*** q.b. ***

12 aprile 2019 ore 01:05 segnala


Vi siete mai chiesti se la famosa abbreviazione "q.b."
abbia in realta’ dei limiti?
"q.b." ovvero “quanto basta” indica che possiamo
decidere noi la quantita’ da usare.
Se lo troviamo sulle ricette di cucina o sulle indicazioni d’uso di qualche medicina e’ semplice decidere la quantita’ perche’,secondo il nostro gusto e piacimento, possiamo aumentare o diminuire il dosaggio.
Ma vale lo stesso se indichiamo q.b. per altro?
Questa abbreviazione lascia tutto un po’ vago e indefinito e mi domando ...
Mi basta? Quanto basta? Sara’ sufficiente?


"C'e' una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini al di qua' e al di la' dei quali non puo ' sussistere la cosa giusta"
Est modus in rebus, sunt certi denique fines quos ultra citraque nequit consistere rectum.
(Satire)


“Basta il giusto (quando e quanto)” e’ uno slogan che lessi poco tempo fa per una campagna contro gli sprechi e in questo contesto
penso al q.b. in maniera positiva.
Evitare tutto cio’ che e’ in eccesso e non necessario sicuramente porta a costruire un futuro economico-sociale decisamente migliore.
La giusta misura, applicata quindi in ogni ambito,
dà una giusta proporzione ed evita gli eccessi.




Se c’è qualcosa che generalmente manca nel nostro tempo è proprio la giusta misura: tutto è sopra le righe, tutto deve essere eccessivo ed è difficile distinguere tra l’essenziale e quello che non lo è!
Comunque siamo sempre liberi di sceglierne la misura, decidere dove sta il giusto ... ne’ troppo... ne’ troppo poco.




Ma per la maggior parte della gente avere la giusta misura e’ una scelta dettata sempre dal buon senso e dal buon gusto?
Purtroppo no…
c’e’ chi ama esagerare piuttosto che contenersi
c'e' chi ama il saporito piuttosto che il delicato
c'e' chi ama la trasgressione piuttosto che l’ubbidienza.




Spesso non si mai quando e’ il momento di dire stop e ci si ritrova, anche inconsciamente, a superare quel limite che fa perdere
l’equilibrio delle cose e della situazione.
Esempio “sale q.b.”
Si tratta solo di un po’ di sale, in fondo, di una cosa piccolissima che aggiungi a tutto il resto con un gesto altrettanto piccolo…ma se sbagli butti via tutto!
La giusta dose negli alimenti, come nella vita, e’ essenziale per non trascendere nel cattivo gusto e in pessimi risultati.


Eppure...

Quanto basta per essere felice?
Quanto basta per conoscere bene qualcuno?
Quanto basta per sentirsi desiderati?
Quanto basta per…
Dopo quanti basta, diventa basta veramente?




Se il tuo Lui o Lei guardandoti negli occhi ti dicesse:
"Sei qui con me …e questo mi basta"
...allora Ti Ama q.b.
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« immagine » Vi siete mai chiesti se la famosa abbreviazione "q.b." abbia in realta’ dei limiti? "q.b." ovvero “quanto basta” indica che possiamo decidere noi la quantita’ da usare. Se lo troviamo sulle ricette di cucina o sulle indicazioni d’uso di qualche medicina e’ semplice decidere la quan...
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*** Tutto In Uno Sguardo ***

01 aprile 2019 ore 00:25 segnala


Ma quanto e' bello lo sguardo del tuo cane quando ti osserva!
Moltissimi animali domestici spesso fissano gli umani, loro padroni, li guardano e seguono ogni loro singolo movimento.
Ho sempre pensato che questo gesto fosse una semplice dimostrazione di affetto
o di attesa che il suo padrone abbia tempo per giocare o uscire con lui.
Ma cio' che vuole comunicarti con il suo sguardo e' anche molto piu'.




