*** Ciao come stai? Bene grz e tu? ***

26 luglio 2019 ore 08:20 segnala


E' cosi' che inizia generalmente un discorso, una frase convenzionale usata spesso per rompere il ghiaccio e per capire se l'interlocutore è pronto per affrontare altri discorsi più seri.
In qualche modo similare al “ da dove dgt? anni?” usato nelle community virtuali per approcciarsi agli utenti che non si conoscono… come se la gente non lo vedesse dal profilo! come se al perfetto sconosciuto, importassero i dati anagrafici per poter dialogare!




Mi domando ma la gente davvero vuole sapere come sto? Che stato d’animo ho in quel momento?
Per la maggior parte e’ puramente uno scambio di cortesia, domande e risposte convenzionali e approssimative
che in realta’ non dicono un bel niente.
“Ciao come stai?” Possiamo definirla una domanda stupida?
Beh un po si…certe volte ho notato che chi la pone non da’ neanche all’altro il tempo di rispondere.
Non interessa veramente ascoltarti e lo capisci subito perche’ se per caso la tua risposta non sarebbe il classico "bene grazie e tu?" fosse invece piu' complessa e dettagliata sul come ci si senta veramente, vedresti dall’altra parte reazioni di noia e disinteresse a comprova che non era una domanda motivata dal reale desiderio di sapere come stavi.





Sicuramente poi dipende da chi te lo chiede. Se me lo chiedesse un familiare, amico,collega che guardandomi in faccia capisce che c’e qualcosa che non va, in questo caso la domanda si arricchisce di emozione e la senti vera. Oppure se ti viene fatta da qualcuno/a che non sento e non vedo da tempo, anche in questo caso mi fa molto piacere.
Solo se arrivasse da uno sconosciuto o perlomeno da chi non conosco lo sentirei come un automatismo o atto di cortesia dovuto. Ad alcuni potrebbe dar fastidio questa “sceneggiata” ma in fondo penso che alle persone piaccia sentirselo dire.




"Ciao come stai?" e' una di quelle domande, a cui mai o quasi mai, rispondiamo con la verita'. Perche' rispondere o sentirsi dire "beh sai sono delusa perche' quella persona mi ha ferito" implicherebbe che le persone entrino in contatto con le tue emozioni e sofferenze e quest'ultime sono spesso difficili da comunicare e condividere.
E' molto piu' facile dire "grazie tutto bene"
Il “Bene grazie e tu”, e’ sicuramente una risposta obbligata ed educata che ci esula dal dovere raccontare a chicchessia come stiamo veramente.




Poi in realta', quando va davvero bene? E sopratutto, cos'e' che ci fa dire agli altri e a noi stessi che va bene o che c'e' qualcosa che non va? Lo star bene e' quindi un concetto molto soggettivo. Per alcune persone vuol dire stare bene di salute, per altre avere una vita "normale".
Stavo appunto riflettendo che e' abbastanza facile cogliere i segnali dello star male fisico, dei malesseri, dei dolori, della stanchezza. Ma quando e' difficile cogliere invece i segnali dello star bene? Quando stiamo bene neanche ce ne rendiamo conto.




Lo star bene..dovremmo invece essere capaci di capirlo, di riconoscerlo e sorridendo dire "...io bene grazie e tu?"
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*** Biochimica Compatibile ***

08 luglio 2019 ore 11:31 segnala


La prima cosa che mi e' venuta in mente guardando questa immagine e' stata la "biochimica compatibile" e tutti quei discorsi annessi
come la complicita' e l'empatia.
Quando siamo attratti da qualcuno ci sentiamo colti da una condizione di esaltazione momentanea e passeggera come se fosse una sorta di innamoramento e il nostro cervello ha delle reazioni chimiche similari all'ebrezza. L'oggetto del nostro interesse diviene una sorta di droga che necessitiamo continuamente
perche' non ci basta mai e perche' ci fa star bene.
Poi inevitabilmente, tutto ritorna normale.




