*** Io Sono la Tempesta ***

23 gennaio 2019 ore 01:09 segnala


Un giorno il diavolo sussurro'
all'orecchio della donna
"Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta....."
Le rispose la donna.....
"Tu non hai capito.....Io sono la Tempesta"


Sicuramente la maggior parte di voi avra' gia' letto questa citazione che da diversi anni gira per bacheche e sul il web e sorridendo penso...
in effetti mai sottovalutare le donne!
Non voglio parlare di come le donne siano state sempre considerate sesso debole e come invece oggi abbiano ribaltato la situazione e considerate sesso forte, ma parlerei invece di come le donne siano capaci di sopravvivere alle avversita' che incontrano.




C'e' chi la chiama "resilienza" termine attuale ormai di moda che identifica appunto la capacita' di un corpo di resistere ad un urto senza rompersi (definizione secondo le regole della fisica).
La donna, nonostante si sia evoluta faticosamente nel tempo per ottenere il suo giusto spazio, e' ancora vista dagli uomini come persona debole e insicura, bisognosa di protezione e vulnerabile ed e' un vero peccato perche' io credo che sia una grave debolezza sottovalutare gli altri.




Mi e' successo in passato di rimanere delusa di alcune persone care /amici/parenti che pensavo fossero sincere e in cui avevo riposto fiducia e amore.....facendo l'errore appunto di sottovalutarli.
Credo che ognuno di voi ci sia passato in situazioni simili e spero tanto che abbiate fatto tesoro di cio' che l'errore insegna ....che ti possono invece aiutare a crescere rinforzando il carattere.




... accidenti quanto sono noiosa quando faccio la filosofa....ehehe
Consiglio per gli internauti di questa piattaforma......non mi sussurate mai all'orecchio che non sono abbastanza forte da affrontare la tempesta.....perche' vi risponderei....Tu non hai capito, io sono DodiciLaTempesta!


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« immagine » Un giorno il diavolo sussurro' all'orecchio della donna "Tu non sei abbastanza forte da affrontare la tempesta....." Le rispose la donna..... "Tu non hai capito.....Io sono la Tempesta" Sicuramente la maggior parte di voi avra' gia' letto questa citazione che da diversi anni gira p...
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*** Fame di Carezze ***

21 gennaio 2019 ore 00:28 segnala


Trovato questa foto sul web con
sotto questa didascalia "Le emozioni sono...il regalo piu bello!"
La guardo...e la riguardo e sto attenta al minimo dettaglio.
Il pizzo bianco del vestito di lei....la luce riflessa sulla pelle della sua schiena che lascia punti in ombra..e il pollice della mano di lui che la sfiora.




Bello che abbia usato il pollice per sfiorarla... e' il dito piu' importante della mano senza il quale non riusciremmo a fare molto, dal semplice allacciarsi le scarpe e vestirsi a qualsiasi altra azione quotidiana
che un essere umano farebbe
.




Riguardo l'immagine e penso che la carezza e' sempre un risveglio dei sensi sia per chi la fa che per chi la riceve e
rientra nei preliminari essenziali per fare l'amore.
Per le carezze in genere usiamo le altre dita che sfiorano una parte del corpo trasmettendo stimoli ed emozioni ma farlo con il pollice da' un senso maggiore alla carezza.
Segno di autorita' e padronanza quasi fosse una marcatura di territorio.
Alla domanda che cos'e' una carezza?
...si potrebbe benissimo rispondere
"e' l'amore che passa tra le dita"




Il nostro bisogno di carezze e' infinito e
spesso dimentichiamo la loro importanza.
Che siano carezze tenere, affettuose, amichevoli, sensuali ed erotiche
..basta che siano carezze e che trasmettino il calore dell'amore all'altro.




E' sicuramente un gesto intimo che se fatto su un territorio sensibile come la schiena, una delle zone erogene piu conosciute, puo' far eccitare e far partire la ricerca del piacere,
.....e che le danze abbiano inizio quindi.