Sono convinta che loro osservandoci capiscano le nostre emozioni e il nostro stato d'animo.
Il legame tra cani e padroni puo' essere paragonato a quello tra genitore/figlio e solo chi possiede
e ama il suo cane puo' capire questo legame.
Quando quegli "occhioni" ti guardano, scatenano in noi emozioni intense e ti sembra che sappiano leggere il cuore dell'uomo.




Beh c'e' anche lo "sguardo colpevole" che insieme alla testa inclinata e alla coda tra le zampe e' il suo modo di fare pace e chiederti scusa.
Se pero' il cane e' sconosciuto o di proprieta' di altri lo sguardo fisso e' sicuramente di sfida e non certo di amore.
Io anni fa ho condiviso per 13 anni la mia vita con un Labrador femmina di nome Luna e i suoi sguardi li ricordo benissimo ancora oggi.




Sguardi d'amore quando da cucciola e' arrivata a casa nostra.
Sguardi di felicita' quando mi riportava il bastone lanciato nel prato.
Sguardo rassegnato e spento quando accarezzandola
ha esalato il suo ultimo respiro.
Oggi condivido la mia vita con due gatti che, pur in maniera ridotta, mi fissano e osservano i miei movimenti. I loro sguardi curiosi trasmettono amore che contraccambio sperando che lo stesso sentimento arrivi a loro come il loro a me.




Tra un animale domestico e il suo padrone oppure semplicemente tra due essere umani, il guardarsi neglio occhi e' un segno di intimita' e di confidenza, un magico contatto visivo che anche senza parlare puo' generare emozione.
Ma oggi esistono ancora gli sguardi fra le persone? Un gesto a mio parere in via di estinzione.
Quelli di approccio, quelli curiosi, quelli di scoperta, quelli di intesa, quelli di adorazione.
Credo proprio che dovremmo imparare molto dagli animali!




Ti faccio spazio dentro di me,
in questo incrocio di sguardi
che riassume milioni di attimi e di parole.

(Pablo Neruda
)


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« immagine » Ma quanto e' bello lo sguardo del tuo cane quando ti osserva! Moltissimi animali domestici spesso fissano gli umani, loro padroni, li guardano e seguono ogni loro singolo movimento. Ho sempre pensato che questo gesto fosse una semplice dimostrazione di affetto o di attesa che il suo...
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*** Sono 3 e basta ***

21 marzo 2019 ore 16:59 segnala


Uno Due Tre
Semplici…consecutivi… orizzontali…identici… neri…
Non 2, non 10,
ma 3 e basta.


Quante volte nei vostri scritti avete usato i puntini di sospensione ? Sicuramente tantissime volte.
Detti anche "tre puntini" sono un segno di punteggiatura e possono essere usati sia per indicare una pausa nel discorso, sia per indicare il non detto.
Oggigiorno pero' se ne fa un uso esagerato, il linguaggio scritto si e’ evoluto e le regole della punteggiatura si sono adeguate alla nostra era digitale.
I 3 puntini spuntano ovunque nelle frasi, anche in quelle in cui se ne potrebbe fare a meno.




Li troviamo sugli schermi dei cellulari, nei blog, nelle chat, nei temi scolastici, nei romanzi, nelle pubblicita’.
Nella comunicazione su schermo si usa poco il solo e semplice “punto” quasi fosse troppo categorico e poco morbido e così per timore, che il mittente fraintenda, abbondiamo di faccine, di punti esclamativi e di puntini di sospensione che smorzano le frasi senza interromperle bruscamente.




Con i tre puntini le frasi rimangono aperte e non finite, lasciando a chi legge la conclusione che piu’ gli aggrada Questo pero’ ci fa capire come la nuova generazione non sia ben definita, non sa esattamente cio’ che vuole, non sa decidersi, non sa scegliere, quindi tremendamente insicura.




