Al massimo, posso scendere dalla mia vita.

25 gennaio 2016 ore 16:11 segnala
Tutta quella città. (Tutta quella vita, tutto quel mondo) Non si riuscivo a vederne la fine. Era tutto molto bello su quella scaletta. Non c’era alcun problema. Eppure mi fermai, non scesi, tornai indietro. Ma non è quello che vidi che mi fermò. Fu quello che non vidi. Puoi capirlo? Quello che non vidi… In tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine. C’era tutto ma, non c’era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano, i tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se tu, se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai… Quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Ti sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche soltanto le strade, ce n’erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n’è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormità, solo a pensarla?
A viverla… Io ci sono nato su questa nave e vedi, anche qui il mondo passava, ma non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n’erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato a vivere in questo modo.
La terra… è una nave troppo grande per me, è una donna troppo bella, è un viaggio troppo lungo, è un profumo troppo forte…. È una musica che non so suonare.
Non scenderò dalla nave. Al massimo, posso scendere dalla mia vita. In fin dei conti è come se non fossi mai nato ed è come se …non fossi mai vissuto.

(La leggenda del pianista sull’oceano)

Essere veri uomini o comunque solo uomini non significa fare grandi cose ma, fare semplicemente ciò che è vivo, possente nel profondo del nostro cuore e farlo fino in fondo.
Vivere significa scoprire, correre, guardare il mondo in un alternanza di preoccupazioni, fatiche, lotte con il tempo non documentarsi passivamente leggendo ed informandosi di…quello che accade.
Sarebbe bello fare tutto ciò osservando il mondo, osservando la gente, rimanendo ai margini di questo spettacolo. Imparare dal proprio sgabello, dalla propria posizione, dalla proprio posto, magari seduti di fronte a un pianoforte. Ma ciò è davvero utopistico, quasi irreale.
L’infelicità non sta nel non fare, nel non conoscere, nel non capire ma, nel fatto che nella propria vita ciascuno di noi vuole capire dove e verso cosa sta andando quando scende i gradini della scaletta della vita.
Come nella nostra vita quando dobbiamo scegliere di intraprendere una nuova strada, un nuovo cammino; vogliamo avere, anche se pur vaga, un’idea di dove stiamo andando, di dove ci sta portando la vita.
E quando non riusciamo a vedere la nostra strada, sopraggiungono le incertezze, perdiamo equilibrio e generiamo panico. E la strada che stiamo per lasciare, forse, è proprio quella che dobbiamo tenerci stretta perchè….è la nostra strada!!!


Finalmente ce l'ho fatta...sono sceso da quella scaletta della mia vita!


Ho l'impressione che sprechiamo troppo tempo a chiederci troppi perché. D'inverno non vediamo l'ora che arrivi l'estate. D'estate abbiamo paura che torni l'inverno. Per questo non ci stanchiamo mai di rincorrere il posto dove non siamo: dove è sempre estate.
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Tutta quella città. (Tutta quella vita, tutto quel mondo) Non si riuscivo a vederne la fine. Era tutto molto bello su quella scaletta. Non c’era alcun problema. Eppure mi fermai, non scesi, tornai indietro. Ma non è quello che vidi che mi fermò. Fu quello che non vidi. Puoi capirlo? Quello che non ...
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25/01/2016 16:11:08
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Commenti

  1. Il.gabbianorosa 25 gennaio 2016 ore 16:43
    Un film spettacolare
  2. Dr.Pentothal 25 gennaio 2016 ore 16:50
    @Il.gabbianorosa - Come pochi. Condivido pienamente la sua definizione.
