso trovare
in mezzo alla gente senza dover necessariamente interagire,
lo trovo ascoltando musica,
lo trovo leggendo un buon libro.




Molti hanno paura del silenzio perche' spesso e' sinonimo di solitudine perche' per loro le persone silenti sono considerate incapaci di relazionarsi oppure considerate deboli e prive di carattere; la mia opinione invece che a volte i fiumi di parole, troppe parole che non dicono niente atte solo a riempire gli spazi...non mi interessano.




E'uno spazio “bolla” dove tutto e tutti rimangono fuori, dove ritroviamo la calma, dove si fanno scelte che puntano solo sulla qualita' e non sulla quantita'.




Possiamo considerare il silenzio una forma di comunicazione?
E' una domanda letta tempo fa da qualche parte...beh penso proprio di si.
Ci sono circostanze in cui il silenzio sostituisce le parole
“sono d'accordo”, “non sono d'accordo con te”, “indifferenza”
Il silenzio insegna a pensare, a scegliere, ad ascoltare ed e' la cura per il caos che spesso ci circonda. Mi disintossica dal superfluo e mette ordine e pace nei miei pensieri.




Per questo cerco il silenzio...per essere pronta a riprendere la mia vita, per ricominciare, per guardarmi intorno con piu' consapevolezza.


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« immagine » Spesso mi capita di cercare il silenzio e chi mi conosce lo sa bene perche' mi isolo da tutto e tutti. Il silenzio di cui parlo non e' proprio del tipo ambientale, senza rumori, ma piu' una sorta di ritiro spirituale del mio stato interiore al fine di rigenerare quell'energia persa...
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*** Altro giro, Altra corsa ***

06 settembre 2019 ore 01:15 segnala


Vi ricordate quanto era bello quando si andava alle giostre e sulla pista dell'autoscontro sentivi “Giu' il gettoneee! Altro giro, altra corsa”
Le giostre rappresentavano per noi bambini una sorta di isola felice, che capitava una volta all'anno in occasione della festa di paese, piena di luci, musica e divertimento.
Dietro la scuola c'era un grande prato ed era li' che i giostrai si accampavano e allestivano le loro giostre.




La pista autoscontro, il tirapugni a gettone, l'ottovolante e la mitica Calcinculo che, seduti su quei seggiolini ,ci faceva volare in aria.
Se poi trovavi l'amico che, dandoti la spinta giusta
con i piedi al tuo seggiolino, ti faceva arrivare piu' in alto
per prendere il “fiocco”
e si poteva avere un giro gratis!
Era entusiasmante tutto cio'.
Un giro e poi un altro e non bastava mai!




Oggi, da persona adulta, vedo questo “effetto-giostra” sempre entusiasmante ma, anche se posso sembrare banale, vi confesso di riconoscere nella giostra l'esatta metafora della vita.
Mi fa riflettere sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino.
Ogni giro e' una esperienza, una emozione, un ricordo, un regalo, un qualcosa che inizia... che vivi.. e che finisce.
Non sempre e' tutto bello cio' che viviamo, anzi, come la perdita di un familiare, di un amore che credevamo fosse eterno, sono giri di giostra che non vorremmo proprio fare.
Eppure ci sono anche quelli.
La giostra inizia il suo giro e nn sappiamo cosa ci succedera'.
La cosa certa e' che prima o poi finisce e la giostra si fermera'.




Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.
(Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe)


ALTRO GIRO, ALTRA CORSA, GIÙ IL GETTONE E VIAAAA… SI RIPARTE
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« immagine » Vi ricordate quanto era bello quando si andava alle giostre e sulla pista dell'autoscontro sentivi “Giu' il gettoneee! Altro giro, altra corsa” Le giostre rappresentavano per noi bambini una sorta di isola felice, che capitava una volta all'anno in occasione della festa di paese, pie...
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*** L’Onda Perfetta ***

20 agosto 2019 ore 15:04 segnala


Ho trascorso qualche giorno di vacanza al mare e sono appena tornata a casa. Nonostante abbia ripreso il tran tran della vita quotidiana, lavoro e famiglia, ho ancora addosso quella pace interiore
che il mare mi regala sempre.
Non mi importa averlo visto nel periodo piu' affollato dell’anno perche’ il mare con la sua vastita’, immensita’ e prepotenza riesce lo stesso
a trasmettermi qualcosa di positivo.
Come spesso capita ad ognuno di noi quando lo osserviamo lo facciamo in silenzio, e’ un dialogo senza parole, e’ un confidente discreto a cui rivolgi i tuoi pensieri, le tue speranze e lui di rimando ti ascolta
e ti culla con le sue onde.




