Lettera di una madre al proprio figlio

19 agosto 2011 ore 18:31 segnala


Se un giorno mi vedrai vecchia: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo.

Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose … non mi interrompere … ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finche’ non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare … ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno.

Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.

Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso … dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire ….. la cosa piu’ importante non e’ quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li vicino pronto ad ascoltarmi.

Quando le mie povere gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.

Quando dico che vorrei essere morta … non arrabbiarti un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.

Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada.

Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.

Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

TI AMO FIGLIO MIO E TI AMERO’ X SEMPRE, anche se mi ignorerai...
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foto animali....

18 agosto 2011 ore 17:57 segnala

e mo te magno in un boccone.. miaaaaaooooo



diciamo che il cucciolo di pinguino sa il fatto suo....


ed ecco a voi l'aperanatra!!!


di corsa verso il traguardo
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« IMMAGINE: http://sphotos.ak.fbcdn.net.edgesuite.net/hphotos-ak-snc6/268878_177399682323007_100001589305341_487414_3663892_n.jpg » e mo te magno in un boccone.. miaaaaaooooo « IMMAGINE: http://s...
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9 cuccioli in cerca d'amore...

18 agosto 2011 ore 17:44 segnala
ciao noi siamo cuccioli di circa 2 mesi di taglia medio/piccola che cercano adozione, gli angeli che ci hanno salvato hanno detto che ci hanno trovato in uno scatolone sotto al sole rovente.... noi siamo in provincia di caserta ma siamo adottabili in tutt'italia previo controllo pre e post affido e firma modulo d'adozione . Le volontarie che ci hanno ci danno già spulciati vaccinati e microcippati. Se volete adottarne uno scrivete a sara.casarini@yahoo.it


Pepito


Bobo


shantal


ziva


laika


wolf


jago


terry


lilla

Il mio libro preferito in assoluto

17 agosto 2011 ore 14:42 segnala
Se prima vi ho parlato del mio telefilm preferito, ora vi parlo del mio libro preferito e vi scrivo una piccola recensione... Il libro si intitola Ultimo a uscire ed è la vera storia di Richard picciotto, un pompiere rimasto intrappolato nel crollo delle torri gemelle.



L'11 settembre 2001, Richard Picciotto, comandante di battaglione del Fire Department of New York, si precipita con una squadra di pompieri al World Trade Center. Picciotto conosce molto bene la Torre nord per aver partecipato alle operazioni di soccorso in seguito all'attentato del 1993. Un piano dopo l'altro Picciotto e i suoi uomini controllano uffici, guidano centinaia di uomini e donne alle scale praticabili e agli ascensori ancora in uso. Arrivato al 35° piano, "sente" il crollo dell'altra torre e ordina l'evacuazione immediata di tutti i soccorritori e i civili rimasti nella Torre nord. Comincia l'affannosa discesa verso il piano terra, ma lo spaventoso collasso del grattacielo sorprende Picciotto e i suoi mentre si trovano sulla scala B tra il settimo e il sesto piano, ancora impegnati ad aiutare l'ultimo gruppo di persone. Sepolto sotto le macerie, ma miracolosamente illeso, per Picciotto inizia la lunga e terribile attesa dei soccorsi... Il libro racconta gli avvenimenti di quella giornata tragicamente indimenticabile con franchezza quasi brutale e impressionante immediatezza.

Questo libro presenta in copertina l' immagine di un pompiere a New York, tra le macerie del World Trade Center.
• Subito la mente riporta alla memoria le immagini di quel terribile 11 settembre 2001. Le immagini trasmesse da ogni telegiornale, le immagini quasi incredibili e riproposte incessantemente anche nei giorni a venire. Sono le stesse immagini che vengono racchiuse nel libro stesso, tra le pagine 126 e 127. Foto delle torri che bruciano, del fumo nero, della gente che si getta dalle finestre, della gente che fugge, dei pompieri con le mascherine.

