Manchester

24 maggio 2017 ore 12:02 segnala
per me Manchester fino a poche ore fa era una città inglese che visitai a 20 anni
Manchester fino a poche ore fa era lo United
Manchester fino a poche ore fa era il City
Manchester fino a poche ore fa era Old Trafford
Manchester fino a poche ore fa era George Best
Manchester fino a poche ore fa era...
Adesso penso a Manchester e a quei genitori che , vista l'età dei fan presenti al concerto, aspettavano i loro ragazzi all'uscita...un lampo...un boato...cosa sarà successo ?
urla pianti ragazzini che corrono , che scappano
eccolo la mio figlio ... no non è lui ... dio mio ma quella ragazzina è ferita...ma cosa è successo? perchè non mi risponde al telefono...
l'angoscia...la paura...il terrore aumentano
la ressa...la calca...le sirene...le ambulanze...la polizia...il panico...gli occhi persi e spaventati di adolescenti che fino a poco prima cantavano e si divertivano....
ma lui/lei dov'è ? forse è già fuori e non l'abbiamo visto col casino che c'è ... iniziano a circolare voci di feriti più gravi di quelli che hai visto uscire con le proprie gambe ... si parla di morti ... ti sembra di essere in un film del terrore e sai che i film hanno una fine buona o una cattiva ma intanto che stai impazzendo e ti senti morire ... una voce ti chiama : "papà sono qui" "mamma sono qui" ........
Troppe madri e troppi padri non hanno sentito quella voce a manchester l'altra sera , vite spezzate sul nascere, sogni infranti ... morire ad un concerto ... ai concerti si perde la voce...non la vita !!!
Piango pensando a quei genitori che non hanno sentito nessuna voce che li chiamava , che non potranno mai più chiedere ai loro ragazzi "come è andato il concerto?" "ti sei divertito" ... e ti si spezza qualcosa dentro , un nodo alla gola come un macigno ... non ti dai pace preso tra i se ed i ma ... se non lo avessi mandato...se fosse andato con i suoi amici in un altro settore...e quelli che ti stanno intorno per rincuorarti ti dicono è il destino
Il destino ti fa prendere l'aereo sbagliato...quello che cade
il destino è trovarsi all'incrocio sbagliato... e fai un frontale
il destino è un tumore che ti porta via anche se non fumi e mangi bene
il destino è buono oppure cattivo e non puoi farci nulla !!!
A Manchester durante quel concerto , in quell'arena , non è stato il destino a portare via per sempre tuo figlio...
a Manchester tuo figlio è morto per colpa di un tuo simile chiamato "uomo" ...

la figlia che piange

16 maggio 2017 ore 19:18 segnala
La figlia che piange
Sosta al piano più alto della scala -
Curvati sopra un'urna del giardino-
Tessi, tessi la luce del sole nei tuoi capelli-
Stringi i tuoi fiori a te con penosa sorpresa-
Gettali a terra e volgiti
Con fuggitivo risentimento negli occhi:
Ma tessi, tessi la luce del sole nei tuoi capelli.
Avrei voluto così che egli se ne andasse,
Avrei voluto così vedere lei rimanere e piangere,
Egli sarebbe partito così
Come l'anima lascia il suo corpo logorato e lacero,
Come lo spirito lascia deserto il corpo prima usato.
Troverei
Un modo incomparabilmente abile e lieve,
Un modo che entrambi potremmo comprendere,
Semplice e senza fede come un sorriso e una stretta di mano.
Ella si volse, ma con il tempo d'autunno
Per molti giorni costrinse la mia immaginazione,
Per molti giorni e per molte ore:
Con i capelli sulle sue braccia e le sue braccia cariche di fiori.
E mi domando come sarebbero stati insieme!
Avrei perduto un gesto ed un atteggiamento.
Talvolta questi pensieri meravigliano ancora
La mezzanotte turbata e la pace del meriggio.
Thomas Stearns Eliot