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« immagine » Trovato questa foto sul web con sotto questa didascalia "Le emozioni sono...il regalo piu bello!" La guardo...e la riguardo e sto attenta al minimo dettaglio. Il pizzo bianco del vestito di lei....la luce riflessa sulla pelle della sua schiena che lascia punti in ombra..e il pollice...
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*** Mondo dei Bla Bla Bla ***

20 gennaio 2019 ore 01:15 segnala


C’è chi commenta tutto. E chi critica tutto. C’è chi si lamenta di tutto e chi mette mi piace a tutto. Tutto. O niente. Meglio tutto. Meglio di niente.

Ma vi ricordate invece quando la nonna ci insegnava a contare fino a 10 prima di parlare? e che non si parlava prima che il nostro interlocutore avesse finito?
Parliamo solo di 50 anni fa .. ma come se fossero 500 anni fa.
Oggi siamo nel mondo dei Bla Bla Bla, dove tutti hanno urgenza di parlare, di dire qualcosa per forza "tanto per dire",
spesso si parla a vanvera e le parole si perdono.
E' risaputo che il parlare di continuo e' un modo per attirare l'attenzione e solitamente non c'e' una vera conversazione perche' queste persone, dette "logorroiche", quando le incontriamo iniziano il loro monologo e a noi rimane solo che ascoltarLe.




E' sempre stato detto che la parola e' potere: parla per persuadere, per convertire o per costringere. Vogliamo davvero dare questo potere ai cosidetti " vanverieri"?
Sono persone che parlano senza senso, senza logica,
senza criterio e senza pensare prima.




Mi domando: meglio tacere quando non si ha nulla da dire? oppure meglio dire le cose senza pensarci troppo su anche se magari non sono attinenti?
Direi meglio entrambi a seconda del carattere della persona.
C'e' colui che si vergogna e ha paura del giudizio altrui e si blocca nel parlare davanti alla gente...e c'e' colui invece che se ne frega del giudizio altrui, arrogante e saccente che parla parla parla peccando di onnipotenza.




I nostri pensieri diventano le nostre parole..
...che poi diventano le nostre azioni.
Quando le parole non sono accompagnate dai fatti non contano molto, non servono e non valgono.
Nel mondo dei Bla Bla Bla ci sono anche quelli che amano "sparlare" male degli altri...che dire di loro....ho sempre pensato che siano persone represse, insoddisfatte e gelose a cui non dedico molto tempo.








Non c'entra nulla con il tema del post....ma mi sono ricordata di questo pezzo dance elettronico della fine degli anni 90 dal titolo appunto Bla Bla Bla....e lo condivido con voi che state leggendo.(sorrido, il piede si muove a ritmo, la testa oscilla a ritmo e quasi quasi---sculetto sulla sedia)

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« immagine » C’è chi commenta tutto. E chi critica tutto. C’è chi si lamenta di tutto e chi mette mi piace a tutto. Tutto. O niente. Meglio tutto. Meglio di niente. Ma vi ricordate invece quando la nonna ci insegnava a contare fino a 10 prima di parlare? e che non si parlava prima che il nostro ...
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***La Rivoluzione dei Pantofolai ***

16 gennaio 2019 ore 15:00 segnala


Ehi tu....dico propio a te
che il fine settimana scegli di rilassarti stando in casa, in biancheria intima o tuta comoda, bevendo del vino o liquore preferito o una tazza di cio' che ti piace,fino ad ubriacarti senza nessuna voglia di uscire,
lasciandoti cadere sul divano.
Da oggi in poi non ti devi piu vergognare! Stai solo seguendo una nuova filosofia di vita...il "Kalsarïkannit"
Arriva dalla Finlandia e consiste appunto nel dedicarsi del tempo da soli in casa, indossando indumenti comodi per godersi un momento di relax, facendo qualcosa che ci piace (guardare una serie tv, un film, leggere un libro, sorseggiare una bevanda preferita)
Non avere voglia di uscire quindi non e' poi cosi' strano se le persone preferiscono rilassarsi, dopo giornate intense e stressanti, tra le mure domestiche piuttosto che trascorrere serate in locali chiassosi e affollati.
Sembra una sorta di "rintanamento" che se fuori fa freddo ed e' inverno ci sta, ma se penso alle serate estive di calura credo invece che la voglia di uscire di casa sia piu' naturale.




