~ Mi Piacerebbe Nevicare

26 aprile 2016 ore 18:04 segnala
Non so se sai che l'inverno a Milano ti fa mettere le mani nelle tasche.
Io, che lo so, quando esco e fa freddo mi ricordo sempre di riempirle delle tue ultime parole, così da ritrovarle lì quando ci infilo le mani gelate.
Allora c'é questo incontro, questo momento così vero ed io che sono lontana, in questa città dove la primavera non arriva mai, e nel frattempo le dita si riempiono di progetti, parole che non vorremmo dire, ruoli che non vorremmo avere, buongiorno e buonasera.
Mi vengono in mente i tuoi occhi, quando ti chiedo di insegnarmi a stringere la mano agli sconosciuti, che è una cosa che proprio non mi riesce, e tu che mi dici a volte "sì", a volte "no", e poi - alla stretta successiva - "no, questa proprio no".
Non mi riesce, te l'ho detto. Dovevi sospettarlo la prima volta che ci siamo visti, che non ti ho stretto la mano ma ti ho dato un piccolo bacio sulla guancia, come se ti conoscessi da un sacco e non mi fossi mai mancato.
Proprio ieri mi hanno chiesto "ti ricordi di quando mi parlavi di quel ragazzo che ti piaceva tanto? Di quando sei andata a incontrarlo e di quando l'hai visto, di quando gli hai toccato le dita, di quando hai sperato di non separartene mai?".






Hai lasciato la valigetta dei colori, delle tinte, delle seppie e delle terre, dei tramonti e delle città, dei ti amo e quando te ne vai e delle gomme per cancellare su da me. - Andrea Pazienza

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Non so se sai che l'inverno a Milano ti fa mettere le mani nelle tasche. Io, che lo so, quando esco e fa freddo mi ricordo sempre di riempirle delle tue ultime parole, così da ritrovarle lì quando ci infilo le mani gelate. Allora c'é questo incontro, questo momento così vero ed io che sono lontana,...
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26/04/2016 18:04:07
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Commenti

  1. Eleanor.Peacock 26 aprile 2016 ore 21:30
    Non so se per Agnes Obel ( che credevo di ascoltare solo io) o per Andrea Pazienza, ho trovato il tuo blog estremamente interessante. Ma presumo, che in fondo, sia solo merito tuo.
  2. dria 26 aprile 2016 ore 23:50
    Non me ne voglio prendere il merito, perché di fronte ad Agnes Obel e ad Andrea Pazienza mi sento davvero piccolissima - e soprattutto perché, in fondo, sono convinta che tanta bellezza sia racchiusa negli occhi di chi legge, e guarda.
    Ma ti ringrazio tanto, di cuore.
  3. leonardo2016 26 aprile 2016 ore 23:59
    Delicato come un fiocco di neve.
  4. dria 27 aprile 2016 ore 00:06
    Grazie mille.
  5. Eleanor.Peacock 27 aprile 2016 ore 07:04
    Sono affinità.
    Questo non toglie che tu abbia un indubbio talento - é una constatazione, non un complimento. Ti leggerò volentieri. Ciao
  6. luc.ariello 30 aprile 2016 ore 16:42
    Non so se sai che l'inverno a Milano ti fa mettere le mani nelle tasche.


    La Lombardia, è uno stile,
    un approccio al dolore, serio,....compito,
    è l'alzarsi e far finta di niente,
    quando tra le macerie,
    il cuore cerchi.
    La Lombardia, è rider poco,
    è anonima vecchiezza,... uno scomparir tra i boschi,
    è un sole impettito e schivo,
    è un urlar senza voce.
    Resto, in fondo,
    un otre d'orgoglio,.....
    nemmeno a me confesso,
    che non è vera vita, la vita,
    senza te.
    Ora, solo un attimo, resto qui,
    sul bordo del letto....con l'anima tra le dita a rigirar,....
    ma è solo un attimo, lo sai,
  7. dria 01 maggio 2016 ore 23:29
    :rosa
  8. barrylindon73 03 maggio 2016 ore 20:11
    Che bel blog. Mi piace in particolare questo uso della punteggiatura: pieno di subordinate e cambi di ritmo.
  9. dria 05 maggio 2016 ore 18:07
    Grazie. Sì, mi piace sperimentare con la punteggiatura :)

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