I puntini indicano dunque una pausa che non ha un valore logico ma emotivo, psicologico.
Se usati all’inizio di una frase creano la suspense del contenuto
“… e alla fine fecero l’amore”
Se usati in mezzo alla frase rafforzano il contenuto
“ Tu mi piaci… tantissimo”
Se usati alla fine della frase lasciano intendere che c’e’ dell’altro e lasciano libera la tua interpretazione
“sei libero di …
Ehehe li mettiamo anche quando dobbiamo scrivere una parolaccia e omettiamo di dirla per intero
“Vaffa…”




E tu da che parte stai? Sei un amante della punteggiatura come da tradizione o ti sei adattato ai nuovi cambiamenti tecnologici?
Beh vi confesso di essere un “puntinatore” e mi piace un sacco arricchire i miei pensieri con questi splendidi 3 puntini …
In conclusione: usiamo i puntini con parsimonia… e solo quando sono davvero necessari.




“L'eleganza dei puntini di sospensione...
nel giusto contesto, sembrano tracciare i tempi di un'apnea, quella di chi scrive, quella di chi, nella confusione di un'emozione, in mezzo a tutte le parole del mondo, non ne trova a sufficienza, o di adeguate. In quei puntini c'è tutto: tutto quello che vorresti sentirti dire e tutto quello che ti vorrebbe dire. Verosimilmente non sono e non saranno mai le stesse parole, ma suoneranno sempre allo stesso modo per tutti e due.
Mauro Soldano”
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« immagine » Uno Due Tre Semplici…consecutivi… orizzontali…identici… neri… Non 2, non 10, ma 3 e basta. Quante volte nei vostri scritti avete usato i puntini di sospensione ? Sicuramente tantissime volte. Detti anche "tre puntini" sono un segno di punteggiatura e possono essere usati sia per ind...
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*** IL "NON SI FA" ! ***

14 marzo 2019 ore 08:15 segnala


Quante volte da piccoli i vostri genitori vi hanno detto "quello non si fa" !
insegnandoci cio' che e' educato fare o non fare....beh direi tantissime volte.
Tutto cio' che non si poteva fare pero' ci invogliava a fare l'esatto contrario e andare contro le regole ci faceva sentire in qualche modo liberi e grandi.
Questa inconscia disobbiedenza vista spesso come un atto di ribellione ha sempre preoccupato un genitore che, sentendo di non avere piu' il pieno controllo del figlio, si ritrovava a dover intensificare i divieti e i controlli alimentando cosi' incomprensioni e conflitti.




A mio parere la ribellione fa parte del percorso di crescita, dove l' autonomia conduce ad una consapevolezza e fiducia in se stessi, dove porta la costruzione di un' identita' psicologica che manca generalmente nei bambini.
A questo proposito vi confesso che considero piu' simpatici i bambini monelli, quelli che trasgrediscono, rispetto quelli buoni e bravi che ubbidiscono sempre e cio' conferma la teoria che il "non si fa" attrae.




Andare contro le regole e' simbolo di trasgressivita' e a chi non piace trasgredire?
Tutto cio' che e' permesso, legale, normale lo possono fare tutti.
Tutto cio' che e' proibito e' solo per pochi.
Poi ovviamente dipende sempre dall'argomento,dal contesto e dalla situazione.
Escludendo cio' che e' proibito per legge, per cui non ho nulla da dire se non quello di rispettare sempre la legge, per il resto devo dire di essere attratta da cio' che e' proibito e piu' mi dicono di non fare una cosa...piu' ho il desiderio di farla.


E' un fatto strettamente psicologico, le cose proibite attraggono proprio perchè sappiamo che sono proibite, altrimenti non ci attirerebbero in questo modo.
L'essere umano per natura e' peccatore, tende a ricercare le cose proibite, le cose che sa di non poter avere.
Proprio il fatto che non possiamo avere una determinata cosa ci spinge sempre di più a volerla, ma solo perchè è proibita, una volta ottenuta perde tutto il suo valore.
Trasgredire non vuol necessariamente dire imboccare la strada sbagliata anzi a volte puo' portarti su una migliore.
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« immagine » Quante volte da piccoli i vostri genitori vi hanno detto "quello non si fa" ! insegnandoci cio' che e' educato fare o non fare....beh direi tantissime volte. Tutto cio' che non si poteva fare pero' ci invogliava a fare l'esatto contrario e andare contro le regole ci faceva sentire in...
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*** PiloErezione ***

07 marzo 2019 ore 17:02 segnala


E' capitato a tutti di provare una "piloerezione" e non dire di no anche tu malpensante che stai iniziando a leggere questo post perche’ l'hai provato chissa' quante volte!