Per coloro che hanno bisogno di vivere continue emozioni il "normale" e' quello di cercare in altri soggetti quello stimolo capace di innescare nuovamente quel meccanismo di benessere.
Oppure ci sono invece coloro che trasformano questa sorta di innamoramento momentaneo in qualcosa di piu complesso e appangante ed e' qui che puo' nascere la vera empatia.




Ma quanto e' bello quando proviamo empatia e complicita'!
E' una sottile ed invisibile linea di energia che unisce le menti, capire i reciprochi sentimenti senza troppi sforzi,
basta un semplice sguardo per capire l'altro.
La mia visione di empatia e complicita' non si limita alla coppia marito moglie, uomo donna, ma bensi' ad un gruppo di amici, in una squadra sportiva, un team di lavoro, tra genitori e figli.




Ma secondo voi questo si puo' provare solo conoscendo perfettamente l'altra persona o le altre persone?
Non necessariamente direi se penso ad un buon venditore, quindi gran oratore, lui intuisce quello che l'altra persona pensa ma non si preoccupa effettivamente di quello che prova e cio', a mio parere, e' una empatia per meta' (caratteristica che ho notato in narcisisti e manipolatori)
Quando invece l'uno intuisce e comprende quel che l'altro sente, quello che l'altro vorrebbe, intuisce quello che l'altro pensa, spera o teme ...e' pura magia ed e' la vera Empatia!
Bastano appena uno sguardo, una frazione di secondo, un gesto insignificante, un silenzio, un certo modo di stare in silenzio e per gli empatici e' tutto chiaro in un secondo.




Essere empatici non e’ una cosa che si paga per averla, ne’ che si costruisce, ne’ quantomeno si possa copiare ma e’ una caratteristica innata , una dote, un optional che l’essere umano puo’ avere nel suo carattere.
Quello che invece si puo’ costruire e’ la complicita’, vi ricordate da bambini quando il tuo amico del cuore ti svela un segreto che non si poteva rivelare ai grandi, era divertente condividerlo come fosse una parola magica, sconosciuta a tutti, che apriva una stanza del tesoro.
Era emozionante e ti sentivi grande!
Stessa cosa tra un uomo e una donna, tra i quali scorre complicita’, nei loro sguardi trovi una strana luce, segretamente radiosa, che senza dirsi una parola riescono lo stesso a dialogare. “noi lo sappiamo e loro no” e piu’ si custodisce il segreto e piu’ la complicita’ prende spessore.
Il sorriso e’ costante,
lo star bene e’ appagante,
la malizia e’ il carburante giusto,
insomma…..questo e’ quello che ho visto nell'immagine di copertina.



A.A.A. cercasi complice generoso per momenti di assoluta ilarita’ e non solo!


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« immagine » La prima cosa che mi e' venuta in mente guardando questa immagine e' stata la "biochimica compatibile" e tutti quei discorsi annessi come la complicita' e l'empatia. Quando siamo attratti da qualcuno ci sentiamo colti da una condizione di esaltazione momentanea e passeggera come se ...
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*** Brodo di Giuggiole ***

01 luglio 2019 ore 07:06 segnala


Tranquilli non e' un post di cucina
dove puoi trovare la ricetta di qualche squisita specialita'
ma e' una delle espressione che esprime uno stato d'animo in cui la felicita' e' amplificata, dove gongoli dalla gioia, dove sei fuori di te dalla contentezza.

In realta' non esiste un vero brodo di giuggiole che per altro sono dei frutti del Giuggiolo usati in medicina e in cucina per marmellate e decotti ma bensi' un modo di dire, che usiamo spesso, quando siamo al settimo cielo (strafelici).

Se mi chiedo e ti chiedi quando e' stata l'ultima volta che ti sei sentito in brodo di giuggiole? ...Ammettiamolo facciamo fatica a ricordarlo!