Tralasciando la spiegazione scientifica delle onde mi piace di piu’ pensare che le onde siano il battito cardiaco del mare,
il suo ritmo preciso tranquillizza la mente.
Che meraviglia lo sciabordio continuato delle onde, i gabbiani, l’odore di iodio, il camminare scalzi sulla sabbia, la salsedine e la brezza sulla pelle, la vista infinita dove non vedi la fine
...un vero orgasmo dei sensi
...una colonna sonora perfetta!
Ma esiste l’onda perfetta?




Anni fa lessi un libro scritto da Sergio Bambaren nel quale racconta in maniera semplice e surreale, proprio la ricerca dell’onda perfetta, una metafora sulla ricerca della felicita’ interiore che ti fa capire
cosa sia davvero importante nella vita.
Anche nel film “Point Break” alcuni surfisti la cercano in modo maniacale quasi fosse una fuga dalla realta’ o l’occasione da prendere perche’ capita una sola volta nella vita’.
Scrittori, cantanti, poeti, pittori di tutti i tempi.. sono stati ispirati dal mare. Grande metafora della vita, dove il moto incessante ed eterno dell’acqua marina conduce i pensieri lontano, generando spunti di riflessione.



Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola. (Charles Baudelaire)


Il cuore di un uomo è molto simile al mare, ha le sue tempeste, le sue maree e nelle sue profondità ha anche le sue perle. (Vincent van Gogh)


La gente si aggrappa all’abitudine come ad uno scoglio, quando invece dovrebbe staccarsi e tuffarsi in mare. E vivere. (Charles Bukowski)


La vita è un po’ come un’onda che ti trascina e ti trasporta… Poi, però, raggiunge la riva e… sembra morta! Invece no: si rinnova! Arriva un’altra onda ancora! E ancora…!
(Vasco Rossi
)

A volte ti sussurra dolcemente e ti abbraccia, a volte invece ti urla incutendo paura e pretendendo rispetto, a volte calmo, a volte inquieto.
Lo guardi e non e’ mai uguale al giorno prima.
Perche’ quindi cercare la perfezione in una cosa cosi’ unica?




Perfetta o non..se pensi che sia quella giusta vale la pena cavalcarla !


/ * /
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« immagine » Ho trascorso qualche giorno di vacanza al mare e sono appena tornata a casa. Nonostante abbia ripreso il tran tran della vita quotidiana, lavoro e famiglia, ho ancora addosso quella pace interiore che il mare mi regala sempre. Non mi importa averlo visto nel periodo piu affollato de...
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*** Giusto una sbirciatina ... ***

08 agosto 2019 ore 23:48 segnala


Ma quanto siete curiosi?
Io tantissimo, e' piu forte di me e piu' mi dicono di non guardare
e io piu' “sbircio”.
E' diverso dal guardare e dall'osservare, dove tutto e' visibile a tutti.
Ed e' diverso dello spiare che per legge e' un reato
Lo sbirciare e' piu' intrigante perche' rubi l'intimita'.




Ognuno ha interessi e preferenze diverse
su cosa gli piace o non gli piace sbirciare.
Esempio se entrassi in una stanza di una community, come chatta, e vedessi le icone di cam aperta su alcuni nick, io sono troppo curiosa e chiederei la visione di guardarle tutte, a prescindere che siano nick maschili o femminili. Vi chiederete il perche' lo faccia e io Vi risponderei ...per pura curiosita' ,senza alcuna morbosita', perche' amo scegliere, perche' nel caso non mi interesserebbe cio' che vedo sarei libera di chiudere.




