Nei giardini dove tutti sanno!

18 maggio 2015 ore 12:12 segnala
E’ un po’ che navigo questi mari e giro per questi giardini ed ogni lunedi scrivo la mia bella bacheca come a lasciar una sorta di immagine che nulla o qualcosa è realmente cambiato. Ma, col tempo ho compreso che cambia poco davvero ergo mi faccio l’ultimo giro fra le aiuole di questo grande giardino per veder di nuovo che c’è anche se so già che ….nulla è cambiato. Testimone attento e imparziale sarò di stereotipi umani onnipresenti che qui han messo radici. Da un rapido sguardo, come pensavo, nulla è cambiato ma, vediamo chi è andato e chi è restato e se c’è qualcuno che porta novella tristezza o falsa allegria.
Si, si...tutto uguale. Ormai è sempre la solfa di sempre ma, meglio così dice qualcuno, meglio questo che altro! Non serve a nulla, pertanto andar giù di bacheche ma farne un post immortale nel tempo, tanto qui cambia davvero più niente che poco.
Umili e princìpi, degni e indegni, nobiluomini e nobildonne, ladri di niente, poeti della domenica, navigatori incalliti, fedigrafe per forza, peripatetici nella mente, re, regine, papi e demòni. E poi loro che meritan menzione per alti quei meriti guadagnati sul campo: (scusate se dimentico qualcuno). Qui di seguito troverete certamente il “modello” che vi somiglia perfettamente. Ergo non siate capricciosi e permalosi. Solo i migliori della settimana, di mesi e di anni meritano esplicita menzione. Se non vi riconoscete espressamente nella lista dovete impegnarvi di più. Fatevene una ragione!

Le signore che, a loro dir, la mente conoscono, impegnate a piangere amori mai consumati ma sol nella mente malamente vissuti che aspettano soltanto ingenti commenti e tutte le pecorelle e gli arieti impettiti pronti ad accorrere gareggiando col tempo, sperando soltanto in un triste e fasullo….memento.
E poi ci son loro, gli uomini clown, con parrucche di riccioli biondi, nasi rossi e trucco marcato, che alternano cavalli nei mari e pesci nei prati, piuttosto tramonti dorati a bimbetti annoiati solo per dirci “buongiorno a voi tutti” e “buona serata”, il tutto condito da bevande scadute, sotto il peso di niente, nell’ombra di angusti modelli, storditi da sempre, dal senza vissuto.
E voi mie meste signore...che quando vi si guarda si recita Dante..."Voi che sié costì anime morte allontanatevi da codeste che son vive almeno così sembra che sia al vostro mesto cospetto, che urlate ossessioni in faccia alla gente, al grido di “guai a voi anime prave che d’insulti, da anni, ricoprite il nostro nero candore, noi veniam, all'altra riva, per menarvi in caldo e in gelo ma, fate solo rabbrividir sin'anche quella Vecchia Signora a cui avete rubato la falce, gli occhi, il mantello e la sorte.
E poi….oddio ma dov’è? E’ rimasta solo un’ombra dietro quel nick bello e lunghetto che faceva dell’ironia la sua forte ragione di un’esistenza forse mal spesa perché forse nessuno capiva quale era il suo unico grido d'amore.
E la bella signora che induce al peccato ma poi si ritrae quasi indignata, col marito cattivo a farle da guardia del corpo.
Ed ancora voi donne dal piglio indignato per amori conformi a sentire ancor da nascondere e a torto appellati “contro natura”, a rincorrere carezze anche solo sognate barattandole al costo di un sorriso anche falso e mal speso dando forse la vita pur di averlo con se. Maledette bigotte che sanno solo mostrar la loro insana insofferenza ad amori forse perfetti ma non ancora universalmente accettati.
E tutto il reame di giullari di corte, imbonitori di piazza, venditori di fumo e oracoli dediti alla finzione, sempre pronti forse a metter la faccia anche se quella l’han persa da un pezzo a restar quindi senza volto e senza nome, ergo solo codazzo della regina di turno a gareggiar gare di niente a chi arriva prima a metter “mi piace” e a sparare pareri che sanno di muffa, senza sapere che il compenso è scontato: il niente di niente… oltre se stessi.
E quella ragazza che sá di mare e un pò viene e un pò va a portar la triste novella del suo atroce penar di tre uomini che porta nel cuore ma, non saprà mai che pesci pigliar.
E tutte le altre pacioccone e sornione che di nulla sembran penar, magari non brillan in cultura e parole ma più di tutte, con educazione e dolcezza, sentono col cuore e parlan con l’anima.
E e tu, si prorpio tu, dico a te, con tanti problemi rimani la più dolce che c'è, dipingendo il tuo mondo di rosa sincero, anche se ridi fra lacrime vere. Io avrò te sempre davanti ai miei occhi e cullandoti me ne starò in silenzio sotto questo cielo pieno di stelle a guardare la volta, tra cui cercherò...di scorgere te.
E poi lei, ancora ferita e solo stordita ma, avvolta in sorrisi eterni a donar di chi le vuol bene e la vità le dà, che di respiri ancora avrà da rubar ad una certa, sicura, infinita eternità.
E tu, si proprio tu, che vai lasciandomi immense parole per poi riapparir ancora domani con parole più dolci che mai. Apsetto in silenzio che arrivi il mio turno per sentir parole obiettive e reali senza nulla mentir al nostro riflesso.
Ed ancor ci son loro con occhi fieri, luminosi ed alti con grazia che con animo immenso e charme di donne di armonioso vissuto, giunto alla fine di giorni raggianti traghettati in un futuro ormai divenuto presente.
E poi...le ragazze dalla pelle di porcellana che fanno stragi di occhi, di cuori e di bava ed i ragazzi con i capelli marines e i bicipiti di pollo gonfiati agli ormoni di soia con barba da veri montanari mormoni, tutti in fila per uno, a raccogliere bacini a gogò per poi vincere un pugno di niente.
Che stupendi quelli che...di verità han fatto virtù...
e...che carucci quegli oracoli che han fatto di finzione vanità... che bello rivedervi tutti qui. Bentrovati falsi d'autore, come va la vita dietro quel vetro?