    Grazie. :-) :rosa
  3. lazagara 25 gennaio 2016 ore 17:28
    Novecento un uomo molto complicato... il suo rapporto con il pianoforte e l’oceano. Questi due elementi esprimono lui come persona: senza fine, mai completamente capito, e con tanti diversi livelli. Per lui, suonare il pianoforte era un modo di esprimere le sue emozioni, un modo per evadere dalla realtà, per scendere dalla nave. Non solo per lui; tutti coloro che lo ascoltavano suonare il pianoforte, potevano entrare in un mondo diverso, e sentirsi liberi.
    Una breve frase nel film racchiude, a mio parere, il senso del racconto e l’essenza del personaggio principale:
    "Da una nave si può anche scendere, ma dall'Oceano..."
  4. Dr.Pentothal 25 gennaio 2016 ore 17:41
    @lazagara - A prima vista può sembrare come scrivi. Novecento: un uomo difficile. Ma quanti Novecento sono in noi? Noi che abbiamo paura di ogni cambiamento e non ci fidiamo neanche della sedia su cui ci sediamo.
    Credo che la chiave di lettura di Novecento sia proprio nell'ultima frase; quella riportata anche in bacheca: "E quando non riusciamo a vedere la nostra strada, sopraggiungono le incertezze, perdiamo equilibrio e generiamo panico. E la strada che stiamo per lasciare, forse, è proprio quella che dobbiamo tenerci stretta perchè….è la nostra strada!!!"
    Ma è solo un'opinione personale, altamentente contestabile.
    "Da una nave si può anche scendere, ma dall'Oceano..." ...direi proprio di NO! ;-)
    Grazie del bel commento. :-) :rosa
  5. lazagara 25 gennaio 2016 ore 17:42
    :rosa
  6. bialy 25 gennaio 2016 ore 19:05
    Alla fine di tutto mi piace pensare che questa vita sarà come un disegno. Ci sono stati i colori, le forme, gli spazi, le sfumature, gli errori...solo che non sono stata io a fare questo disegno, io ho solo seguito la matita. Mi sono affidata perché non sono io a conoscere l'idea o il progetto finale di me, il senso ultimo. Scegliere comporta sempre una responsabilità verso sé stessi e responsabilmente ho scelto di sbarcare sull'isola delle infinite possibilità. Le persone, le cose che Dio mi ha messo accanto, quelle che mi ha tenuto lontano, quelle che ho conosciuto e quelle che non conoscerò mai sono solo benedizioni e come tali meritano di essere amate e onorate :rosa
  7. RoxyAlica 25 gennaio 2016 ore 21:41
    E quando invece non vediamo la strada che stiamo percorrendo e senza accorgercene, passo passo ci "addentriamo" in un cammino che diventa corsa? Quella corsa a pieni polmoni che ti libera i pensieri e ti sfinisce i muscoli, ma quella che quando ti fermi per riprendere fiato ti soddisfa proprio per la sensazione di indolenzimento che ti fa dire "azz! allora ci ho dato dentro bene bene!"
    Quella stessa strada che improvvisamente diventa ripida e ti fa scapuzzolare come a volerti disarcionare.. quella che vorresti risalire e ti ci aggrappi affannosamente.. perché è quella che dici "voglio stare qui!!" .. Ecco, la vedi... era la tua..
    Posso definirla mia? seppur sia lì, che si perde l'equilibrio...
  8. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 01:52
    @bialy - Madame sta parlando di un "fatalismo estetico" fine 1700; corrente che diede lustro a nuovi insediamenti culturali, sociali e politici in un tessuto europeo dilanato dalle lotte di classe. L'Europa, tanto intrisa di aspetti culturali notevoli non poteva, per quanto giusti ed egalitari fossereo gli ideali che l'avevavo portata al cambiamento, abbandonarsi ai nuovi filoni culturali spiccioli e ovvi. Essa aveva il dovere di conservare l'identità culturale che 'aveva sempre distinta dal mondo. Ecco, leggendo te, stanotte, ho riveduto un'immagine sacra, la coscienza della propria realtà. Accettazione pacata, ovvia, ragionata della propria esistenza. In questo troviamo...la nostra pace.