A volte ci dimentichiamo di essere felici perche' ci lamentiamo sempre del tempo, del lavoro, degli impegni, degli amici, del cibo insomma....ogni occasione e' sempre quella giusta per lamentarci.
Invece non avete idea di quanto sia semplice guardare la luce piuttosto che continuare a guardare l'ombra, di quanto sia bello ogni mattina dire "bene anche oggi ci sono" piuttosto che lamentarsi per quale vestito mettersi.
E' come se fossimo scaramantici e ammettere di essere felici ci fa sentire in colpa, ci fa paura...e quindi ci lamentiamo.





"Essere in brodo di giuggiole"
e' l'estasi del piacere
e' l'esagerazione dell'essere felici.
Di solito sono contraria ad ogni genere di esagerazione perche' mentalmente tendo ad equilibrare ogni cosa e spesso quando si esagera il risultato che si ottiene non e' di certo migliorativo ma bensi' negativo. Se penso al bere un bicchiere di vino in compagnia ottengo piacere...se esagero tutto e' controproducente.
Ma se parliamo della felicita' e' una cosa diversa, esagerare non puo' che farci star bene e non crediate che ci voglia chissa' che prezioso ingrediente....ma solo "l'apprezzare le piccole cose" e farlo mi cambia lo stato d'animo.




Sicuramente questo punto di vista e' soggettivo, ma te che leggi cosa ti serve per essere felice?
(a parte il denaro, la salute, l'amore) ingredienti di base necessari.




(PS...basta anche solo "un buongiorno" dato di cuore da chi adori

che ti senti gia' in brodo di giuggiole!)
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« immagine » Tranquilli non e' un post di cucina dove puoi trovare la ricetta di qualche squisita specialita' ma e' una delle espressione che esprime uno stato d'animo in cui la felicita' e' amplificata, dove gongoli dalla gioia, dove sei fuori di te dalla contentezza. In realta' non esiste un...
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*** Les Jeux Sont Faits ***

26 giugno 2019 ore 07:45 segnala


...Rien ne va Plus!
Espressione francese famosa nei giochi d'azzardo che indica
"nulla e' piu' valido, i giochi ormai sono fatti"
Ma ora qui non c'e'...nessun tavolo verde, ne' slot machines ne' quantomeno roulette.....ma solo un croupier speciale che lancia in aria la moneta della nostra vita.
Molta gente tende a non prendere le proprie responsabilita' e affida le proprie scelte a qualcun'altro oppure lascia al destino e alla casualita' la decisione di cosa fare.




Scegli testa o croce?
Vincere o perdere?
Quando la moneta e' in aria tu speri che esca cio' che avevi scelto ma...quando la moneta tocca terra c'e' solo una faccia della medaglia visibile ed e' quella che predomina...lasciando l'altra faccia offuscata.
Eterna competizione....
Bianco/Nero
Amore/Odio
Vincere/Perdere
Caos/Ordine




Ma davvero lascieresti al destino o alla casualita' la scelta di cosa fare?
Ogni volta che ci accade qualcosa di positivo o negativo, ogni volta che ripensiamo alle scelte fatte, ogni volta che incontriamo una persona che non vediamo da anni o ne incontriamo una nuova che ci sconvolge la vita (per poi rivelarsi una grossa delusione) ci poniamo la stessa domanda:
"Caso o destino?"
Due termini similari ma che in fondo sono le due facce
di quella famosa moneta.




Ma anziche' lanciare la moneta nella speranza di qualcosa di buono o di chissa' quale fortuna, noi provassimo a pensare positivo riuscendo a vedere, le facce della medaglia, entrambe vincenti?
Non sarebbe proprio male! E se penso al banalissimo luogo comune che
"l'ottimista vede il bicchiere mezzo pieno, il pessimista lo vede mezzo vuoto, ma tutte e due hanno l'identica quantita' di acqua nel bicchiere"
E' un concetto che ogni giorno mi ricorda che la fortuna e' solo una questione di prospettiva. Cambiando l'angolatura da cui si osserva e' probabile che chi aveva ragione abbia torto e chi aveva torto abbia ragione.