Come penso che sia normale il desiderio di "Kalsarïkannit" solo se trascorri una settimana lavorativa intensa e stressante ma se invece sei una persona che generalmente vivi in solitudine e conduci una vita tranquilla il desiderio di come trascorrere il fine settimana sia decisamente diverso all'insegna della compagnia e locali affollati.
Siamo cresciuti convinti che l'idea "giusta" di serata fosse la discoteca, il pub, prepararsi accuratamente per uscire (gel sui capelli o trucco appariscente) sommersi dal rumore, dalle luci e dalla folla.
Sara' una idea antica che non si colloca esattamente
nell'attuale nostra vita quodidiana?
Forse Si....Forse No...
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« immagine » Ehi tu....dico propio a te che il fine settimana scegli di rilassarti stando in casa, in biancheria intima o tuta comoda, bevendo del vino o liquore preferito o una tazza di cio' che ti piace,fino ad ubriacarti senza nessuna voglia di uscire, lasciandoti cadere sul divano. Da oggi ...
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*** Urla che ti Passa! ***

15 gennaio 2019 ore 00:36 segnala


Avete mai avuto la necessita' o la voglia di urlare?
Direi che grazie alla nostra vita frenetica quotidiana che conduciamo,
le occasioni per urlare non ci mancano di certo.
Sin da piccoli ci e' stato insegnato che e' cattivo e sbagliato esprimere collera e dire le parolacce, ma devo ammettere che c'e' una bella differenza da quando ci arrabbiamo senza imprecare a quando invece rafforziamo il tutto con delle imprecazioni e con quest'ultima
la sensazione e' di completo libero sfogo.




In macchina uno ti taglia la strada non rispettando la precedenza......
e tu che fai? Urli "coglione...come cazzo guidi!
Arrivi di corsa in stazione e il tuo treno e' appena partito.....
e tu che fai? Urli..."porca puttana..che sfiga"
Sei in coda alla cassa del supermercato e trovi sempre il furbino di turno che cerca di scavalcare la fila...
e tu che fai? Urli..." Rispetti la coda...maleducato!"




Ma urlare fa poi cosi' bene come dicono?
Secondo studi e ricerche in merito e' dimostrato che l'urlo allevia il dolore, dar sfogo alla rabbia ci libera dallo stress che ci soffoca e farlo pronunciando delle imprecazioni (parolacce) e' un efficace rilascio emotico liberatorio.
La rabbia pero' ha il merito di spingere e dare una marcia in piu a noi stessi quando vogliamo qualcosa: e' una delle emozioni innate che abbiamo come la paura, la gioia, la tristezza e senza emozioni saremmo macchine.




Ok allora ..se urliamo e usiamo la rabbia in maniera costruttiva e sporadica ..va bene....ma se urliamo di continuo e addirittura contro qualcuno? Direi che farebbe l'effetto contrario aumentando lo stress e l'ansia.


Non accumulare silenzi....Ogni tanto, gridaaa!!!


Quindi direi di usare "l'urlo" in modo liberatorio e tale da far uscire tutto quello che teniamo dentro...anche se potremmo sembrare matti!


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« immagine » Avete mai avuto la necessita' o la voglia di urlare? Direi che grazie alla nostra vita frenetica quotidiana che conduciamo, le occasioni per urlare non ci mancano di certo. Sin da piccoli ci e' stato insegnato che e' cattivo e sbagliato esprimere collera e dire le parolacce, ma dev...
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*** Non ci sono piu' le forchette di una volta ***

13 gennaio 2019 ore 15:14 segnala


Quante volte avete visto una forchetta così nei cassetti dei vostri nonni ? Ma vi siete mai chiesti il perché era così ?

Questa e' una storia di vita che ho appena letto sul web e che penso meriti la condivisione.


Questa forchetta racconta una delle storie più belle del nostro paese dove ci fa capire che siamo gente vera e che i nostri nonni hanno sofferto, eppure tanto.

