voi non mi amate...

02 gennaio 2017 ore 15:23 segnala
Voi non mi amate ed io non vi amo. Pure

qualche dolcezza è ne la nostra vita

da ieri: una dolcezza indefinita

che vela un poco, sembra, le sventure

nostre e le fa, sembra, quasi lontane.

Ben, ieri, mi sembravano lontane

mentre io parlava, mentre io v'ascoltava,

e il mare in calma a pena a pena ansava,

ed eran quei vapori come lane

di agnelli, sparsi in un benigno cielo.

Mi veniva da voi o da quel cielo

e da quel mare l'umile riposo?

Certo, in un punto, io fui quasi oblioso.

Lane di agnelli, gigli senza stelo,

vaghe bianche apparenze, in cielo, in mare...

Come leggero ai lidi ansava il mare!

Il vostro passo diventò più lento.

Come leggero anche! Ed io era attento

più la ritmo di quel passo o a quell'ansare,

o a le vostre parole, o al mio pensiero?

Parea che io non avessi alcun pensiero.

Non pensava. Sentiva, solamente.

Dite: non foste mai convalescente

in un aprile un po' velato? È vero

che nulla al mondo, nulla è più soave?

Qualche cosa era in me, di quel soave.

Pure, voi non mi amate ed io non vi amo.

Pure, quando vi chiamo, io non vi chiamo

per, nome. E il vostro nome è quel de l'Ave:

nome che pare un balsamo a la bocca!

Quando parlate, io non guardo la bocca

parlare, o al men non troppo guardo. Ascolto;

comprendo, vi rispondo. Il vostro volto

non muta se la mia mano vi tocca.

La vostra mano è quella che non dona.

Nulla di voi, nulla di voi si dona.

Però, nulla io vi chiedo, nulla attendo

se bene, debolmente sorridendo

come chi langue e pur non s'abbandona...

Oh, no! Voi eravate, ieri, stanca.

Voi eravate ieri molto stanca,

oh tanto che vi caddero di mano

i fiori. Non è vero che di mano

vi caddero le rose, tanto stanca

eravate? Così vi vedo ancóra.

E fate che così vi veda ancóra,

un'altra volta, un'altra volta sola.

Forse... Oh no. Sorridete. È una parola

vana questa che io dico. Voi, signora,

siete per me come un giardino chiuso.

Siete per me come un giardino chiuso,

dove nessuno è penetrato mai.

Di profondi invisibili rosai

giunge tale un divino odore effuso

che atterra ogni desìo di chi l'aspira.

Non ad altro la nostra anima aspira

che a una tristezza riposata, eguale.

Conosco il vostro portentoso male;

e il dolore ch'è in voi forse m'attira

più de la vostra bocca e dei capelli

vostri, dei grandi medusèi capelli

bruni come foglie morte

ma vivi e fien come l'angui attorte

de la Górgone, io temo, se ribelli,

e pieni del terribile mistero.

Me non avvolgerà tanto mistero.

Dicono che nel folto de le chiome

voi abbiate una ciocca rossa come

una fiamma: nel folto chiusa. È vero?

Io la penso, e la veggo fiammeggiare.

La veggo stramente fiammeggiare

come un segno fatale. - O passione

arsa a quel fuoco! - Tutte le corone

de la terra non possono oscurare

quel segno unico. Voi siete l'Eccelsa.

Voi che passate, voi siete l'Eccelsa.

E passate così, per vie terrene!

Chi osa? Chi vi prende? Chi vi tiene?

Siete come una spada senza l'elsa,

pura e lucente, e non brandita mai...

Oh, dove sono giunto! Perché mai

vi dico queste cose? Perdonate

chi sogna. Perdonate, perdonate.

Il tramonto è una fiamma, e i marinai

cantano da le navi, e odora il mare.

Voi vedete: non è lo stesso mare

di ieri. Voi vedete: è un altro cielo.

Lane di agnelli, gigli senza stelo,

vaghe bianche apparenze, in cielo, in mare:

queste cose rispondon meglio a noi,

meglio a le nostre anime stanche. Noi

saremo paghi di qualche dolcezza

mite, noi cercheremo una tristezza

riposata ed eguale. Ed abbia i suoi

cieli velati Aprile, come ieri,

i suoi mari quieti, come ieri;

sì che possiamo noi recar lungh'essi

i lidi, o sotto gli alberi, sommessi

colloqui e sogni e taciti pensieri,

- o voi dal dolce nome che io non chiamo! -

perché voi non mi amate ed io non vi amo.D'Annunzio
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Voi non mi amate ed io non vi amo. Pure qualche dolcezza è ne la nostra vita da ieri: una dolcezza indefinita che vela un poco, sembra, le sventure nostre e le fa, sembra, quasi lontane. Ben, ieri, mi sembravano lontane mentre io parlava, mentre io v'ascoltava, e il mare in calma a pena a...
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02/01/2017 15:23:58
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Commenti

  1. Njlo 02 gennaio 2017 ore 16:26
    In generale D'Annunzio non mi esalta, troppo teso a dare rilievo, mi pare, alla parola e alla sua esaltazione che al contenuto. Insomma, molto legato all'estetica dei versi (è una mia personale opinione e come tale va presa). Però ci sono un paio di sue poesie che mi piacciono molto e una è questa.
  2. ducadamiano 02 gennaio 2017 ore 17:04
    questa poesia è legata a miei antichi ricordi, grazie per il tuo commento

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