: La vita col tuo nome :

24 marzo 2020 ore 16:42 segnala
"Combatte sempre con le malinconie
mette pietre ovunque, le porta con sé.
Allora dategli petali, altre cose leggere.
Anche se non sa il nome. Salvatelo".

(Mariangela Gualtieri)



Un giorno senza avvisare torni.
Le stagioni come correnti d'acqua sono fluite nel mio petto senza che il cuore smettesse di battere e tu torni senza avvisare un giorno che l'autunno dimentica di finire e l'inverno impara a fiorire. Gli alberi, i cieli, le nuvole, ogni cosa si prepara, si fa bella per te e per il culmine della tua fulgida epifania.
Per te la paura mi accorda il permesso di esistere e tu torni come il coraggio mancato, quelle volte che non sono stata pronta ad essere qualcosa di più perché sono sempre stata qualcosa di meno.
Torni come la voglia improvvisa, un ritornello, torni sempre in mente come due versi di Neruda, salud, amor, salud por todo lo que cae y lo que florece.
Torni come il sole che taglia in due i cortili nelle ore più calde del pomeriggio e mi scopre i polsi, scioglie i nodi, mi lega a te come la barca al molo che si ormeggia e non si fa trascinare ma ferma come la tua mano mantiene la posizione senza farsi spostare dalle onde, dalle correnti o dal vento.
Torni ed io imparo a chiamare la vita col tuo nome quando non avevo parole per dirlo, quel giorno che il tuo nome mi è finito in ogni parte del corpo fino alla punta delle dita, quel giorno che chiamandomi per nome hai mentovato amore e quelle stesse dita le hai strette forti alle tue. Siamo nati per declinarci al plurale, con questi spigoli che sono giusti per incastrarci, con i nostri nomi incisi nelle fedi.
E nel nome del padre che ti ha dato vita, benedico gli occhi e le mani, rendo grazie alla madre che dolce ti ha atteso: tu figlio, tu uomo, tu amore, tu mio.

Questo post è per me ma è da te che viene.


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"Combatte sempre con le malinconie mette pietre ovunque, le porta con sé. Allora dategli petali, altre cose leggere. Anche se non sa il nome. Salvatelo". (Mariangela Gualtieri) Un giorno senza avvisare torni. Le stagioni come correnti d'acqua sono fluite nel mio petto senza che il cuore...
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: E volarono :

22 gennaio 2018 ore 22:19 segnala
“Avvicinatevi all'orlo”, disse.
“Non possiamo, abbiamo paura.”
“Avvicinatevi all'orlo.”
“Non possiamo, cadremo giù.”
“Avvicinatevi all'orlo.”
Si avvicinarono… lui li spinse.
E volarono.

(Guillaume Apollinaire)



Per me tu sarai la forza, la stretta, la mano che afferra il mio fianco ed il mio viso quando gli angoli della bocca abbandonano il peso del cuore;
Sarai il mare salutato l'ultimo giorno d'estate, l'ultima ora di luce, il primo pensiero del mattino, quindi risveglio, fatica e soddisfazione, sempre gratitudine.
Per me tu sarai il riscatto, la rincorsa e l'affanno, la doppia negazione che afferma il mio nome: il mio nome soltanto, nonostante tutto.
Sarai ambivalenza e dicotomia, la disamina accurata dei miei pensieri, il rischio da correre, l'occasione da non perdere.
Sarai la risposta al messaggio, una parola desiderata e mai cercata, la soddisfazione puntuale di un bisogno inespresso, necessità e voglia, esigenza ed azzardo.
Per me sarai l'assedio inaspettato, allorché avrò gettato le armi, incederai e mi troverai indifesa, già resa, già tua.
Sarai il confine da varcare, conquista e scoperta, la costruzione di una città come di un desiderio.
Per me sarai l'approdo sicuro, il rifugio, la riva ed il tuffo dopo la corsa, una gioia che trabocca, il ritorno a casa di chi credevi perduto: vieni, entra, rimani.