salut Gilles

08 maggio 2017 ore 19:35 segnala
Era un primo pomeriggio di maggio, uno di quelli in cui non vedevi l’ora di uscire con gli amici a giocare a calcio dopo una settimana di scuola. Era il 1982, avevo solo 11 anni appena compiuti ma ricordo esattamente quel pomeriggio. Dopo aver pranzato, scesi velocemente le scale di casa per raggiungere il mio amico del cuore, Marco, un vero fratello a cui mi legava praticamente tutto, financo la passione incredibile per la F.1. Solitamente passavamo le giornate nel soppalco della sua bellissima casa, due piani sotto la mia, a sfogliare avidamente Autosprint, Rombo e Gran Prix per poi cimentarci in vere e proprie gare con dei modellini di macchina in scala che facevamo correre come biglie su dei teli cerati dove avevamo disegnato praticamente tutti i circuiti più importanti di quell’epoca. Quando però c’era un GP, le nostre autistiche abitudini erano scombussolate dalle voci di Poltronieri e Zermiani che d’incanto riuscivano a sottrarci da qualsiasi cosa stessimo facendo in quel momento. Quel giorno fu lo stesso. Arrivato sull’uscio di casa, appena Marco mi aprì, senza nemmeno salutarlo gli chiesi:“ hai sentito il telegiornale? c’è stato un incidente a Villeneuve in prova.Dicono sia morto”. Di corsa, salimmo le scale del soppalco ed accendemmo quel televisore che solitamente per noi voleva dire passione a quattroruote e non tristezza od ansia. Ricordo che sul secondo canale cominciava la trasmissione Sabato sport. Già dalle prime inquadrature di un attonito De Laurentis, si capiva che la situazione era realmente tragica. Sul video passavano le immagini di quel terribile volo, con il commento attonito di un Poltronieri che, in collegamento da Zolder, non sapeva trovare le parole per descrivere ciò che era successo. In studio si susseguivano servizi su Gilles, spezzati solo da laconici aggiornamenti dal Belgio, Io e Marco - in un insolito silenzio - ci guardavamo attoniti negli occhi, quasi increduli per quello che stavamo vivendo. Nessuno dei due era tifoso Ferrari; lui sfegatato fan di Nelson Piquet ed io con una nazionalistica fede per l’Alfa Romeo di Giacomelli.Amavamo però la F.1 e tutto quello che le girava attorno. Amavamo quindi chi era capace di emozionarci con sorpassi mozzafiato, staccate funamboliche ed incredibili vittorie. Passammo così l’intero pomeriggio a seguire tutti gli aggiornamenti che arrivavano da Zolder prima e dall’Ospedale di Lovanio dopo. Ricordo ancora la faccia sconsolata dell’Ing.Forghieri intervistato da Zermiani davanti al Centro Medico del circuito mentre rispondeva a monosillabi all’incalzare delle domande del cronista, anch’egli visibilmente provato. Ricordo le interviste ai piloti colleghi e l’insensibile tentativo di trovare per forza un responsabile volontario in ciò che era accaduto. Chiamarono in TV persino un avvocato specializzato per spiegare cosa giuridficamente significasse la morte di un pilota su di un circuito anche se a quell’ora il pilota era ancora vivo. Ricordo gli inviati davanti alla sede di Maranello, l’intervista a “Don Ruspa” cappellano della Ferrari. Era ormai arrivata la sera e straniti dai fatti io e Marco, continuando a non dirci nulla, riponevamo le nostre macchinine come se stessimo chiudendo la serranda di un box. Tornai a casa a cena ma non avevo fame. In sala da pranzo la TV accesa continuava a parlare di ciò che era successo. Per la prima volta avevo provato l’imbarazzo davanti ai miei genitori di piangere per un qualcosa di non mio ma che sentivo profondamente dentro. Per la prima volta quello sport che tanto amavamo io e Marco era diventato tragedia. Era l’8 maggio 1982, il giorno in cui agli angeli si è acceso il motore. Corri Gilles, Salut....

chi sono io

06 maggio 2017 ore 15:42 segnala
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
“follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.
b930638c-2d5c-4328-8196-a87f352908e7
Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: “follia”. Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: “malinconia”. Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: “nostalgia”. Son...
Post
06/05/2017 15:42:37
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

verso il mare della dimenticanza

29 aprile 2017 ore 16:11 segnala
Verso il mare della dimenticanza (Lettera a A.D.)

Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole,
no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com'è strano, per me, scriverti di nuovo,
com'è bizzarro rivivere un addio...)
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.

Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami,
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine.
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore.

Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire...

Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto;
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza,
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona.

Tutto quello che valichi e rimuovi
tutto quello che lambisci e poi nascondi,
tutto quello che è; stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo
di sera, di mattina, d'inverno, d'estate o a primavera
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me.

Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo,
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi,
sull'amicizia che hai voluto concedermi
e che ti restituisco affinchè tu non abbia a perderti.

Arrivederci, o magari addio.
Librati, impossèssati del cielo con le ali del silenzio
oppure conquista, con il vascello dell'oblio, il vasto mare della dimenticanza.
933ca3be-8424-452b-8aec-3b154d3ba12d
Verso il mare della dimenticanza (Lettera a A.D.) Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole, no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com'è strano, per me, scriverti di nuovo, com'è bizzarro rivivere un addio...) Ciao, sono io che entro...
Post
29/04/2017 16:11:01
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment

incontrare un amore giusto nel momento sbagliato

28 aprile 2017 ore 18:54 segnala
Tante storie d'amore finiscono. Il tempo cura tutto e lascia posto a relazioni nuove. Ci sono alcuni amori, però, che non si esauriscono mai completamente: gli amori giusti nati al momento sbagliato.
554a87c7-0bb0-4fc9-9b6d-c53e42a9becc
Tante storie d'amore finiscono. Il tempo cura tutto e lascia posto a relazioni nuove. Ci sono alcuni amori, però, che non si esauriscono mai completamente: gli amori giusti nati al momento sbagliato.
Post
28/04/2017 18:54:40
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    2

i poeti sono i profeti della pace

21 aprile 2017 ore 12:36 segnala
Fatale è che si parli di guerra, volendo pensare e aspirare alla pace. Se non ci fossero le guerre, forse non ci sarebbe bisogno di sostenere la pace, perché sarebbe quella la condizione naturale della vita umana. Invece bisogna conquistare la pace come conseguenza delle guerre. E nel mondo, oggi come sempre, ci sono tante guerre cosiddette “locali”. Ma non è un aggettivo riduttivo che può farle diventare meno nefaste. Forse solo la poesia riesce a commuovere i cuori. E i poeti forse sono i veri profeti della pace.