*** Noi Siamo Viaggiatori ***

16 dicembre 2018 ore 14:35 segnala


SAS - Scandinavian Airlines è la compagnia aerea di bandiera di Svezia, Danimarca e Norvegia.

Circa un mese fa ha appena prodotto e pubblicato, senza ombra di dubbio, uno degli spot più belli ed emozionanti degli ultimi anni.
È la storia di tutti noi che almeno una volta nella nostra vita abbiamo vissuto un viaggio e relativo ritorno a casa.

3 minuti e 14 secondi di immagini "rubate" in un terminal dove persone aspettano davanti alle porte degli arrivi.
Scorrono sequenze fantastiche dove le espressioni del viso della gente ci insegnano molto e il messaggio che si vuole trasmettere e'
:



VI SIETE MAI FERMATI A GUARDARE LO SPETTACOLO DELL'AREA ARRIVI?
OSSERVATE I VOLTI DI CHI ASPETTA
SI CHIEDERANNO SE QUALCOSA E' CAMBIATO MENTRE ERAVAMO VIA?
COSA ABBIAMO PORTATO INDIETRO CON NOI?
ABBIAMO TROVATO QUELLO CHE CERCAVO?
IL MONDO ERA DIVERSO DA COME CREDEVAMO?
ABBIAMO CAPITO QUALCOSA ALLA FINE DEL VIAGGIO?
CHE CI RESTANO POCHI VIAGGI FORSE?
O CHE ABBIAMO LASCIATO INDIETRO QUALCUNO DI IMPORTANTE?
A VOLTE E' UN VIAGGIO CHE CI CAMBIA LA VITA
A VOLTE RIUSCIAMO A CAMBIARE IL MONDO, MA QUASI SEMPRE, E' IL MONDO A CAMBIARE NOI!
A VOLTE TROVIAMO L'AMORE
O CI INNAMORIAMO, ANCORA UNA VOLTA,DI QUELLO CHE AVEVAMO LASCIATO A CASA
TORNIAMO A CASA
CON UNA NUOVA FAMIGLIA
CON NUOVE PRIORITA'
CON ESPERIENZE CHE RESTERANNO PER SEMPRE CON NOI
CON UNA IDEA IN CUI CREDIAMO
E NOI DI SAS, OGNI ANNO, MANDIAMO MILIONI DI PERSONE ATTRAVERSO QUELLE PORTE
IMPARIAMO IL CAMBIAMENTO, QUANDO LE GUARDIAMO ARRIVARE,
E SAPPIAMO CHE E' UN CAMBIAMENTO POSITIVO, SEMPRE.
GOING PLACES TAKES US PLACES
WE ARE TRAVELERS

(NOI SIAMO VIAGGIATORI)
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« immagine » SAS - Scandinavian Airlines è la compagnia aerea di bandiera di Svezia, Danimarca e Norvegia. Circa un mese fa ha appena prodotto e pubblicato, senza ombra di dubbio, uno degli spot più belli ed emozionanti degli ultimi anni. È la storia di tutti noi che almeno una volta nella nostr...
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*** Segnali del “Non Detto”***

12 dicembre 2018 ore 16:59 segnala


La bocca ci parla anche senza parole!
Direi interessante … ma non e’ per nulla facile essere in grado di capire quello che le parole non dicono, sia nella vita di tutti i giorni che in atteggiamenti di seduzione.
Dalla posizione e dalla forma che assumono le labbra possiamo intuire quale emozione stia provando la persona che abbiamo davanti, i suoi stati d’animo differenti oppure semplicemente un vezzo.
La mia innata curiosita’ e fame di sapere mi porta molto spesso ad osservare le persone con cui interloquisco anche solo per la semplice ricerca di questi segnali del “Non Detto”
.



Quando siamo interessati al discorso di chi ci sta difronte spesso socchiudiamo le labbra..(ecco esattamente come stai facendo te ora)
Quando abbiamo paura le labbra sono serrate e gli angoli esterni tesi
Quando siamo felici le labbra si schiudono e gli angoli sollevati
Quando siamo tristi le labbra si chiudono e gli angoli piegato verso il basso
Quando siamo eccitati o attratti, la bocca si secca e ci troviamo ad inumidire continuamente le labbra: questo gesto di passare la lingua sulle labbra e' un chiaro segnale di interesse che diventa molto sexy se fatto lentamente.




