*** Signora Aquilone ***

05 settembre 2018 ore 07:16 segnala


Signora Aquilone, racconta di me, di noi, di tutto, di niente.

Perche' la signora Aquilone vive fiduciosa e serena sotto un albero verde, si fa portare da quell'aquilone legato ai suoi fianchi, convinta che il vento le sia amico e che il cielo sia abbastanza grande perche' ci sia posto anche per lei.

Il filo e' la strada che ci porta ad essere liberi, e' il desiderio di non avere limiti, ma e' anche quella cosa che ci tiene legati a noi stessi, perche' chi e' libero di fare qualsiasi cosa senza freni o limitazioni in realta' non ha anima ne' e' persona.

Per questo noi umani non saremo mai pienamente liberi
.



C'era una donna, l'unica che ho avuto
Aveva i seni piccoli e il cuore muto
Ne' in cielo ne' in terra una casa possedeva
Sotto un albero verde dolcemente viveva
Sotto un albero verde dolcemente viveva

Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento
Un vecchio aquilone la portava nel vento
E lei lo seguiva senza fare domande
Perche' il vento era amico ed il cielo era grande
Perche' il vento era amico ed il cielo era grande

Io le dissi ridendo: " Ma Signora Aquilone
Non le sembra un po' idiota questa sua occupazione? "
Lei mi prese la mano e mi disse: "Chissa'
Forse in fondo a quel filo c'e' la mia liberta'
Forse in fondo a quel filo c'e' la mia liberta'


"Signora Aquilone" e' la prima vera canzone che ho scritto, la prima incisa su un disco. Non so se sia una buona canzone oppure no, pero' quando la scrissi rappresento' un punto d’arrivo. Sapevo che le cose che avevo composto fin li' non avevano consistenza, non avevano stile. Erano piu' che altro una serie di tentativi, esercizi fatti per capire come si fa tecnicamente a far stare in piedi un pezzo: non avevano nessuna pretesa artistica, non nascevano dalla necessita' di dire qualcosa di mio. Con "Signora Aquilone" cambio' qualcosa: questa canzone non somigliava a niente. Non c’entrava piu' De Andre', che avevo imitato fino all’estenuazione nei miei tentativi precedenti, e non c’entravano le canzoni popolari o quelle politiche che erano un p0' il background nel quale mi muovevo al Folkstudio. "Signora Aquilone" apparteneva solo a me, l’avevo scritta da solo con un inchiostro tutto mio: sentivo che era una canzone importante e che ci sarei rimasto aggrappato.
Prima di "Signora Aquilone" avro' scritto forse una decina di canzoni o poco piu'… Non so dire esattamente quando ho cominciato a scrivere, ma credo sia stato negli ultimi anni del liceo. E certo che erano cose molto acerbe, per usare un eufemismo. Qualcuna e' tornata fuori sulla rete, qualche vecchia registrazione live messa lì da qualcuno che stava al Folkstudio in quegli anni, ma queste cose non mi emozionano, non ci trovo niente di interessante. Tutto quello che ho fatto prima di incidere il mio primo disco, prima di "Signora Aquilone", non ha molto senso per me. Non era fatto per essere pubblicato e lo sapevo benissimo.
– Francesco De Gregori, Guarda che non sono io, 2014
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