• Richard Picciotto, comandante di battaglione del Fire Department of New York, era là.
Come molti di noi ha visto le prime immagini alla televisioni, ha visto le Torri Gemelle bruciare.
Ma lui è in servizio e anche se la zona non è di sua appartenenza sente di doversi recare là.
E' un pompiere. Sente che quello è il suo dovere.
La mattina della tragedia Picciotto ricorda un orizzonte limpido, il sole alto, una visibilità perfetta.
Parte da casa sua per affrontare i 100 chilometri che dividono casa sua dalla caserma sulla West 100th Street. Il lettore comincia a capire quanto i pompieri siano legati al loro lavoro e ai loro compagni.
Di quanto sia importante per loro arrivare un po' prima al lavoro o fermarci un po' dopo, per ascoltare gli altri che parlano di questo o quel lavoro.
Quella mattina Richard sapeva che sarebbe dovuto uscire presto, come la moglie, buttando giù dal letto il figlio Stephen che doveva andare a scuola e lasciando dormire la figlia Lisa prossima alla laurea.
• Richard parla della moglie che spesso afferma di sentire ancora l' odore del fumo sulla pelle del suo uomo e il calore del fuoco. Richard confessa che non parla quasi mai con la moglie del suo lavoro, come quasi tutti i pompieri. Parla delle cose non dette e anche della paura inespressa che lui possa un giorno non tornare più a casa.
Parla della moglie Debbie e del loro necessario "trovare uno spazio nella routine frenetica del risveglio per salutarci con amore, in un modo o nell'altro."
E' una di quelle mattine in cui , ripensandoci a posteriori, Richard non ricorda nemmeno se c'è stato quel piccolo momento di intimità, perché a volte capita di dare per scontata la presenza dell'altro.
A chi non capita? Di essere troppo preso sulla giornata che comincia, sulle cose da fare…

• Richard da parla al lettore di una delle regole non scritte del Dipartimento dei vigili del fuoco: gli uomini del turno di giorno devono portare la colazione. E' sottinteso e non è il grado che conta. E la colazione può essere rappresentata da biscotti, ciambelle, muffin , frutta fresca, panini. Non è importante. L' importante è che ce ne sia in abbondanza e ce ne sia per tutti. Per il resto si fa la colletta. Colletta necessaria per acquistare una volta al mese burro, formaggio fresco, latte e caffè…ma anche carta igienica! Perché Richard sostiene che quella fornita da Dipartimento non va bene! Dice " quella fornita dal dipartimento sembra carta vetrata: in ogni riquadro si vedono ancora le schegge di legno!"
• Richard arriva in città con la sua Honda azzurra del 1991. Arriva in orario e scopre che il turno di notte era filato liscio come l'olio e Richard si prepara ad affrontare la giornata. Alle otto scende in cucina per parlare con i suoi uomini, mangiare qualcosa e bere un caffè. Alle otto e un quarto è di nuovo in ufficio. Alle nove meno un quarto, attraverso l' interfono viene dato l' avviso di accendere il televisore su Channel Seven.

• Alle otto e 50 la giornata apparentemente meravigliosa si trasforma in un incubo. La vita di Richard e delle persone che videro con lui quelle immagini cambiò per sempre.
• La Torre Nord del WTC bruciava come una torcia, era il pandemonio, Richard capì subito che non si trattava di un incidente.
Tutti volevano fare qualcosa, volevano intervenire, portare aiuto.
Ma Richard sa che deve sottostare a regole ben precise. Non si può pensare che ogni pompiere decida di andare dove crede che ci sia bisogno di lui. Le regole sono regole.
Ma l' intuito e la lunga esperienza di Picciotto , unite alla sua voglia di fare qualcosa lo portano a recarsi sul luogo della tragedia. Solo dopo aver chiesto e ottenuto l'autorizzazione. Autorizzazione che Picciotto non si aspettava ma che ottenne dopo diverse richieste. Probabilmente Picciotto sarebbe andato comunque al WTC, probabilmente anche senza autorizzazione.

• Picciotto conosce bene il World Trade Center, era già stato qui durante l' attentato del 1993. Ma questa volta è successo qualcosa di ancora più tragico.
• Sono molti i pompieri accorsi qui, ma c'è confusione e molti uomini sono accorsi senza saper bene cosa fare. Come comandante Picciotto sente di poter prendere in mano la situazione, mette insieme una squadra ed entra nell' edificio con l' intento di liberare i piani dal trentacinquesimo in giù.

• Proprio al trentacinquesimo Picciotto sente un rumore, un rumore indescrivibile che lo riempie di interrogativi e di terrore.
E' il crollo dell'altra torre.
Il libro comincia proprio con il racconto di quel momento
Il capitolo è intitolato 11 settembre 2001 , ore 9.59
"Fu come se si sprigionasse dal nulla.
Eravamo poco più di una ventina, davanti alla fila di ascensori al trentacinquesimo piano della Torre nord del World Trade Center, quasi tutti vigili del fuoco e tutti esausti, chi più chi meno… Eravamo al lavoro da un'ora, o poco meno, e ce la stavamo mettendo tutta, ma non riuscivamo a intravedere la fine neanche lontanamente. Certo, non avevamo idea di quello che ancora restava da fare, ma era già chiaro che non avevamo fatto un solo passo avanti.
E poi cominciò quel rumore, l'edificio prese a tremare, e ci sentimmo gelare il sangue nelle vene. Restammo immobili come statue di ghiaccio. Qualunque cosa ci fosse da fare, doveva attendere."
E ancora "Non c'era tempo per tradurre il pensiero in parole, anche se c'era tempo per pensare."

