Cahiers de l'Afrique

19 ottobre 2016 ore 00:16 segnala


Valicato l'Atlante, la neve e le foreste di cedri, i tornanti scesero vertiginosi su valli d’ocra e sabbie senza orizzonte, cimitero infinito di fiumi e foreste. Vennero giorni d'azzurro, con savane e altopiani, silenti immensità di nuvole in corsa dal Serengheti fino alle tribù dei laghi. Era l'Africa.

Lungo la Draa




Preso dalla tua magia, torno sui tumuli rossi di un tempo immobile, nel palmeto dei passeri d'inverno, dove sciogli i fianchi nell'acqua serena dei pozzi. Lungo la Draa inseguo popoli con bandiere verdi e il fango cruento di antiche fortezze avvolte dai silenzi lunari di guerrieri blu. Rabat, Fès, Mèknes sorridono al vento di stoffe colorate, preziose di gioielli e aromi, inebrianti come il tuo ricordo. M'Hamid è una lama accesa nell'azzurro di rondini ubriache. Guelmine esoterica danza d’ amori berberi con l’argento di Agadir e l'hennè delle donne moresche. Essaouirà, nelle darsene di calce e penombra, cela antichi cannoni e vele corsare sui pennoni del vento. L’Atlantico immenso, gabbiano di sole, increspa la solitudine di lontane memorie e ulivi saraceni. Battito forte che confonde alba e tramonto.

Dopo Merzouga



Qui d'Africa calpesto i millenni, i colori e le forme di vite antiche. Oltre il basalto, Merzouga affonda nelle dune tremanti dell'ultima Draa. Solo ieri il suono dell'acqua e dolce il palmeto, ora rosso il deserto scivola nel tramonto di dune infinite, dove finisce il cielo. Tu fonte ridente, nei giorni di sole, poi sabbia desolata che abbraccia la notte.

Jamais, toujours



Porto la mia febbre sui campi d'Algeria, all’ombra di una tamerice, guardiano di sabbie, la guida canta un’antica canzone d'amore ..pour l'eternitè ma gazzelle.... Ti affido ai tumuli rossi, alle berbere onde di cavalli scossi, ai silenzi assassini delle torri di luce, agli azzurri bastioni custodi del vento. Scorrono nella clessidra i tuoi jamais e i miei toujours, come raggi di sole nel vuoto immobile del deserto e vivono notti senza sogni, sconfitte da tremanti stelle. Nell’incontro lieve degli occhi e delle labbra, per i seni d'ambra e l'ansia delle tue curve, con la vertigine e l'angoscia che profumano di menta. Palpito d'ansia che insegue i confini della luna,... pour l'eternitè ma gazzelle…

Casablanca



Di Casablanca rimane la scia rossa del tuo rame dorato a ferirmi il volto. T'inseguo nel crepuscolo, pianoforte lontano, mentre il buio già scende assetato di te. Percorro la città fra gente in festa, ancora il tocco lieve dei tasti nello spazio di gelo. Le luci accese, piazze affollate nelle mille voci della vita. Io sono fuori, a graffiare la porta.

Tamanrasset



Ho lasciato al tuo cancello mosaici d'inverno e fili d'argento nel mattino opaco, ora con gli uomini blu salgo i bastioni dell'Hoggar, terrazze assolate con garruli uccelli. Nel mistero dell'Islam tu sei l'azzurro d'Africa, superba Deglet Nour sui fossili del ricordo, velluto dorato di sabbie immortali. Desiderio aperto al turgido orizzonte di fiori inquieti.
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« immagine » Dopo l'Atlante, la neve e le foreste di cedri, i tornanti scesero vertiginosi su valli d’ocra e sabbie senza orizzonte, cimitero infinito di fiumi e foreste. Vennero giorni d'azzurro, con savane e altopiani, silenti immensità di nuvole in corsa dal Serengheti fino alle tribù dei lagh...
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19/10/2016 00:16:11
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Commenti

  1. lupasogna 19 ottobre 2016 ore 08:25
    canti e danzi sui miei pensieri, sfiori nuvole, pioggia e mare in gocce, molecole di risa, desiderio, paura. il mio pugno stringe un dono, piuma di soffice leggero zaffiro... il tuo petto custodisce rapidi battiti d'immenso nobile cuore di rondine.

    ed è ancora casa.

    :rosa
  2. antioco1 19 ottobre 2016 ore 14:04
    non commento perché sai come la penso saf Ale
  3. Xaspettando.tex 19 ottobre 2016 ore 16:21
    Anche io sono stato in africa diverse volte però non riesco a guardarla con questa poesia che c'è nel tuo post e questo è il tuo valore aggiunto. Mi sono piaciuti i tuoi cahiers, quadretti.
  4. Lessien 19 ottobre 2016 ore 23:07
    pour l'eternitè
  5. T.alyta 26 ottobre 2016 ore 23:23
    Leggendo i tuoi versi ... mi sono immersa nell'atmosfera di quei luoghi che non conosco ma che mi incuriosiscono ...
  6. Settembre 09 novembre 2016 ore 21:34
    mio padre amava l'Africa e l'Oriente.....

    ma come Antioco riconosco la bellezza,

    ma oggi non riesco più a vederla :-)

    un caro saluto Silvano :rosa

    ad majora :-)

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