Svegliami se c'è verità che quest'anima ha voglia di emozioni.
Svegliami meravigliami con lo spirito delle tue invenzioni.
Scuotimi non deludermi nel mercato di questo assurdo tempo.
Toccami attraversami fino all'anima o non mi svegliare più.
Svegliami e convincimi che non servono trucchi per la gente.
Sparami con le raffiche di un ossigeno puro e incandescente.
Portami all'origine delle lacrime e della commozione.
Dove tu non mi hai visto mai impazzire e poi inneggiare ai miti miei...

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E’ un po’ che navigo questi mari e giro per questi giardini ed ogni lunedi scrivo la mia bella bacheca come a lasciar una sorta di immagine che nulla o qualcosa è realmente cambiato. Ma, col tempo ho compreso che cambia poco davvero ergo mi faccio l’ultimo giro fra le aiuole di questo grande...
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Vita

11 maggio 2015 ore 17:36 segnala
Dalla notte dei tempi tutti i pensatori, filosofi, scrittori, poeti, cantastorie, giullari di corte e imbonitori doi pizza hanno cercato di dare una definizione valida della vita.
E’ inutile mettersi qui a volerne ricordare le più belle, le più forti, le più particolari: tutte sono valide e tutte non lo sono. Ogni definizione è valida se la condividiamo ed ogni definizione non valida se non riusciamo a farla nostra, in alcun modo.
Pertanto mi limito a dare delle definizioni, molto semlici che, IO, personalmente ritengo valide e magari anche qualcuno di voi che passerà di qui, nel mio giardino. Vediamole….


La più vera ed innegabile è questa:
"VITA (sost. femm. sing.)
Malattia a trasmissione sessuale genetica..
Termina sempre con la morte.
Al momento non si conosce cura."


La più ironica ma profondamente realistica è invece quest’altra:

"La VITA è tutto ciò che ti capita quando sei intento a fare altro."

La più simpatica ma non per questo meno vera è quest’ultima:

"La VITA è come quando vai dal tuo parrucchiere. Tu gli dici cosa vorresti e lui fa quel che cavolo gli pare."

Ma, in verità a me non interessa tanto la definizione di vita, quanto gli ingredienti per viverla pienamente e coscientemente. Perché c’è una cosa più brutta della morte. E’ l’aver vissuto una vita senza accorgersene, lasciando andare i giorni senza goderli e le persone senza amarle; insomma avere vissuto senza vivere, arrivando alla fine, quando scenderanno i nostri titoli di coda, quando ci volteremo un solo momento indietro, per fare un bilancio di quella nostra avventura ed essere sereni e gridare… Sì, nessun rimpianto...è stata la mia strada!.
E quindi, io credo che nella vita ciò che conta veramente non è essere ricchi per possedere qualcosa di bello e di notevole. Pensate che gli ingredienti più preziosi e più importanti della vita sono GRATIS:
- sorridere….
- abbracciare….
- amare….
- baciare…
- sognare…
- sperare ….
e forse nessuno di noi l’ha ancora veramente compreso ma, la cosa, davvero più importante nella vita è….la vita stessa!



