*** Altro giro, Altra corsa ***

06 settembre 2019 ore 01:15 segnala


Vi ricordate quanto era bello quando si andava alle giostre e sulla pista dell'autoscontro sentivi “Giu' il gettoneee! Altro giro, altra corsa”
Le giostre rappresentavano per noi bambini una sorta di isola felice, che capitava una volta all'anno in occasione della festa di paese, piena di luci, musica e divertimento.
Dietro la scuola c'era un grande prato ed era li' che i giostrai si accampavano e allestivano le loro giostre.




La pista autoscontro, il tirapugni a gettone, l'ottovolante e la mitica Calcinculo che, seduti su quei seggiolini ,ci faceva volare in aria.
Se poi trovavi l'amico che, dandoti la spinta giusta
con i piedi al tuo seggiolino, ti faceva arrivare piu' in alto
per prendere il “fiocco”
e si poteva avere un giro gratis!
Era entusiasmante tutto cio'.
Un giro e poi un altro e non bastava mai!




Oggi, da persona adulta, vedo questo “effetto-giostra” sempre entusiasmante ma, anche se posso sembrare banale, vi confesso di riconoscere nella giostra l'esatta metafora della vita.
Mi fa riflettere sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino.
Ogni giro e' una esperienza, una emozione, un ricordo, un regalo, un qualcosa che inizia... che vivi.. e che finisce.
Non sempre e' tutto bello cio' che viviamo, anzi, come la perdita di un familiare, di un amore che credevamo fosse eterno, sono giri di giostra che non vorremmo proprio fare.
Eppure ci sono anche quelli.
La giostra inizia il suo giro e nn sappiamo cosa ci succedera'.
La cosa certa e' che prima o poi finisce e la giostra si fermera'.




Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.
(Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe)


ALTRO GIRO, ALTRA CORSA, GIÙ IL GETTONE E VIAAAA… SI RIPARTE
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« immagine » Vi ricordate quanto era bello quando si andava alle giostre e sulla pista dell'autoscontro sentivi “Giu' il gettoneee! Altro giro, altra corsa” Le giostre rappresentavano per noi bambini una sorta di isola felice, che capitava una volta all'anno in occasione della festa di paese, pie...
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*** L’Onda Perfetta ***

20 agosto 2019 ore 15:04 segnala


Ho trascorso qualche giorno di vacanza al mare e sono appena tornata a casa. Nonostante abbia ripreso il tran tran della vita quotidiana, lavoro e famiglia, ho ancora addosso quella pace interiore
che il mare mi regala sempre.
Non mi importa averlo visto nel periodo piu' affollato dell’anno perche’ il mare con la sua vastita’, immensita’ e prepotenza riesce lo stesso
a trasmettermi qualcosa di positivo.
Come spesso capita ad ognuno di noi quando lo osserviamo lo facciamo in silenzio, e’ un dialogo senza parole, e’ un confidente discreto a cui rivolgi i tuoi pensieri, le tue speranze e lui di rimando ti ascolta
e ti culla con le sue onde.




Tralasciando la spiegazione scientifica delle onde mi piace di piu’ pensare che le onde siano il battito cardiaco del mare,
il suo ritmo preciso tranquillizza la mente.
Che meraviglia lo sciabordio continuato delle onde, i gabbiani, l’odore di iodio, il camminare scalzi sulla sabbia, la salsedine e la brezza sulla pelle, la vista infinita dove non vedi la fine
...un vero orgasmo dei sensi
...una colonna sonora perfetta!
Ma esiste l’onda perfetta?




Anni fa lessi un libro scritto da Sergio Bambaren nel quale racconta in maniera semplice e surreale, proprio la ricerca dell’onda perfetta, una metafora sulla ricerca della felicita’ interiore che ti fa capire
cosa sia davvero importante nella vita.
Anche nel film “Point Break” alcuni surfisti la cercano in modo maniacale quasi fosse una fuga dalla realta’ o l’occasione da prendere perche’ capita una sola volta nella vita’.
Scrittori, cantanti, poeti, pittori di tutti i tempi.. sono stati ispirati dal mare. Grande metafora della vita, dove il moto incessante ed eterno dell’acqua marina conduce i pensieri lontano, generando spunti di riflessione.



Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola. (Charles Baudelaire)


Il cuore di un uomo è molto simile al mare, ha le sue tempeste, le sue maree e nelle sue profondità ha anche le sue perle. (Vincent van Gogh)


La gente si aggrappa all’abitudine come ad uno scoglio, quando invece dovrebbe staccarsi e tuffarsi in mare. E vivere. (Charles Bukowski)


La vita è un po’ come un’onda che ti trascina e ti trasporta… Poi, però, raggiunge la riva e… sembra morta! Invece no: si rinnova! Arriva un’altra onda ancora! E ancora…!
(Vasco Rossi
)

A volte ti sussurra dolcemente e ti abbraccia, a volte invece ti urla incutendo paura e pretendendo rispetto, a volte calmo, a volte inquieto.
Lo guardi e non e’ mai uguale al giorno prima.
Perche’ quindi cercare la perfezione in una cosa cosi’ unica?




Perfetta o non..se pensi che sia quella giusta vale la pena cavalcarla !


/ * /
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« immagine » Ho trascorso qualche giorno di vacanza al mare e sono appena tornata a casa. Nonostante abbia ripreso il tran tran della vita quotidiana, lavoro e famiglia, ho ancora addosso quella pace interiore che il mare mi regala sempre. Non mi importa averlo visto nel periodo piu affollato de...
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*** Giusto una sbirciatina ... ***

08 agosto 2019 ore 23:48 segnala


Ma quanto siete curiosi?
Io tantissimo, e' piu forte di me e piu' mi dicono di non guardare
e io piu' “sbircio”.
E' diverso dal guardare e dall'osservare, dove tutto e' visibile a tutti.
Ed e' diverso dello spiare che per legge e' un reato
Lo sbirciare e' piu' intrigante perche' rubi l'intimita'.




Ognuno ha interessi e preferenze diverse
su cosa gli piace o non gli piace sbirciare.
Esempio se entrassi in una stanza di una community, come chatta, e vedessi le icone di cam aperta su alcuni nick, io sono troppo curiosa e chiederei la visione di guardarle tutte, a prescindere che siano nick maschili o femminili. Vi chiederete il perche' lo faccia e io Vi risponderei ...per pura curiosita' ,senza alcuna morbosita', perche' amo scegliere, perche' nel caso non mi interesserebbe cio' che vedo sarei libera di chiudere.




Quante persone invece hanno preconcetti di base per cui non si pongono neanche la curiosita' di vedere colui/colei con cui stanno parlando o scrivendo. Quasi sempre leggo nelle stanze che alcuni nick si salutano calorosamente, che scherzano, che condividono giornate insieme ...pero' se domandassi a queste persone “quello/a e' in cam lo hai visto/a?” mi risponderebbe “no!” Ho provato a chiedere come mai perche' mi sembra davvero strano che nessuna di queste persone non abbia la curiosita' di guardare o quanto meno “sbirciare” e le risposte sono state : “ poi se lo/la guardo chissa' cosa pensera' di me” - “ non mi interessa guardare” - “sicuramente e' nudo e non mi interessa”.
I pregiudizi precludono la conoscenza!
I pregiudizi ci allontanano dalla novita'!
I pregiudizi soffocano la curiosita'!
Quindi se parliamo di cam aperte, da curiosa incallita quale sono, … giusto giusto una sbirciatina la darei!




