Caro diario... un angolo polemico.

29 aprile 2017 ore 00:51 segnala
Dunque dunque, eccomi all’angolo del polemico.

Giusto ieri 27/ 04/ 2017 intorno alle 13:30 circa ascoltavo il programma radio di Radio 24 del Sole 24h intitolato Interno giorno e condotto dal “giornalista” (il virgolettato è d’obbligo) Simone Spezia. Si parlava di T.A.P. (Trans Adriatic Pipeline), di espianto ulivi e della enorme mole di agenti delle forze dell’ordine dovute intervenire affinchè l’espianto degli ulivi potesse avere luogo senza troppi disordini.
Il conduttore invita a partecipare all’approfondimento a riguardo, esclusivamente via telefonica, il sindaco di Marina di Meledugno, uno dei luoghi dell’espianto degli ulivi, il signor Marco Poti.
Lo Spezia, prima di dare la parola al primo cittadino del comune pugliese ha tenuto a fare qualche precisazione tipo: il T.A.P è una grande opera, una di quelle che si fa una volta ogni cinquant’anni (e forse ci sarà anche un motivo, aggiungo Io) e che quindi va fatta, anche perchè è per il bene del paese; che non si può bloccare l’avanzata del progresso con delle barricate e con gridi populisti senza conoscere a fondo l’intero progetto e, sopratutto, che saranno mai 211 ulivi(?).
La parola passa allora al Poti che pronto risponde:

- Gli ulivi che verranno espiantati, in tutto, saranno 10000 (dieci mila);

- La regione Puglia ha studiato l’intero progetto per ben 5 (cinque) anni e ne ha tirate le conclusioni che, ad un referendum regionale, hanno portato ad un no secco a questo progetto.

- Il 4/ 12/ 2016 tutti i cittadini italiani sono stati chiamati a votare al referendum che chiedeva espressamente, mediante consenso o diniego, la possibilità di mettere direttamente nelle mani dello Stato e quindi del governo in carica, la gestione di tutto il territorio nazionale a riguardo di grandi opere e risorse varie (ovviamente l’ho semplificata) baipassando anzi, non tenendo più conto della volontà delle singole regioni. Come è noto a quel referendum ha vinto il no con un picco, nella regione Puglia, del 79% e che si traduce, o si sarebbe dovuto tradurre, con un “rimane tutto così com’è”.

Ovviamente lo Spezia non ci sta e, dopo i soliti ringraziamenti di rito, chiude la telefonata in modo piuttosto secco (ma magari è solo una mia opinione). Subito dopo legge un messaggio arrivato da un ascoltatore che chiedeva come mai il conduttore ha condotto un’intervista di tal tipo assumendo dei toni fin troppo teneri? Questo risponde orgoglioso che ci sono si, alcune occasioni dove bisogna andare a muso duro e altre, invece, dove è giusto lasciar parlare anche gli altri ma che Lui (lo Spezia) comunque avrebbe continuato a difendere la Loro opinione, ovvero l’opinione di chi egli si sente di rappresentare.
Chi sono costòro, signor Spezia? quelli del Sole 24h, forse?
Potrebbe anche darsi, perché no?
Veniamo ora ad un paio di mie considerazioni personali, giusto un paio di polemicucce:

- Giusto un anno addietro tutti i media nazionali ci propinavano notizie riguardanti un batterio che sta uccidendo gli ulivi del Salento e che era necessario, per tal motivo, abbatterli (l’ho semplificata). Peccato che a questa balla c’hanno creduto da subito in pochi. Tutti gli altri, benché fossero la maggioranza, sono stati tacciati di complottismo;

- Di questo progetto se ne parla da tempo e, da quel che mi ricordo, in principio doveva trattarsi di un oleodotto (ma magari ricordo male) e che questo sarebbe passato anche per la Siria (all’insaputa della stessa). Inoltre si verificò uno strano fatto proprio in Puglia, a Brindisi: una bomba artigianale esplose davanti ad una scuola provocando la morte di una giovane ragazza. Si parlò subito di attentato e lo si attribuì, in un secondo momento, alla sacra corona unita. Che non lo rivendicò mai. In un primo momento, invece, qualcuno parlò proprio di questo progetto e di questo attentato quasi come ad un avvertimento alla nazione intera. Ma forse ho solo preso fischi per fiaschi.

- Come citato nel primo punto, il tutto era partito con la menzogna del batterio ammazza ulivi mentre ora, giusto da qualche giorno addietro, i vari opinionisti e politici che sono soliti girovagare per i salotti dei talk show televisivi, sbraitano contro tutti coloro che sono contro a questa grande opera, perché non ne capiscono l’importanza strategica e che quindi era giusto mentire loro in principio.

Ora, da che ricordo, sulla costituzione italiana è scritto (purtroppo) che è una repubblica fondata sul lavoro! anche se a me sembra sempre di più fondata sulle menzogne.
E’ così facile dare contro alla gente che non gode degli inviti nei salotti buoni della televisione per dire la propria, gridare loro “populisti” “ignoranti” “capre” incapaci di comprendere l’importanza strategica di alcune grandi opere. Io invece credo che la gente comprende e bene tutto il meccanismo che smuove queste grandi opere strategiche, una su tutte la T.A.V. (treno alta velocità) tra Torino e Lione ribattezzata poi T.A.C. (treno ad alta capacità, che è un’altra cosa); credo che la gente del luogo, e non solo del luogo, avesse gia immaginato come sarebbe finita, il reale ruolo strategico ovvero il reciclaggio di denaro, appalti ai soliti amici mafiosi e via discorrendo. Da un rapporto che comincia con la menzogna, qualsiasi tipo di rapporto intendo, che cosa ci si può aspettare?

O sì: io credo che la gente comprenda e anche bene l’importanza di tutto ciò. Ecco perché tenta di fermarlo.

Un’ultima considerazione o polemica: come fa un colosso come il Sole 24h che si occupa soprattutto di informazioni economiche e finanziarie a trovarsi in perdita di 300000000 (trecento milioni di euro) causa “investimenti sbagliati”?
Comincio a capire come mai un “giornalista” (il virgolettato è d’obbligo) come Simone Spezia lavorì li.
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Dunque dunque, eccomi all’angolo del polemico. Giusto ieri 27/ 04/ 2017 intorno alle 13:30 circa ascoltavo il programma radio di Radio 24 del Sole 24h intitolato Interno giorno e condotto dal “giornalista” (il virgolettato è d’obbligo) Simone Spezia. Si parlava di T.A.P. (Trans Adriatic Pipeline),...
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29/04/2017 00:51:58
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