BUON ANNO

31 dicembre 2010 ore 00:37 segnala
L’anno vecchio si fuma la sua ultima sigaretta, piano, assaporandone il gusto. Poi, con un’alzata di spalle, raccoglie in un sacco le sue poche cose. Qualche indumento leggero, una dozzina di vecchie foto, due o tre ricordi, una manciata di promesse non mantenute e delle piccole scatole con dentro i desideri non esauditi. E’ stanco e sporco. E’ stato molto occupato negli ultimi tempi, così tanto da non riuscire ad avere nemmeno un minuto per sé. E cosa ha ottenuto? Niente, solo saluti un po’ ipocriti e falsi sorrisi. Perché lui lo sa, era molto atteso, avevano riposto in lui aspettative, ma alla fine poche cose valide aveva lasciato. E scuote la testa rassegnato, il vecchio. Si siede e i suoi occhi diventano due fessure piccolissime, due puntini di luce tra le rughe pronunciate del volto. Lui lo sa cosa bisognerebbe dire in questi casi, ma non vuole farlo. Non può svelare il segreto a una moltitudine di persone che gli volta le spalle e guarda in avanti. Ci pensa un po’ e decide di tacere come gli anni passati hanno fatto, fronteggiando da sempre gli stessi problemi. Guarda un vecchio orologio da polso, a cui stanno per finire le batterie, e decide di mettersi in viaggio con piccoli, lenti passi. Non si volta mai, ma pensa che deve ancora fare una cosa: sussurrare due parole all’anno bambino, in quel giovane orecchio. Lo va a trovare, ancora in fasce. Così piccolo, caldo, morbido e con il fiato di latte. Gli si avvicina e quel piccolo fa una smorfia, percependo l’odore di tabacco e di chiuso che porta con se quello sconosciuto personaggio. Lo accarezza con mani callose e sussurra: “ Te ne andrai anche tu come me, pochi saluti, dopo essere stato accolto con mille luci. Tutti ti attendono, e ripongono in te molta fiducia, ma tu non sei diverso, incontrerai persone più o meno fortunate, alcune virtuose, altre meno, ma non porterai niente di nuovo, se loro non sapranno riconoscerlo e costruirselo da soli, con le proprie mani, il futuro. E’ questo, questo che ogni volta sfugge ai più… Si chiama possibilità, libero arbitrio, facoltà, decisione, occasione, anche caso, fortuna, alcuni parlano di destino…gli hanno dato molti nomi nella storia. Sono tutti ancora molto confusi lì sotto, mi sembrano api affaccendate e ronzanti, ammassate tra l’effimero e il profondo. E’ in quella confusione che ti devi inoltrare. Ti dovrei dire di aiutare i buoni e punire i cattivi, ma spesso non è così che funziona. Il resto, lo scoprirai da solo tra qualche giorno…” Poi sorride e se ne va, un po’ lento nei movimenti. Il piccolo piange forte, il vagito di ogni nuovo nato, con le dita umide in bocca.



“ I vecchi non diventano saggi, diventano attenti” Ernest Hemingway







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Sta arrivando Natale

22 dicembre 2010 ore 23:30 segnala

Sta arrivando il Natale. Ne sento nell'aria i profumi. Da sempre mi piace associare determinate situazioni, sensazioni, luoghi, persone ed emozioni ad odori, profumi, sapori e colori. Per me il Natale ha il profumo di legna che arde, il forte odore dei mandarini, il profumo dei cibi tipici del periodo, il sapore della frutta secca, dei panettoni, la luminosità delle luci a intermittenza, la luminosità di un camino acceso, la calorosità della famiglia, i vivaci colori dei regalini sotto l'albero, un senso di pienezza che riempie l'anima, il cuore che arriva fino alle viscere, un senso che fa credere che tutto vada bene, che fa scordare i problemi della quotidianità, risveglia in me un qualcosa che si dimenticava di possedere, un senso di appagatezza e di voglia di condivisione, di essere veramente più buoni di quanto non lo si sia mai stati, fa vivere in un'atmosfera dove tutto sembra più bello, persino le persone ritenute insopportabili e mandate a quel paese trecentosessantaquattro giorni l'anno, ma quel giorno no, quasi quasi si crede di voler bene anche loro, tutto merito del Natale che con la sua neve, che si poggia delicatamente sulle case sembra nascondere i difetti, le disgrazie, i sacrifici, e in mezzo a tutto il candore salta agli occhi la faccia paffutella di un uomo che spicca sul bianco per le sue vesti rosse, lo si immagina arrivare con il suo sacco di regali, e ogni anno ci si trova a chiedere sempre le stesse cose: amore, felicità, salute...di anno in anno aspettando speranzosi che qualcosa ci sia anche per se, e se non arriva, vabbè non è cambiato nulla si ha tempo di pensarci il 27 dicembre, quando la magia del Natale va scemando e lascia il posto ai tormenti della quotidianità, ma adesso no, adesso è Natale e ci si lascia tutti avvolgere e dolcemente cullare dalla sua magia e dal suo candore.