    E brava la toscanaccia. Vuoi smetterla di mettermi in difficoltà davanti a tutti? :-) Ahahahahah... Vuoi cercare di essere meno intensa, meno introspettiva e più..."lunafulgente"?
    Un sorriso e un grazie...grazie davvero! :rosa
  9. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 02:01
    @RoxyAlica - Benvenuta! Probabilmente lei ha descritto la soluzione che tutti dovremmo adottare per avere certezza di se stessi. Ahimè, purtroppo, non siamo tutti uguali. Qualcuno ha detto: "tutto è relativo", come la soglia del dolore e la potenza degli affetti. Tutti possono amare ma c'è chi ama...fino a qui, dando il massimo di se stessi e che quel "fino a qui" è solo un punto di partenza verso affetti comprensibili solo a Dio. Così la vita e quello che ci dà; quello che facciamo per viverla dignitosamente cercando affannosamente le risposte vecchie come il mondo: "chi sono?" "da dove vengo?", "dove vado?", "quanto mi rimane"... Non ne esci più! La soluzione? Vivere il presente, come i bambini, non consumarsi nelle domande senza risposta. La chiave è quella! ;-)
    Grazie e benvenuta a bordo. :-) :rosa
  10. bialy 26 gennaio 2016 ore 08:53
    Mettere in difficoltà te ? Ahahah....ma mi faccia il piacere !!!!!
    Ti rispondo con le note di un Grande, trapassato di recente: "This is Major Tom to Ground Control, I'm stepping through the door..and I'm floating in a most peculiar way...and the stars look very different today...for here..am I sitting in a tin can..far above the world Planet Earth is Blue...and there's nothing I can do...and there's nothing I can do..." ;-)
  11. sara.io 26 gennaio 2016 ore 09:24
    Io non lo so se ho capito bene il senso del post, ma io penso che stare su una nave in mezzo all'oceano, oppure su una strada diritta e facile, o su una strada impervia difficile e piena di burroni, l'unica cosa è avere la certezza di quello che si è ed essere in armonia col tutto, anche quando il tutto non va. Non è vero che abbiamo o dobbiamo avere uno scopo nella vita? Spesso è quello di essere felici noi e far felici gli altri, sennò che senso avrebbe tutto?
    Buona giornata :rose: a te
  12. cignonero999 26 gennaio 2016 ore 14:40
    E vedi che si imparano tante cose nei social...questo film non l'ho mai visto,o meglio non l'ho visto per intero...è rimasto incompiuto e dimenticato.Me lo hai riportato alla memoria e lo guarderò... Ciao Dottore!!! :bye
  13. regalamiunsorriso.sa 26 gennaio 2016 ore 15:12
    “Noi vaghiamo in un vasto mare, sospinti da un estremo all’altro, sempre incerti e fluttuanti. Ogni termine a cui pensiamo di ormeggiarci e di fissarci, vacilla e ci lascia; e, se lo seguiamo, ci elude, scivola via e fugge in un’eterna fuga. Nulla si ferma per noi. È questo lo stato che ci è naturale, e che tuttavia è il più contrario alle nostre inclinazioni. Noi bruciamo dal desiderio di trovare alcunché di stabile, e un’ultima base costante per edificarci una torre che s’innalzi all’infinito; ma ogni nostro fondamento vien meno, e la terra si apre sino agli abissi”
    (Pascal).
  14. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 16:24
    @bialy - Ma si che puoi fare. Tutti possiamo fare. Eccome se possiamo. Mai dire : "non posso". Significa arrendersi; togliere qualsiasi barriera che possa ostacolare male e mediocrità. Yes...I can!
    Grazie. :rosa
  15. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 16:28
    @sara.io - Avevo proprio visto giusto. La tua maturità è di gran lunga superiore a molti. Sai vedere le cose nel giusto modo, li interperti e li comprendi sempre nel modo migliore in cui vanno viste. Insomma sei una donna che merita le più ampie considerazioni, qualsiasi sia l'argomento trattato. Nulla è lasciato al caso tutto rientra nella tua sensibilità.