Ehehehe di fronte ad un opera d'arte, a un libro o un film, mentre ascolti un brano musicale o di fronte ad una particolare persona o semplicemente se hai freddo....eccolo che arriva ... l'orgasmo della pelle!
Il termine scientifico "piloerezione" e' conosciuto da tutti comunemente come "la pelle d'oca" ed e' la reazione che vediamo sulla nostra pelle causata dalla contrazione involontaria dei muscoli erettori che si trovano sui follicoli piliferi sollecitati da qualcosa di emotivo o semplicemente da un cambiamento di temperatura
.




La contrazione provoca l'innalzamento del pelo che si raddrizza e si irrigidisce
(e qui sorrido perche' sembra che sto scrivendo un racconto erotico) e contemporaneamente fa restringere i vasi sanguigni e le ghiandole sudoripare in modo da limitare la dispersione del calore da parte del nostro corpo. Questa e’ la reazione di fronte ad un intenso freddo.
Al contrario con temperature calde invece i peli si rilassano e i vasi sanguigni si dilatano in modo da eliminare il caldo in eccesso.
Oltre al freddo o al caldo ci sono altre situazioni nelle quali puo’ verificarsi questa reazione ad esempio quando proviamo una forte emozione, come la paura, la gioia o l’eccitazione sessuale.




Ascoltare un brano musicale che ci piace o pensare ad un ricordo importante anche se apparentemente non e’ un’ emozione forte puo’ lo stesso farci sentire “la pelle d’oca” e per una come me amante della musica vi garantisco che e’ sempre un bel godere.

Insomma e’ sempre….una questione di peli!
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« immagine » E' capitato a tutti di provare una "piloerezione" e non dire di no anche tu malpensante che stai iniziando a leggere questo post perche’ l'hai provato chissa' quante volte! « immagine » Ehehehe di fronte ad un opera d'arte, a un libro o un film, mentre ascolti un brano musicale o...
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*** Divano Killer ***

03 marzo 2019 ore 14:43 segnala


Quanti di voi hanno provato quel sublime momento in cui dici "oh finalmente un po di relax sul divano cosi' mi guardo quel film/quella partita/quello spettacolo che mi piace tanto"...per poi ritrovarti invece dopo qualche minuto avvolto da un sonno profondo e avvolgente.
Ahhh magnifica invenzione il divano!




Un arredo che per antonomasia e' sinonimo di relax,
di calore domestico e tranquillita'.
Lasciando stare per una volta tutti i discorsi sulla pigrizia e sulla sedentarieta' che il divano porta...vogliamo invece parlare di quanto e' bello arrivare a casa dopo una giornata lavorativa e non vedi l'ora di metterti comodo sul divano.




Sensazione impagabile di ristoro, da solo o in compagnia, il divano e' sempre pronto ad accoglierti e coccolarti, ci sprofondi sopra e si adatta al tuo corpo.
Il divano rientra in quell'ambiente che oggi chiamano "living" ,terminologia che identifica un luogo in cui trascorrere del tempo.
Lo vivi nei vari momenti della giornata a seconda delle situazioni, dello stato d'animo e dalle persone con cui lo condividi. Non ci richiede alcun formalismo e su di lui ci si sente liberi.




La definizione "divano killer" era nata anni fa chiacchierando con un amico che spesso arrivava tardi agli appuntamenti oppure non lo si vedeva per nulla....e lui in maniera molto simpatica rispondeva che era stato vittima del divano killer. Vi e' mai capitato di pensare e dire "solo 5 minuti e poi vado" e poi per caso nell'attesa ti siedi comodo sul divano? Zacccc.......fregato!
Ti ritrovi sdraiato con i segni delle cuciture del divano impresse sulla guancia e guardando l'ora ti accorgi che sono passate due ore!