Quante persone invece hanno preconcetti di base per cui non si pongono neanche la curiosita' di vedere colui/colei con cui stanno parlando o scrivendo. Quasi sempre leggo nelle stanze che alcuni nick si salutano calorosamente, che scherzano, che condividono giornate insieme ...pero' se domandassi a queste persone “quello/a e' in cam lo hai visto/a?” mi risponderebbe “no!” Ho provato a chiedere come mai perche' mi sembra davvero strano che nessuna di queste persone non abbia la curiosita' di guardare o quanto meno “sbirciare” e le risposte sono state : “ poi se lo/la guardo chissa' cosa pensera' di me” - “ non mi interessa guardare” - “sicuramente e' nudo e non mi interessa”.
I pregiudizi precludono la conoscenza!
I pregiudizi ci allontanano dalla novita'!
I pregiudizi soffocano la curiosita'!
Quindi se parliamo di cam aperte, da curiosa incallita quale sono, … giusto giusto una sbirciatina la darei!




Cio' che non amo sbirciare invece e' per esempio mentre sto leggendo un libro che mi piace e che mi sta coinvolgendo non mi sognerei mai di sbirciare l'ultima pagina...perche' mi toglierebbe il gusto
della lettura e della mia immaginazione.
Non amo neanche i reality, tipo grande fratello, dove tu puoi guardare 24 h su 24 delle persone che volutamente si mettono in mostra.
Non mi incuriosisce guardare qualcosa che apparentemente puo' sembrare intimo ma che in realta' quella visione e' a priori concessa a tutti.
Il sbirciare deve essere spontaneo spinto dalla mera curiosita' del momento e non premeditato ne' quanto meno programmato come spesso succede a coloro che spinti dalla gelosia spiano il loro partner.




Mi e' venuta in mente una strofa di una canzone di Enzo Jannacci....
“ Vengo anch'io? ..no tu no
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare “ aiuto aiuto e' scappato il leone”
e vedere di nascosto l'effetto che fa...”
Le persone che sanno di non essere guardare si comportano in maniera piu naturale e spontanea rispetto a coloro che sanno di essere guardate. Per questo il guardare di nascosto sollecita di piu' la mia curiosita' e il mio interesse.
Stessa cosa vale anche per le fotografie in cui i soggetti in posa risultano meno espressivi rispetto a coloro che invece vengono fotografati all'improvviso senza guardare necessariamente l'obiettivo. Quest'ultime fotografie sono a mio parere quelle piu' intense ed espressive … pertanto piu' emozionanti.




Non vi vergognate quindi di provare quella curosita', sana e semplice, che vi spinge a dire.....”giusto giusto una sbirciatina..”
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« immagine » Ma quanto siete curiosi? Io tantissimo, e' piu forte di me e piu' mi dicono di non guardare e io piu' “sbircio”. E' diverso dal guardare e dall'osservare, dove tutto e' visibile a tutti. Ed e' diverso dello spiare che per legge e' un reato Lo sbirciare e' piu' intrigante perche' rub...
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*** Modalita': Pause ***

07 agosto 2019 ore 09:36 segnala


Alias interruzione, sospensione, intervallo di breve durata, sosta che ci prendiamo durante lo svolgimento di qualcosa.
Tutto questo genera ...silenzio, riposo, vuoto che non necessariamente dobbiamo identificarlo con il dormire ma semplicemente intenderlo come un tempo “ fuori da” senza obiettivi, senza orologio.
Ma quanto sono importanti le pause?
In questo periodo estivo quante volte abbiamo sentito dire “Basta non ce la faccio piu'!” “ Sono troppo stressato e ho bisogno di una vacanza!”
Che sia il collega, l'amico o il familiare, chiunque lavori freneticamente ad un certo punto ha bisogno del cosiddetto “staccare la spina”.




”velocita', efficienza, produttivita', ottimizzazione”, sempre sull'attenti, sempre raggiungibili con smartphon, con email..doveri e impegni ci assorbono ..famiglia..lavoro...queste sono le nostre giornate 7 gg su 7 gg
La pausa non e' una cosa che ci regaliamo ma e' una necessita' fisiologica, un bisogno primario che ognuno di noi ha, anche se molti non lo ammettono e' un bisogno sia fisico che mentale.