**********************************************************************

Nel grigio dei giorni
infangati e consumati dalle guerre
Nella sporca violenza
che spezza vergognosamente
le note di gioia dei bimbi
Nel buio dell'indifferenza
che rende ciechi i cuori
Nel nulla, ricco soltanto
di fame e sete

Lì, vorrei cadesse una candida neve
a coprire gli orrori, le malvagità,
le violenze e le infamie dell'Uomo
affinché la luce della Speranza
possa riflettere in tutti i cuori.

Questi, sono i miei migliori Auguri.
Per tutti noi.
11860042
« IMMAGINE: http://www.bianconatale.com/wp-content/uploads/2011/01/albero-di-natale.jpg » « IMMAGINE: "http://blog.chatta.it/images/dolcegatta62/775E4C59725C5B55.jpg » Sta arrivando il Natale. Ne se...
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Nuovamente qui

23 novembre 2010 ore 22:09 segnala
L'estate e’ finita da un pezzo  ed io spunto fuori come i funghi. Dopo mesi,  rientro nel blog… non mi ricordavo nemmeno la password,  ahi ahi, vuol dire che era tanto che non rimettevo piede qui.  Già, è passato parecchio tempo dall’ultima volta che ho scritto in questo blog tutto nero e bianco, probabilmente specchio fedele della mia anima. So che qualcuno è rimasto all’ascolto, talvolta visitando queste pagine per leggersi i miei pensieri, e ciò mi fa piacere (per quelle poche persone che ho potuto “conoscere” tramite questo blog). Per chi si fosse chiesto come sto, sto bene, sto male, insomma sto (o meglio, ci sto): alti e bassi, destre e sinistre, sole e nuvole. Ho poca  voglia di scrivere, e mi scuso con tutti voi se ancora non sono passata a salutarvi, ma vi ho nel cuore e vi leggo sbirciando ogni tanto nei vostri blog. E' un periodo di STANBY da tutto, dal lavoro, dagli amici e anche dal blog. Il problema è lo stress, tanti pensieri e vari problemi che ancora non ho risolto e tutto cio’ non mi fa star serena . Comunque ora sono nuovamente qui tra di voi amici, nuovamente qui a lasciare saluti  e a sorridere insieme a Voi, la luce del monitor illumina la mia stanza, la musica in sottofondo a farmi compagnia.  Cerco di riordinare i pensieri,  le dita allineate sulla tastiera pronte a sfiorare delicatamente ogni singola lettera e pronte a scrivere un nuovo post  ma poi... ma poi niente, nella mia mente un vuoto totale, anche oggi il foglio resta bianco …ma non posso fare a meno di ringraziare tutti quelli che sono passati dal mio blog anche in mia assenza.  Che strana la vita, viviamo accanto per una vita alle persone di tutti giorni. Affetti importanti saldi che dovrebbero riempirci la vita, che ci riempiono, non manca nulla. Amicizie sicure certe.

Poi, passeggiando in un mondo virtuale, incontriamo casualmente persone che ci insegnano il valore dell'amicizia. "L'esserci" con immenso affetto. Asciugandoci qualche lacrima, versandole insieme a noi magari. Scopriamo quanto possa essere grande il dono che ci può fare "la casualità" e come persone sconosciute possono incontrasi e volersi veramente bene. Ci scopriamo più ricchi di "qualcosa".

Scopriamo quante coincidenze possono legare delle persone  e quanto meraviglioso può essere ricevere in dono l'immenso di un'anima. Vi ringrazio di esserci sempre con pazienza e affetto. Riprendo i contatti: toc toc, è rimasto qualcuno?

 

Un abbraccio ad ognuno di voi . Grazie.

