io non sono un poeta

10 ottobre 2018 ore 16:51 segnala
Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?

II
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.
Oggi io penso a morire.

III
Io voglio morire, solamente, perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle catedrali
mi fanno tremare d’amore e d’angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.

IV
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l’aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.

V
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.

VI
Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.

VII
Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.

VIII
Oh, io sono, veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per essere detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire.
Amen.

Sergio Corazzini

la carità

19 settembre 2018 ore 09:24 segnala
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.

il vestito nuovo

19 settembre 2018 ore 09:12 segnala
Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. Nessuno che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!”

il comunismo 2

18 luglio 2018 ore 11:31 segnala
Il capitalismo è una ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo invece è un’equa ripartizione della miseria.
(Winston Churchill)
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Il capitalismo è una ingiusta ripartizione della ricchezza. Il comunismo invece è un’equa ripartizione della miseria. (Winston Churchill)
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18/07/2018 11:31:45
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il comuismo

18 luglio 2018 ore 11:24 segnala
“Il comunismo abolisce le verità eterne, abolisce la religione, la morale, invece di trasformarle.”
KARL MARX

foibe rosse

18 luglio 2018 ore 10:55 segnala
Norma Cassetto venne gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1943. Aveva ventitré anni ed era iscritta al quarto anno di lettere e filosofia, all'Università di Padova. I suoi assassini, partigiani di Tito, che dopo il crollo del regime fascista tentano di prendere il potere in Istria non hanno pietà della sua giovinezza e innocenza e, prima di ucciderla, la violentano brutalmente. L'assassinio di Norma Cossetto e di tutti quegli uomini e quelle donne che furono infoibati o morirono a causa delle torture subite, annegati in mare per mano dei "titini" mostra verso quale orizzonte ci si dirige "quando si ritiene che la verità della vita è lotta, e che non tutti gli esseri umani sono provvisti della medesima dignità".

perchè?

12 aprile 2018 ore 11:20 segnala
Perché siete sempre pronti a farvi soldati di guerre non vostre?
Perché volete cambiare il mondo se non siete in grado di cambiare la vostra vita?
Perché volete sfamare la fame nel mondo se non siete in grado di nutrire voi stessi?
Perché l’altro è sempre una cosa nemica solo perche non l’hai conosciuta e non puo essere semplicemente una versione di te diversa da conoscere?
Ma perché?
Fra una manciata di anni non ci saremo più… Ma perchè…
Vi hanno portato via la vita e ve la prendete con persone alle quali hanno portato via la vita!
Tu hai capito di chi sto parlando, tu lo sai che sto parlando di te.
Sei stupido!
In questo momento non vedi,non senti…sei cieco!
Sei spinto in una direzione…ed è quella sbagliata!
Perche appena vi danno qualcuno da odiare… Forcaioli! ..sì, subito in piazza!.. Perche?
State con una persona in casa e non potete dirgli “mi hai rovinato la vita, porca puttana!” solo perche ci sono dentro e allora dove vado?
E allora te la prendi con quello che ti taglia la strada in autostrada o con quello che non mette su la freccia per girare.
Con chi ce l’hai?
Con te che non hai seguito i tuoi sogni… E quindi sono tutti gli altri dei raccomandati, delle merde..?
Con chi ce l’hai?
Con i tuoi genitori che non t’hanno fatto essere ciò che volevi..?
Perchè hai sempre bisogno di qualcuno da odiare?
Adesso io vi do qualcuno da AMARE.

Alda Merini

poesia di Pasqua di Pasternak

30 marzo 2018 ore 11:11 segnala
Poesia di Pasqua
di Boris Pasternak
L’ora della passione

… Per terra
i discepoli, vinti dal sonno,
giacevano nell’erba lungo la strada.
Li destò:
L’ora del Figlio dell’Uomo è venuta.
Egli si darà in mano ai peccatori.
E aveva appena parlato, che, chissà da dove,
ecco una folla di servi, una turba di schiavi,
luci, spade e, davanti a tutti,
Giuda col bacio del tradimento sulle labbra.
Pietro tiene testa con la spada agli sgherri,
ma sente: Non col ferro si risolve la contesa,
rimetti a posto la tua spada, uomo.
Pensi davvero che il Padre mio di legioni alate
Qui, a miriadi, non m’avrebbe armato?
E allora, incapaci di torcermi un capello,
i nemici si sarebbero dispersi senza lasciar traccia.
Ma il libro della vita è giunto alla pagina
Più preziosa.
Ora deve compiersi ciò che fu scritto.
lascia dunque che si compia

Nella Settimana Santa

29 marzo 2018 ore 18:18 segnala
PASTERNÀK BORIS LEONIDOVIC (1890-1960)
Sette poesie attribuite da Pasternak a Jurij Zivago, il medico con la passione per la scrittura, prendono spunto dal brano del Vangelo letto nei singoli giorni della «Grande e Santa Settimana» - la Settimana Santa nella liturgia bizantina - e sono la sua originale rilettura degli ultimi avvenimenti della vita di Cristo.