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“Avvicinatevi all'orlo”, disse. “Non possiamo, abbiamo paura.” “Avvicinatevi all'orlo.” “Non possiamo, cadremo giù.” “Avvicinatevi all'orlo.” Si avvicinarono… lui li spinse. E volarono. (Guillaume Apollinaire) Per me tu sarai la forza, la stretta, la mano che afferra il mio fianco ed il mio viso...
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: Vi auguro empatia, consonanza e resilienza :

06 gennaio 2018 ore 20:20 segnala

Accettatevi imperfetti.
Abbiate cura dei vostri difetti, di tutto ciò che vi rende unici, incompiuti, imperfetti.
Educatevi a sentirvi sempre belli, esatti ma incompleti, e date forma al vostro vuoto, un colore alla mancanza.
Quel pezzettino mancante esiste, ha forma e colore, ha persino un nome, e rappresenta la completezza che ci rende migliori, finalmente finiti, giusti ed aggiustati.
Buon anno.
Buona vita.



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Accettatevi imperfetti. Abbiate cura dei vostri difetti, di tutto ciò che vi rende unici, incompiuti, imperfetti. Educatevi a sentirvi sempre belli, esatti ma incompleti, e date forma al vostro vuoto, un colore alla mancanza. Quel pezzettino mancante esiste, ha forma e colore, ha persino un nome,...
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: J'ai plus de souvenirs que si j'avais mille ans :

19 settembre 2017 ore 23:20 segnala
Ci sei - perciò devi passare.
Passerai - e in ciò sta la bellezza.
Cercheremo un'armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d'acqua.

Nulla due volte, W. Szymborska




1.

Ai ricordi chiediamo solo che restino immutati, che non cambino forma e colore, che non sbiadiscano come gli scontrini delle gelaterie in cui siamo stati, che emergano magicamente come le immagini in positivo delle pellicole istantanee, dopo sessanta secondi di trepidazione. Così appari tu, ed io con te. Mi ricorderai cercare validi motivi per farti ridere, frugando nelle tasche del mago, mi ricorderai, anche se io rappresenterò sempre lo straordinario talento dell'errore e della perseveranza – tu la tenera pazienza ed il folle coraggio degli alberi che per abbracciare meglio il freddo si spogliano. Mi ricorderai nei cumuli di rabbia, all'ingresso dei musei austeri di Milano, tra le parole sterili, dentro le donne che attirerai e che non sapranno mai davvero nulla di noi.


2.

Ci risponde con rabbia ancora una volta l'indicativo presente del verbo cadere. Con la stessa lentezza delle foglie di settembre dimenticherai la mia ostinazione sempre cieca, la fermezza assoluta con cui ci siamo tenuti, stretti. Anche quando le parole smettevano di significare io tornavo sempre a te come l'onda alla riva che si infrange per raggiungerla, contro gli scogli, e poi si ritrae veloce ma senza mai ripartire - né andare - dove non è più spiaggia e non è ancora mare.
Nei libri di fisica dovranno specificare che il moto ondoso non sempre è dato dal vento, ma più spesso dall'amore.





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Ci sei - perciò devi passare. Passerai - e in ciò sta la bellezza. Cercheremo un'armonia, sorridenti, fra le braccia, anche se siamo diversi come due gocce d'acqua. Nulla due volte, W. Szymborska 1. Ai ricordi chiediamo solo che restino immutati, che non cambino forma e colore, che non...
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: Ovunque Tu Sia Io Ti Circondo :

10 febbraio 2017 ore 18:08 segnala
Non potrò mai dimenticare la bellezza dello starti accanto come se io fossi il tuo cielo preferito o, più semplicemente, tutta l’aria che ti circonda e che respiri senza badare, senza curarti della sua tenera ed immensa riconoscenza. Pensa che persino l’aria è grata al tuo ingenuo bisogno d’ossigeno talmente è bello entrare dentro di te e lasciarsi respirare senza nessuna paura, come se fosse la cosa più naturale e spontanea del mondo. Chissà se anche tu pensi a me tutte le volte che respiri. Chissà se anche tu penserai a me nonostante tutto. Intanto stasera è già febbraio, l’aria è esageratamente fredda e la respirazione mi sembra un processo biochimico così poetico, troppo dolce e troppo doloroso.