Per poter comunicare e per interpretare quello che gli altri ci dicono e' sicuramente importante dare attenzione a questi segnali non verbali che il nostro corpo ci da'.
Tempo fa vidi in tv alcuni episodi di una serie televisiva "Lie to Me" dove il protagonista , collaboratore dell'FBI, e' uno studioso della comunicazione non verbale che leggendo appunto il linguaggio del nostro corpo riesce a capire quando una persona non dice la verita'.
Che figata ......riuscire a leggere cio' che nn e' scritto!
E' come se fosse un superpotere!




Purtroppo si e' persa l'abitudine di guardare in viso la persona che ci parla perche' diamo per scontato di conoscerla oppure perche' semplicemente siamo distratti da altro.
Un gesto puo' cambiare il senso di cio' che stanno dicendo e ci perderemmo una cosa che solo la nostra bocca ci regala: il sorriso.
Il modo di sorridere o di posizionare e aprire la bocca e' cosi' soggettivo e cosi' ammaliante che spesso sono tra le cose per cui ci fanno innamorare di qualcuno/a.
La bocca ci regala gesti fatti senza riflettere ed e' anche una delle sedi del nostro piacere.




Pensa ai baci dati e ricevuti, pensa ai sorrisi, pensa alla similitudine con la nostra parte intima anch'essa calda umida ed accogliente, pensa che all interno godiamo del nostro senso del gusto, pensa....quanto siamo perfetti anatomicamente!



Beh che dire.....bocca chiacchierona, curiosa, esigente, sfrontata, golosa....Oui c'est moi!

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« immagine » La bocca ci parla anche senza parole! Direi interessante … ma non e’ per nulla facile essere in grado di capire quello che le parole non dicono, sia nella vita di tutti i giorni che in atteggiamenti di seduzione. Dalla posizione e dalla forma che assumono le labbra possiamo intuire ...
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***UCCELLI: Hovering / Hanging ***

09 dicembre 2018 ore 23:17 segnala


Sto sorridendo e pensando che non avrei mai immaginato di scrivere un post sugli uccelli...ma tranquillizzatevi non e' un post che parla di una tecnica sessuale o altro!
"Hovering/Hanging"
Non conoscevo questa terminologia che tradotta sarebbe
"Librarsi / Sospeso "
Incuriosita sono andata a leggermi qua e la' per saperne di piu'.




E' una terminologia usata quando si parla delle tecniche di volo di alcuni uccelli.
Che gli uccelli volassero lo sappiamo tutti ma .. che non tutti e non sempre lo fanno nello stesso modo. Scoprire il perche' lo fanno e' una cosa che puo' quindi incuriosire.
Ci sono metodi diversi di volo :
Il "volo battuto" e' il classico movimento alto-basso delle ali.
Il "volo planato" che avviene senza battito delle ali ma bensi' l'uccello sfrutta la forza del suo peso per affondare nell'aria.




C'e' il "volo librato" (hovering e hanging) nel quale l'uccello riesce a mantenersi fermo, librato nell'aria, muovendo vorticosamente le ali.
E' tipico di alcuni uccelli come il Gheppio o il Martin Pescatore che quando sono a caccia e' probabile vederli in volo praticamente immobili rispetto al terreno, cosi' da determinare esattamente la posizione e la distanza delle loro prede, cosa che non potrebbe fare se sorvolassero in velocita'.




La natura ci da' l'ennesimo insegnamento...che per sopravvivere il nostro istinto ci porta a comportarci adattandoci alla situazione.

"Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento"(John van Wyhe)



In natura c'e' chi deve procurarsi il cibo e chi non vuole diventare cibo. Questa lotta, vecchia come il mondo, e' insita nel brutale ciclo della vita.