E' una questione di atteggiamento, di modi di essere, di approccio alla vita, in definitiva di scelte e io tendenzialmente preferisco stare bene invece che stare male. Ma per poter fare questa scelta devo sapere che c'e' la possibilita', devo sapere come funzionano le cose e la mia infinita curiosita' mi aiuta molto.

Per questo non potrei mai cedere le mie scelte alla sorte e quindi mio caro croupier......io passo la mano!
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« immagine » ...Rien ne va Plus! Espressione francese famosa nei giochi d'azzardo che indica "nulla e' piu' valido, i giochi ormai sono fatti" Ma ora qui non c'e'...nessun tavolo verde, ne' slot machines ne' quantomeno roulette.....ma solo un croupier speciale che lancia in aria la moneta della ...
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*** Il Kobra non e'..***

24 giugno 2019 ore 07:09 segnala


"il Kobraaaaaaa non éèèè un serpenteeeee
ma un pensieroooo frequenteeee che diventaaaa indecenteeee..."


Nel 1980 la cantante Donatella Rettore con il suo brano "Kobra" scandalizzo' molti per il testo ricco di doppi sensi a sfondo sessuale. La stessa spiego', in una intervista che vidi qualche anno fa, che aveva scritto questa canzone come risposta a un suo amico che diceva sempre " Ma dove volete andare voi donne? Noi uomini c'abbiamo il cobra!"




Tranquilli non voglio parlavi del cobra (rettile) e neanche di femminismo (come protesta) ma bensi' del "pensiero frequente che diventa indecente" e come i doppi sensi mi mettono allegria e mi divertono.




Ma quanto e' bello avere pensieri frequenti
verso qualcosa o qualcuno che ti piace!
Ti piace andare a ballare e pensi .... "che voglia di scatenarmi ancora! "
Ti piace una persona che hai appena conosciuto
e ti intriga all'inverosimile, e pensi ...
"caxxo che bello, non vedo l'ora di rivederlo/a
e di sentire di nuovo la sua voce"
L'importante pero' e' non farlo diventare ossessivo come quei pensieri che non ti lasciano in pace, anche se ti sforzi di non pensarci, questi continuano a tornare.




La mia visione di pensiero frequente e' assolutamente positiva, e' quel carburante che ti fa correre ancora piu' veloce, che riempie gli unici spazi vuoti che sono rimasti, che riesce a rendere migliore i momenti stressanti che quotidianamente si impadroniscono
della nostra vita ricca di doveri e impegni.
Insomma una sorta di bolla magica dove il desiderio di star bene
trova il suo spazio.




E diventa ancora piu' emozionante quando da "frequente" diventa "indecente" e per riuscire in questa magica trasformazione devi metterci altri ingredienti: malizia, doppi sensi, immaginazione e desiderio.


Riassumendo pensiero frequente.... pensiero indecente....."quando vedo te!"
Ah ecco mi pareva ...ora si che ci capiamo : il guardarti/leggerti/sentirti sono la miccia che fa innescare ed esplodere i miei desideri.. i miei pensieri indecenti.




Confessate cari blogger, quanti di voi si ritengono dannati e viziosi di pensieri indecenti?


Io non mi vergogno e lo ammetto di essere tra quelle persone che vedono e mettono malizia dove vogliono, che giocano con i doppi sensi, che la sensualita' e' una componente integrata nel mio modo di essere, tutto questo senza fare la minima fatica in quanto mi esce spontaneo essere cosi'.



Insomma caro il mio aspirante Kobra alias Kobretto attento che
...quando vedoooo teeee
...quando vedoooo teeee
dichiaro aperte le danze!