C'era una volta la mia vita e c'è ancora tutta la mia voglia di viverla intensamente...
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Dalla notte dei tempi tutti i pensatori, filosofi, scrittori, poeti, cantastorie, giullari di corte e imbonitori doi pizza hanno cercato di dare una definizione valida della vita. E’ inutile mettersi qui a volerne ricordare le più belle, le più forti, le più particolari: tutte sono valide e tutte...
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Una stella da non restituire

08 maggio 2015 ore 16:41 segnala
Aristofane, noto commediografo greco parlando di un mito....narrava una storia molto singolare.
In quel tempo della creazione del mondo, degli uomini e delle cose gli dei erano avvinti da ira funesta, tal da distruggere, da quella stessa ira, tutto ciò che era stato creato, meticolosamente, fino ad allora. Zeus (Giove) infatti si era accorto che nel crear le stelle del firmamento, i più giovani (Apollo, Ares o Marte, Afrodite o Venere, Eros o Cupido, Artemide o Diana) distratti dalla loro stessa gioventù, ne avevano fatte cadere alcune sulla terra, probabilmente le più fulgide, le più splendenti. Ciò avrebbe reso il cielo e l'universo ancora più buio, oltre al fatto che non era affatto possibile che gli umani potessero godere di tali bellezze, esclusivamente risrvate agli dei.
Riunitosi l'olimpo con gli dei più anziani, si decise di tentare il recupero di questi astri. Essi quindi incaricarono Ares (Marte), dio della guerra, il più forte degli dei, con l'aiuto di Eros (il più giovane degli dei) di scendere sulla terra, cercarle, trovarle e riportarle su nel cielo.
I soli due dei incaricati del ritorvamento, Ares ed Eros si resero subito conto che era un'impresa titanica, cercare tutte quelle stelle, tutti quei meravigliosi astri caduti sulla terra. Da questa certezza, decisero quindi, di loro iniziativa, di invocare l'aiuto degli umani, in quella ricerca, promettendo loro una ricompensa molto alta e particolare: l'IMMORTALITA'
Molti furono gli uomini che ritrovarono quegli astri e quelle stelle, guadagnandosi quella grande ricompensa.
Io non dirò mai ad Ares e ad Eros di averne trovata una… A me non interessa affatto essere... immortale!



Now we are free (Ora noi siamo liberi)


Spesso ricordare aclune ambientazioni storiche...rendono meglio... il concetto.
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Aristofane, noto commediografo greco parlando di un mito....narrava una storia molto singolare. In quel tempo della creazione del mondo, degli uomini e delle cose gli dei erano avvinti da ira funesta, tal da distruggere, da quella stessa ira, tutto ciò che era stato creato, meticolosamente, fino...
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Per rimanerne nel tempo per sempre rapito!

28 aprile 2015 ore 18:40 segnala
E poi ci sono le belle persone, le persone speciali; quelle che non hanno bisogno di manifestare saggezza, quelle che non ti lasciano solo nel buio, quelle che trovano sempre il modo di rubarti un sorriso e di farti sapere che sono lì accanto a te, anche se sono dall’altra parte del mondo…
Esiste una grande differenza tra una bella persona ed una persona qualsiasi. La bella persona è il tuo angelo nascosto. Perché le belle persone, le persone davvero speciali son quella che non sanno di esserlo; son quelle che fanno ogni cosa mettendoci il cuore; che non dànno mai per ricevere, ma per il solo piacere di vederti sorridere; quelle che gioiscono con te per le tue vittorie e quelle che ti asciugano quelle lacrime che nessun altro riesce a vedere. Se ne incontri qualcuna abbine cura, non deluderla mai, e tienila stretta.
Non son state tante quelle che ho incontrate nella mia vita ma, quando io le ho scoperte, anzi, quando mi sono state donate, solo quando ne ho preso coscienza ho compreso che uomo fortunato io fossi stato. Perché da tutte ho ricevuto qualcosa di grande, qualcosa che mi ha veramente reso più ricco.
E da questa ricchezza che ho sentito il bisogno di regalar loro queste semplici e brevi parole. Magari non saranno granché ma, vi posso assicurare che sono uscite tutte dal mio cuore e sono state scritte dalla mia anima. Il cervello ha fatto davvero ben poco: mi ha fatto star buono Iì accanto seduto per farmi ammirare ogni singola parola scritta dall’anima per rimanerne, nel tempo….per sempre rapito!

Queste parole che leggerete, appartengono ad una sola persona ma, credo sia giunto il momento di regalarle a voi tutti che siete, oggi, mie amici (non posso far nomi perché è giusto così) e che sarete, per sempre…le mie belle persone!


Le belle persone le senti nell'aria delle sere d'estate
e nel vento glaciale di inverni infiniti
nel profumo del terreno arso dal sole
e in quello dell’erba bagnata da pioggia incessante
nell'ultima afa che muore in grembo alla sera
e nel sole caldo del mattino di gelidi giorni autunnali.
Nella luce argentea di una luna mai spenta
e nelle ombre di notti buie a tirare mattino.
Nella brezza serale a darti quiete
e nel calore di un’anima che ancor non si è arresa.
E nell’anima….sai che son quelle.
Le belle persone le senti arrivare...
e sulla pelle finalmente, le avverti....
e sai che non c'è nulla….
….più stupendo di quello!