Per questo motivo diventa ancora più urgente fare uscire tutti, civili e soccorritori, tutti!
• Ma non c'è tempo e la seconda torre crolla mente Picciotto e i suoi uomini sono sulla scala B tra il settimo e il sesto piano. In questo momento comincia al seconda parte del libro.

• La prima parte del libro è quella in cui Picciotto racconta di come intervenne per cercare di salvare gli uomini intrappolati nella torre in fiamme, la seconda è la parte in cui Picciotto e i suoi uomini non hanno più nessuno da salvare se non loro stessi.
Il contrasto è evidente perfino nella scelta di sottolineare i rumori della prima parte del libro e il silenzio della seconda parte.
Anche le parole scelte da Piasner sono diverse nella prima parte e nella seconda. Nelle prime si legge la forza e l' orgoglio , nelle seconde la tenacia, ma anche la speranza e la paura.
Perché questi uomini, intrappolati nella torre crollata, sono vivi ma non sono ancora salvi e non sanno se qualcuno potrà aiutarli e se da soli saranno in gradi di mettersi in salvo.

• Ultimo a uscire è la cronaca esatta di quel giorno attraverso gli occhi di è andato dritto in quell' inferno per aiutare gli altri.
Picciotto è preciso nel descrivere i suoi movimenti, il perché di certe scelte, le sue sensazioni.

• Dell' autore, Richard Picciotto, si sa che da 28 anni fa parte del Fire Department of New York.
Vive con la moglie Debbie e i due figli Stephen e Lisa a Port Chester, nello stato di New York.
E' stato il vigile del fuoco di grado più alto a sopravvivere al disastro del WTC. All' epoca dell' attacco era comandante dell' 11° Battaglione.
Ad aiutarlo a scrivere questo libro è stato Daniele Paisner, autore di oltre venti libri di successo, collaboratore in molte autobiografie e testimonianze di personaggi della politica, dello sport, della televisione. Daniel è riuscito a mettere nero su bianco i ricordi del comandante Picciotto.
La cosa più importante è che in questo libro non c'è nemmeno per un attimo qualche recriminazione che faccia riferimento alle scelte politiche del paese. Tutto il libro ruota attorno a quel giorno, alla sensazione che tutto sarebbe cambiato, niente sarebbe più stato uguale a prima.
E' un libro che si focalizza soprattutto sulle persone, soccorsi e soccorritori. Civili, comunque.

• Forte in questo libro è l'orgoglio di essere un pompiere, quasi che i pompieri siamo più votati al sacrificio, più forti, più legati alla gente e alla salvezza delle persone, anche a costo di rimetterci la vita.
Ma la forze che lega queste persone al loro Paese e alla ferma volontà di aiutare le persone, quasi che fosse una missione, la voglia di essere non solo pompieri ma prima di tutto una grande famiglia lo si intuisce fin dalle prime righe in cui Picciotto riporta i nomi dell'elenco dei 343 pompieri che persero la vita quel giorno.
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Se prima vi ho parlato del mio telefilm preferito, ora vi parlo del mio libro preferito e vi scrivo una piccola recensione... Il libro si intitola Ultimo a uscire ed è la vera storia di Richard...
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uno dei mei telefilm preferiti...

17 agosto 2011 ore 10:50 segnala


ed eccomi qui a parlare di uno dei miei tanti telefilm preferiti. La serie si intitola Trauma. Sono paramedici del primo soccorso formati per affrontare le emergenze. Salvare vite è loro missione, ad ogni costo.
Nella città di San Francisco un team di paramedici del servizio di emergenza combatte quotidianamente con la morte. L’ambulanza è la loro seconda casa e la vita privata spesso si intreccia (complicandosi) a quella lavorativa. Purtropo di questo telefilm hanno fatto solo una stagione perchè in america non ha fatto successo.. ma.. se volete il link per scarikare tutti gli episodi cliccate qui: http://govid.altervista.org/streaming-serie-tv-trauma/

Personaggi e interpreti




Reuben "Rabbit" Palchuk, interpretato da Cliff Curtis




Cameron Boone, interpretato da Derek Luke




Nancy Carnahan, interpretata da Anastasia Griffith



Marisa Benez, interpretata da Aimee Garcia


Tyler Briggs, interpretato da Kevin Rankin




Glenn Morrison, interpretata da Taylor Kinney


Joe Saviano, interpretato da Jamey Sheridan



alcune foto:







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« VIDEO: ck_-JV-dZew » ed eccomi qui a parlare di uno dei miei tanti telefilm preferiti. La serie si intitola Trauma. Sono paramedici del primo soccorso formati per affrontare le emergenze. Salvare v...
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buon 15 d'agosto

15 agosto 2011 ore 00:55 segnala
buon ferragosto a tutti, a chi è al mare, a chi lavora e a chi è a casa a rilassarsi.. che sia una giornata tranquilla per tutti!!!!