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L'estate e’ finita da un pezzo  ed io spunto fuori come i funghi. Dopo mesi,  rientro nel blog… non mi ricordavo nemmeno la password,  ahi ahi, vuol dire che era tanto che non rimettevo piede qui.  Già, è passato parecchio tempo dall’ultima volta che ho scritto in questo...
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Una storia.

21 agosto 2010 ore 00:05 segnala

Magari non era affatto la donna della sua vita. Probabilmente era solo una stupidella viziata e vagamente frigida, lo sa?

 

No, non lo era, disse l'uomo.

Poi disse che era sicuramente la donna della sua vita.

 

 

E perchè?

 

Perchè era cattiva. Era matta, cattiva, e tutta sbagliata. Era vera, se capisce cosa voglio dire. Era una strada piena di curve assurde, e correva in aperta campagna, senza preoccuparsi mai di tornare. Senza nemmeno sapere bene dove stava andando. -.

 

Fece una piccola pausa.

 

Era una di quelle strade su cui ci si ammazza....

 

(Alessandro Baricco) 

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Magari non era affatto la donna della sua vita. Probabilmente era solo una stupidella viziata e vagamente frigida, lo sa?  No, non lo era, disse l'uomo. Poi disse che era sicuramente la donna della sua vita.     E perchè?   Perchè era cattiva. Era matta, cattiva, e tutta...
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Considero valore

16 agosto 2010 ore 23:49 segnala
Tempo fa  durante la trasmissione televisiva "Le invasioni barbariche", sono stata colpita da un uomo intervistato che non indossava l'abito di ordinanza (giacca e cravatta), ma un pile della Montura. Aveva un viso interessante e delle belle e profonde rughe. Era Erri De Luca, scrittore, giornalista, poeta. Alla fine dell'intervista recita una poesia, secondo me molto bella, su ciò che lui consideri come un valore. Mi è venuto allora in mente che questo spazio potesse diventare quel luogo dove scrivere cosa si consideri come valore.


Valore, di Erri De Luca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto…

 ************************************************************************************************

Ok, allora ci penso io a mettermi "in gioco" per prima creando una specie di prolunga (chiaramente indegna ed incompleta) alla poesia di Erri De Luca.

Considero valore l'onestà.

Considero valore l'amicizia e la passione senza interessi.

Considero valore l'intelligenza e l'arte di tenerla sempre in allenamento.
Considero valore la semplicità... in tutto: nel parlare, nel vedere, nel vivere, nell'essere e nell'apparire.

Considero valore il carattere, il coraggio, l'onestà intellettuale e uno spirito critico sempre vigile.

Considero valore la ricerca e la voglia di imparare.

Considero valore essere sempre e comunque se stessi.

Considero valore gli occhi di un bambino che osservano. E il suo respiro che rallenta prima di abbandonarsi al sonno.

Considero valore il semicerchio delle montagne viste dalla pianura in una giornata dall’aria pulita, lontano. ma così vicino che ti sembra di toccare la neve.

Considero valore dire di volersi bene, tra amici, e quando si arriva a dire “noi.”.

Considero valore il contatto pelle a pelle, che dà sicurezza.

Considero valore l’attendere, anche anni, un cosa desiderata. E il rialzarsi continuamente di fronte alle difficoltà.

Considero valore la forza e la furia dell’acqua, che nutre la terra, che disseta dalla fatica, che scroscia potente.

Considero valore l’ascoltare il rito, la lentezza, l’alternarsi del buio e della luce.

Considero valore il cammino, quando il corpo si fa più leggero, il cuore rallenta e la testa cammina, rinnovando e moltiplicando le forze. (la penultima frase è di De Andrè…)

 

E voi, cosa considerate valore?

 

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Tempo fa  durante la trasmissione televisiva "Le invasioni barbariche", sono stata colpita da un uomo intervistato che non indossava l'abito di ordinanza (giacca e cravatta), ma un pile della Montura. Aveva un viso interessante e delle belle e profonde rughe. Era Erri De Luca, scrittore,...
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Abbracciare gli alberi

09 agosto 2010 ore 22:16 segnala
Più di tremila anni fa i monaci cinesi erano soliti attuare una pratica, che oggi si sta riscoprendo, abbracciare gli alberi. Questi monumenti della natura guardano il nostro passare, vivono per moltissimi anni, alcuni addirittura per secoli, e sono solo da scoprire, perché come ci insegna oggi Mauro Corona, ogni albero ha il suo carattere, la sua personalità, le sue proprietà e per tutte queste e altre mille ragioni va rispettato e amato.

