Giovanna la Pazza

01 luglio 2020 ore 00:20 segnala


Princesa enamorada sin ser correspondida.
Clavel rojo en un valle profundo y desolado

Dopo la guerra e il tradimento, l’Austria si univa alla Spagna sull’altare. Filippo il Bello erede di Massimiliano D’Asburgo con la principessa Giovanna, figlia di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, furono il patto vivente dell’alleanza anti francese. Splendido Filippo, nella giovane forza d’indomito Cavaliere, bellissima Giovanna con avvenenza superba di sangue andaluso. Divampò la passione e furono sposi dal primo incontro, perché la loro frenesia non violasse la santità del sacramento. All'alba del secolo concepirono colui che sarebbe stato l’Imperatore su cui non tramonta il sole. Fu nelle nebbiose pianure di Fiandra, dove le fredde solitudini di Gand non germogliano i dolci aranci di Spagna. Filippo, amatissimo sposo, è subito lontano, perduto fra caccia e concubine, fiero ingravidatore di cortigiane, manesco e altero, arrogante e crudele nella dispotica violenza del potere.

Soñabas que tu amor fuera como el infante
Que te sigue sumiso recogiendo tu manto.

Il destino li attende nella gotica Burgos, all'ombra di guglie,circondati dalle litanie dei chiostri, dove le Maestà Cattoliche si mostrano nel tripudio della fede. Qui Filippo è colto da febbri violente, si mormora di veleni e mal francese. Filippo il Bello soffoca nei bubboni marcescenti di una morte atroce e le campane di Burgos urlano il dolore di Giovanna e la sua disperazione. La Spagna della croce e della spada ha il volto spietato degli Hidalgos, il sangue corrotto della Conquista. E' altare, dove l’incenso confonde il Te Deum e il De Profundis nell'identica agonia della garrotta. Risuonano i canti andalusi dal ritmo ondulato come nenia di morte, bruciano le fornaci ardenti degli autodafè e i vascelli del Guadalquivir disperdono il sangue Marrano nella polvere della diaspora. La Spagna è trionfo di misericordie incappucciate, fustigazione di uomini scalzi, è carne macerata, adorazione necrofila di putride reliquie. Ma è anche melograno e zagare in fiore, limone e gelsomino, oleandro e rosmarino, dolcezza di valli spalancate alle nevi della Sierra con viti ed ulivi e pascoli verdi dove scorre il Genil. Terra d’acqua e pioppi, cielo di rondini nell'audacia di sfide indomite. Sorriso moresco delle sue donne, sensualità di un canto d’amore con voce di mille fontane scolpite nei candidi marmi dell’Alahambra. Muove il corteo alla tomba di Granada, e Giovanna velata di nero, segue nel tormento della sua pena l’implacabile decomporsi del corpo di Filippo, avvolto nel sudario con effimeri balsami.

Y tu grito estremece los cimientos de Burgos.
Y oprime la salmodia del coro cartujano.

Nel feretro lo veglia ogni notte, al chiarore delle torce per carpirne un perduto respiro di vita che si confonda all'amore e la sua mente vacilla. Giovanna ingannata dalla vita, satura di morte. Passa da Burgos a Valladolid, fra le braccia della madre Isabella, e poi ancora nella carovana del dolore, per la mesa desolata fino a Salamanca, Avila, Alcalà De Henares. Nelle piogge e nei freddi d’autunno, il corteo spalanca le cattedrali di Toledo e attraversa la gelida Estremadura. Passano carri e cavalli e l’immenso catafalco nero per le vie di Badajoz, Ciudad Real, Valdepenas. Poi a primavera ecco l’Andalusia e Cordova, Alcalà Real e infine Granada dal sepolcro aperto, dove dormono i Grandi di Spagna.

Tenías la pasión que da el cielo de España.
La pasión del puñal, de la ojera y el llanto.

Ora il destino ingoia Giovanna nel suo nero sipario di raso, mai più e per sempre l'implacabile ragion di stato concederà pretendenti o nuovi amori a schiudere i sensi della giovane Principessa. Alla morte della madre Isabella, il vecchio padre Ferdinando D’Aragona, sospetto avvelenatore di Filippo, è l’effige spietata del trono che non contempla il cuore. Giovanna, confinata nel castello di Tordesillas, è murata con tutti i suoi giorni e la memoria. Principessa innamorata e non corrisposta, ora il suo nome è Dona Juana La Loca e la menzogna l'accusa di bestemmia ed eresia, l’empietà racconta di eccessi d’ira e peccaminose malinconie del tempo andato. Venne la Santa Inquisizione a vegliare l’infelice Principessa, ordinò punizioni e torture per sottrarla al Maligno. Alla rivolta del suo popolo, Giovanna rifiutò la corona e la libertà, abiurò guerre e discordie nel nome del figlio Carlo, Sacro Cristiano Imperatore. Adriano di Utrecht, non ancora Papa, chiese la sua libertà, lei madre fedele confinata all'ignominia di degrado e pazzia. Ma l’Asburgo è il potere, e la madre sola e lontana, Giovanna rimase nella tetra prigione fino alla morte, frammento desolato di Storia senza pietà. Elegia per Giovanna, dolce principessa nella nostalgia del ricordo.

Y Granada te guarda como santa reliquia,
¡Oh princesa morena que duermes bajo el mármol!
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« immagine » Princesa enamorada sin ser correspondida. Clavel rojo en un valle profundo y desolado. Dopo la guerra e il tradimento, l’Austria si univa alla Spagna sull’altare. Filippo il Bello per Massimiliano D’Asburgo e la principessa Giovanna figlia di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Casti...
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01/07/2020 00:20:53
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Commenti

  1. Traparentesi 01 luglio 2020 ore 14:28
    Sono 16 anni che ti seguo. Ma i tuoi scritti stanno piano piano modificando il valore che ti ho sempre riconosciuto. Penso che non ti seguirò più, con molto rammarico, per me eri un grande maestro. Perdonami, ma conoscendomi sai già che esterno sempre quello che penso. Un bacio.
  2. Elazar 01 luglio 2020 ore 14:58
    E' la mia fase blu. Devi pazientare, spero che Perugina mi rinnovi il contratto dopo il Covid, così potrai sguazzare nelle anteprima dei bigliettini su cui non ho l'obbligo di riservatezza. Nel frattempo se leggi queste porcate magari qualcosa impari. Se invece hai bisogno di elegie su Salvini o Renzi non hai che da dirlo, lo faccio gratis.
  3. Traparentesi 01 luglio 2020 ore 15:25
    Mi stai provocando un senso di spiazzamento, profondo e snervante che uccide tutte le mie cellule, l’intero codice genetico della mia singolarità. Non mi piacciono le persone che rinnegano la propria singolarità. Amen!
  4. Elazar 01 luglio 2020 ore 15:39
    No problem. Viviamo nella Repubblica dei pentiti. PS non usare 2 volte singolarità in due righe e mezza. Ci stava bene un sinonimo...
  5. Traparentesi 01 luglio 2020 ore 15:40
    Hai ragione, dovevo scrivere palude :kissy
  6. Lupa.Mare 02 luglio 2020 ore 08:22
    scrivi, invece, di tutte le guerriere della storia, del presente e di ciò che sarà... delle loro armi impugnate contro la guerra, la disuguaglianza, l'ignoranza... delle loro armature salde nella battaglia, fragili per amore... della pazzia degli uomini, del mondo, dei sogni delle principesse.

    :rosa

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