Cio' che non amo sbirciare invece e' per esempio mentre sto leggendo un libro che mi piace e che mi sta coinvolgendo non mi sognerei mai di sbirciare l'ultima pagina...perche' mi toglierebbe il gusto
della lettura e della mia immaginazione.
Non amo neanche i reality, tipo grande fratello, dove tu puoi guardare 24 h su 24 delle persone che volutamente si mettono in mostra.
Non mi incuriosisce guardare qualcosa che apparentemente puo' sembrare intimo ma che in realta' quella visione e' a priori concessa a tutti.
Il sbirciare deve essere spontaneo spinto dalla mera curiosita' del momento e non premeditato ne' quanto meno programmato come spesso succede a coloro che spinti dalla gelosia spiano il loro partner.




Mi e' venuta in mente una strofa di una canzone di Enzo Jannacci....
“ Vengo anch'io? ..no tu no
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare “ aiuto aiuto e' scappato il leone”
e vedere di nascosto l'effetto che fa...”
Le persone che sanno di non essere guardare si comportano in maniera piu naturale e spontanea rispetto a coloro che sanno di essere guardate. Per questo il guardare di nascosto sollecita di piu' la mia curiosita' e il mio interesse.
Stessa cosa vale anche per le fotografie in cui i soggetti in posa risultano meno espressivi rispetto a coloro che invece vengono fotografati all'improvviso senza guardare necessariamente l'obiettivo. Quest'ultime fotografie sono a mio parere quelle piu' intense ed espressive … pertanto piu' emozionanti.




Non vi vergognate quindi di provare quella curosita', sana e semplice, che vi spinge a dire.....”giusto giusto una sbirciatina..”
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« immagine » Ma quanto siete curiosi? Io tantissimo, e' piu forte di me e piu' mi dicono di non guardare e io piu' “sbircio”. E' diverso dal guardare e dall'osservare, dove tutto e' visibile a tutti. Ed e' diverso dello spiare che per legge e' un reato Lo sbirciare e' piu' intrigante perche' rub...
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*** Modalita': Pause ***

07 agosto 2019 ore 09:36 segnala


Alias interruzione, sospensione, intervallo di breve durata, sosta che ci prendiamo durante lo svolgimento di qualcosa.
Tutto questo genera ...silenzio, riposo, vuoto che non necessariamente dobbiamo identificarlo con il dormire ma semplicemente intenderlo come un tempo “ fuori da” senza obiettivi, senza orologio.
Ma quanto sono importanti le pause?
In questo periodo estivo quante volte abbiamo sentito dire “Basta non ce la faccio piu'!” “ Sono troppo stressato e ho bisogno di una vacanza!”
Che sia il collega, l'amico o il familiare, chiunque lavori freneticamente ad un certo punto ha bisogno del cosiddetto “staccare la spina”.




”velocita', efficienza, produttivita', ottimizzazione”, sempre sull'attenti, sempre raggiungibili con smartphon, con email..doveri e impegni ci assorbono ..famiglia..lavoro...queste sono le nostre giornate 7 gg su 7 gg
La pausa non e' una cosa che ci regaliamo ma e' una necessita' fisiologica, un bisogno primario che ognuno di noi ha, anche se molti non lo ammettono e' un bisogno sia fisico che mentale.





Lo sportivo sa che i momenti di riposo sono altrettanto importanti quanto quelli di allenamento.
Il nostro cervello non ce la farebbe a studiare e lavorare per infinite ore se non avesse un periodo intermedio di riposo.
Diventa importante la consapevolezza di questa necessita' e “staccare la spina” puo' esserlo anche la semplice passeggiata, una pausa di ozio per coltivare una passione (nel mio caso lettura e musica) senza necessariamente andare nell'isola sperduta dall'altra parte del mondo rincorrendo mete turistiche da poter vantare con gli altri.




Ma e' cosi' semplice farlo? Molti fanno fatica a staccarsi dalle proprie abitudini e impegni quotidiani e finiscono per portarsi il lavoro anche in vacanza oppure cercando ovunque vadano la connessione per non isolarsi da tutto e tutti. Il rallentare porta disorientamento e spesso non ci fa godere a pieno il momento.