Che bel mondo il mio

15 agosto 2011 ore 00:38 segnala

alternando GIORNATE PERFETTE a COLORITE IMPERFEZIONI dell'anima, riesco a spendere il mio tempo senza sentirmi inutile e riconosco col sorriso beffardo di chi sa che in fin dei conti...c'è sempre solo da godere delle proprie storie....quadri naif di una stravagante esistenza...e così mi dirigo dritta verso i quadri che dipingo con attenzione e con simpatica riverenza...mi arrampico sugli specchi aguzzi del mio crescere, giorno dopo giorno, sempre più consapevole della ruvida fluidità del mio scorrere in queste vene di schioppettante emotività...come bollicine di champagne, i miei gesti esplodono in un fragoroso clamore, sempre e comunque, per ogni emozione provata e non gestita....gestire l'ingestibile rende oppressi e fa sentire perdenti. Al contrario, imparare a sfogliare le pagine di una sensibilità autogestita, rende liberi e paradossalmente forti....ed è questo che ogni giorno voglio imparare, sulla lavagna dei miei giorni, lascio un gessetto scrivere le mie passioni, e non lascio nulla che possa cancellarle...e credo sia giusto così. Che ci sia il sole, o che piova, bisogna sempre trovare il proprio mondo, sapere che dentro noi stessi ci siamo noi con tutte le cose e persone che amiamo...come TE che ci sei sempre, potrai essere lontano, potrò non poterti contattare, ma dentro di me posso fare ciò che voglio...dentro i miei silenzi, posso dirti tante cose...pensandoti, raccontare la mia persona cercandoti, ed ascoltare la nostra musica sorridendo...e per questo saltello ancora un po', tra una disavventura ed un simpatico aneddoto, agitando in una mano nel cielo, il bouquet fiorito dei miei sentimenti...amando sempre amando ogni mio passo, piccolo, grande....a volte più lungo della gamba....ma sempre osando, sempre coccolando le mie magiche bollicine..... Sara
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alternando GIORNATE PERFETTE a COLORITE IMPERFEZIONI dell'anima, riesco a spendere il mio tempo senza sentirmi inutile e riconosco col sorriso beffardo di chi sa che in fin dei conti...c'è sempre sol...
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Vigili del Fuoco.

12 agosto 2011 ore 14:38 segnala
il mio sogno che rimarrà sogno.. perchè chi ama qualcosa a tal punto da farne una quasi malattia è costretto a rinunciare a tutto mentre c'è gente che non ha lo spirito per farlo e lo fa solo per i soldi, anche se miseri, che gli vengono dati? è una triste e amara ingiustizia!!










Santa barbara 2010 al comando di napoli. foto da 50 metri... sulla scala c'ero io.... che emozione e che spettacolo, cosa darei per tornarci


mentre questo è il vesuvio sempre visto dall'autoscala...
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il mio sogno che rimarrà sogno.. perchè chi ama qualcosa a tal punto da farne una quasi malattia è costretto a rinunciare a tutto mentre c'è gente che non ha lo spirito per farlo e lo fa solo per i...
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e intanto il tempo se ne va

11 agosto 2011 ore 15:39 segnala


è proprio vero che il tempo se ne va.... sembra ieri che ero piccola ma invece ho già 25 anni. Non dico di essere vecchia, però come dice la canzone intanto il tempo se ne va.... e non ritorna +... Bisogna che ci godiamo la vita secondo per secondo, perchè ce n'è una sola ed è troppo breve.... godersi la vita però, non significa fare delle bravate, o dei colpi di testa, vivere la via significa aiutare chi ha bisogno, apprezzare le piccole cose e sopratutto sapersi accontentare.. un bacio :bacio :rosa :cuore
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tu non mi basti mai

11 agosto 2011 ore 15:21 segnala


una stupenda canzone d'amore dedicata al mio antonio. La vita mia.... la persona + importante che abbia mai fatto parte del mio cuore.. tu tu non mi basti mai