    Hai scritto cose giustissime. Indicazioni vere per una vita vera, vissuta nella pienezza delle cose. Credo che tu abbia capito benissimo lo spirito del post. :-)
    Un grazie ed un sorriso :rosa
  16. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 16:31
    @cignonero999 - ciao BlackSwan, che piacere rivederti qui, in questi lidi. Sono felice che le mie semplici parole ti abbiano riportate alla memoria un film bellissimo che spero stavolta guarderai per intero e dopo, magari, mi verrai a scrivere cosa davvero ne pensi. Io aspetto fiducioso. ;-)
    Un sorriso :-) :rosa
  17. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 16:35
    @regalamiunsorriso.sa - Una testimonianza la sua, molto intensa. Se mi cita Pascal vuol dire che siamo su piani molto profondi dove l'introspezione della realtà trova ancoraggio nell'individualità del credo che ci accompagna e ci rende ...esseri umani.
    Noto che è nuova qui ma si muove già benissimo nel contesto dei meandri chattiani. Sarà un piacere rileggerla.
    Per il momento accetti un sorriso :-) :rosa
  18. cignonero999 26 gennaio 2016 ore 16:36
    @Dr.Pentothal Grazie del sorriso... anche se non commento di solito leggo.Quando si parla di amore sono sempre molto cauta nello scrivere e tu parli spesso di amore! Si lo vedrò e commenterò quello che penso, come posso come sempre! :bye
  19. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 16:40
    @cignonero999 - Un pò mi spiace che tu legga solamente le mie cose. Si, vero, scrivo molto d'amore e non vedo perchè tu debba andarci cauta nel commentare. Credo che ciascuno di noi sappia dire cos'è l'amore e se non siamo in grado di sentire almeno gli effluvi...bhè...avremnmo vissuto solamente una vita a metà.
    Aspetto volentieri il tuo processo dopo la visione del film. Sarà bello leggerti.
    Ancora un sorriso :-) :rosa
  20. cignonero999 26 gennaio 2016 ore 20:10
    E dottore...io sono un cigno riservato, quando scrivi d'amore penso sempre che sia in qualche modo"dedicato" come probalbilmente farei io se riuscissi a scriverne...e mi sembra di entrare in un territorio privato.Magari non è così..ma così lo sento! Buona serata!!
  21. sara.io 26 gennaio 2016 ore 22:26
    Grazie Doc, sempre gentilissimo :-)
  22. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 23:47
    @cignonero999 - Hai visto giusto, mia cara Cigno. Spesso il territorio è dedicato ma, il più delle volte parlo di amore allo stato puro, oggettivo, onnisciente, quello che saprem mo riconoscere tutti. In quel territorio può addentrarsi chiunque lo ritenga opportuno ma anche in quello strettmante privato, per il solo fatto di averne esteso un concetto e scritto in pubblico. Specie poi chi ha educazione e riservatezza da vendere, come te.
    Grazie BlackSwan. :-) :rosa
  23. Dr.Pentothal 26 gennaio 2016 ore 23:49
    @sara.io - Grazie a te di essere ancora qui e grazie per tutte le volte che ci sarai ancora. ;-) :rosa
  24. Saradelmonte 04 febbraio 2016 ore 21:10
    Le tue parole sono poesia ma anche frammenti di realtà vissute e resto ammaliata da tanta sensibilità :rosa :clap
  25. Dr.Pentothal 05 febbraio 2016 ore 12:43
    @Saradelmonte - E tu sei fin troppo buona con me, con le tue parole e il tuo modo di leggermi e..."sentirmi". Non posso che ringraziarti di così tantà gentilezza e ritenermi fortunato di avere, tra i miei amici, persone come te.