Ma poi la vacanza e' davvero un luogo fisico? Forse e' piu un atteggiamento di “dis-connessione” che dovremmo avere, per tornare padroni del nostro tempo e della nostra mente.



A volte penso che forse la nostra mania di riempire ogni momento senza mai prendersi delle pause cela la paura di rimanere soli con i proprio pensieri ed emozioni, cela la paura di sentirsi inutili se non facciamo qualcosa.
Eppure anche il linguaggio funziona cosi.
Mettiamo virgole, punti, andiamo a capo, voltiamo pagina.
Occorrono questi spazi, questi vuoti, per dare un senso a tutto.
E' paradossale ma estremamente vero che c'e' bisogno di interrompere per dare continuita'..di staccare per legare.
Quindi ben vengano le pause che ci permettono di resettarci , vere e proprie vitamine per il nostro cervello.


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« immagine » Alias interruzione, sospensione, intervallo di breve durata, sosta che ci prendiamo durante lo svolgimento di qualcosa. Tutto questo genera ...silenzio, riposo, vuoto che non necessariamente dobbiamo identificarlo con il dormire ma semplicemente intenderlo come un tempo “ fuori da” s...
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*** Ma dove vai se la cravatta non ce l'hai? ***

02 agosto 2019 ore 08:26 segnala


La cravatta da sempre e' l'accessorio maschile definito del “bel vestire”, utilizzato, nella maggior parte dei casi,
dall'uomo di potere, affascinante e carismatico.
Gli uomini con giacca e cravatta sono considerati piu' ambiziosi, intelligenti e rispettabili e questa tipologia di uomo e' visto dalle donne in modo piu' affascinante rispetto a coloro che vestono piu casual
o addirittura poco curato.
Come puo' un piccolo ritaglio di stoffa cambiare la percezione che gli altri hanno di loro, addirittura rendendoli piu attraenti e affidabili?
In un certo senso puo' … se pensiamo ai sondaggi e alle statistiche in cui l'uomo elegante primeggia come sex symbol tra le scelte femminili e sono poche le signorine che non subiscono il fascino dell'uomo in cravatta.




D'accordo che l'occhio vuole la sua parte ma donne siamo sicuri che invece dietro al classico fighetto incravattato
non si celi il bastardo dei bastardi?
Quando una donna indossa ad esempio la camicia o la cravatta del suo uomo e' per continuare a sentire il suo odore dopo aver fatto l'amore,
come se fosse un segno di conquista.
Sicuramente questa visione piace molto anche all'uomo che guardandola la trova tremendamente sensuale e sua.




Chi l'ha detto che la cravatta la portano solo gli uomini ?
Se vi ricordate la scena in cui Pretty Woman aspettava il rientro di lui vestita solo della cravatta.... ti fa capire come sia, per una donna,
un bel modo di poterla indossare !




Non e' solo un accessorio insignificante ma bensi' carico di simbologia fallica e non vi dico le chiacchiere di noi donne al riguardo, sulla grandezza, lunghezza e la forma del nodo ehehe.
Se vogliamo parlare anche delle trame del tessuto e delle fantasie e colori ..dimmi che cravatta porti e ti diro come sei passionale a letto!
Sorrido per la stronzata detta e penso ma sara' poi vero?mah...




Eppure la cravatta racconta un po la personalita' di un uomo.
La scelgo e la mostro a tutti......Volitivo? SI
La cravatta non si confonde con il colore dell'abito ma e' messa in evidenza … Narciso? SI
La sua fantasia attira senz'altro l'attenzione..Timido? NO




E per finire questa riflessione sulle cravatte non posso esimermi dal collegarla ad un soft bondage.
Ebbene si la cravatta puo' essere annodata morbidamente intorno ai polsi, abbandonando la timidezza si puo' sperimentare una versione sweet della pratica sessuale del bondage. Si segue la curiosita',ci si abbandona al proprio amante con fiducia, usando un pizzico d'ironia per poi scoprire se ci piace di piu' essere legata....o legare.