Nella settimana santa

Intorno, ancora la notturna tenebra.
Ancora, è così presto al mondo
che in cielo le stelle non hanno numero
e ognuna ha il fulgore del giorno,
e, se potesse, si assopirebbe a Pasqua,
alla lettura del salterio.
Intorno, ancora la notturna tenebra.
E'un' ora tanto mattutina sulla terra
che dal crocevia all'angolo, s'è coricata per un'eternità la piazza,
e fino all'alba e al tepore
manca ancora un millenio.
E da Giovedì Santo
fino a tutto il sabato di Pasqua.
L'acqua trapane le sponde
e inanella mulinelli.
E il bosco è spoglioe scoperto
e, nella settimana di Passione,
sta come una schiera di oranti,
la folla dei tronchi di pino.
Ma in città, su un esiguo spazio
come a un convegno
gli alberi nudi osservano
oltre la cancellata della chiesa.
E il loro sguardo è atterrito.
Una ragione ha quell'angoscia.
II giardini escono dai recinti, vacilla l'ordinamento della terra:
seppelliscono Iddio.
E si vede una luce nel prebisterio
e il nero manto e la fila dei ceri,
le facce in lacrime.
E marzo sparge neve a manciate
sulla folla degli storpi sul sagrato.
E il canto dura fino all'aurora,
ma taceranno a mezzanotte ogni creatura e la carne,
perchè la primavera ha sparso la voce
che, appena torni il bel tempo,
si potrà vincere la morte
con lo sforzo della resurrezione.

la rosa e il cactus

31 gennaio 2018 ore 16:52 segnala
Un uomo aveva una moglie e un’amante e non sapeva chi scegliere. Decise di andare da un saggio per trovare una risposta al suo problema. Gli chiese se doveva stare con sua moglie o con la sua amante. Il saggio, l’ha guardato e ha preso due vasi nelle sue mani: uno con una rosa e l’altro con un cactus e gli ha chiesto:

“Cosa fai se ti dico di scegliere uno di questi due vasi?”. L’uomo l’ha guardato e ha risposto: “Ovviamente scelgo la rosa!”. Il saggio sorrise: “Hai dimostrato di essere imprudente e affrettato. Non ti meriti nessuno dei due vasi: né quello contenente la rosa né quello con il cactus. Alcuni uomini, spinti dalla bellezza e dalla mondanità scelgono quello che sembra luccicare di più. La rosa è bella ma appassirà presto. Invece il cactus, anche se non è molto bello a prima vista, rimane lo stesso, indipendentemente dal clima: verde scuro con tante spine ma quando fiorisce ti regala un fiore bellissimo. Tua moglie conosce tutte le tue debolezze, i tuoi difetti e i tuoi errori e ti ama per quello che sei. la tua amante non vuole te intero ma solo la parte bella: i tuoi sorrisi, le vittorie, la gioia, le carezze. Tua moglie ama le tue lacrime, le tue sconfitte: ti sta accanto nel bene e nel male. Quando arriveranno i momenti difficili la tua amante andrà via e si cercherà un altro. Tua moglie rimarrà accanto a te. Non guardare adesso che tutto sembra andare bene. Le cose non andranno così a lungo. Ormai per te è troppo tardi. Hai disprezzato il cactus per avere la rosa e non ti meriti nessuno dei due. Ma sappi che arriverà il momento in cui capirai il tuo sbaglio ma sarà troppo tardi.”

Sciocco è colui che ha un diamante a casa e va a cercare pietre altrove.
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Un uomo aveva una moglie e un’amante e non sapeva chi scegliere. Decise di andare da un saggio per trovare una risposta al suo problema. Gli chiese se doveva stare con sua moglie o con la sua amante. Il saggio, l’ha guardato e ha preso due vasi nelle sue mani: uno con una rosa e l’altro con un...
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