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18 aprile 2017 ore 17:21 segnala


Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste, quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo.
Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché li farà piangere e sarà bene non lasciarla posare sulle nostre labbra, perché ci farà dire cose non vere; che non entri nelle tue mani,mi diceva, perché tosterà di più il caffè o lascerà cruda la pasta: alla tristezza piace il sapore amaro. Quando ti sentirai triste, bambina, intreccia i capelli... Intrappola il dolore nella matassa e lascialo scappare quando il vento del nord soffia con forza.
I nostri capelli sono una rete in grado di catturare tutto: sono forti come le radici del vecchio cipresso e dolce come la schiuma della farina di mais.
Non farti trovare impreparata dalla malinconia, bambina, anche se hai il cuore spezzato o le ossa fredde per ogni assenza.
Non lasciarla in te, con i capelli sciolti, perché fluirà come una cascata per i canali che la luna ha tracciato nel tuo corpo. Intreccia la tua tristezza, mi disse, intreccia sempre la tua tristezza.
E, domani, quando ti sveglierai con il canto del passero, la troverai pallida e sbiadita tra il telaio dei tuoi capelli...
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« immagine » Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste, quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo. Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché l...
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12 gennaio 2017 ore 16:56 segnala


Il tempo, inesorabilmente, svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile.
Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno.
Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze.
Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte.
Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere.
Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.
Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.
Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò.
Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio.
I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano.
I miei figli dimenticheranno.
Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute.
Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano.
Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.
E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto.
Gratuitamente.
Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.
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« immagine » Il tempo, inesorabilmente, svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la ...
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15 giugno 2016 ore 13:57 segnala


“Che cosa succede se io bacio tutti i luoghi del tuo corpo che ti hanno insegnato ad odiare?
Cosa succede se poso le mani su di te e le lascio così, abbastanza a lungo affinchè il mio calore aderisce al tuo e tu dimentichi che fra la mia pelle e la tua c’è spazio?

Che cosa succede se mi piace tutto ciò che ti hanno detto di detestare e passo le mie giornate a sporcare il tuo cervello ben lavato?

Che succede se ti mostro nuove immagini di te stessa che hai accuratamente evitato di vedere allo specchio?

E se ti dicessi che tutto quello che dicono è sbagliato e iniziassi a riempire le tue orecchie con parole vere in una lingua che conosci ma hai smesso di parlare?

Che cosa succede se pianto nuovi fiori nei luoghi ispidi dentro di te e ti insegno i loro nomi e le stagioni della loro fioritura?

Che cosa succede se ti chiedo di non reciderli e permettere che invadano le tue vie e decorino tutta la tua vita?

Succede che non ti permetto di dimenticare mai che non sei altro che bellezza.”

(Tyler Knott Gregson)
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« immagine » “Che cosa succede se io bacio tutti i luoghi del tuo corpo che ti hanno insegnato ad odiare? Cosa succede se poso le mani su di te e le lascio così, abbastanza a lungo affinchè il mio calore aderisce al tuo e tu dimentichi che fra la mia pelle e la tua c’è spazio? Che cosa succede s...
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Holi

15 aprile 2016 ore 17:04 segnala


''Holi, il cosiddetto Festival dei Colori, è in India una delle manifestazioni più attese di tutto l’anno.
Tra le feste più antiche della mitologia Indù, viene celebrata il giorno successivo alla prima notte di luna piena (Dhulhendi) nel mese di Phalgun, che segna anche l’inizio della primavera…
Durante la sera della luna piena, vengono accesi i falò per allontanare gli spiriti e celebrare la vittoria del Bene sul Male.
Il giorno successivo, la gente si ammassa nelle strade per eseguire il rito principale e più noto dell’Holi: il lancio di acqua e polveri colorate.
I festeggiamenti prevedono canti, balli e lancio di polvere colorata per le vie delle città e dei villaggi.
La gente con i volti dipinti si trasforma in una vera e propria macchia di colore, lanciando secchiate di vernice o polvere colorata.
La tradizione vuole l’accensione di un falò che celebra la vittoria del bene sul male.
Il termine Holi, infatti, significa “brucia” e lo spirito del male viene simbolicamente bruciato in un falò''.
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« video » ''Holi, il cosiddetto Festival dei Colori, è in India una delle manifestazioni più attese di tutto l’anno. Tra le feste più antiche della mitologia Indù, viene celebrata il giorno successivo alla prima notte di luna piena (Dhulhendi) nel mese di Phalgun, che segna anche l’inizio della ...
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"Distruttore degli ostacoli"

18 marzo 2016 ore 18:33 segnala


« Un elefante ha, di norma, due zanne.
Anche la mente propone spesso due alternative: quella buona e quella cattiva, l'eccellente e l'espediente, il fatto e la fantasia che la porta fuori strada.
Per fare qualsiasi cosa, la mente deve comunque diventare determinata.
La testa di elefante del Signore Ganesha ha quindi una sola zanna per cui Egli è chiamato "Ekadantha", che significa "Colui che ha una sola zanna", per ricordare ad ognuno che si deve possedere la determinazione mentale. »

°°

16 febbraio 2016 ore 17:05 segnala


"Allora per la scala della terra sono salito,
fra gli atroci meandri delle selve sperdute,
sino a te, Machu Picchu.
Alta città di pietre a scalinata,
dimora degli esseri che il terrestre
non potè celare nelle vesti assonnate.
In te, come due linee parallele,
la culla del tempo e quella dell'uomo
si dondolavano a un vento di rovi.
Madre di pietra, spuma di condor.
Alta scogliera dell'aurora umana."
(P.Neruda)
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« immagine » "Allora per la scala della terra sono salito, fra gli atroci meandri delle selve sperdute, sino a te, Machu Picchu. Alta città di pietre a scalinata, dimora degli esseri che il terrestre non potè celare nelle vesti assonnate. In te, come due linee parallele, la culla del tempo e quel...
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Il corpo grida quello che la bocca tace.