Lo sportivo sa che i momenti di riposo sono altrettanto importanti quanto quelli di allenamento.
Il nostro cervello non ce la farebbe a studiare e lavorare per infinite ore se non avesse un periodo intermedio di riposo.
Diventa importante la consapevolezza di questa necessita' e “staccare la spina” puo' esserlo anche la semplice passeggiata, una pausa di ozio per coltivare una passione (nel mio caso lettura e musica) senza necessariamente andare nell'isola sperduta dall'altra parte del mondo rincorrendo mete turistiche da poter vantare con gli altri.




Ma e' cosi' semplice farlo? Molti fanno fatica a staccarsi dalle proprie abitudini e impegni quotidiani e finiscono per portarsi il lavoro anche in vacanza oppure cercando ovunque vadano la connessione per non isolarsi da tutto e tutti. Il rallentare porta disorientamento e spesso non ci fa godere a pieno il momento.


Ma poi la vacanza e' davvero un luogo fisico? Forse e' piu un atteggiamento di “dis-connessione” che dovremmo avere, per tornare padroni del nostro tempo e della nostra mente.



A volte penso che forse la nostra mania di riempire ogni momento senza mai prendersi delle pause cela la paura di rimanere soli con i proprio pensieri ed emozioni, cela la paura di sentirsi inutili se non facciamo qualcosa.
Eppure anche il linguaggio funziona cosi.
Mettiamo virgole, punti, andiamo a capo, voltiamo pagina.
Occorrono questi spazi, questi vuoti, per dare un senso a tutto.
E' paradossale ma estremamente vero che c'e' bisogno di interrompere per dare continuita'..di staccare per legare.
Quindi ben vengano le pause che ci permettono di resettarci , vere e proprie vitamine per il nostro cervello.


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« immagine » Alias interruzione, sospensione, intervallo di breve durata, sosta che ci prendiamo durante lo svolgimento di qualcosa. Tutto questo genera ...silenzio, riposo, vuoto che non necessariamente dobbiamo identificarlo con il dormire ma semplicemente intenderlo come un tempo “ fuori da” s...
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*** Ma dove vai se la cravatta non ce l'hai? ***

02 agosto 2019 ore 08:26 segnala


La cravatta da sempre e' l'accessorio maschile definito del “bel vestire”, utilizzato, nella maggior parte dei casi,
dall'uomo di potere, affascinante e carismatico.
Gli uomini con giacca e cravatta sono considerati piu' ambiziosi, intelligenti e rispettabili e questa tipologia di uomo e' visto dalle donne in modo piu' affascinante rispetto a coloro che vestono piu casual
o addirittura poco curato.
Come puo' un piccolo ritaglio di stoffa cambiare la percezione che gli altri hanno di loro, addirittura rendendoli piu attraenti e affidabili?
In un certo senso puo' … se pensiamo ai sondaggi e alle statistiche in cui l'uomo elegante primeggia come sex symbol tra le scelte femminili e sono poche le signorine che non subiscono il fascino dell'uomo in cravatta.




D'accordo che l'occhio vuole la sua parte ma donne siamo sicuri che invece dietro al classico fighetto incravattato
non si celi il bastardo dei bastardi?
Quando una donna indossa ad esempio la camicia o la cravatta del suo uomo e' per continuare a sentire il suo odore dopo aver fatto l'amore,
come se fosse un segno di conquista.
Sicuramente questa visione piace molto anche all'uomo che guardandola la trova tremendamente sensuale e sua.




Chi l'ha detto che la cravatta la portano solo gli uomini ?
Se vi ricordate la scena in cui Pretty Woman aspettava il rientro di lui vestita solo della cravatta.... ti fa capire come sia, per una donna,
un bel modo di poterla indossare !