    Grazie. :-) :rosa
  26. c.ioccolatino111 05 febbraio 2016 ore 15:43
    Stupenda questa scena, i suoni, le note, lo sguardo di Lui...il pianista...
    su e dentro Lei !

  27. Dr.Pentothal 09 febbraio 2016 ore 01:34
    @c.ioccolatino111 - La signora conosce le intensità delle emozioni e le traduce egregiamente senza alcuno sforzo sul piano di esistenze coscienti nella pienezza di se stesse. Oh quante, come te, ne ho conosciute, tutte con un tremore dentro, quel trmore che mancava sempre qualcosa e che non ci fosse tempo abbastanza. Mio Dio...
    Grazie Pat...non darmi retta. Sono solo un "pazzo" sognatore nostalgico. Sorridi con me e fanculo il tempo se non dovesse bastare; vorrà dire che così doveva andare. ;-) :rosa
  28. GinevraNa 13 febbraio 2016 ore 19:41
  29. Saradelmonte 14 febbraio 2016 ore 13:54
    Non sono buona ma davanti ad un uomo di tale portata io sono commossa, grazie Marco per le cose che scrivi e che ci fai leggere, apporti tanto sapere in noi :clap :clap :clap
  30. Dr.Pentothal 14 febbraio 2016 ore 22:56
    @Saradelmonte - Adesso mi confonde. Addirittura commossa? Si vede proprio che faccio solo..."piangere" :-) :-) :-)
    Scherzo. Sono molto felice che una donna mi dica queste cose. Significa che il mondo, allora ha ancora, qualche speranza. Non è tutto perduto.
    Grazie Sara. ;-) :rosa ... ha confuso lei me adesso.
  31. c.ioccolatino111 15 febbraio 2016 ore 17:15
    Ed io ti do' retta invece. I geni, sono tutti un po' pazzi ;-)
    :rosa
  32. Dr.Pentothal 22 febbraio 2016 ore 12:50
    @c.ioccolatino111 - Cos'è la "follia" (nel senso buono del termine, s'intende) se non l'esasperazione di un qualcosa che molti non comprendono, che la consuetudine consolidata non accetta? Dico sempre: scusatemi se non sono folle abbastanza! Cè sempre qualcuno che storce il naso ma, a me...imprta davvero poco. ;-)
    Ciao Pancick :-) :rosa
  33. c.ioccolatino111 24 febbraio 2016 ore 17:02
    C'è sempre qualcuno più folle di noi ! ;-)
    Io lo sono abbastanza. :-)
    Ciao 'o Professor!
  34. Dr.Pentothal 26 febbraio 2016 ore 12:15
    @c.ioccolatino111 - Qualcuno più folle di noi? Non credo ce ne siano tantissimi! ;-) Ciao Pat :-) :rosa
  35. Saradelmonte 28 febbraio 2016 ore 15:26
    :-)
  36. Dr.Pentothal 29 febbraio 2016 ore 00:31
    @Saradelmonte :-) ;-) 8-) :rosa
  37. Dr.Pentothal 29 febbraio 2016 ore 00:35
    @GinevraNa - Il mare... un "confessore" che ha tante risposte...
    Grazie. :rosa
  38. c.ioccolatino111 13 marzo 2016 ore 12:00
    No, non sono tantissimi, si contano sulle dita quelli "pazzi" come noi.
    Una "pazzia" la nostra che rasenta la genialità.
    A me sono sempre piaciuti i "pazzi" sognatori-nostalgicci, forse perchè lo sono anch'io "pazza" sognatrice e nostalgica.
  39. Dr.Pentothal 14 marzo 2016 ore 01:24
    @c.ioccolatino111 - Non giudicateli mai "pazzi" i sognatori...perchè per quanto improbabile pensrete possano cambiare il lo stato delle cose; essi sono quelli che in realtà lo fanno per davvero. ;-) :rosa
  40. c.ioccolatino111 14 marzo 2016 ore 12:10
    :ok %-) :bye

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