amare il mondo

14 agosto 2017 ore 16:52 segnala
Amare il mondo
Ci impegniamo, noi e non gli altri
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo (Brecht)

scena del balcone, Romeo

11 agosto 2017 ore 19:17 segnala
Oh, ma quale luce irrompe da quella finestra lassù? Essa è l'oriente, e Giulietta è il sole. Sorgi, bel sole, e uccidi l'invidiosa luna già malata e livida di rabbia, perché tu, sua ancella, sei tanto più luminosa di lei: Non servirla, se essa ti invidia; la sua veste virginale e d'un colore verde scialbo che piace solo agli stupidi. Gettala via! Ma è la mia dama, oh, è il mio amore! Se solo sapesse di esserlo! Parla eppure non dice nulla. Come accade? È il suo sguardo a parlare per lei, e a lui io risponderò. No, sono troppo audace, non è a me che parla. Due elle più belle stelle del cielo devono essere state attirate altrove e hanno pregato gli occhi di lei di scintillare nelle loro orbite durante la loro assenza. E se davvero gli occhi di lei, gli occhi del suo volto, fossero stelle? Tanto splendore farebbe scomparire le altre stelle come la luce del giorno fa scomparire la luce di una lampada: in cielo i suoi occhi brillerebbero tanto che gli uccelli si metterebbero a cantare credendo che non fosse più notte.

x agosto

10 agosto 2017 ore 17:21 segnala
X agosto è una poesia composta da Giovanni Pascoli in memoria del padre Ruggero, assassinato in circostanze misteriose il giorno di San Lorenzo
io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!
»
(Giovanni Pascoli, X agosto

faccetta nera

23 luglio 2017 ore 16:01 segnala
Se tu dall’altipiano guardi il mare,
moretta che sei schiava fra gli schiavi,
vedrai come in un sogno tante navi
e un tricolore sventolar per te…

Faccetta nera,
bell’Abissina,
aspetta e spera
Che già l’ora si avvicina!
Quando saremo
insieme a te,
noi ti daremo
un’altra legge è un altro Re!

La legge nostra è schiavitù d’amore,
il nostro motto è «libertà e dovere…»
Vendicheremo noi, Camice Nere,
gli eroi caduti, liberando te!

Faccetta nera,
bell’Abissina,
aspetta e spera
Che già l’ora si avvicina!
Quando saremo
insieme a te,
noi ti daremo
un’altra legge è un altro Re!

Faccetta nera, piccola Abissina,
ti porteremo a Roma, liberata.
Dal sole nostro tu sarai baciata,
Sarai in camicia nera pure tu.

Faccetta nera,
sarai romana.
La tua bandiera
sarà sol quella italiana!
Noi marceremo
insieme a te
e sfileremo
avanti al Duce e avanti al Re!

Micheli ho scritto anche una quarta strofa,
che mai fu pubblicata:

Faccetta nera, il sogno s’è avverato
si adempie il voto sacro degli eroi
non sei più schiava ma sorella a noi;
l’Italia nostra è madre pure a te.

Faccetta nera bella italiana!
Eri straniera e adesso l’Africa è romana
Faccetta nera anche per te
c’è una bandiera, c’è una Patria, un Duce e un Re.

pace non trovo e non ho da far la guerra

14 luglio 2017 ore 16:16 segnala
Pace non trovo e non ho da far guerra
e temo, e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.

Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.

Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
e bramo di perire, e chieggio aita;
e ho in odio me stesso, e amo altrui.

Pascomi di dolor, piangendo rido;
egualmente mi spiace morte e vita:
in questo stato son, donna, per voi.


Questo sonetto è il più celebre del Canzoniere per la sua raffinatezza stilistica; ed è quello che ha saputo esprimere, con efficienza insuperabile, i contrasti psicologici della passione amorosa

dai tuoi occhi

05 luglio 2017 ore 17:19 segnala
Dai tuoi occhi arrossati...
Dai tuoi occhi arrossati
e da un fermaglio mal messo,
pensai che passasti la notte
giocando a giochi proibiti.
Ti odiai come vile e traditrice:
ti odiai con odio di morte:
mi nauseava vederti
così perfida e così bella.
E dal biglietto che ho visto
non so dove né quando,
so che sei stata a piangere
tutta la notte per me.
josè martì
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Dai tuoi occhi arrossati... Dai tuoi occhi arrossati e da un fermaglio mal messo, pensai che passasti la notte giocando a giochi proibiti. Ti odiai come vile e traditrice: ti odiai con odio di morte: mi nauseava vederti così perfida e così bella. E dal biglietto che ho visto non so dove né...
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05/07/2017 17:19:20
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al posto sbagliato