Marc Chagall, Saint Jean Cap-Ferrat, 1949


Mio blu – dicevi –
mio blu.
Lo sono.
E anche più del cielo.
Ovunque tu sia
io ti circondo.
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Non potrò mai dimenticare la bellezza dello starti accanto come se io fossi il tuo cielo preferito o, più semplicemente, tutta l’aria che ti circonda e che respiri senza badare, senza curarti della sua tenera ed immensa riconoscenza. Pensa che persino l’aria è grata al tuo ingenuo bisogno...
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~ Andiamo Dove Non Si Tocca

01 settembre 2016 ore 18:16 segnala
Quando mi siedo sul treno attendo sempre di vedere il mare.
Così scelgo tutte le volte la stessa fila, la di, che è quella accanto al finestrino, e mi piace cambiare ogni volta il numero del posto a sedere, mi piace fare caso a cose alle quali prima non davo peso.
Il numero è importante. Lo calcolo con cura, facendo molta attenzione. Ho inventato persino una formula che si serve di simboli, come la formula di Eulero, ma la matematica non c’entra. E’ più una formula magica ed ha un potere straordinario: permette che ogni cosa, ogni cosa, ogni cosa piccola o grande come questo mare che mi lava dentro, venga vista da una prospettiva differente.
Le mie prospettive ultimamente sono rivestite di stoffa blu, corrono veloci, hanno i vetri sporchi e sono tutte dispari. A tal proposito, devi sapere che il nove è un numero stupendo: te lo presenterò, il prossimo agosto che non ci farà più tremare, il prossimo agosto che ci verrà a salvare come l’ultima volta.
Agosto è stato coccolare la gatta nera che si sfrega contro i tuoi jeans, i tuoi occhi seri che diventano dolci, i vestiti leggeri e i lividi color cobalto sulle mie gambe abbronzate. Agosto è stato prendere coraggio e spiegare a Martina che non possiamo portare a casa tutti i sassi del mare che ha raccolto con pazienza fino a riempire due secchielli pesantissimi che all’ora di pranzo ci tocca pure nascondere per paura che qualcuno ce li rubi – i sassi, mica i secchielli. Non possiamo, le spiego, mentre i suoi occhietti diventano lucidi: la loro casa è questa, devono stare qui con tutte le altre sorelline pietre.
E mentre le dicevo così pensavo a tutti i piccoli sassi che ho vinto, ammirando frammenti di cielo ed intascandomeli come fossero fragili portafortuna. E più ne vincevo e più mi persuadevo di essere un pezzo di carta stropicciato dal vento, che se rinascessi sasso riuscirei pure a battere le forbici - che dividono sempre tutto - e pensa, non avrei più paura di partire lontano da te. E pensa, non avrei più paura di andare dove non si tocca, con te.

Buongiorno, amoremio, ti presento Settembre.

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Quando mi siedo sul treno attendo sempre di vedere il mare. Così scelgo tutte le volte la stessa fila, la di, che è quella accanto al finestrino, e mi piace cambiare ogni volta il numero del posto a sedere, mi piace fare caso a cose alle quali prima non davo peso. Il numero è importante. Lo calcolo...
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~ A Mano Libera

23 maggio 2016 ore 19:54 segnala

Sei nei miei piedi, nelle mie scarpe e ovunque vada. nei miei sentieri e in tutti i cieli che ci hanno attesi. in tutte le strade che non è vero che portano a roma, tipo via pietro andrea saccardo con i suoi marciapiedi strettistretti che ci separano sempre. come quella volta che pioveva forte - ricordi, ricordi che mi hai fatta passare avanti e ti sei bagnato tutto per tenermi l’ombrello mentre al telefono F. ti prendeva in giro per il rumore dei miei tacchi sull’asfalto e tu ridevi silenziosamente, con un certo imbarazzo, senza mai guardarmi, come se io potessi sentire tutto (ma proprio tutto), come se io potessi scoprire, indovinare, come se le parole fossero le tue mani, i tuoi segni, i tuoi disegni sulla mia schiena nuda quando crei farfalle, millepiedi ed altri animali inesistenti prima che io mi volti e sciolga l’indovinello e le tue dita come un laccio rosso, prima che io ti dia appuntamenti clandestini sotto le coperte facendoti ridere, facendoti credere - ingenuo - di avere davvero qualcosa di sensato da dirti prima di coprirti gli occhi con le mani e rubarti improvvisamente il respiro.