Oggi leggo questa definizione come titolo per articoli in cui trattano i problemi di salute delle persone sedentarie e di come oziare beati su un divano possa essere una diabolica insidia.
Sicuramente farne un buon uso, come regola in generale, e' una buona cosa. Il divano non deve essere una abitudine di vita e l'unica occupazione nel nostro tempo libero ma bensi' essere il nostro premio per aver svolto il nostro dovere e piacere.
Il divano ....e' un invito al relax, al riposo, alla conversazione e spesso anche teatro di intimita'.
Un perfetto complice e testimone di molte nostre emozioni.




Ma quanto e' bello chiacchierare con amici bevendo qualcosa...sul divano!
Ma quanto e' bello esultare per un evento sportivo.....sul divano!
Ma quanto e' bello quando Lui/Lei si abbracciano si baciano e fanno l'amore....sul divano!
Ma quanto e' bello vedere i miei gatti sonnecchiosi che trovano il punto piu comodo...sul divano!
Il divano e' tutto questo, un punto di incontro, uno spazio da condividere.
Anche se poi diventa killer....




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« immagine » Quanti di voi hanno provato quel sublime momento in cui dici "oh finalmente un po di relax sul divano cosi' mi guardo quel film/quella partita/quello spettacolo che mi piace tanto"...per poi ritrovarti invece dopo qualche minuto avvolto da un sonno profondo e avvolgente. Ahhh magnifi...
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*** Hai Mai Detto Grazie alle Vacche?

25 febbraio 2019 ore 00:30 segnala


"E le vacche che ti regalano latte, burro e formaggio tutti i giorni.
Hai mai detto grazie alle vacche?!"

E' una scena significativa del film ambientalista "il Pianeta Verde" della regista francese Coline Serreau.
Il film tratta, in maniera ironica, dei problemi del nostro mondo: ritmi frenetici, inquinamento, consumo selvaggio e sprechi, abuso di comando lasciando a chi lo vede una riflessione sulle nevrosi del nostro tempo.
In un pianeta lontano e sconosciuto dai terrestri, chiamato "Pianeta Verde", vivono delle persone , umane come i terrestri, talmente evoluti e avanzati da aver completamente eliminato l'uso degli oggetti in modo da concentrare saggezza , forza ed energia nello sviluppo del corpo e della mente.
Gli abitanti di questo pianeta sono passati attraverso l'era industriale, che nel film viene chiamata "preistoria" , e avendone constatato la decadenza, hanno preferito abbattere gerarchie, industrie, e tutto cio' che rappresentava lo sfruttamento delle risorse
decidendo quindi di vivere senza tale consumismo.




Il loro mondo e' avanti anni luce dal nostro : teletrasporto, telepatia, vite ultracentenarie, diete vegetariane, nessuna guerra, nessun fanatico di religioni, nessun lucro, nessuna prepotenza.
Non usano soldi, ne' auto, ne' casa o cellulari, l'educazione ha un altra forma e i suoi abitanti usano l'arma della "disconnessione" una sorta di telepatia che nel film viene usata per trasformare le persone rendendole libere da preconcetti e pronta al cambiamento.
Ogni anno fanno il giro degli altri pianeti e convocano un'assemblea per decidere chi mandare sulla Terra affinche' controlli
a che punto sia arrivato il processo evolutivo e/o distruttivo del pianeta.
Questo film rispecchia in maniera divertente, profonda e diretta, la mancata connessione fra il progresso tecnologico e lo sviluppo dell'umanita'.
Riuscire a vedere che c'e' sempre qualcosa di piu' ampio e bello al di fuori di quello che noi riteniamo indispensabile senza necessariamente distruggere cio' che ci circonda...e' un buon punto di partenza per ricominciare.
Buona Visione.