Quale migliore canzone di questa per invocare l'arrivo, nella vita di tutti, di una bella persona.
Come puoi riparare un cuore spezzato?
Come puoi fermare la pioggia dal cadere giù?
Dimmi come puoi fermare il sole dallo splendere?
Ciò che fa girare il mondo?
Come puoi riparare quest'uomo spezzato?
Qualcuno per favore mi aiuti a riparare il mio cuore ferito
E mi faccia vivere di nuovo...

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E poi ci sono le belle persone, le persone speciali; quelle che non hanno bisogno di manifestare saggezza, quelle che non ti lasciano solo nel buio, quelle che trovano sempre il modo di rubarti un sorriso e di farti sapere che sono lì accanto a te, anche se sono dall’altra parte del mondo… Esiste...
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Vorrei essere...pioggia!

24 aprile 2015 ore 19:12 segnala
Amo molto la pioggia e i suoi effetti benefici e rilassanti che hanno sugli aspetti nostalgici e sereni della vita di ciascuno di noi. Molto spesso aspetto che piova, prendo l'auto e raggiungo colline vicino casa dove spazia la mente su panorami senza orizzonte. Sì, porto con me l'ombrello per ripararmi da una piggia possente dove scampo non avrei ma, se è una pioggia normale faccio volentieri almeno di quell'accessorio. Indosso un K-way, rigorsomanete blu notte ed esco dall'auto. Cammino piano andando in senso opposto alla pioggia in modo che le sue gocce mi bagnino il viso inevitabilmente con fragore di una carezza dimenticata e mi solchino gli occhi irronado le ultime rughe di un'età solamente anagrafica. Insomma la guardo dritto negli occhi e ne ammiro le gocce ogni goccia che che cade sulla terra, sull'erba, sul mio corpo. Il senso di pulito del mondo reso da essa inizia a rapirmi, il senso di pulito di tutte le cose, vermanete mi prende e i brutti ricordi spariscono sotto di essa. Mi vien voglia di ridere, nonostante qualche cicatrice che probabilmente morirà con me. Sì, ho voglia di ridere e rido di gusto perchè la piggia mi rende sereno...mi ha fatto incontrare ancora con me.

In uno di queste occasioni ho immaginato di essere pioggia, per un solo motivo: alleviare le pene di coloro che amo; rendere giusto ciò che giusto non è.
Rientro nell'auto e prendo la penna, un foglio è li accanto, scrivo così:


Io ho sempre desiderato essere pioggia
per solcare le guance e le spalle di chi amo anche se non ci sono
ed esonerarla da tutte le fuliggini e le oscurità che le arrecano affanni;
per lavare quella polvere depositata dal tempo
sulle emozioni di cui, ormai, ha perso il senso;
per rinfrescare come un balsamo le ferite
che deturpano, inesorabilmente, i suoi sogni.
Vorrei essere pioggia per avere l’importanza di quell’acqua chiara,
limpida, fresca, rigenerante, capace di ossigenare e nutrire ogni parte
con cui viene in contatto rendendole una luce nuova, di vita.
Si, vorrei essere pioggia ma purtroppo, io non lo sono ma, vorrei almeno
tu immaginassi cosa vorrei io, esser per te:....PIOGGIA
!




Vorrei essere pioggia... in una cadenza andante con moto...
Un pezzo meraviglioso che fonde pop-rock e classica...in un crescendo
di emozioni...

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Amo molto la pioggia e i suoi effetti benefici e rilassanti che hanno sugli aspetti nostalgici e sereni della vita di ciascuno di noi. Molto spesso aspetto che piova, prendo l'auto e raggiungo colline vicino casa dove spazia la mente su panorami senza orizzonte. Sì, porto con me l'ombrello per...
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DPM....La voce nella notte.