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« immagine » "il Kobraaaaaaa non éèèè un serpenteeeee ma un pensieroooo frequenteeee che diventaaaa indecenteeee..." Nel 1980 la cantante Donatella Rettore con il suo brano "Kobra" scandalizzo' molti per il testo ricco di doppi sensi a sfondo sessuale. La stessa spiego', in una intervista che v...
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*** " Verso l'infinito e oltre..." ***

21 giugno 2019 ore 07:45 segnala


Chi conosce questa frase sa benissimo che non si tratta di una citazione famosa di qualche scrittore o poeta importante ma bensi' cio' che il giocattolo Buzz Lightear dice nel film Toy Story, film d'animazione per ragazzi, realizzato dalla Pixar nel 1995.
Per chi non lo avesse visto riassumo brevemente: Woody (doppiato da Tom Hanks) e' un pupazzo sceriffo, il preferito del piccolo Andy, che lo porta con se dovunque e passa con lui tutto il suo tempo libero.Quello che Andy non sa che quando lui e' assente, i suoi giocattoli prendono vita con personalita' propria e sentimenti. La situazione pero' cambia con l'arrivo di un nuovo giocattolo, Buzz Lightear che diventa il giocattolo preferito del bambino Andy, trascurando cosi' il pupazzo sceriffo. Situazione iniziale di "nemici amici" che, grazie all'affetto comune per il bimbo,
riuscira' a renderli alla fine inseparabili.




"Toy Story" come "L'Attimo Fuggente" o "Forest Gump" o tanti altri ci regalano a volte delle perle di saggezza e spunto di riflessione.
Quanto volte ci spingiamo oltre i confini di cio' che conosciamo? Per provare l'emozione, l'avventura e quel pizzico di timore che ci regala l'ignoto?
Non saprei...mai contate! Anche perche' non sempre c'e' la spinta giusta che ci porta a decollare verso cio' che ci sembra irraggiungibile.




L'infinito con la sua immensita' puo' suscitare emozioni diverse a secondo del nostra personalita', del nostro stato d'animo,
dalla forza e conoscenza dei nostri limiti.
E' difficile immaginare l'infinito perche' siamo abituati a vedere tutto con un inizio e una fine e tutto cio' che si ripete sempre, a volte, puo' renderci tristi e malinconici, a seconda della situazione.
E' difficile anche spiegarne il significato perche' si parla di qualcosa che non ha limite in estensione, in quantita', in durata.




Alzare il livello della nostra curiosita' o dei nostri desideri per puntare verso "l'infinito" e' una cosa buona o cattiva?
Sicuramente se pensiamo all'infinito relativamente a qualcosa di bello, come puo' esserlo un amore, vorremmo davvero non finisse mai, al contrario per coloro invece che vivono delle difficolta' pensare che sia tutto infinito porterebbe solo angoscia.




"Verso l'infinito e oltreee"
Ma quanto e' bello e motivante quel "oltre" alla fine della citazione.
Mi incuriosisce, mi invita ad esagerare, mi spinge ad andare avanti perche' c'e' sempre da fare e da scoprire!
...e ognuno puo' scegliere la "sua destinazione"!



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« immagine » Chi conosce questa frase sa benissimo che non si tratta di una citazione famosa di qualche scrittore o poeta importante ma bensi' cio' che il giocattolo Buzz Lightear dice nel film Toy Story, film d'animazione per ragazzi, realizzato dalla Pixar nel 1995. Per chi non lo avesse visto ...
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***Miiiiii....***

17 giugno 2019 ore 09:44 segnala


Se vi capita di andare in Sicilia sentirete spesso la parola "M*****a" che nella sua forma abbreviata sarebbe "Miiiii....."
In italiano e' una brutta parola, ma in dialetto ha un significato.
Letteralmente rappresenta l'organo sessuale maschile ma nella lingua siciliana assume diversi significati che, essendo usata cosi' frequentemente, pare una virgola.
"Mi....a che buonoooo!"
"Dove mi....a ho messo il cellulare?"
"Mii....a che ti farei!"




Usato nelle espressioni di stupore, apprezzamento, gioia, irritazione, fastidio, paura, disprezzo, meraviglia....
il "mii....a" ci sta proprio bene con tutto.
E' un intercalare spontaneo e versatile spesso accompagnato dal linguaggio gestuale tipico del folklore meridionale.
Mi sono stupita nel leggere che l'origine di questo termine e' invece napoletana ma utilizzata dalla gran parte delle regioni meridionali.