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« immagine » "E le vacche che ti regalano latte, burro e formaggio tutti i giorni. Hai mai detto grazie alle vacche?!" E' una scena significativa del film ambientalista "il Pianeta Verde" della regista francese Coline Serreau. Il film tratta, in maniera ironica, dei problemi del nostro mondo: r...
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***La Primordiale delle Emozioni***

21 febbraio 2019 ore 07:45 segnala


Quando la paura ti confonde.
Non mi vergogno nel confessarvi come la paura spesso mi confonde e mi porta fuori strada.
Ha il sopravvento sulla mia logica, sulla mia razionalita' e va a ledere le mie sicurezze.
Chi piu' chi meno..tutti abbiamo le nostre paure.
Ho paura di perdere le persone care
Ho paura di perdere tempo prezioso
Ho paura di non esserci quando serve
Ho paura di non essere pronta
Ho paura del futuro
Ho paura dei ragni
Ho paura dell'esame che dovro' fare domani in ospedale...
Ho paura di soffrire




Spesso si legge che la paura e' un istinto naturale di sopravvivenza.....una reazione...una emozione che proviamo
quando siamo davanti a situazioni di pericolo.
Che sia un pericolo reale o presunto non cambia molto perche'
comunque sia il nostro cervello reagirebbe sempre.
E cosa di puo' fare davanti ad un pericolo?
Lottare...fuggire...o nascondersi?
Possibili soluzioni per diverse situazioni e il nostro istinto
non darebbe mai la stessa scelta.
Cio' che fa paura a me, puo' non farla a te e ognuno di noi
ha il suo modo di reagire.
Sono personali e cambiano a seconda del momento in cui le viviamo.




Mi sto chiedendo...
perche' lottare? Lottare per conquistare cio' che si desidera o per difendere cio' che siamo.
perche' fuggire? Si fugge perche' capisci che avrai perso in partenza o perche' non si e' pronti per mettersi in gioco
perche' nascondersi? Per autodifesa ci rendiamo invisibili e creiamo un distacco da cio' che temiamo.


Facile sentirsi forti e criticare chi non reagisce come faresti tu, ma ognuno convive con le sue di paure e va aiutato e rispettato.




Ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma il trionfo su di essa. L’uomo coraggioso non è quello che non si spaventa, ma colui che conquista quella paura.
Nelson Mandela
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« immagine » Quando la paura ti confonde. Non mi vergogno nel confessarvi come la paura spesso mi confonde e mi porta fuori strada. Ha il sopravvento sulla mia logica, sulla mia razionalita' e va a ledere le mie sicurezze. Chi piu' chi meno..tutti abbiamo le nostre paure. Ho paura di perdere le p...
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21/02/2019 07:45:19
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*** La Coesistenza degli Opposti ***

18 febbraio 2019 ore 02:26 segnala


Avete mai pensato all'importanza del buio per la luce?
Se non ci fosse il buio come potrebbe una luce illuminare...questa riflessione mi porta automaticamente a riflettere sugli opposti in generale.
Ogni cosa ha il suo opposto: il buio e la luce,il caldo e il freddo, dolce l'amaro.il bene ha il male, la gioia la tristezza,
vita e la morte, odio e perdono,
Apparentemente in conflitto ma bensi' necessari uno per l'altro




Se non ci fossero gli opposti quale metro di misura potremmo usare per distinguere , selezionare e riconoscere il valore delle cose?
Sembra crudele pensarlo ma come potremmo apprezzare la pace se nn vi fosse stata prima una guerra oppure
solo vivendo una tristezza puoi riconoscere la gioia.
Ma secondo voi tutte le persone sono in grado
di capire il valore degli opposti?
Secondo me no. Alcuni forse non vogliono capire oppure hanno bisogno di piu' tempo, altri invece esigono di capire
e decidere quello che e' giusto per loro.
Scegliere di essere buona o cattiva, una fata o una strega, una santa o un diavolo e' assolutamente soggettivo e nessuno puo' scegliere per noi.