Cravatta SI? o Cravatta NO?
Bel dilemma...basta essere sempre consoni con l'ambiente e con se stessi.
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« immagine » La cravatta da sempre e' l'accessorio maschile definito del “bel vestire”, utilizzato, nella maggior parte dei casi, dall'uomo di potere, affascinante e carismatico. Gli uomini con giacca e cravatta sono considerati piu' ambiziosi, intelligenti e rispettabili e questa tipologia di u...
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*** Ohhh Siii..***

29 luglio 2019 ore 15:03 segnala


Una semplice esclamazione di poche lettere ma sufficienti per esternare l'emozione di estasi o di piacere che si sta provando.

Sfugge senza volerlo....wow "ohh siii"
quando guardi un arcobaleno, un lavoro finito, quando raggiungi un obiettivo prefissato, quando mangi qualcosa da tempo desiderato,
quando dopo la "tempesta" raggiungi "la pace".

Insomma poche lettere ma che arricchiscono e chiudono il cerchio della nostra emozione.




"Oh Sii" scandisce l'esatto momento in cui raggiungiamo l'estremo piacere che puo' essere fisico o mentale o entrambi.
Ma tutto cio' che lo precede, cioe' l'attesa, e' la componente fondamentale che rende quell'esatto momento cosi' intenso.
L'attesa e' l'ingrediente essenziale del desiderio, l'ambire a qualcosa di immaginato, fantasticato.
E' il carburante per i nostri desideri, le nostre curiosita'.
Non ci sarebbero gli "oh sii" se il cielo avesse sempre l'arcobaleno, se potessimo avere sempre cio' che vogliamo, se perdessimo l’entusiasmo di godere delle buone cose.




Il “ohh sii” e’ da considerarsi un urlo liberatorio?? Io direi di siiii anche se poi non viene necessariamente urlato, ma bensi’ puo’ essere sussurrato o sospirato a secondo delle situazioni.
La magia dell’”ohh” che rafforza e amplifica il SI mi piace un sacco, e’ l’esagerazione che occorre per renderlo ancora piu’ appagante. Al contrario se dicessi “ ohh nooo” e’ l’espressione rammaricata e desolante piu grave del semplice NO.




Insomma usiamolo bene questo OHHH

Suggerimenti:

OHH SIII (mentre ti stanno facendo un grattino alla schiena)
OHH SIII (mentre gusti dopo mesi di dieta un panzerotto fumante)
OHH SIII (mentre guardi un prato fiorito all’inizio della primavera)
OHH SIII (quando arrivi a destinazione dopo un lungo viaggio)
Per caso mi sono dimenticata qualche situazione
in cui questa esclamazione e’ maggiormente collocata?

OHH SIIIIII ….. e pace fu!


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« immagine » Una semplice esclamazione di poche lettere ma sufficienti per esternare l'emozione di estasi o di piacere che si sta provando. Sfugge senza volerlo....wow "ohh siii" quando guardi un arcobaleno, un lavoro finito, quando raggiungi un obiettivo prefissato, quando mangi qualcosa da te...
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*** Ciao come stai? Bene grz e tu? ***

26 luglio 2019 ore 08:20 segnala


E' cosi' che inizia generalmente un discorso, una frase convenzionale usata spesso per rompere il ghiaccio e per capire se l'interlocutore è pronto per affrontare altri discorsi più seri.
In qualche modo similare al “ da dove dgt? anni?” usato nelle community virtuali per approcciarsi agli utenti che non si conoscono… come se la gente non lo vedesse dal profilo! come se al perfetto sconosciuto, importassero i dati anagrafici per poter dialogare!