21 aprile 2015 ore 18:16 segnala
Spesso una voce porta in sé della magia. Una brutta voce, un tono anonimo, rimane una brutta voce ma, una bella voce, graffiata, profonda, avvolgente, può avvicinarci alla gente, affascinare, addolcire animi, portare serenità, infondere pace, ispirarsi all’amore…
Mi dicono che io avessi una voce di siffatte caratteristiche. Io credo che invece la mia voce era solamente allenata ai repentini cambi di tono e tonalità, ai vari modi di venir fuori e di modularsi in quanto da ragazzo, e per lunghi anni, provenendo da una famiglia non particolarmente abbiente, ho dovuto da sempre badare alle mie esigenze, tra cui gli studi, facendo pianobar prima in locali di ogni genere, feste private, cerimonie varie per passare poi a villaggi turistici e a navi da crociera, sfruttando quelle che erano le mie “caratteristiche musicali” ovvero elementarissime conoscenze musicali supportate da un animo sensibile alla musica. Non ho mai letto la musica ma ho sempre saputo dove appoggiare le mani sul pianoforte e sempre il tasto giusto.
Ed a proposito della voce e della sua bellezza mi è tornato in mente un episodio che mi ha fatto rivivere giorni….indimenticabili. Per esempio ero l'unico che ad inizio serata esordiva con "My way" in tonalità originale....(Re, Re mag 7, Re7, Si7) ma era solo un mezzo per beccare mance laute dagli americani. Se passava tempo l'alcool li rapiva e li rendeva meno generosi, anche se ero cosciente che quel tipo di canzone, ad inizio serata, a “voce fredda” mi rompeva le corde vocali ma, come si dice, la necessità aguzza l’ingegno.
Sulle navi è solito, fra colleghi, affibbiarsi nomignoli molto particolari spesso molto goliardici e simpatici nati generalmente da qualche episodio molto intenso o da particolari caratteristiche del carattere del destinatario. Io non ne fui immune.
Io ci sapevo fare moltissimo con i bambini. Li ho sempre amati profondamente. Oddio avevo fatto di necessità virtù. Sapevo che prendendomi cura del bimbo avrei conquistato le attenzioni di chi se ne prendeva cura. E così avevo affinato tecniche da nursery specializzata. Ci sapevo talmente fare che un bimbo, anche il più capriccioso e nervoso, tra le mie mani o tra le mie braccia diventava buono, dolce, docile, mansueto come un agnellino, calmandolo per poi giocarci un po’ e farlo poi dormire. Avevo tutto il giorno libero e quindi potevo dedicarmi alle due anime in pena: il bimbo e chi se ne prendeva cura. Ho sempre avuto l’istinto della crocerossina.
L’episodio che determinò il mio nomignolo fu molto singolare. Anche io, ancora oggi stento a crederci.
Una notte in una zona dove erano ubicate cabine superiori e suite (per intenderci una prima classe) frequentata dai cd. Vip, sotto tutti gli aspetti (spettacolo, cultura, politica, ecc.) una bambina di 11 mesi figlia di una coppia molto in vista, di lingua spagnola, si disperava da ore. Nessuno era stato capace di calmare, in qualche modo, quella bambina. In quella “classe” il silenzio era d’obbligo, specie dopo una certa ora. L’unico rumore che poteva essere udito era quello dolce della culla del mare che rasserenando gli animi accompagnava in un sonno lungo e distensivo.
Ma quell’adorabile bimba non ne voleva sapere di osservare questa regola non scritta ma molto più ferrea di tutte: il silenzio durante le ore di riposo. La sua giovane mammina, disperata, stava per recarsi fuori dalla zona quando una cameriera di rango superiore (tal Paula, messicana) disse agli astanti, che provavano a calmare la bimba, che forse lei aveva la soluzione. Ormai erano le 4 passate ed io ero forse in pausa o avevo finito e chiudendo le mie tastiere, cercavo di fumare una meritata sigaretta; quando ad un tratto vedo spuntare Paula che mi racconta della bambina e della sua soluzione. Paula tu sei matta, le dico. A te il sole del Messico ti ha dato alla testa. Lei mi guarda, mi sorride, mi tocca un braccio e mi dice: Marco, a tener éxito! (Marco, tu ci riuscirai!). Va bene, andiamo. Corriamo per scale e ponti prima di raggiungere quella cabina superiore. Saluto, mi avvicino alla mammina e le sussurro: “Señora, por favor , me puede dar al niño?” (Signora per favore mi può dare la bimba?). La dolcissima mammina annuisce e mi porge la bambina. La teneva come un sacchetto di patate e la dondolava nervosamente e stancamente tra le sue mani. La prendo tenendola con la mia manona sotto le gambine e appoggiandola con la sua testa al mio petto. Questa nuova posizione la calmò immediatamente anche se non smetteva di piangere. Appoggiando la sua testolina al mio petto aveva udito un suono familiare: il battito di un cuore che l’aveva cullata per 9 mesi di gestazione e nei primi mesi della sua vita. Non bastava dannazione. Cosa potevo fare in quella cabina e con tutta quella gente. Non certo il "saltimbanco" come facevo di giorno sui ponti per tenerli buoni e giocarci. Dovevo inventarmi qualcos’altro. Ma, ahimè non mi veniva nessuna idea. Così guardai il soffitto (idealmente il Cielo) e chiesi aiuto… Come abbassai il capo sapevo cosa avrei dovuto fare. La strinsi ancora un po’ al mio petto, avvicinai le mie labbra al suo piccolo orecchio e le sussurrai: “princesa dármelos todos tus pensamientos” (principessa dalli a me tutti i tuoi pensieri). Si addormentò di colpo! Oh mio Dio…mi spaventai anch’io. La giovane mammina la riprese subito tra le sue braccia ma la bimba accennò a ripiangere, incurvando quelle sue piccole, dolcissime labbra. La ripresi…e quel ghigno si tramutò in un sorriso. Aspettai 3 minuti ancora e l’appoggiai, teneramente, nella sua culla.
Da quel giorno ero DPM acronimo di Dreamer Princess Man, ovvero “The man who makes you dream princesses” [l’uomo che addormenta le principesse). Peccato! Mi sarebbe piaciuto di più….L’uomo che sveglia le principesse! Ma…non si può avere tutto nella vita. C’est la vie! Quella è stata la mia strada. Eh sì…la mia voce…era magica!