Nel tempo ha assunto anche parole derivate quale
"mi.....ne" per indicare un tipi stupido e goffo
"mi......te" per indicare un'azione avventata o qualcosa di poco valore
(Espressione usata anche da me che non sono siciliana)




Sorrido nel scrivere questo post perche' e' come se fosse l'antagonista al classico blog ricco di poesia e romanticismo.
Sorrido anche nel ricordare il ritornello di una canzone di Faletti " Mi....a signor Tenente", una canzone dei Club Dogo " Mi....a Boh", espressione usata da comico Albanese quando interpreta Cetto Laqualunque "Na beata mi....a"




e per finire Aldo (del trio Aldo Giovanni e Giacomo) quando recita la parte del "Sonooo il Conteeee Draculaaaa Mi....aaaa"




Insomma cari utenti dopo aver letto questo "stupido post"
che MI....A ne pensate?

*** La Bellezza Nascosta ***

11 giugno 2019 ore 08:22 segnala


Guarda che bello!
Un panorama mozzafiato, una modella che sfila,
un paio di scarpe in vetrina!
Oggi sembra che l’unico concetto di bellezza considerato sia quello esteriore e ci entusiasmiamo nel vedere la perfezione in ogni sua manifestazione.
Eppure e' risaputo che quello che una persona trova bello, per altri puo' essere anonimo e non piacere.
A me personalmente invece attira di piu' l'imperfezione perche' rende cio' che vedo unico e se la bellezza e' nascosta e celata fa aumentare in me l'emozione proprio perche' non te l'aspetti.




Dicono che "la bellezza è negli occhi di chi guarda"
e questo e' proprio vero!
Tu puoi considerare bello un quadro di un pittore surrealista
che per me invece non lo e'.
Tu puoi considerare bello un ragno perche' sei un appassionato,
ma che a me invece fa ribrezzo.
Tu puoi considerare bella una donna o un uomo perche' veste bene,
cosa che invece per me non e' fondamentale perche' guardo oltre.




Quante volte sei rimasto colpito da una persona che pur non avendo nulla di particolarmente bello ha saputo catturare la tua attenzione?
A me e' capitato piu volte perche' c'e' qualcosa che va oltre l' aspetto fisico, ad esempio la sua gestualita', il suo modo di parlare, di guardare, lo stare insieme e non annoiarsi mai, la sua intelligenza.
Tutto cio' ti fa dire: che bello!



Tutti cercano di essere belli all’esterno, con ogni genere di trucco, ogni genere di cose per rendere la loro apparenza più bella, un'apparenza fatta di inganni..un luccichio decisamente falso perche' non spontaneo.




Invece la bellezza nascosta e' tutta da scoprire e il fatto che non tutti la vedono la rende ancora di piu' unica ed emozionante. Questo puo' valere sia quando scopri una insenatura nascosta dalla vegetazione oppure semplicemente quando scopri quella bellezza interiore dell'anima che una persona, apparentemente non bella, possa possedere.


Tutto cio' fa riflettere
Apparenza vs Sostanza?
Contenitore vs contenuto?
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« immagine » Guarda che bello! Un panorama mozzafiato, una modella che sfila, un paio di scarpe in vetrina! Oggi sembra che l’unico concetto di bellezza considerato sia quello esteriore e ci entusiasmiamo nel vedere la perfezione in ogni sua manifestazione. Eppure e' risaputo che quello che una ...
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11/06/2019 08:22:25
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*** effetto gregge ***

06 giugno 2019 ore 08:26 segnala


Quando il nostro comportamento imita la maggioranza e si fa trascinare dalla folla perdendo l'autonomia ci viene dato l'appellativo di "pecoroni".
A nessuno piacerebbe essere paragonato o trattato da pecora poiche' per antonomasia e' un animale che non è certamente sinonimo né di intelligenza nè di personalita' , considerato
animale sciocco e incapaci di pensiero proprio.
Pero' e' vero che a volte, piu' che essere confusi, si e' indecisi su cosa fare o su dove andare e per avere suggerimenti e consigli si tende a guardare o seguire coloro che ci sembrano piu' convincenti.