Mi domando ma la gente davvero vuole sapere come sto? Che stato d’animo ho in quel momento?
Per la maggior parte e’ puramente uno scambio di cortesia, domande e risposte convenzionali e approssimative
che in realta’ non dicono un bel niente.
“Ciao come stai?” Possiamo definirla una domanda stupida?
Beh un po si…certe volte ho notato che chi la pone non da’ neanche all’altro il tempo di rispondere.
Non interessa veramente ascoltarti e lo capisci subito perche’ se per caso la tua risposta non sarebbe il classico "bene grazie e tu?" fosse invece piu' complessa e dettagliata sul come ci si senta veramente, vedresti dall’altra parte reazioni di noia e disinteresse a comprova che non era una domanda motivata dal reale desiderio di sapere come stavi.





Sicuramente poi dipende da chi te lo chiede. Se me lo chiedesse un familiare, amico,collega che guardandomi in faccia capisce che c’e qualcosa che non va, in questo caso la domanda si arricchisce di emozione e la senti vera. Oppure se ti viene fatta da qualcuno/a che non sento e non vedo da tempo, anche in questo caso mi fa molto piacere.
Solo se arrivasse da uno sconosciuto o perlomeno da chi non conosco lo sentirei come un automatismo o atto di cortesia dovuto. Ad alcuni potrebbe dar fastidio questa “sceneggiata” ma in fondo penso che alle persone piaccia sentirselo dire.




"Ciao come stai?" e' una di quelle domande, a cui mai o quasi mai, rispondiamo con la verita'. Perche' rispondere o sentirsi dire "beh sai sono delusa perche' quella persona mi ha ferito" implicherebbe che le persone entrino in contatto con le tue emozioni e sofferenze e quest'ultime sono spesso difficili da comunicare e condividere.
E' molto piu' facile dire "grazie tutto bene"
Il “Bene grazie e tu”, e’ sicuramente una risposta obbligata ed educata che ci esula dal dovere raccontare a chicchessia come stiamo veramente.




Poi in realta', quando va davvero bene? E sopratutto, cos'e' che ci fa dire agli altri e a noi stessi che va bene o che c'e' qualcosa che non va? Lo star bene e' quindi un concetto molto soggettivo. Per alcune persone vuol dire stare bene di salute, per altre avere una vita "normale".
Stavo appunto riflettendo che e' abbastanza facile cogliere i segnali dello star male fisico, dei malesseri, dei dolori, della stanchezza. Ma quando e' difficile cogliere invece i segnali dello star bene? Quando stiamo bene neanche ce ne rendiamo conto.




Lo star bene..dovremmo invece essere capaci di capirlo, di riconoscerlo e sorridendo dire "...io bene grazie e tu?"
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« immagine » E' cosi' che inizia generalmente un discorso, una frase convenzionale usata spesso per rompere il ghiaccio e per capire se l'interlocutore è pronto per affrontare altri discorsi più seri. In qualche modo similare al “ da dove dgt? anni?” usato nelle community virtuali per approcciar...
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*** Biochimica Compatibile ***

08 luglio 2019 ore 11:31 segnala


La prima cosa che mi e' venuta in mente guardando questa immagine e' stata la "biochimica compatibile" e tutti quei discorsi annessi
come la complicita' e l'empatia.
Quando siamo attratti da qualcuno ci sentiamo colti da una condizione di esaltazione momentanea e passeggera come se fosse una sorta di innamoramento e il nostro cervello ha delle reazioni chimiche similari all'ebrezza. L'oggetto del nostro interesse diviene una sorta di droga che necessitiamo continuamente
perche' non ci basta mai e perche' ci fa star bene.
Poi inevitabilmente, tutto ritorna normale.




Per coloro che hanno bisogno di vivere continue emozioni il "normale" e' quello di cercare in altri soggetti quello stimolo capace di innescare nuovamente quel meccanismo di benessere.
Oppure ci sono invece coloro che trasformano questa sorta di innamoramento momentaneo in qualcosa di piu complesso e appangante ed e' qui che puo' nascere la vera empatia.