02 febbraio 2016 ore 15:30 segnala


Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.
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« immagine » Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni. Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire. Il diabete “invade” quando la solitudine duole. Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione strin...
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Buoni propositi.

10 ottobre 2015 ore 16:23 segnala

Di buoni propositi ne ho sempre avuti fin troppi..
....da piccola guardavo la mamma negli occhi e tutta fiera di me le dicevo:"Mammina,quest' anno ti prometto che sarò una brava bambina."
Duravo due,al massimo tre giorni,poi tornavo ad essere la solita scavezzacollo di sempre.Crescendo ho imparato a non guardare più la mamma negli occhi,mi sembrava che capisse che non ero in grado di mantener fede alle promesse che di lì a poco avrei espresso e così fissavo un punto del suo viso,vicino ai suoi occhi in modo che dessi l' impressione di promettere sinceramente.(ma si sa..le mamme non sono stupide.)
Poi con il passare degli anni ho imparato a fissare i pavimenti,come se dovessi aspettare che le mie promesse cadessero da un momento all altro.
E ora in età adulta non prometto più nulla a mia madre,ma le promesse le faccio a me,e ancora riesco a vedere le parole cadere sul pavimento.

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« immagine » Di buoni propositi ne ho sempre avuti fin troppi.. ....da piccola guardavo la mamma negli occhi e tutta fiera di me le dicevo:"Mammina,quest' anno ti prometto che sarò una brava bambina." Duravo due,al massimo tre giorni,poi tornavo ad essere la solita scavezzacollo di sempre.Crescend...
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10/10/2015 16:23:23
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08 maggio 2015 ore 11:33 segnala


Come parlare a tua figlia del suo corpo?
Punto primo: non parlare a tua figlia del suo corpo, se non per insegnarle come funziona. Non dire nulla se è dimagrita.
Non dire nulla se è ingrassata. Se pensi che abbia un corpo strepitoso, non dirglielo. Ecco alcune cose che invece puoi dire:

"Sembri così in salute!" funziona bene. O perché non dire "Sembri così forte" o "Si vede quanto sei felice - risplendi"? Meglio ancora, complimentati con lei per qualcosa che non abbia nulla a che vedere con il suo corpo. Non commentare neppure i corpi di altre donne. No, neanche un singolo commento, né buono né cattivo.

Insegnale la gentilezza verso gli altri, ma anche verso di te.
Non osare parlare di quanto non ti piaccia il tuo corpo davanti a tua figlia, o della tua nuova dieta.
Anzi, non fare nessuna dieta davanti a tua figlia.
Compra cibo sano.
Cucina pasti sani.
Ma non dire "ora non mangerò più carboidrati."
Tua figlia non dovrebbe mai pensare che i carboidrati siano un male, perché gettare una vergogna sul cibo equivale a gettarla su te stessa.

Incoraggia tua figlia a correre perché la farà sentire meno stressata.
Incoraggiala a scalare montagne perché non c'è posto migliore per esplorare la tua spiritualità del picco dell'universo.
Incoraggia tua figlia a fare surf, o scalata, o mountain bike perché quelle cose la spaventano ed a volte è anche una buona cosa.

Aiuta tua figlia ad amare il calcio o il canottaggio o l'hockey, perché gli sport la renderanno una leader migliore e una donna più sicura di sé.
Spiegale che non importa quanto vecchia tu sia, non smetterai mai di avere bisogno di un buon lavoro di squadra.
Non farle mai fare uno sport che non le piace affatto.

Dimostra a tua figlia che le donne non hanno bisogno di uomini per spostare i loro mobili.
Insegnale a cucinare vegetariano.
Insegnale a sfornare dolci di cioccolato con mezzo panetto di burro.
Passale la ricetta della nonna per fare il dolce per la colazione di Natale. Trasmettile il tuo amore per l'aria aperta.

Forse sia tu che tua figlia avete le gambe tornite o il torace ampio.
È facile odiare queste parti del corpo se non sono sottili..ma non farlo.
Insegna a tua figlia che con le sue gambe può correre una maratona se vuole, e che il suo torace non è altro se non un contenitore per dei polmoni forti.
Può urlare e cantare e sollevare il mondo, se vuole.
Ricorda a tua figlia che la cosa migliore che possa fare con il suo corpo è usarlo per trasportare la sua bellissima anima.
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« immagine » Come parlare a tua figlia del suo corpo? Punto primo: non parlare a tua figlia del suo corpo, se non per insegnarle come funziona. Non dire nulla se è dimagrita. Non dire nulla se è ingrassata. Se pensi che abbia un corpo strepitoso, non dirglielo. Ecco alcune cose che invece puoi ...
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