Oggi parlare di cibo fa tendenza. Ci si sente figo solo perché si gira nei ristoranti e pensa di saper mangiare. Io a volte non so più cosa pensare .

Ma poi c’è chi parla di cucina a spreco zero o di recupero. Vi siete mai chiesti perché siamo arrivati a questo livello consumismo?

In questo post ci saranno un po’ di risposte ma sopratutto capirete perché non c’era tanto spreco e perché il cibo per i contadini era cultura di vita .

Qui c’è la storia della mia famiglia .

Molti di voi non capiranno mai il significato di questa forchetta ma chi come mio padre e i miei nonni sono cresciuti nei campi e hanno vissuto la fame sa riconoscere che valore aggiunto aveva questa forchetta .

Mio padre mi raccontava che quando era ragazzo non esistevano i piatti per tutti i commensali. Il piatto era uno solo, grande e centrale. La fame era tanta, dopo una giornata di lavoro e dovevi essere veloce nel mangiare altrimenti rimanevi anche a pancia vuota perché allora non esisteva altro che quello e non si andava in pizzeria per il dopocena: l’unico mezzo per assicurarti la cena era avere la forchetta a denti larghi che ti permetteva di afferrare più cibo possibile.

Oggi rivedendola ho pensato a mio padre e a quanto oggi siamo ricchi. E di quanto poco ce ne rendiamo conto.
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« immagine » Quante volte avete visto una forchetta così nei cassetti dei vostri nonni ? Ma vi siete mai chiesti il perché era così ? Questa e' una storia di vita che ho appena letto sul web e che penso meriti la condivisione. Questa forchetta racconta una delle storie più belle del nostro pae...
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*** Aspettando Un Taxi ***

13 gennaio 2019 ore 00:38 segnala


Che poi sia un taxi o altro...e' irrilevante.
L'importante e' muoversi, spostarsi, partire, tornare
....uscire dal proprio habitat.
La cosa che mi affascina pero' e' il valore dell'attesa che rende ancor piu' desiderabile l'obiettivo da raggiungere.
Se pensiamo ad una madre che aspetta 9 mesi per vedere nascere il proprio figlio ci fa capire l'importanza dell'aspettare.
A seconda delle situazioni,delle emozioni o delle persone, le attese possono essere un mix di desiderio e speranza oppure ansia e preoccupazioni.




Nella lingua spagnola "attesa" si scrive " espera" (speranza)...in effetti attendere e' anche un po' sperare che qualcosa accada.
Ma nella nostra vita quanto tempo passiamo ad aspettare qualcuno o qualcosa?
Secondo una statistica cinque giorni all'anno sarebbe il tempo che potremmo impiegare a camminare, leggere,amare e invece se ne vanno aspettando che il pc carichi la pagina desiderata...decisamente troppo.




Sto aspettando un suo messaggio..una sua telefonata
Sto aspettando di rivederlo
Sto aspettando una pizza
Sto aspettando il momento giusto
....Sto aspettando un taxi!
Chi aspetta un taxi?
Un uomo d'affari che deve raggiungere il suo appuntamento in centro citta'
Una coppia felice con due valigie pronta per raggiungere l'aereoporto e godersi finalmente una meritata vacanza
Un ragazzo triste che si sta allontanando dalla sua famiglia perche' lavora all'estero e sa che non potra' ritornare a casa per parecchio tempo.




Che il tragitto sia breve o lungo e' comunque un momento di stand-by cerebrale dove guardiamo fuori dal finestrino e ci facciamo trasportare dal tassista ......alla nostra meta.
Cosa c'e' fuori dal finestrino? Gli occhi guardano case, vie, macchine...del tutto anonimi ma la nostra mente e' altrove e sta facendo un viaggio tra pensieri, desideri e ricordi.
Pero' il taxi, prima o poi, arrivera' a destinazione e la voce del tassista ci riporta alla realta'.
E' come un perdersi per poi ritrovarsi...