Predatore vs Preda
L'essere umano, che sia uomo o donna, e' quindi un predatore? Assolutamente si e aggiungerei dei piu' subdoli e cattivi.
La natura non ci ha dato artigli, zanne, zoccoli, corna, veleno, aculei, ecc ...eppure siamo diventati i piu' crudeli predatori di ogni essere viventi compreso noi stessi.
La sua caccia non ha il solo fine della sopravvivenza o per difendersi ma bensi' per motivazioni piu' futili: per potere, per dominio o solamente per il gusto di farlo.

Al riguardo vi confesso che ritengo davvero vergognoso chiamare sport l'uccisione di animali solo per divertimento.



Ognuno di noi e' al tempo stesso preda e predatore, siamo disposti a rinunciare alla liberta' e a farci dominare ma ci piace anche il potere e la liberta' di decidere autonomamente cio' che e' bene e cio' che e' male.



Quanto siamo complicati pero'...



TU COME SEI?
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« immagine » Sto sorridendo e pensando che non avrei mai immaginato di scrivere un post sugli uccelli...ma tranquillizzatevi non e' un post che parla di una tecnica sessuale o altro! "Hovering/Hanging" Non conoscevo questa terminologia che tradotta sarebbe "Librarsi / Sospeso " Incuriosita sono...
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*** Game Over ***

03 dicembre 2018 ore 12:52 segnala


Game Over traducibile in Gioco Concluso...
Quante volte lo abbiamo letto alla fine di un gioco quando si perde oppure sentito dire in altre situazioni senza via di uscita?
In effetti qualsiasi cosa finisca, che sia bella o brutta, lascia un vuoto che spesso viene associata ad una sensazione di tristezza e di solitudine.
Pero' se pensiamo solo un attimo al vero significato del Game Over cioe' "Gioco Concluso" ci dovrebbe far capire che non e' il tipico "The End" tradotto in "Fine" ma anzi...se finisce un gioco...se ne puo' iniziare un altro!
Questo dovrebbe essere il giusto atteggiamento che mi ripeto spesso di dover prendere difronte a situazioni di "Game Over".
Ricordo bene che in passato la scritta game over usciva alla fine del gioco sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta ed era un momento di gioia aver raggiunto la fine.




Stessa sensazione la provo quando finisco un libro, una serie televisiva, un viaggio, un concerto, la preparazione di un dolce,e qualsiasi altre mille cose che si fanno ... anche fare l'amore.
Game Over……Finita la partita…..se ne puo’ iniziare un'altra.!




Ma ..c’e’ sempre un ma….purtroppo non tutte le partite sono ri-giocabili.
Il gioco della vita e il gioco dell'amore purtroppo sono tra queste.
Una volta lessi questa riflessione “Ci sono cose che finiscono in modo netto. Si consumano come una matita. come il caffè, come il vino nel bicchiere, come il tramonto che spegne la giornata. Prima ci sono e poi non ci sono più. Sono finite. Per sempre”




Ecco in questo caso il “Game Over” lascia solitudine, dolore, tristezza e paura e quando succede possiamo o fingere che non e’ poi cosi tanto grave e aggrapparci alla fede o alla speranza, oppure ci prendiamo il tempo di metabolizzare il tutto affrontando il senso di vuoto per poi ricominciare il “gioco” della vita o dell’amore che sia.
Sembra crudele chiamare la vita e l’amore “un gioco” ma anche Madre Teresa Di Calcutta inneggiava nel suo “Inno alla Vita” che :
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, realizzalo.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
Quindi giochiamo senza rimpianti questo unico gioco non ri-giocabile!


Per tutti gli altri “giochi” ……. Non disperiamoci dopo un Game Over….c’e’ sempre uno Start…..dopo un Esc….c’e’ sempre un Avvio.



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« immagine » Game Over traducibile in Gioco Concluso... Quante volte lo abbiamo letto alla fine di un gioco quando si perde oppure sentito dire in altre situazioni senza via di uscita? In effetti qualsiasi cosa finisca, che sia bella o brutta, lascia un vuoto che spesso viene associata ad una sen...
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**Una Smorfia Contro I Lamentosi ***

30 novembre 2018 ore 15:47 segnala


Sembrerebbe lo slogan di una campagna di raccolta fondi, invece in realta' e' un giochino lanciato da un internauto che invitava la gente a lasciare una propria immagine del viso in "modalita' smorfia" da dedicare a coloro che si lamentano sempre.
Vi confesso che mentre leggevo mi scappavano delle smorfie e sorridente ho pensato di condividerla con voi creando questo post.




