L'orgoglio di essere Befana...

02 gennaio 2017 ore 13:13 segnala


Il mondo maschile è veramente fantasioso quando si tratta dell'argomento "donne".
Si dice che una donna può simulare un orgasmo, ma un uomo sa simulare una relazione intera, il che la dice lunga su questi due universi paralleli, in continua ricerca di punti di incontro, che sono sempre più rari, ma quando si trovano sono uno spettacolo.
Uomini capaci di uccidere donne in una fabbrica e uomini che scendono in piazza per ricordarle ogni 8 marzo (in realtà è una leggenda, l'origine della festa della donna è ben diversa, ma poco importa). Uomini che da sempre detengono potere e prestigio nella vita pubblica e anche in quella privata a tal punto da arrivare ad uccidere ciò che sentono di loro proprietà e che, in quanto tale, non possono tollerare che sia proprietà di altri; il concetto di proprietà si ripete in molti aspetti della vita e non ne ho mai capito il senso: mia moglie, i miei figli, i miei operai, i miei amici, ecc. l'utilizzo dell'aggettivo possessivo si rende necessario per indicare un certo tipo di rapporto personale, ma spesso travalica il suo significato, contestualizzando l'oggetto della frase a "cosa" realmente posseduta senza rendersi conto che la moglie (come il marito e gli amici) è lì per sua volontà in un atto di dono volontario di sè, che i figli sono del mondo e noi dobbiamo prepararli ad esso lasciandoli poi andare, e via di questo passo.
In questi giorni di festa mi è venuto da riflettere persino sulle due figure che più frequentemente vengono utilizzate per simboleggiarne il senso materiale (quello spirituale ormai è ridotto ai minimi termini, ahimè), ovvero Babbo Natale e la Befana. Anche in questo caso, perdonatemi la forzatura, mi sembra che vi siano delle nette differenze tra i due personaggi: Babbo Natale è un simpatico vecchietto che tutti amano perchè dispensatore di doni. E' pacioccoso, allegro, viaggia di lusso con slitta super splendida e incredibili renne volanti che lo scarrozzano di tetto in tetto a scaricar regali dai camini (ma chi ce l'ha mai avuto un camino, ndr).
La Befana è una vecchietta bruttina, mal vestita e direi piuttosto inquietante in alcune rappresentazioni: viaggia su una scopa malandata e porta regalini (piccoli) o il famigerato carbone se si è stati cattivelli. Quindi la Befana discrimina, giudica, punisce e poi fa terminare tutte le feste per riportarci al tran tran quitidiano di lavoro e scuola.
Lungi da me sminuire il valore simbolico di questi personaggi, ma è fuori dubbio che vi siano, ancora una volta, delle diversità.
Babbo Natale è lo stereotipo perfetto dell'ego maschile: uomo di successo, benvoluto, ben vestito; nella sua vita pubblica tutte le attenzioni sono per lui, ha "operai" che lavorano per garantirgli il successo (elfi), è un benefattore e idolo delle folle.
La Befana al contrario assume un carattere quasi insignificante, relegata a ruolo di gregario del Babbo...una valletta e per di più guastafeste.
Eppure la sua figura mi viene da paragonarla al concetto di donna, nel suo significato più ampio: è anziana ma arzilla a testimoniare la maggior resistenza delle donne alla fatica (babbino per fare il suo mestiere ha bisogno del macchinone, non se lo sogna neanche di cavalcare un aspirapolvere). E' vestita un po' così probabilmente perchè fino a 5 secondi prima di partire era lì a casa a riassettare, cucinare, lavare, stirare e facendo queste cose tutte insieme. Cavalca una scopa perchè così quando torna a casa è già pronta a riprendere le faccende lasciate in sospeso, che mica c'ha la servitù lei. Porta doni piccoli e carbone perchè sa che l'affetto passa dalle piccole cose e soprattutto passa anche dalla capacità di essere severi quando serve. Fa tutto in modo spontaneo, gratuitamente, senza che qualcuno glielo debba chiedere: niente lettere, telefonate, bigliettini appesi nei centri commerciali, disegni, email o sms. Nessuno la ringrazia, anzi qualcuno a fine festa la brucia in piazza, eppure lei torna sempre, silenziosa, anonima, ma anche forte e concreta.
La Befana, come la donna, ci riporta alla realtà dopo l'ubriachezza data dall'eterno infantilismo degli uomini che, anche a 70 anni, basta che vedano un pallone e ritornano all'età mentale di 5 anni, ammesso che mai abbiano avuto un'età più avanzata.
La Befana, come la donna, ci riporta alla vita vera dopo un attimo di sbandamento fisico e psicologico; il suo è un mestieraccio, mal pagato, non riconosciuto, ma qualcuno deve pur farlo e lei lo fa.
Quindi care donne, quando vi sentirete fare gli auguri per la vostra festa il 6 gennaio, dimostrate fierezza e orgoglio, perchè voi sarete pure delle befane, ma coloro che ve li hanno fatti sono proprio dei babbi.
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02/01/2017 13:13:45
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Commenti

  1. od.ino 02 gennaio 2017 ore 16:10
    Al di là di come viene rappresentata dalla cultura popolare , la BEFANA insieme al NATALE e la PASQUA ha un'importanza fondamentale nella nostra cultura !
    Mentre il NATALE è indirizzato con simbolismi verso un acculturamento dei bambini con regali (non dolciari) e la PASQUA rappresenta le azioni che bisogna intraprendere per far si che l'Umanità non ritorni indietro , all'età della pietra.
    La BEFANA rappresenta l' addolcire l'idea ai bambini e non , che un giorno l'Uomo intraprenderà l'obbiettivo e la realizzazione dell'obbiettivo che un giorno l'Uomo , gli animali , le piante troveranno casa nell'Universo !
    Cosa non da poco per una BEFANA !
  2. Dottor.No71 02 gennaio 2017 ore 16:11
    roba seria
  3. od.ino 02 gennaio 2017 ore 16:13
    Serissima , come il futuro del mondo !

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