La vita è come una corsa sul taxi… il tassametro continua ad andare sia che tu vada da qualche parte oppure no.
(Anonimo)
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« immagine » Che poi sia un taxi o altro...e' irrilevante. L'importante e' muoversi, spostarsi, partire, tornare ....uscire dal proprio habitat. La cosa che mi affascina pero' e' il valore dell'attesa che rende ancor piu' desiderabile l'obiettivo da raggiungere. Se pensiamo ad una madre che aspet...
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*** Sei il Mio Sogno Proibito? ***

10 gennaio 2019 ore 14:30 segnala


Avete mai detto o vi hanno detto " sei il mio sogno proibito" ?
Quando trovi qualcuno/a che ti affascina e ti piace ma che per vari motivi non potra' essere reale e quindi rimarra' solo nelle tue fantasie piu' intime, e' naturale sospirare e pensare che e' uno sogno proibito.
Gia' la terminologia "proibito" ha qualcosa di erotico e di vietato ed e', a mio parere, linfa vitale per la nostra immaginazione.




Piu' una cosa e' proibita e piu' ci attrae. E' sempre stato cosi' e non ci credo quando sento o leggo dichiarazioni che rinnegano tali desideri perche' li considero veri ipocriti.
Ammetterlo non e' un peccato anzi identificano una trasparenza emotiva che arricchisce il nostro essere.
Ben vengano quindi i sogni proibiti !
Ma…..essere nei sogni proibiti di qualcun altro avra’ la stessa intensita’?
Penso di no perche’ non nasce dal nostro desidero ma da quello di altri e si rischia quindi di trovarci in sogni che non ci appartengono.
Solo nel caso le passioni coincidono e le affinita’ si attraggono uniti dalla stessa parola chiave “complicita’” beh allora diventa un piacere essere il sogno proibito per l’altro!




Invidio le lenzuola
che avvolgono calde il tuo corpo..
Invidio il tuo cuscino che accarezza
delicato il tuo viso...
sento il tuo respiro
ed e' poesia per le mie orecchie....
Sei il mio unico desiderio!!
La luna rischiarava i tuoi seni acerbi
in quelle notti
eri il mio sogno proibito
(Web)
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« immagine » Avete mai detto o vi hanno detto " sei il mio sogno proibito" ? Quando trovi qualcuno/a che ti affascina e ti piace ma che per vari motivi non potra' essere reale e quindi rimarra' solo nelle tue fantasie piu' intime, e' naturale sospirare e pensare che e' uno sogno proibito. Gia' la...
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*** Troppi Se e Troppi Ma ***

09 gennaio 2019 ore 12:56 segnala


Mi e' capito spesso di leggere questa frase "troppi se e troppi ma" e di averla riconosciuta nello stile di vita di alcune persone.
Se io avessi detto o fatto qualcosa...ora quali sarebbero le conseguenze?
Ma sei sicuro che sia la scelta giusta?
"SE – MA " sono piccole congiunzioni apparentemente innocue che riescono invece a creare in noi blocchi cosi' grandi insinuando dubbi ed esitazioni.

Un proverbio dice "Con i se e con i ma la storia non si fa" e ci fa capire che gli eventi sono determinati da cio' che e' stato compiuto e non da cio' che sarebbe potuto succedere se fosse stata fatta una scelta piuttosta che un'altra.

Assolutamente vero, tutto cio' che accade dipende per la maggior parte dalla conseguenza delle nostre azioni
con la sola eslusione degli eventi fortuiti.




Ognuno di no ha questa sorta di insicurezza che porta ad avere i "se" e i "ma" solo che, fortunatamente, ci sono personalita' piu insicure di altre.
Anche i piu sicuri, in particolari momenti della loro vita, possono percepire fragilita' e insicurezza questo perche' siamo esseri umani che per definizione siamo" corpi viventi dotati di una mente con una serie di capacita' e abilita' psicologiche" e fantasticamente diversi uni dagli altri.
Quindi avere insicurezze e paure e' normale e non dobbiamo di certo vergognarsi solo che, a mio parere, andrebbero limitate solo in certi contesti ad esempio quando dobbiamo dare un esame, quando dobbiamo prendere decisioni importanti in ambito lavorativo o familiare.