Si...è stata la mia strada!
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Spesso una voce porta in sé della magia. Una brutta voce, un tono anonimo, rimane una brutta voce ma, una bella voce, graffiata, profonda, avvolgente, può avvicinarci alla gente, affascinare, addolcire animi, portare serenità, infondere pace, ispirarsi all’amore… Mi dicono che io avessi una voce...
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Adesso anche tu...

13 aprile 2015 ore 16:05 segnala
Oh mio Dio...è successo ancora. Perchè? Oh mio Dio...perchè? Ormai non voglio più neanche ricordarli tutti quei nomi che mi passano sempre per la mente, ogni volta che ne ricordo uno, va via, con quel ricordo, un pezzo di me. Ed io sono già ridotto male. Poi ci si mette anche il mio modo di sentir le cose, il mio modo di guardarle dritte negli occhi, e poi ci si mette anche Dio...
Non voglio scrivere un'altra storia triste. L'ho già scritta tante volte non vorrei riscriverla mai più. Non voglio più aggiungerci altri "piccoli nomi". NO! Vorrei scriverla per me purchè il male su di voi si placasse almeno un pò. Ma, io devo esorcizzare in qualche modo il mio dolore, devo tirarlo fuori, non voglio più conviverci. Ehi Giò...ti scrivo qui la storia della tua grande amica Sally. Son sicuro che adesso vi terrete per mano. Quelle manine che si cercavano spesso, quando eravate in quei lettini ed io accanto a voi che ve le stringevo fra le mie.... Abbi cura di te...bimba mia.


Ho letto che ogni qual volta muore un uomo, muore un pezzo di mondo ed ogni volta muore una donna va via un pezzo di universo ma, quando parte, per l'ultimo viaggio, una piccola donna è un universo intero a venir distrutto.
E ieri è successo ancora...
Non dovrei scrivere qui, mia piccola Sally e mia piccola Giò ma, voi due amavate sempre leggere le storie che io scrivevo per voi. Le facevate leggere, orgogliose alle vostre maestre e dicevate a tutti: questa l'ha scritta il mio amico Marco, per me.
Questa, con le lacrime agli occhi ma il sorriso sulle labbra, che avevo sempre quando vi parlavo è l'ultima cosa che io scrivo per voi e, sapete la verita? Non voglio scrivere più nulla per nessuna di voi. Basta! Sono stanco! Non leggerete più niente di Marco ma, una certezza vorrei voi l'aveste per l'eternità, che ora vi appartiene: quando vorrete giocare con qualcuno allungate serene quelle vostre manine...troverete la mia!
Ovunque voi siate adesso, per il momento, io provo come sempre a sussurrarvi, quando tornavate a casa, con la mia voce buffa, che a voi piaceva tanto: ...ciao Sally, ciao Giò...ci vediamo presto!




Ma tocca le mie lacrime con le tue labbra
tocca il mio mondo con la punta delle tue dita
e potremmo viverci in eterno e amarci per sempre.
E l'eternità sarà il nostro presente!

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Oh mio Dio...è successo ancora. Perchè? Oh mio Dio...perchè? Ormai non voglio più neanche ricordarli tutti quei nomi che mi passano sempre per la mente, ogni volta che ne ricordo uno, va via, con quel ricordo, un pezzo di me. Ed io sono già ridotto male. Poi ci si mette anche il mio modo di sentir...
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13/04/2015 16:05:40
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Quando partirai...

09 aprile 2015 ore 18:58 segnala
Quando partirai non portarti l’orologio perché il tempo si fermerà fino a che ritorni;
Quando partirai porta con te ciò che vuoi ma lascia qui il senso che ho di te, quello che io custodirò fino a che ritorni per rendertelo e viverlo ancora insieme a te;
Quando partirai non voltarti indietro a guardarmi ancora perché io avrò gli occhi bassi e non nei tuoi;
Quando partirai smetti di immaginare i miei sorrisi perché aspettano te per esserci ancora e neanche la mia voce che solo adesso...scomparirà;
Quando partirai lasciami così nel ricordo che hai di me fra respiri, capelli argento e luna piena;
Quando partirai, non dirmi mai addio, solo "ciao, aspettami qui che io ritorno e…. non mentirmi mai";
Quando partirai, con i miei sogni ed i ricordi che ho di te, cerca di non lasciare che anche solo uno possa un giorno perdersi e per me, nessuno e niente esisterà;
Quando partirai abbi certezza che questo amore non finirà e resterà nella mia
vita ma, ora che devi andare pensa solo a… non lasciarmi qui e….
...portami con te.