Mauro Corona ha imparato ad amarli a conoscerli uno per uno, a scoprire ciò che come uno scrigno essi nascondono, ma sono pronti a donare a chi mostra loro vero amore.

Corona parla degli alberi come se stesse parlando delle persone
, dei suoi amici incontrati ad una festa di paese, vive in mezzo alla natura a Erto, è uno scrittore, scultore di legno e alpinista. Amante dei boschi, fin da bambino li percorre, grazie ad un antico amore trasmesso direttamente da suo nonno, una fanciullezza passata nella natura, nei boschi, luoghi che oggi purtroppo non sono capiti come un tempo, la maggior parte delle persone non li conosce, non vi porta i bambini, invece sarebbero da riscoprire e rivalutare per delle gite alla scoperta di un mondo meraviglioso.

Abbracciare un albero è un gesto, come anticipavo nell’introduzione, antico di millenni ma ancora oggi valido per captare tutta l’energia che un albero è capace di trasmettere a chi ha la sensibilità di coglierla e apprezzarla.
Esistono molti tipi di alberi, e non sono tutti uguali, infatti, Mauro Corona descrive ogni albero in modo ben distinto, evidenziando di ciascuno la personalità, proprio come un buon educatore o maestro farebbe dei propri amati ragazzi.
La cosa che più colpisce è che ciascuno di noi incammindandosi in un bosco, è capace di scegliersi il proprio albero da abbracciare, e il proprio albero preferito, insomma una sorta di sintonia che si dovrebbe venire a creare tra regno animale e regno vegetale.

Ecco la descrizione dei vari alberi:

Il faggio: è forte, affidabile, ispira immediata fiducia. 

 

Gli alberi da frutta: come il melo, il pero o il pesco, sono come gli amici che è bello incontrare sempre, magari ogni giorno, perché allegri, gioviali, profumati, pronti ad accogliere accanto al loro tronco per donare la fresca chioma e i saporiti frutti.

 

Le betulle: sono anche per i celti degli alberi speciali, anzi unici, le vere regine del bosco, eleganti, ricche di linfa utile, solo apparentemente fragili, dentro forti e capaci di piegarsi ma non spezzarsi, secondo Mauro è l’albero indicato per chi sta per compiere un viaggio, abbracciarlo ci aiuta nel cammino scelto.

 

Le querce: sono enormi e immensi alberi, assomigliano alle donne di un tempo, che oltre che accudire al focolare domestico, gestivano con energia e tenacia l’intera vita familiare, ma non hanno secondo Corona nulla di magico, sono belle nella loro umile e semplice forma.

  

Sambuchi: su questi alberi già anticamente, i celti, attribuivano un significato ambivalente da una parte di rigenerazione dall’altra parte di morte, ad esempio si pensava che costruire una culla con questo legno potesse causare la morte del nascituro.

  

Maggiociondolo: un albero umile, poco conosciuto, senza troppe pretese, se però si ha bisogno di lui, c’è! Come i veri amici, pochi ma buoni, ecco questa l’idea di  Corona su questo albero.

 

Di sicuro noi tutti dovremmo dimostrare più amore e riconoscenza verso gli alberi, basti pensare alla quiete e alla tranquillità che si ha passeggiando accanto a loro, accarezzando la loro corteccia, respirando la loro aria, il loro profumo. Non è possibile non dare ragione a Corona, quando consiglia di portare i bambini nei boschi a far conoscere loro la natura, imparare i nomi degli alberi, le loro caratteristiche e magari gli animali del bosco e quelli che proprio vivono sugli alberi.

 

E il vostro albero qual'è?

 

 

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Più di tremila anni fa i monaci cinesi erano soliti attuare una pratica, che oggi si sta riscoprendo, abbracciare gli alberi. Questi monumenti della natura guardano il nostro passare, vivono per...
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Aforisma rimodellabile.

07 agosto 2010 ore 10:38 segnala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amore è un sovrastimato malanno del quale è più facile trovare la cura che non il contagio.

 

A quelli in transito per questi lidi l'invito a rimodellare a loro piacimento quest'irriverenza scherzosa…

 

Il peso della farfalla

02 agosto 2010 ore 11:13 segnala
Due personaggi particolari: un bracconiere ed il re dei camosci!  Due vite parallele, due entità facenti parte dello stesso mondo anche se in due versanti opposti!