Per definizione "la smorfia è un'espressione facciale umana, consistente nel contorcimento dei muscoli del volto, che ne altera il normale atteggiamento, specialmente in presenza di sensazioni di dolore e sgradevoli. Ma avviene anche per burla, specialmente nei bambini"
Avete mai notato quanto ai bambini piaccia fare delle smorfie?




Lasciateli da soli davanti ad uno specchio e osservateli in silenzio, noterete come ben presto si metteranno a fare delle smorfie.
In realtà si stanno divertendo, giocano con l’idea di avere una faccia diversa.
Perfino molti adulti, quando sono da soli, lo fanno: davanti allo specchio o davanti ad un obiettivo, sono presi dalla voglia di fare smorfie e boccacce varie.
Per non parlare della moda “selfie”, dove ormai è abituale farsi una foto mentre si fanno delle smorfie bizzarre e provocatorie.




In tutto questo non c’è nulla di male: fare delle smorfie dimostra semplicemente che giochiamo con il nostro corpo e che rispondiamo con ironia a cio' che ci accade.
Così come il clown o l’attore, grandi maestri di mimica,che con la loro arte riescono a liberarsi dal loro corpo vivendo identita' diverse
.


 
UNA SMORFIA PER CHI SI LAMENTA SEMPRE DEL DENARO, PUR FACENDO UNA VITA DIGNITOSA



UNA SMORFIA PER CHI SI LAMENTA SEMPRE, CHE NON APPREZZA CIO' CHE HA E CHE NON SA GODERE DELLE OPPORTUNITA'




UNA SMORFIA PER LE PERSONE TRISTI CHE DELLE POLEMICHE NE HANNO FATTO UNO STILE DI VITA



UNA SMORFIA PERSONALE PER CHI NON FA SMORFIE!




(eheh ti ho visto sai ... che stai facendo una smorfia anche tu ora)
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« immagine » Sembrerebbe lo slogan di una campagna di raccolta fondi, invece in realta' e' un giochino lanciato da un internauto che invitava la gente a lasciare una propria immagine del viso in "modalita' smorfia" da dedicare a coloro che si lamentano sempre. Vi confesso che mentre leggevo mi sc...
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*** Punto d'Abbandono ***

29 novembre 2018 ore 06:26 segnala


Il bacio non e' solo il contatto tra le labbra di una persona e quelle di un'altra, ma anche con una qualsiasi altra parte del corpo.
A mio parere quello piu' sensuale e' il bacio sul collo.
Il nostro collo e' ricchissimo di terminazioni nervose e proprio per questo motivo e' molto sensibile a ogni tipo di stimolo, baci, carezze, soffi.
C’e' una zona che e' sensibile piu' di tutte le altre presenti nel collo.
Questo punto viene chiamato anche “punto d’abbandono”.
Si trova nella parte posteriore del collo, 3 cm al di sotto la base del cranio. In questo punto il cervello accumula tutto il nostro stress, la nostra postura scorretta, le ansie giornaliere.
Se questo punto viene ben stimolato si scatenano in noi delle reazioni di piacevole abbandono.





Il bacio sul collo può essere dato in diversi modi a seconda dei gusti.
C’è quello più delicato, degli amanti che si annusano, con le labbra chiuse e la punta del naso che sfiorano l’epidermide dell’amato.
E poi c’è quello piu' erotico dove la lingua si muove e il respiro accelerato trasmette direttamente all’orecchio, magari accompagnata da parole di desiderio sussurrate.
Per chi vuole giocare un po’ può anche provocare il compagno mordicchiando qua e la'.