Dimmi perchè quando penso...penso solo a te...

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Quando partirai non portarti l’orologio perché il tempo si fermerà fino a che ritorni; Quando partirai porta con te ciò che vuoi ma lascia qui il senso che ho di te, quello che io custodirò fino a che ritorni per rendertelo e viverlo ancora insieme a te; Quando partirai non voltarti indietro a...
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Io credo che lassù...

02 aprile 2015 ore 16:20 segnala
Durante il corso della nostra vita ci sono cose, fatti, circostanze, emozioni, persone che cerchi costantemente e altre che, sono loro a cercare te. Quelle che cerchi, non sempre la vita te le fa trovare quando decidi tu. Ed è inutile che ti dimeni, ti arrabbi, lavori e ti affanni per averle. Significa, semplicemente che, quello non era il momento, anzi non insistere nel volerle cercare per forza. Puoi essere sicuro che se ti ostini, nella ricerca, esse diverranno il più grosso errore della tua vita. Mai sfidare il destino scritto nell'eternità. La sfida di un destino inciso nella storia di te è un’arma che non conosci, non sai, non puoi, non devi maneggiare. E quando non conosci bene un’arma, finisce sempre per scoppiarti fra le mani. Quindi, fatti un favore: attendi! Quando non ci pensi più, quando ti sembra che non ti siano più necessarie ecco che la vita te le pone davanti. Ed in quel preciso momento avrai la certezze che quella cosa, quella circostanza, quella emozione, quella persona è il massimo della tua esistenza e la tua vita vestirà colori che mai avresti pensato potessero esistere, manifestarsi e realizzarsi in quelle intensità.

Altre cose, fatti, circostanze, emozioni, persone saranno loro a cercare te e queste potranno rivelarsi buone come rivelarsi cattive. Tu non hai scelto né quelle buone né quelle cattive e, forse neanche ci pensavi, e nemmeno le volevi, ma arrivano e dopo, credimi, non sei più uguale, la tua vita cambia. Tu sarai un altro! Se ciò che ti arriva ha valenza negativa le soluzioni sono due: o fuggi via cercando di lasciartele alle spalle, se ti è concesso farlo o ti fermi e le affronti. Qualsiasi soluzione tu scelga, ciò che ti ha trovato, stanne certo, ti ha già cambiato la vita sull’asse dell’eterno e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o se in male.

In altre, rarisssime occasioni, ci sono cose, fatti, circostanze, emozioni, persone che come appena ti sfiorano avverti un profumo insolito, sconosciuto ma, stranamente familiare,un profumo che aspettavi, un profumo del quale non ti capaciti come avessi fatto a rimanerne senza fino a quel momento, un profumo che, la vita te la stravolge e tu sai che non vuoi che quello. E da quel momento tutto cambia, tutto assume nuova luce, nuovi colori. Tutto diventa emozione allo stato puro. Ti fermi un attimo, chiudi gli occhi, rallenti il respiro…e arriva la risposta: non devi più cercare . Sai solamente che fino a quel momento avevi vissuto solo una vita a metà Il tuo posto era stato sempre questo, la tua casa non potrebbe essere altrove ed il tuo destino sarà quello di….farne parte per sempre ed oltre i giorni a te concessi!



Qualcuno aveva scritto già....l'amore mio per te...
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Durante il corso della nostra vita ci sono cose, fatti, circostanze, emozioni, persone che cerchi costantemente e altre che, sono loro a cercare te. Quelle che cerchi, non sempre la vita te le fa trovare quando decidi tu. Ed è inutile che ti dimeni, ti arrabbi, lavori e ti affanni per averle....
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02/04/2015 16:20:09
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Bon voyage...ragazzi.

