: J'ai plus de souvenirs que si j'avais mille ans :

19 settembre 2017 ore 23:20 segnala
Ci sei - perciò devi passare.
Passerai - e in ciò sta la bellezza.
Cercheremo un'armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d'acqua.

Nulla due volte, W. Szymborska




1.

Ai ricordi chiediamo solo che restino immutati, che non cambino forma e colore, che non sbiadiscano come gli scontrini delle gelaterie in cui siamo stati, che emergano magicamente come le immagini in positivo delle pellicole istantanee, dopo sessanta secondi di trepidazione. Così appari tu, ed io con te. Mi ricorderai cercare validi motivi per farti ridere, frugando nelle tasche del mago, mi ricorderai, anche se io rappresenterò sempre lo straordinario talento dell'errore e della perseveranza – tu la tenera pazienza ed il folle coraggio degli alberi che per abbracciare meglio il freddo si spogliano. Mi ricorderai nei cumuli di rabbia, all'ingresso dei musei austeri di Milano, tra le parole sterili, dentro le donne che attirerai e che non sapranno mai davvero nulla di noi.


2.

Ci risponde con rabbia ancora una volta l'indicativo presente del verbo cadere. Con la stessa lentezza delle foglie di settembre dimenticherai la mia ostinazione sempre cieca, la fermezza assoluta con cui ci siamo tenuti, stretti. Anche quando le parole smettevano di significare io tornavo sempre a te come l'onda alla riva che si infrange per raggiungerla, contro gli scogli, e poi si ritrae veloce ma senza mai ripartire - né andare - dove non è più spiaggia e non è ancora mare.
Nei libri di fisica dovranno specificare che il moto ondoso non sempre è dato dal vento, ma più spesso dall'amore.





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Ci sei - perciò devi passare. Passerai - e in ciò sta la bellezza. Cercheremo un'armonia, sorridenti, fra le braccia, anche se siamo diversi come due gocce d'acqua. Nulla due volte, W. Szymborska 1. Ai ricordi chiediamo solo che restino immutati, che non cambino forma e colore, che non...
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19/09/2017 23:20:04
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Commenti

  1. LeComteOry 20 settembre 2017 ore 09:09
    L'amore smuove ogni cosa ,ma se fosse studiato in fisica sarebbe una risultante sempre diversa,impraticabile come materia di studio...forse è per questo che seguiamo il nostro cuore :rosa
  2. dria 20 settembre 2017 ore 19:14
    @lecomteory ... Grazie :rosa
  3. Epi.centro 21 settembre 2017 ore 14:06
    :rosa
  4. dria 21 settembre 2017 ore 19:51
    @Epi.centro ... :rosa :rosa
  5. Alcest1974 24 settembre 2017 ore 18:59
    travolgente..la nostalgia è così..frammenti di emozioni. Come mille lame. Deliziano e aprono ferite che sembravano chiuse..i tuoi scritti evocano tutto questo. Anche in chi ti legge soltanto. Come fossero la storia di ognuno...sei bravissima
  6. Devil 29 novembre 2017 ore 18:52
    Non si possono contare i battiti di un cuore,
    se non si sà dove sono state collocate le lancette della propria ora.

    Si dovrebbe entrare nelle persone con quel reverenziale
    "Posso", tipico di chi frequenta un luogo rispettato.

    Perchè non si può sapere se qualcuno ha l'inverno in quattro
    stagioni, o, dico, gli esplode l'estate tra le mani.

    Si dovrebbe entrare nelle persone togliendosi le scarpe
    perchè non si può sapere in quali giardini fioriscano i pensieri,
    se tra le rocce solitarie di qualche altura sconfinata
    o nelle praterie selvagge di continenti ancora da esplorare.

    Si dovrebbe entrare nelle persone in perfetto silenzio,
    perchè non si può sapere se l'anima non cede per l'effetto
    di una qualche nota che sostiene, o se la musica
    di un mendicante folle ha qualche storia da raccontare.

    Si dovrebbe entrare nelle persone con pane e acqua a volontà,
    perchè non si può sapere se incontrerai sogni da terzo mondo,
    o immensi appetiti da placare.

    Vedi, non si può sapere se qualcuno punisce i frutti del proprio albero,
    perchè gli paiono troppo dolci,
    o vive in quella regione strana dell'anima dove cresce solo grano
    con un suolo troppo umile per le fragole.

    Si dovrebbe entrare nelle persone a Mezzanotte, perchè solo nelle favole
    a quest'ora si torna a casa, e non si può sapere
    se il principe azzurro ti verrà a cercare, o lo riconoscerai dalla gloria
    del suo sole a mezzogiorno.

    Non si può sapere se alcuni mattini ci vogliono,
    o possiamo solo stare a letto quando è ormai il tramonto.

    Si dovrebbe entrare nelle persone sapendo che la diversità
    è il vestito con cui il nostro primo respiro ci ha battezzato, in quel
    preciso istante in cui siamo diventati qualcuno.

    E nessuno, dico, nessuno, dovrebbe permettersi di aprire la porta
    della dimora altrui, senza sapere che ogni respiro
    d'estate o d'inverno
    di roccia o di praterie
    di Mezzanotte o di Mezzogiorno che sia,

    è esattamente identico al suo.

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