~ Tempi Buoni

30 aprile 2016 ore 15:53 segnala
«Pensi che ne sono appena passate tre».
Smetto immediatamente di maledire i miei tacchi alti da velocista all'avanguardia e di fissare l'autobus sparire all'orizzonte senza di me non appena mi rendo conto di non essere da sola. Sfilo dalle orecchie un auricolare per volta, ancora col fiatone, e magicamente i Jang Senato si dissolvono: «Come, scusi?».
«La cinquantaquattro. Ne sono appena passate tre, una dietro l'altra, in fila. E' l'orario del rientro, si sa. Hanno fretta di tornare a casa».
«Sì, anch'io» borbotto sottovoce e guardo istintivamente il tabellone. «Dodici minuti».
Sospiro e mi siedo accanto a lei che ha un profumo buono e lo vedo che vuol parlare.
«Da che parte va, lei?»
Fossi stata Barricco le avrei risposto qualcosa tipo "dalla parte dei desideri".

La signora Loretta mi ha chiesto se mi ami veramente. Ha usato proprio questo termine: veramente. Lì per lì ho pensato che è abbastanza buffo confidarlo ad una perfetta sconosciuta che mi siede accanto alla fermata del bus, anche se è una perfetta sconosciuta con un simpatico faccino pieno di rughe, un sorriso rassicurante ed una vocina debole che continua a ripetere con strano stupore che-ragazza-carina-che-ragazza-carina.
Credo di sì, le ho risposto. Non l'avevo mai detto a nessuno. E' stato bello. Ho pensato che parlare di te è come piantare un fiore. Ed ho immaginato di riempire le strade di fiori, tutto il mondo di fiori, ho immaginato lunghi giardini infiniti, pieni di fiori e pieni di te. Così, a mani nude, ho piantato un tulipano rosso accanto ai piccoli piedi della signora Loretta, che ha detto «è molto bello».
Avrei tanto voluto circondarla di viole ed orchidee, raccontarle di quando mi sono quasi commossa nel vederti dormire, di quanto sia maledettamente disarmante ascoltarti leggere una favola per bambini come quando C'era una volta un uccellino che non sapeva fare niente. Avrei voluto rivestirla di ciclamini e raccontarle di quei brividi, quando facciamo qualcosa come programmare le partenze insieme o sfogliare una marei di libri illustrati in tutte le librerie. Confidarle quanto mi piace starcene seduti in silenzio a fissare un dipinto alla Pinacoteca, cercando poi di contestualizzarlo. Farmi spazio sulle tue ginocchia per dirti quello che sinceramente penso dei tuoi ritratti e sentire che mi senti, sentire che ci tieni, e ritocchi di qua e correggi di là. Metterti le braccia intorno al collo e chiederti di concedermi un ballo in piazza Duomo che si illumina di sera sulle note di uno stravagante artista di strada. E tutto il tempo passato a scegliere le patatine ai super e tutto il tempo passato a scegliere il film, obbligarti ad ascoltare Solo noi di Toto Cotugno per farti ridere, sistemarti il cardigan quando lo indossi sopra la camicia, convincerti a cantare i Jang Senato con la stessa erre moscia di Gulma, salare i sughi in cucina e sbucciare le patate insieme. La volta che mi hai portato in Corso di Porta Ticinese ed era una sorpresa, quel favoloso spettacolo di burattini appena iniziato e noi seduti in mezzo ad un sacco di bambini, tutte le volte che me ne indichi uno e gli fai ciaociao con la mano.




Non vedi che non ho bisogno delle tue parole, dei pregiudizi che hanno le persone,
faccio cose che tu forse neanche t'aspetti, o perlomeno amo i tuoi difetti,
amo il tuo tempo, l'indecisione, amo il coraggio, la tua confusione,
amo la voglia di restare con te, solo con te.
Jang Senato - Tempi Buoni

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«Pensi che ne sono appena passate tre». Smetto immediatamente di maledire i miei tacchi alti da velocista all'avanguardia e di fissare l'autobus sparire all'orizzonte senza di me non appena mi rendo conto di non essere da sola. Sfilo dalle orecchie un auricolare per volta, ancora col fiatone, e...
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30/04/2016 15:53:05
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Commenti

  1. luc.ariello 30 aprile 2016 ore 16:32
    E' stato bello. Ho pensato che parlare di te è come piantare un fiore.


    Avrei voluto tu mi insegnassi,
    a ballare,
    magari dopo una doccia, insieme,
    e...
    piegar il bacino ad incrociar il tuo,
    avrei voluto sentir la tua anima
    scivolar nella mia
    con un tocco della tua mano sulla mia spalla,
    avrei imparato molto dal tuo volermi amare,
    avremmo passeggiato sul mare e il sudore
    al suo vento,
    asciugato.
    Non so ballare, è vero,
    ma so parlare al tuo cuore
    quando le parole muovono i nostri
    passi.

    Non so.....ma quella meraviglia di frase, mi ha fatto venire in mente ciò.
    Invecchio, è vero.
  2. dria 01 maggio 2016 ore 23:30
    Ti ringrazio, é un pensiero molto bello. :rosa
  3. LeComteOry 02 maggio 2016 ore 09:10
    brava,è un piacere leggerti :rosa
  4. dria 03 maggio 2016 ore 20:35
    Eleanor, adoro Joanna Newsom (soprattutto come arpista). Grazie :)
  5. Eleanor.Peacock 03 maggio 2016 ore 21:02
    Non avevo dubbi sul fatto che la conoscessi. I miei commenti saranno principalmente musicali. Affinità.

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