A proposito di mordicchiare non dimentichiamoci che sotto all'orecchio in obliquo abbiamo la vena giugulare, punto tanto amato dai vampiri per mordere e succhiare il sangue, che pero' se viene mordicchiato delicatamente aumenta l'eccitazione.
Non è una perversione, il morso erotico è infatti presente in diverse specie animali, a patto che non si superi un certo limite.
Brividi e pelle d’oca sono garantiti!




Il bacio sul collo è uno dei preliminari che scatena i sensi, infiamma la passione e libera la mente. E' un gesto molto intimo e confidenziale che non diamo o riceviamo da chiunque ed è piacevole sia per chi lo da che per chi lo riceve ... che con le labbra assapora la pelle e il profumo del partner.



(oddio mi sta venendo voglia di baciare)



Un bacio sul collo... e inizia tutto!


"Dammi mille baci, poi cento poi altri mille,
poi ancora cento poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli,
continueremo a baciarci senza pensarci,
per non spaventarci e perché nessuno,
nessuno dei tanti che ci invidiano,
possa farci del male sapendo che si può,
coi baci, essere tanto felici"
(poeta latino Gaio Valerio Catullo)



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« immagine » Il bacio non e' solo il contatto tra le labbra di una persona e quelle di un'altra, ma anche con una qualsiasi altra parte del corpo. A mio parere quello piu' sensuale e' il bacio sul collo. Il nostro collo e' ricchissimo di terminazioni nervose e proprio per questo motivo e' molto s...
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*** Schiavitu' Moderna ***

26 novembre 2018 ore 00:08 segnala


Circa sessant'anni fa il signor Joseph Woodland brevetto' una serie di barrette verticali per identificare i prodotti e semplificare il lavoro dei commercianti: il cosiddetto codice a barre.
Solo più tardi Woodland sviluppò presso il colosso dell’informatica IBM i codici a barre lineari per come li conosciamo. Essi furono adottati il 3 aprile 1973 con il nome ‘UPC’ (Universal Product Code).




Questo sistema di riconoscimento basato su una serie di barre larghe e strette contiene, nel suo interno, i codici con le informazioni di ciascun prodotto. Oggi quello stesso sistema, conosciuto appunto come “codice a barre” e' visibile sull’etichetta di ciascun prodotto in vendita.
Il codice a barre consente ai commercianti di catalogare, prezzare e collocare a scaffale i prodotti nonche' a facilitare il servizio di cassa; i prezzi non vengono piu' battuti a mano sulla cassa, ma vengono rilevati automaticamente grazie ai lettori computerizzati del codice a barre.
In pochi sanno pero' che ad ogni striatura del codice corrisponde un significato ben preciso. Il vero cuore del codice a barre non e' il tracciato delle linee, che serve solo a far leggere il numero ai dispositivi (scanner) elettronici, ma il numero alla base di esso, formato da 13 cifre. Questo numero non indica il prezzo, come molti credono (anche perché in quest’ultimo caso bisognerebbe cambiare il codice a barre ad ogni variazione di prezzo), bensì altre importanti informazioni.
Ma cio' non e' bastato all'uomo moderno che con la sua mania di evoluzione cerca sempre piu' informazioni su tutto e su tutti...



Dal codice a barre si passa al "QR-CODE" che sta per Quick response (risposta rapida). E’ un codice che è stato creato in Giappone nel 1994. Si tratta di un codice a barre bidimensionale, a forma di quadratino, che consente di immagazzinare informazioni testuali sotto forma di immagine. Le informazioni possono essere di diverso tipo, come ad esempio: numeri di telefono, testi, indirizzi, pagine web ed altro.
Basterà scattare una foto del QR-Code perché il nostro cellulare esegua in automatico una determinata operazione.
Questa mania di identificazione dove ci portera'?
Se possiamo mettere un microchip sotto la cute del nostro cane o gatto..perche' non metterlo quindi sull'essere umano?




Non siamo molto distanti da questo compromesso. Gia' siamo monitorati anche se non ce ne rendiamo conto. Vedi bancomat, telecamere, telefonini, carte di credito, la localizzazione Gps che ci rende visibili su centinaia di mappe, nei percorsi in auto, in bici, identificati quando entriamo in un bar o in un ristorante.