30 marzo 2015 ore 01:33 segnala
E così sono partiti per il viaggio più lungo altri miei due amici. La prima giovedì scorso e ieri un altro. Direte ma, per quel viaggio parte tanta gente e non per questo si scrive un post o qualche riga. E’ vero, quel biglietto, tutti noi lo abbiamo prenotato e probabilmente nessuno mai scriverà di noi o perché mancherà un “Marco” di turno, nostalgico e romantico o perché non lasceremo alcun ricordo degno di essere citato. “Ma va bene anche così!” Come dice una persona a me molto cara.
Volevo scrivere un ricordo per una ma, poi visto che al viaggio si è aggiunto, purtroppo anche un altro amico, credo sia giusto accomunarli in un unico….ricordo.
Io voglio ricordare questi due mie amici perché erano davvero dei personaggi e, anche se sono stati fondamentalmente diversi, a parte il sesso: uno uomo e l’altra donna e, non si sono mai guardati se non come amici… nel viaggio sono stati accomunati dalla stessa “motivazione”. Dannato male di giorni non più vissuti!
Lei era chiamata da noi tutti “Mò n’ce pens” (Adesso ci penso) al secolo tal Annamaria S., insegnante di lettere (archeologa). La caratteristica principale di “Mò n’ce pens” era quella che non gli andava bene mai nessun compagno, nessun uomo. Aveva una capacità nel trovarli e di attirarli al suo “altare”, impressionante. Nel momento però che questo poveraccio gli diceva si, lei immediatamente gli trovava mille difetti tra cui uno insormontabile. E tanto girava, tanto faceva, tanto…”rompeva” che questo poveraccio, alla fine, le dava il benservito. Nel giro di poco tempo quindi, la vedevo a casa mia, perché diceva che solo io la capivo, pur essendo stato uno dei primi “stronzi” (così definiva tutti gli uomini) che però, tra i miei mille difetti (le ho sempre chiesto di dirmi quali fossero o almeno quale fosse quello “determinante alla rottura inevitabile” ma non me ne ha mai detto uno realmente accertato o accreditato.) io, almeno ero in grado di ascoltarla. Lei arrivava tutta agitata, piangendo, urlando, inveendo contro di se, sfogava il suo livore sullo “stronzo” di turno, ripeteva cento volte “ma tu capisci, Marco” …Poi la fermavo e le chiedevo: “dai stavolta pensaci meglio, me lo prometti? E lei…si…“Mò n’ce pens!” ...e poi, dopo aver pronunciato questa frase magica, di colpo si placava….si alzava, mi baciava sulla guancia e andava via. Ahahaha….che donna stupenda era …“Mò n’ce pens”. Personalmente, credo che nessuno di quegli “stronzi” (come li definiva lei) avesse qualcosa di particolarmente grave. Era lei che ricercava la perfezione relazionale in tutto ed in tutti. Probabilmente “Mò n’ce pens” non avrebbe mai amato nessuno perché nessuno impersonificava quel perfetto concetto d’uomo che solo lei aveva nella testa.
L’altro amico che è “partito” ieri ed io l’ho saputo solo oggi (mentre facevo una gara di biliardo) era “Bebè chest è ess” (Questa è lei, questa è quella giusta), al secolo tal Felice M. detto Bebè, di professione architetto sfortunato. Bebè era un ragazzo ed un uomo bellissimo, d’aspetto, nel fisico, nell’anima e nel cuore. Stop! Aveva un solo difetto: era vuoto come il “niente”. Non c’era donna che gli resisteva. Era il mio amico più stretto e, da ragazzi si andava a “caccia insieme” C’era un accordo tacito tra di noi….Però lui faceva sempre sul serio. Lui si innamorava di tutte le donne che gli rivolgevano uno sguardo. Lui si innamorava almeno un giorno si ed un giorno no, gridando a noi tutti: “Guagliù, chest è ess” (ragazzi questa è lei, questa è quella giusta ed io la amo follemente). E noi…..si vabbuò Bebbè! (Si si va bene, Bebè)
Il fatto curioso è che dopo 24 ore, tutte queste donne giuste e amate profondamente, scappavano via e tutte…ma proprio tutte dicevano la stessa cosa. Bebè era solo un bell’involucro. Passava ore ad aggiustarsi i capelli. in uno specchio. a stirarsi il collo della camicia, a guardarsi le mani e ad inveire contro quel moscerino che aveva avuto l'insana idea di spiaccicarsi sui suoi mocassini lucidi….Lui dentro era....il nulla! E tutte queste donne poi, quasi per “vendetta” finivano per innamorarsi immancabilmente di uno di noialtri amici. Ahahaha… E lui…diceva “meglio con uno di voi amici che altri. Forse mi ero sbagliato…non l’amavo poi così tanto”. Credo che “Bebè chest è ess” non avrebbe mai trovato nessuna che lo potesse amare veramente perché anche se è vero che forse era vuoto, credo fosse lui a non sapere amare. Perchè lui amava troppo se stesso e chi è innamorato di se stesso, ha il cuore già impegnato e…. non potrà mai amare nessun altro.


Voglio credere che i miei due amici Mò n’ce pens” e “Bebè chest è ess” ora che sono andati via abbiano trovato la loro serenità incontrando, l’una quel suo uomo ideale, costruito da Dio, apposta per lei e lui una donna che possa fargli capire che è ora di scendere da quel palcoscenico perché…sono andati tutti via ed è ora che si distolga solo un momento da quella sua immagine, girarsi e guardare che accanto a lui c'è una donna che lo sta già cercando per amarlo.... con tutta se stessa. Bon voyage...ragazzi.

Mò n'cè pens dimane...(Adesso ci penserò domani)


Bebè e mò comm se fa? (Bebè e adesso come si fa?)
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E così sono partiti per il viaggio più lungo altri miei due amici. La prima giovedì scorso e ieri un altro. Direte ma, per quel viaggio parte tanta gente e non per questo si scrive un post o qualche riga. E’ vero, quel biglietto, tutti noi lo abbiamo prenotato e probabilmente nessuno mai scriverà...
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30/03/2015 01:33:29
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