*** Schiavitu' Moderna ***

26 novembre 2018 ore 00:08 segnala


Circa sessant'anni fa il signor Joseph Woodland brevetto' una serie di barrette verticali per identificare i prodotti e semplificare il lavoro dei commercianti: il cosiddetto codice a barre.
Solo più tardi Woodland sviluppò presso il colosso dell’informatica IBM i codici a barre lineari per come li conosciamo. Essi furono adottati il 3 aprile 1973 con il nome ‘UPC’ (Universal Product Code).




Questo sistema di riconoscimento basato su una serie di barre larghe e strette contiene, nel suo interno, i codici con le informazioni di ciascun prodotto. Oggi quello stesso sistema, conosciuto appunto come “codice a barre” e' visibile sull’etichetta di ciascun prodotto in vendita.
Il codice a barre consente ai commercianti di catalogare, prezzare e collocare a scaffale i prodotti nonche' a facilitare il servizio di cassa; i prezzi non vengono piu' battuti a mano sulla cassa, ma vengono rilevati automaticamente grazie ai lettori computerizzati del codice a barre.
In pochi sanno pero' che ad ogni striatura del codice corrisponde un significato ben preciso. Il vero cuore del codice a barre non e' il tracciato delle linee, che serve solo a far leggere il numero ai dispositivi (scanner) elettronici, ma il numero alla base di esso, formato da 13 cifre. Questo numero non indica il prezzo, come molti credono (anche perché in quest’ultimo caso bisognerebbe cambiare il codice a barre ad ogni variazione di prezzo), bensì altre importanti informazioni.
Ma cio' non e' bastato all'uomo moderno che con la sua mania di evoluzione cerca sempre piu' informazioni su tutto e su tutti...



Dal codice a barre si passa al "QR-CODE" che sta per Quick response (risposta rapida). E’ un codice che è stato creato in Giappone nel 1994. Si tratta di un codice a barre bidimensionale, a forma di quadratino, che consente di immagazzinare informazioni testuali sotto forma di immagine. Le informazioni possono essere di diverso tipo, come ad esempio: numeri di telefono, testi, indirizzi, pagine web ed altro.
Basterà scattare una foto del QR-Code perché il nostro cellulare esegua in automatico una determinata operazione.
Questa mania di identificazione dove ci portera'?
Se possiamo mettere un microchip sotto la cute del nostro cane o gatto..perche' non metterlo quindi sull'essere umano?




Non siamo molto distanti da questo compromesso. Gia' siamo monitorati anche se non ce ne rendiamo conto. Vedi bancomat, telecamere, telefonini, carte di credito, la localizzazione Gps che ci rende visibili su centinaia di mappe, nei percorsi in auto, in bici, identificati quando entriamo in un bar o in un ristorante.



Il “Codice a barre per esseri umani” potrebbe rendere di sicuro la societa' piu' organizzata, ma invaderebbe la privacy e viola i diritti civili di ognuno di noi.
Io non sono contraria alla tecnologia e al miglioramento di ogni cosa, ma vanno valutate le conseguenze senza perdere di vista una cosa importante e cioe' la nostra liberta'.




94f5e284-6664-45e8-84ab-91914520caf6
« immagine » Circa sessant'anni fa il signor Joseph Woodland brevetto' una serie di barrette verticali per identificare i prodotti e semplificare il lavoro dei commercianti: il cosiddetto codice a barre. Solo più tardi Woodland sviluppò presso il colosso dell’informatica IBM i codici a barre line...
Post
26/11/2018 00:08:15
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7

Commenti

  1. ubaldo77 26 novembre 2018 ore 14:25
    Nonostante si dicesse che le nuove tecnologie, già all'epoca dell'attentato alle torri gemelle, si potesse rintracciare Bin Laden nell'arco di pochi giorni, tutto ciò non è avvenuto! sarà solo un caso?
  2. anonimo.1965 27 novembre 2018 ore 17:09
    Io non sono contraria alla tecnologia e al miglioramento di ogni cosa, ma vanno valutate le conseguenze senza perdere di vista una cosa importante e cioe' la nostra liberta'.
    sono d'accordo se non fosse per il fatto che il miglioramento tecnologico e' portato dall'essere umano e non sempre migliorare la tecnologia ( come del resto si evince dal tuo scritto)ha portato solo il bene ma anche il male assoluto.il bianco e il nero sono di base i colori che rappresentano l'essere umano nel mezzo le sfumature di mille colori di mille vite spesso scialbe riflessi di tante copie di copie ipocrite fino alla fine.

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.