Non e' solo un accessorio insignificante ma bensi' carico di simbologia fallica e non vi dico le chiacchiere di noi donne al riguardo, sulla grandezza, lunghezza e la forma del nodo ehehe.
Se vogliamo parlare anche delle trame del tessuto e delle fantasie e colori ..dimmi che cravatta porti e ti diro come sei passionale a letto!
Sorrido per la stronzata detta e penso ma sara' poi vero?mah...




Eppure la cravatta racconta un po la personalita' di un uomo.
La scelgo e la mostro a tutti......Volitivo? SI
La cravatta non si confonde con il colore dell'abito ma e' messa in evidenza … Narciso? SI
La sua fantasia attira senz'altro l'attenzione..Timido? NO




E per finire questa riflessione sulle cravatte non posso esimermi dal collegarla ad un soft bondage.
Ebbene si la cravatta puo' essere annodata morbidamente intorno ai polsi, abbandonando la timidezza si puo' sperimentare una versione sweet della pratica sessuale del bondage. Si segue la curiosita',ci si abbandona al proprio amante con fiducia, usando un pizzico d'ironia per poi scoprire se ci piace di piu' essere legata....o legare.




Cravatta SI? o Cravatta NO?
Bel dilemma...basta essere sempre consoni con l'ambiente e con se stessi.
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« immagine » La cravatta da sempre e' l'accessorio maschile definito del “bel vestire”, utilizzato, nella maggior parte dei casi, dall'uomo di potere, affascinante e carismatico. Gli uomini con giacca e cravatta sono considerati piu' ambiziosi, intelligenti e rispettabili e questa tipologia di u...
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02/08/2019 08:26:18
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*** Ohhh Siii..***

29 luglio 2019 ore 15:03 segnala


Una semplice esclamazione di poche lettere ma sufficienti per esternare l'emozione di estasi o di piacere che si sta provando.

Sfugge senza volerlo....wow "ohh siii"
quando guardi un arcobaleno, un lavoro finito, quando raggiungi un obiettivo prefissato, quando mangi qualcosa da tempo desiderato,
quando dopo la "tempesta" raggiungi "la pace".

Insomma poche lettere ma che arricchiscono e chiudono il cerchio della nostra emozione.




"Oh Sii" scandisce l'esatto momento in cui raggiungiamo l'estremo piacere che puo' essere fisico o mentale o entrambi.
Ma tutto cio' che lo precede, cioe' l'attesa, e' la componente fondamentale che rende quell'esatto momento cosi' intenso.
L'attesa e' l'ingrediente essenziale del desiderio, l'ambire a qualcosa di immaginato, fantasticato.
E' il carburante per i nostri desideri, le nostre curiosita'.
Non ci sarebbero gli "oh sii" se il cielo avesse sempre l'arcobaleno, se potessimo avere sempre cio' che vogliamo, se perdessimo l’entusiasmo di godere delle buone cose.




Il “ohh sii” e’ da considerarsi un urlo liberatorio?? Io direi di siiii anche se poi non viene necessariamente urlato, ma bensi’ puo’ essere sussurrato o sospirato a secondo delle situazioni.
La magia dell’”ohh” che rafforza e amplifica il SI mi piace un sacco, e’ l’esagerazione che occorre per renderlo ancora piu’ appagante. Al contrario se dicessi “ ohh nooo” e’ l’espressione rammaricata e desolante piu grave del semplice NO.




Insomma usiamolo bene questo OHHH

Suggerimenti:

OHH SIII (mentre ti stanno facendo un grattino alla schiena)
OHH SIII (mentre gusti dopo mesi di dieta un panzerotto fumante)
OHH SIII (mentre guardi un prato fiorito all’inizio della primavera)
OHH SIII (quando arrivi a destinazione dopo un lungo viaggio)
Per caso mi sono dimenticata qualche situazione
in cui questa esclamazione e’ maggiormente collocata?

OHH SIIIIII ….. e pace fu!


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« immagine » Una semplice esclamazione di poche lettere ma sufficienti per esternare l'emozione di estasi o di piacere che si sta provando. Sfugge senza volerlo....wow "ohh siii" quando guardi un arcobaleno, un lavoro finito, quando raggiungi un obiettivo prefissato, quando mangi qualcosa da te...
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29/07/2019 15:03:17
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