Ma quanto e' bello quando proviamo empatia e complicita'!
E' una sottile ed invisibile linea di energia che unisce le menti, capire i reciprochi sentimenti senza troppi sforzi,
basta un semplice sguardo per capire l'altro.
La mia visione di empatia e complicita' non si limita alla coppia marito moglie, uomo donna, ma bensi' ad un gruppo di amici, in una squadra sportiva, un team di lavoro, tra genitori e figli.




Ma secondo voi questo si puo' provare solo conoscendo perfettamente l'altra persona o le altre persone?
Non necessariamente direi se penso ad un buon venditore, quindi gran oratore, lui intuisce quello che l'altra persona pensa ma non si preoccupa effettivamente di quello che prova e cio', a mio parere, e' una empatia per meta' (caratteristica che ho notato in narcisisti e manipolatori)
Quando invece l'uno intuisce e comprende quel che l'altro sente, quello che l'altro vorrebbe, intuisce quello che l'altro pensa, spera o teme ...e' pura magia ed e' la vera Empatia!
Bastano appena uno sguardo, una frazione di secondo, un gesto insignificante, un silenzio, un certo modo di stare in silenzio e per gli empatici e' tutto chiaro in un secondo.




Essere empatici non e’ una cosa che si paga per averla, ne’ che si costruisce, ne’ quantomeno si possa copiare ma e’ una caratteristica innata , una dote, un optional che l’essere umano puo’ avere nel suo carattere.
Quello che invece si puo’ costruire e’ la complicita’, vi ricordate da bambini quando il tuo amico del cuore ti svela un segreto che non si poteva rivelare ai grandi, era divertente condividerlo come fosse una parola magica, sconosciuta a tutti, che apriva una stanza del tesoro.
Era emozionante e ti sentivi grande!
Stessa cosa tra un uomo e una donna, tra i quali scorre complicita’, nei loro sguardi trovi una strana luce, segretamente radiosa, che senza dirsi una parola riescono lo stesso a dialogare. “noi lo sappiamo e loro no” e piu’ si custodisce il segreto e piu’ la complicita’ prende spessore.
Il sorriso e’ costante,
lo star bene e’ appagante,
la malizia e’ il carburante giusto,
insomma…..questo e’ quello che ho visto nell'immagine di copertina.



A.A.A. cercasi complice generoso per momenti di assoluta ilarita’ e non solo!


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« immagine » La prima cosa che mi e' venuta in mente guardando questa immagine e' stata la "biochimica compatibile" e tutti quei discorsi annessi come la complicita' e l'empatia. Quando siamo attratti da qualcuno ci sentiamo colti da una condizione di esaltazione momentanea e passeggera come se ...
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*** Brodo di Giuggiole ***

01 luglio 2019 ore 07:06 segnala


Tranquilli non e' un post di cucina
dove puoi trovare la ricetta di qualche squisita specialita'
ma e' una delle espressione che esprime uno stato d'animo in cui la felicita' e' amplificata, dove gongoli dalla gioia, dove sei fuori di te dalla contentezza.

In realta' non esiste un vero brodo di giuggiole che per altro sono dei frutti del Giuggiolo usati in medicina e in cucina per marmellate e decotti ma bensi' un modo di dire, che usiamo spesso, quando siamo al settimo cielo (strafelici).

Se mi chiedo e ti chiedi quando e' stata l'ultima volta che ti sei sentito in brodo di giuggiole? ...Ammettiamolo facciamo fatica a ricordarlo!




A volte ci dimentichiamo di essere felici perche' ci lamentiamo sempre del tempo, del lavoro, degli impegni, degli amici, del cibo insomma....ogni occasione e' sempre quella giusta per lamentarci.
Invece non avete idea di quanto sia semplice guardare la luce piuttosto che continuare a guardare l'ombra, di quanto sia bello ogni mattina dire "bene anche oggi ci sono" piuttosto che lamentarsi per quale vestito mettersi.
E' come se fossimo scaramantici e ammettere di essere felici ci fa sentire in colpa, ci fa paura...e quindi ci lamentiamo.