07 giugno 2017 ore 16:31 segnala
"Io ho detto al bambino di mettersi in un angolo, cioè vicino al letto, quasi ai piedi del letto, con le braccia alzate e con la faccia al muro. Allora il bambino, per come io ho detto, si è messo faccia al muro. Io ci sono andato da dietro e ci ho messo la corda al collo. Tirandolo con uno sbalzo forte, me lo sono tirato indietro e l’ho appoggiato a terra. Enzo Brusca si è messo sopra le braccia inchiodandolo in questa maniera (incrocia le braccia) e Monticciolo si è messo sulle gambe del bambino per evitare che si muoveva. Nel momento della aggressione che io ho buttato il bambino e Monticciolo si stava già avviando per tenere le gambe, gli dice ‘mi dispiace’ rivolto al bambino ‘tuo papà ha fatto il cornuto’ (…) il bambino non ha capito niente, perché non se l’aspettava, non si aspettava niente e poi il bambino ormai non era… come voglio dire, non aveva la reazione di un bambino, sembrava molle… anche se non ci mancava mangiare, non ci mancava niente, ma sicuramente la mancanza di libertà, il bambino diciamo era molto molle, era tenero, sembrava fatto di burro… cioè questo, il bambino penso non ha capito niente. Sto morendo, penso non l’abbia neanche capito. Il bambino ha fatto solo uno sbalzo di reazione, uno solo e lento, ha fatto solo questo e non si è mosso più, solo gli occhi, cioè girava gli occhi. (…) io ho spogliato il bambino e il bambino era urinato e si era fatto anche addosso dalla paura di quello ce abbia potuto capire o è un fatto naturale perché è gonfiato il bambino. Dopo averlo spogliato, ci abbiamo tolto, aveva un orologio da polso e tutto, abbiamo versato l’acido nel fusto e abbiamo preso il bambino. Io ho preso il bambino. Io l’ho preso per i piedi e Monticciolo e Brusca l’hanno preso per un braccio l’uno così l’abbiamo messo nell’acido e ce ne siamo andati sopra. (…) io ci sono andato giù, sono andato a vedere lì e del bambino c’era solo un pezzo di gamba e una parte della schiena, perché io ho cercato di mescolare e ho visto che c’era solo un pezzo di gamba… e una parte… però era un attimo perché sono andato… uscito perché lì dentro la puzza dell’acido era… cioè si soffocava lì dentro. Poi siamo andati tutti a dormire. (Atti del processo tratti da "al posto sbagliato, storie di bambini vittime di mafia

l'importanza della virgola

07 giugno 2017 ore 16:03 segnala
L' IMPORTANZA DELLA VIRGOLA. La punteggiatura, aiuta la comprensione del testo, rendendolo meno esposto alla libera interpretazione. Una virgola può salvare o uccidere una vita. Alla domanda di grazia di un condannato a morte, il ministro rispose: "Grazia impossibile, fucilarlo" Il re, più clemente, spostò la virgola: "Grazia, impossibile fucilarlo" Morale: Salviamo la punteggiatura, non si sa mai...

la figlia che piange

16 maggio 2017 ore 19:18 segnala
La figlia che piange
Sosta al piano più alto della scala -
Curvati sopra un'urna del giardino-
Tessi, tessi la luce del sole nei tuoi capelli-
Stringi i tuoi fiori a te con penosa sorpresa-
Gettali a terra e volgiti
Con fuggitivo risentimento negli occhi:
Ma tessi, tessi la luce del sole nei tuoi capelli.
Avrei voluto così che egli se ne andasse,
Avrei voluto così vedere lei rimanere e piangere,
Egli sarebbe partito così
Come l'anima lascia il suo corpo logorato e lacero,
Come lo spirito lascia deserto il corpo prima usato.
Troverei
Un modo incomparabilmente abile e lieve,
Un modo che entrambi potremmo comprendere,
Semplice e senza fede come un sorriso e una stretta di mano.
Ella si volse, ma con il tempo d'autunno
Per molti giorni costrinse la mia immaginazione,
Per molti giorni e per molte ore:
Con i capelli sulle sue braccia e le sue braccia cariche di fiori.
E mi domando come sarebbero stati insieme!
Avrei perduto un gesto ed un atteggiamento.
Talvolta questi pensieri meravigliano ancora
La mezzanotte turbata e la pace del meriggio.
Thomas Stearns Eliot