A mio parere gli opposti vivono in simbiosi dentro di noi
e diffido delle persone che affermano
"io cattiva? Mai" o "Io lussoriosa? Mai" , perche' non ci credo.
Chi piu' chi meno ha il suo lato oscuro opposto nascosto e la storia del Dr.Jekyll e Mr.Hyde e' un bellissimo apologo che ce lo fa capire. Tenere sotto controllo l'Hyde che e' dentro di noi oppure concedergli qualche liberta' e autonomia.Basta scegliere e riconoscere il suo opposto.




Quando si disconosce l'opposto e' di certo un errore e a mio parere
e' come mentire a se stessi.
Basta pensare a quanta gente disconosce la curiosita' per la perversione, la trasgressione e la sessualita' bandendola dai loro principi considerandola immorale. Eppure statisticamente ai primi posti delle ricerche sul web troviamo terminologie legate al sesso.
Tutti buoni, casti e puri?......ma dove?!





Se impariamo ad accogliere tutti i lati del nostro essere, senza giudicarli, allora diventiamo completi e stiamo di sicuri meglio.
Sentirsi liberi dentro...e' impagabile!


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« immagine » Avete mai pensato all'importanza del buio per la luce? Se non ci fosse il buio come potrebbe una luce illuminare...questa riflessione mi porta automaticamente a riflettere sugli opposti in generale. Ogni cosa ha il suo opposto: il buio e la luce,il caldo e il freddo, dolce l'amaro.i...
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18/02/2019 02:26:49
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*** La Coesistenza degli Opposti ***

18 febbraio 2019 ore 02:11 segnala


Avete mai pensato all'importanza del buio per la luce?
Se non ci fosse il buio come potrebbe una luce illuminare...questa riflessione mi porta automaticamente a riflettere sugli opposti in generale.
Ogni cosa ha il suo opposto: il buio e la luce,il caldo e il freddo, dolce l'amaro.il bene ha il male, la gioia la tristezza,
vita e la morte, odio e perdono,
Apparentemente in conflitto ma bensi' necessari uno per l'altro
.




Se non ci fossero gli opposti quale metro di misura potremmo usare per distinguere , selezionare e riconoscere il valore delle cose?
Sembra crudele pensarlo ma come potremmo apprezzare la pace se nn vi fosse stata prima una guerra oppure
solo vivendo una tristezza puoi riconoscere la gioia.
Ma secondo voi tutte le persone sono in grado
di capire il valore degli opposti?
Secondo me no. Alcuni forse non vogliono capire oppure hanno bisogno di piu' tempo, altri invece esigono di capire
e decidere quello che e' giusto per loro.
Scegliere di essere buona o cattiva, una fata o una strega, una santa o un diavolo e' assolutamente soggettivo e nessuno puo' scegliere per noi.




A mio parere gli opposti vivono in simbiosi dentro di noi
e diffido delle persone che affermano
"io cattiva? Mai" o "Io lussoriosa? Mai" , perche' non ci credo.
Chi piu' chi meno ha il suo lato oscuro opposto nascosto e la storia del Dr.Jekyll e Mr.Hyde e' un bellissimo apologo che ce lo fa capire. Tenere sotto controllo l'Hyde che e' dentro di noi oppure concedergli qualche liberta' e autonomia.Basta scegliere e riconoscere il suo opposto.



Quando si disconosce l'opposto e' di certo un errore e a mio parere
e' come mentire a se stessi.
Basta pensare a quanta gente disconosce la curiosita' per la perversione, la trasgressione e la sessualita' bandendola dai loro principi considerandola immorale. Eppure statisticamente ai primi posti delle ricerche sul web troviamo terminologie legate al sesso.
Tutti buoni, casti e puri?......ma dove?!





Se impariamo ad accogliere tutti i lati del nostro essere, senza giudicarli, allora diventiamo completi e stiamo di sicuri meglio.
Sentirsi liberi dentro...e' impagabile!


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« immagine » Avete mai pensato all'importanza del buio per la luce? Se non ci fosse il buio come potrebbe una luce illuminare...questa riflessione mi porta automaticamente a riflettere sugli opposti in generale. Ogni cosa ha il suo opposto: il buio e la luce,il caldo e il freddo, dolce l'amaro.il...
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