"Essere in brodo di giuggiole"
e' l'estasi del piacere
e' l'esagerazione dell'essere felici.
Di solito sono contraria ad ogni genere di esagerazione perche' mentalmente tendo ad equilibrare ogni cosa e spesso quando si esagera il risultato che si ottiene non e' di certo migliorativo ma bensi' negativo. Se penso al bere un bicchiere di vino in compagnia ottengo piacere...se esagero tutto e' controproducente.
Ma se parliamo della felicita' e' una cosa diversa, esagerare non puo' che farci star bene e non crediate che ci voglia chissa' che prezioso ingrediente....ma solo "l'apprezzare le piccole cose" e farlo mi cambia lo stato d'animo.




Sicuramente questo punto di vista e' soggettivo, ma te che leggi cosa ti serve per essere felice?
(a parte il denaro, la salute, l'amore) ingredienti di base necessari.




(PS...basta anche solo "un buongiorno" dato di cuore da chi adori

che ti senti gia' in brodo di giuggiole!)
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« immagine » Tranquilli non e' un post di cucina dove puoi trovare la ricetta di qualche squisita specialita' ma e' una delle espressione che esprime uno stato d'animo in cui la felicita' e' amplificata, dove gongoli dalla gioia, dove sei fuori di te dalla contentezza. In realta' non esiste un...
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*** Les Jeux Sont Faits ***

26 giugno 2019 ore 07:45 segnala


...Rien ne va Plus!
Espressione francese famosa nei giochi d'azzardo che indica
"nulla e' piu' valido, i giochi ormai sono fatti"
Ma ora qui non c'e'...nessun tavolo verde, ne' slot machines ne' quantomeno roulette.....ma solo un croupier speciale che lancia in aria la moneta della nostra vita.
Molta gente tende a non prendere le proprie responsabilita' e affida le proprie scelte a qualcun'altro oppure lascia al destino e alla casualita' la decisione di cosa fare.




Scegli testa o croce?
Vincere o perdere?
Quando la moneta e' in aria tu speri che esca cio' che avevi scelto ma...quando la moneta tocca terra c'e' solo una faccia della medaglia visibile ed e' quella che predomina...lasciando l'altra faccia offuscata.
Eterna competizione....
Bianco/Nero
Amore/Odio
Vincere/Perdere
Caos/Ordine




Ma davvero lascieresti al destino o alla casualita' la scelta di cosa fare?
Ogni volta che ci accade qualcosa di positivo o negativo, ogni volta che ripensiamo alle scelte fatte, ogni volta che incontriamo una persona che non vediamo da anni o ne incontriamo una nuova che ci sconvolge la vita (per poi rivelarsi una grossa delusione) ci poniamo la stessa domanda:
"Caso o destino?"
Due termini similari ma che in fondo sono le due facce
di quella famosa moneta.




Ma anziche' lanciare la moneta nella speranza di qualcosa di buono o di chissa' quale fortuna, noi provassimo a pensare positivo riuscendo a vedere, le facce della medaglia, entrambe vincenti?
Non sarebbe proprio male! E se penso al banalissimo luogo comune che
"l'ottimista vede il bicchiere mezzo pieno, il pessimista lo vede mezzo vuoto, ma tutte e due hanno l'identica quantita' di acqua nel bicchiere"
E' un concetto che ogni giorno mi ricorda che la fortuna e' solo una questione di prospettiva. Cambiando l'angolatura da cui si osserva e' probabile che chi aveva ragione abbia torto e chi aveva torto abbia ragione.




E' una questione di atteggiamento, di modi di essere, di approccio alla vita, in definitiva di scelte e io tendenzialmente preferisco stare bene invece che stare male. Ma per poter fare questa scelta devo sapere che c'e' la possibilita', devo sapere come funzionano le cose e la mia infinita curiosita' mi aiuta molto.

Per questo non potrei mai cedere le mie scelte alla sorte e quindi mio caro croupier......io passo la mano!
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26/06/2019 07:45:42
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