Il “Codice a barre per esseri umani” potrebbe rendere di sicuro la societa' piu' organizzata, ma invaderebbe la privacy e viola i diritti civili di ognuno di noi.
Io non sono contraria alla tecnologia e al miglioramento di ogni cosa, ma vanno valutate le conseguenze senza perdere di vista una cosa importante e cioe' la nostra liberta'.




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« immagine » Circa sessant'anni fa il signor Joseph Woodland brevetto' una serie di barrette verticali per identificare i prodotti e semplificare il lavoro dei commercianti: il cosiddetto codice a barre. Solo più tardi Woodland sviluppò presso il colosso dell’informatica IBM i codici a barre line...
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*** Insistere...Insistere..Insistere...***

22 novembre 2018 ore 08:28 segnala


Quando continui ad insistere..insistere..insistere....
Ti sei ma chiesto quando e' opportuno continuare a insistere e quando invece è opportuno rinunciare?
Spesso si tende a rinunciare quando il percorso per ottenere cio' che vogliamo e' arduo e tortuoso e il desiderio di ottenerlo non e' grande abbastanza da poter bilanciare le "sofferenze" dell'attesa e del suo ottenimento.
Spesso pero' ci si accanisce in maniera maniacale sull'ottenimento di qualcosa che non necessariamente desideriamo ma solo per il gusto di ottenerlo.




Una volta lessi un articolo che parlava della "sindrome dell'insistenza erronea“ e coloro che ne sono vittime sono coloro che senza rendersi conto, insistono nella direzione sbagliata e ovviamente non avanzano ma retrocedono. Lo sforzo che fanno e' tale da terminare esausti e demotivati senza rendersi conto di non aver raggiunto cio' che volevano.
Se pensiamo alla vita di coppia in cui arriva un momento difficile e uno dei due si arrende o rinuncia, vale la pena lottare? Piuttosto che rischiare di avere rimpianti, io lotterei se quel rapporto e' importante.
Se penso pero' allo sport o al lavoro, dove e' tutto competitivo, penso che la tenacia nel raggiungere i propri obiettivi e cercare di migliorarsi sia sempre fonte di sana autostima e di crescita personale.




Molti ragazzi di oggi si arrendono alle prime difficolta' e rinunciano, non lottano per raggiungere obiettivi desiderati, perche' in fondo non hanno un vero obiettivo da raggiungere o all'opposto ne hanno troppi.



Il mio carattere mi porta a non insistere il piu' delle volte anche se poi sono tenace nel voler fare cio' che mi prefiggo. Forse e' un insistenza celata ma intelligente che conosce i proprio limiti...chissa'.

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« immagine » Quando continui ad insistere..insistere..insistere.... Ti sei ma chiesto quando e' opportuno continuare a insistere e quando invece è opportuno rinunciare? Spesso si tende a rinunciare quando il percorso per ottenere cio' che vogliamo e' arduo e tortuoso e il desiderio di ottenerlo ...
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*** N.er.ORMALITA' ***

20 novembre 2018 ore 00:29 segnala


Se andiamo a cercare cosa vuol dire "dark", il vocabolario lo definisce sostantivo e aggettivo dal significato di : oscurita', buio, tenebre, cupezza.
Riconducibile ad un certo tipo di musica i cui testi hanno un carattere cupo e malinconico o nel gergo giovanile, di chi ama vestirsi sempre di nero e truccarsi gli occhi di scuro.




Ma mi domando cosa vuol dire essere dark ?
C'e' un movimento o filosofia di pensiero dark?
Sinceramente ho letto svariate risposte che evidenziano un insieme di comportamenti e abbigliamenti che tendono ad una visione particolare della vita.
Vestiti, scarpe e capelli neri combinati a espressioni tristi e pessimisti, trucco marcato e scuro,accessori lugubri (come teschi e croci), nonche' ascolto di musica carica di tristezza e angoscia.
Tutto cio' che e' nero e lugubre, per la maggior parte della gente, viene collegato a Satana o ad altri cultori delle figure malvagie.
Purtroppo ci sono ancora molti pregiudizi in giro.