Ognuno unico nel suo genere, ognuno impegnato a sopravvivere ma ben coscienti dei propri limiti e dello scorrere del tempo.  In una semplice trama l’autore scioglie ricchezza di affermazioni che derivano dalla sua profonda saggezza e la conoscenza dell’animo umano e della natura!

 

"Un uomo che non frequenta donne dimentica che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere quanto una donna, si distrae, s’interrompe , una donna no."

 

"Le bestie stanno nel presente come vino in bottiglia, pronto ad uscire. Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo. Pensarci prima è rovina di uomini e non prepara alla prontezza".

 

Quanta saggezza in queste parole, quanta sapienza, quanta vita vissuta riassunta in poche parole, che se vissute possono fare la differenza. Vivere radicati nel presente per essere sempre pronti all’azione senza angosce del passato o ansie per il futuro che è sempre diverso da come lo si può immaginare!

Rimango sempre incantata  come un non credente, come si definisce l’autore, poi scriva delle espressioni come la seguente:

 

" La sua vita a spasso di stagioni era andata con il mondo. Se l’era guadagnata molte volte, ma non era roba sua. Era da restituire, sgualcita dopo averla usata. Che creditore di manica larga era quello che gliela aveva prestata fresca e se la riprendeva usata, da buttare."

 

Il finale non lo racconto però mi è rimasto impresso come basta il peso seppur leggerissimo di una farfalla, ovvero un piccolissimo elemento, una piccolissima sensazione, per fare la differenza!  E’ un bel libro che nella semplicità della storia e del suo svolgersi esprime sentimenti importanti e valori ai quali riferirsi, come il rispetto dell’avversario, la coerenza, la dirittura morale e tanto altro ancora come si evidenzia dalle frasi sopra citate. Il libro si conclude con il racconto di un’esperienza vissuta dall’autore sempre riferita alla montagna ed alla natura molto forte ed interessante nel suo esprimersi.

 

 Da "Il peso della farfalla" ( E.  De Luca)

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Due personaggi particolari: un bracconiere ed il re dei camosci!  Due vite parallele, due entità facenti parte dello stesso mondo anche se in due versanti opposti! Ognuno unico nel suo genere,...
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Nothing.

30 luglio 2010 ore 00:20 segnala
Mani sulla tastiera e dita che si rincorrono.
Son più veloci loro - stavolta - dei miei pensieri.
Mente sopita.
Offuscata.
Come stai? Mi chiedono.
Bene. Rispondo.
Assurda verità.
Tutto intorno a me ora ha i contorni un po’ sfumati.
C’è poca luce dentro.
Cos’è successo?
Niente.
Cerco un interruttore.
Annaspo. Non lo trovo.
Non sopporto la penombra.
Come potrei?
Io che non conosco mezze misure, io che amo sempre i due opposti e con la stessa intensità, io che amo il sole che mi abbraccia con i suoi raggi ed il buio della notte che mi permette di  brillare.
Sempre io.
Io che a volte è meglio il niente al poco.
O tutto o niente o bianco o nero o sempre o basta .
Perché la mediocrità non la tollero.
Ma...
Quante volte chi si accontenta gode.
Quante volte la mia vita si è tinta di fucsia.
Quante volte ogni tanto fa bene.
Cos’è successo?
Ancora niente.
Nothing.
E allora cerco ancora l’interruttore.
Questa volta lo trovo.
Ed un fascio di luce prepotentemente mi inonda mente e cuore.
Si accende un neon fluorescente ad intermittenza. E’ una scritta ma non riesco a decifrarla.
Respiro affannosa con l’ansia di un bambino che non sa leggere ed ha fretta d’imparare.
Mi avvicino. Ormai non ho paura. 

 

Ma è sempre il solito niente. 

 

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Mani sulla tastiera e dita che si rincorrono. Son più veloci loro - stavolta - dei miei pensieri. Mente sopita. Offuscata. Come stai? Mi chiedono. Bene. Rispondo. Assurda verità. Tutto intorno a me ora ha i contorni un po’ sfumati. C’è poca luce dentro. Cos’è successo? Niente. Cerco un...
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26 luglio 2010 ore 23:58 segnala
"E' bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perchè così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi,gli zoppi,che di giorno vengono respinti. E' una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile."

 

Erri De Luca.Il giorno prima della felicità