Quando invece i " se e i ma" fanno parte della nostra quotidianita' purtroppo creano seri problemi, inquietudine, disagio e poca autostima.
A queste ultime persone posso solo suggerire che nella vita spesso capita di sbagliarsi , a me un sacco di volte, ma l'importante e' non farsi condizionare dai rimpianti e che e' inutile pensare che il passato potrebbere essere stato diverso.. tanto non si torna indietro.


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« immagine » Mi e' capito spesso di leggere questa frase "troppi se e troppi ma" e di averla riconosciuta nello stile di vita di alcune persone. Se io avessi detto o fatto qualcosa...ora quali sarebbero le conseguenze? Ma sei sicuro che sia la scelta giusta? "SE – MA " sono piccole congiunzioni ...
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*** La Forza dei Dettagli ***

06 gennaio 2019 ore 16:18 segnala


Quanti di noi sanno guardare e prestare attenzione ai singoli dettagli?
Non so se sia una vera e proprio abilita', di certo pero' non tutte le persone sono attente ai dettagli e abbastanza meticolose
a osservare tutto cio' che sta attorno a qualcosa o qualcuno.
Istintivamente la nostra attenzione cattura una visione complessiva come ad esempio se ti dicessi di descrivermi una moneta da 1 euro
probabilmente tutti direbbero "bordo dorato e il centro ferroso"
eppure vista migliaia di volte,
la vediamo senza osservarla per niente perche' ci basta riconoscerla.
La cosa cambia se cio' che vedi ti tocca emotivamente o se c'e' azione e movimento.

Il nostro primo bacio ad esempio ricordi il luogo, la persona, l'emozione, la canzone di sottofondo, come eri vestita.....anche se difficilmente ricordi se c'era il sole, che ora fosse esattamente o le parole sussurrate.




Ma e' cosi' importante il dettaglio?

Se penso alle formule matematiche direi proprio di si.
Ognuno di noi ha vissuto l'incazzatura di una espressione algebrica che veniva sbagliata.. per poi accorgersi
di aver invertito un segno o scordato una parentesi.

Se penso alla mia passione relativa alla lettura di libri gialli, thriller e noir direi assolutamente importante il dettaglio perche' in genere e' proprio quello che ci fa capire molte cose.

Comunque sia riuscire a catturare i dettagli e saperli curare sono dei punti di forza
.


"La perfezione è fatta di dettagli"
(Michelangelo)




Oggi pero' la perfezione e' vissuta in modo maniacale e di conseguenza anche i suoi dettagli.

Quante volte le donne qui in chat non aprono cam se non sono truccate e pettinate,quante volte si pubblicano foto nei profili solo se ritoccate per raggiungere una perfezione che in realta' nn c'e'.
Ciò che è chiaro è che nel bene o nel male i dettagli fanno la differenza.

Io mi unisco a quelle persone che cercano i dettagli che fanno la differenza ma sinceramente mi attraggono solo quelli che
lasciano una impronta di imperfezione perche' li trovo
piu' interessanti, divertenti, reali e non mi annoiano.
E non e' vero che la ricerca del dettaglio sia una attitudine prettamente femminile perche' anche gli uomini apprezzano le piccole cose.
Se penso alla nostra lingerie che piu' e' ricercata e ricca di particolari
piu' e' coinvolgente ed emozionante per l'altro sesso.




C'e' sempre piu' ricerca del dettaglio nella moda, nell'arte, nel disegn, nel marketing, tutto finalizzato a catturare l'attenzione del cliente per rendere l'oggetto o la situazione o la persona ..unica.

Anche un gesto puo' fare la differenza...un dettaglio da non trascurare mai.


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« immagine » Quanti di noi sanno guardare e prestare attenzione ai singoli dettagli? Non so se sia una vera e proprio abilita', di certo pero' non tutte le persone sono attente ai dettagli e abbastanza meticolose a osservare tutto cio' che sta attorno a qualcosa o qualcuno. Istintivamente la nos...
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06/01/2019 16:18:44
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