In realta', chi è dark, e' una persona molto sensibile, che non vuole e non accetta la massa e tutto cio' che lo compone. E' un vampiro solitario, malinconico e poetico che rifiuta questo mondo e per questo si ritira nelle sue ombre, in un mondo tutto suo, solitario, e cerca persone altrettanto sensibili come lui. 
E' attratto dalle cose cupe, da letture noir, dai film horror.




Io personalmente credo che alla fine ognuno e' libero di esprimere la sua personalita', essere se stessi piuttosto che mascherarsi in una falsa ipocrisia per avere il consenso della societa'.
Se poi vestirsi in modo differente dagli altri, come esempio fa il "dark", li rende "diversi" dalla normalita'....
mi viene da pensare...
cos'e' la normalita'?




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« immagine » Se andiamo a cercare cosa vuol dire "dark", il vocabolario lo definisce sostantivo e aggettivo dal significato di : oscurita', buio, tenebre, cupezza. Riconducibile ad un certo tipo di musica i cui testi hanno un carattere cupo e malinconico o nel gergo giovanile, di chi ama vestirsi...
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20/11/2018 00:29:12
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***La Dimensione Nascosta ***

16 novembre 2018 ore 08:06 segnala


Entrando in una sala d'attesa o semplicemente in qualsiasi altro posto ristretto, Vi e' mai capitato di notare come le persone tendono a scegliere di stare ad una certa distanza da altri? Noterete che una persona non si ferma e non si siede vicino ad una gia' seduta....ma cerca un posto libero piu' lontano. Per timidezza? Per timore?
Poi un giorno frequento un corso di aggiornamento che l'azienda per cui lavoro impone al proprio personale, che pur essendo amministrativa, sono tenuta a frequentare...cosidetti corsi di formazione.
Tra i vari argomenti trattati il relatore espone la teoria del UOVO PROSSEMICO.
Prossemico? ..parola curiosa e sconosciuta che non avevo mai sentito.
Cattura subito la mia attenzione e ascolto affamata di sapere cio' che ha da dire al riguardo.




" Esiste una specie di zona protetta intorno ad ognuno di noi – il cosiddetto uovo prossemico - che nessuno puo' invadere se non viene autorizzato da noi. Chi ci parla puo' quindi avvicinarsi fino ad un certo punto; se va oltre, proviamo una sensazione di fastidio, a meno che non si tratti di qualcuno con cui abbiamo una familiarita' notevole. Poiche' questa zona protetta e' piu' estesa davanti a noi che lateralmente, avvertiamo meno il fastidio se qualcuno ci si avvicina di lato.
A seconda dalla distanza che si frappone tra noi e gli altri hanno definito una suddivisione a zone: intima, personale, sociale e pubblica"




Comincio a capire il perche' allora di quello strano comportamento notato in quella sala d'attesa.
Ogni giorno, senza saperlo, utilizziamo il nostro spazio personale seguendo queste regole. Immaginate se una persona che non conoscete e vi viene presentata anziche' stringervi la mano vi abbraccia: avvertireste di certo un senso di invasione e fareste un passo indietro.. ebbene, questo accade perche' non ha rispettato il vostro spazio personale.






Lo spazio sociale è quindi una dimensione nascosta, cosi' la defini' lo studioso Edward Hall nel 1966, uno spazio che ci separa dagli altri è uno spazio mentale, chiamato spazio prossemico o bolla prossemica.
Quanti rispettano e invadono le "bolle" altrui?
Regalare questo spazio assume un importante significato a livello comunicativo in quanto puo' favorire rapporti di intimità, di dominanza, di manipolazione dell’altro per metterlo a suo agio o disagio.
Bisognerebbe creare le "giuste" distanze quando una persona si avvicina troppo a noi o se invece si allontana.
Quanto siamo affascinatamente complicati!


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« immagine » Entrando in una sala d'attesa o semplicemente in qualsiasi altro posto ristretto, Vi e' mai capitato di notare come le persone tendono a scegliere di stare ad una certa distanza da altri? Noterete che una persona non si ferma e non si siede vicino ad una gia' seduta....ma cerca un po...
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