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Sei nei miei piedi, nelle mie scarpe e ovunque vada. nei miei sentieri e in tutti i cieli che ci hanno attesi. in tutte le strade che non è vero che portano a roma, tipo via pietro andrea saccardo con i suoi marciapiedi strettistretti che ci separano sempre. come quella volta che pioveva forte - r...
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~ Anche Lontano Non Vorrò Dimenticarti

14 maggio 2016 ore 13:17 segnala

Vorrei che la notte avesse delle braccia lunghissime per poterti raggiungere, vorrei che i chilometri fossero caramelle alla fragola e non aver paura del buio quando tu non ci sei.
Vorrei mettere un segnalibro ai giorni che sfogliamo quando siamo tristi, come in quel capitolo senza fine in cui tu sottolinei a matita tutte le parole mai dette, quelle che mi hanno fatto innamorare di ogni tua piccola iridescenza.
Vorrei che fosse più facile amarmi, farti un sacco di fotografie a sorpresa e dirti hai visto, sei più bello quando sorridi.

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Vorrei che la notte avesse delle braccia lunghissime per poterti raggiungere, vorrei che i chilometri fossero caramelle alla fragola e non aver paura del buio quando tu non ci sei. Vorrei mettere un segnalibro ai giorni che sfogliamo quando siamo tristi, come in quel capitolo senza fine in cui tu ...
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14/05/2016 13:17:36
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~ [im-mi-su-rà-bi-le]

11 maggio 2016 ore 10:05 segnala

Ho calcolato che l’ultima volta che ci siamo visti avevo i capelli più corti di tre centimetri ed un’immisurabile paura di perderti.
Ora so che quando ti rivedrò non mi rimprovererò per non aver fatto abbastanza foto delle tue mani, per non averle sapute trattenere, per averti abbracciato un po’ meno di sempre.



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Ho calcolato che l’ultima volta che ci siamo visti avevo i capelli più corti di tre centimetri ed un’immisurabile paura di perderti. Ora so che quando ti rivedrò non mi rimprovererò per non aver fatto abbastanza foto delle tue mani, per non averle sapute trattenere, per averti abbracciato un po’ m...
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~ Gli Anni Sono I Tuoi Capelli

06 maggio 2016 ore 20:45 segnala
Poi arrivano anche i venerdì. I sabati. Le domeniche. I papaveri rossissimi lungo i binari della stazione di Porta Genova mi fanno amare le risaie, gli scorci di muro, di cielo e tutto quello che viene rinchiuso dentro il finestrino del treno che mi porta verso te.
Amare è come quando non sappiamo qual è la farmacia di turno, la domenica. E tu arrivi col fiatone, apri piano la porta e ti inginocchi sul pavimento accanto a me che sono rannicchiata sul letto dove trentotto minuti prima mi hai lasciata con il tuo iPod e con Alberto Muffato che sussurra la sua estate fatta di ricordi. E’ il modo in cui scarti il moment, il modo in cui mi prendi la mano prima che esplori la tua schiena sudata, e lo sguardo con cui posandola sulle tue labbra dici ho fatto prima che ho potuto scusami.


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Poi arrivano anche i venerdì. I sabati. Le domeniche. I papaveri rossissimi lungo i binari della stazione di Porta Genova mi fanno amare le risaie, gli scorci di muro, di cielo e tutto quello che viene rinchiuso dentro il finestrino del treno che mi porta verso te. Amare è come quando non sappiamo ...
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