Se passeggiando per la citta' ti trovassi davanti a due gelaterie, a pochi metri di distanza una dall'altra.
Una e' vuota e l'altra invece ha una lunga coda di persone alla porta.
Hai voglia di gelato ma non conoscendo le gelaterie
non sai quale delle due fa il gelato migliore.
Quale sceglieresti?
La maggior parte delle persone scegliera' la gelateria con la coda all'entrata!
"Se c'e' tanta gente sicuramente il gelato sara' piu buono"
"Ho visto da internet che quella con piu' gente ha piu' feedback"
Anziche' provare a prendere il gelato nell'altro locale che potrebbe essere altrettando buono o addirittura migliore, ci affidiamo alle scelte di massa.




Quando le persone non hanno abbastanza conoscenze per fare una scelta preferiscono imitare quello che fanno gli altri.
Insomma tutti come pecore, se non abbiamo una direzione precisa, tendiamo a incamminarci dietro a chi ci precede.
Ci copiamo nel vestire, nei modi di parlare, negli atteggiamenti e nei modi di pensare. D'altra parte viviamo anche noi in "gregge". La cosa importante pero' e' comunque, nonostante queste influenze, rimanere se stessi cercando di assimilare e modificare, a nostro piacimento, tutto cio' che recepiamo.




Anche in ambito politico e religioso troviamo dei leader carismatici e particolarmente affascinanti che alimentano l'effetto gregge e noi tutti pecorelle smarrite seguiamo la folla.


Pecore o essere umani? ...non siamo poi cosi' diversi!


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« immagine » Quando il nostro comportamento imita la maggioranza e si fa trascinare dalla folla perdendo l'autonomia ci viene dato l'appellativo di "pecoroni". A nessuno piacerebbe essere paragonato o trattato da pecora poiche' per antonomasia e' un animale che non è certamente sinonimo né di int...
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***...e adesso? ***

01 giugno 2019 ore 08:26 segnala


Quante volte lo abbiamo detto e lo diremo?
E' la domanda che spesso ci facciamo quando ci troviamo davanti ad una scelta da fare oppure quando raggiungiamo un obiettivo prefissato e ci chiediamo cosa accadra'.
e adesso ...cosa succedera'?
e adesso...cosa faro'?




Farsi domande e' un atteggiamento creativo che comprende curiosita',capacita' organizzativa e un pensiero indipendente e domandarsi "...e adesso?" non solo ci aiuta ad affrontare tutte le situazioni che ci possono capitare ma ci aiuta anche a conoscere noi stessi.
Non e' un segno di incertezza, come possono pensare alcuni, ma solo la consapevolezza di cio' che il futuro, con le sue probabili varianti, potrebbe avere in serbo per noi.
La maggior parte di coloro che invece non si pongono domande finisco per subire gli eventi vivendo il piu' delle volte nel caos e nell'incertezza.




Dicevo prima che e' un pensiero indipendente perche' ogniqualvolta ci poniamo la domanda "e adesso?" abbiamo la capacita' di affrontare la realta' da piu' prospettive e quindi di scegliere soluzioni alternative.
Sicuramente non tutte le scelte sono cosi' semplici da prendere, dalla piu' banale alla piu' importante, perche' implicano sempre uno stato di cambiamento e questo potrebbe spaventarci.
Se penso alle scelte, penso anche alle conseguenze e vi confesso che, per esperienza personale, non bisognerebbe mai fare scelte affrettate. Far combaciare sempre un pensiero razionale al pensiero intuitivo a mio parere trova il giusto equilibrio nella visione globale delle cose.


...e adesso?


Vi ringrazio di aver letto il mio post e vi auguro buona giornata!


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« immagine » Quante volte lo abbiamo detto e lo diremo? E' la domanda che spesso ci facciamo quando ci troviamo davanti ad una scelta da fare oppure quando raggiungiamo un obiettivo prefissato e ci chiediamo cosa accadra'. e adesso ...cosa succedera'? e adesso...cosa faro'? « immagine » Farsi...
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