Nel corso

08 ottobre 2016 ore 21:25 segnala


Ginevra sa che non ho mani da bottegaio, e posso tenere un passero tra le mani col tocco forte e delicato con cui si guidano i cavalli, senza stringere per non far male, basta allentare e vola via. Lei parla di un patto di sangue, caro agli aruspici nel favore della sorte, un crescente adagio d’erba, dove finalmente posarsi, liberi da pozzanghere e asfalto. Lo disegna nell'essenza di un unico tempo, senza algoritmi che rivestano il cuore, fuori dal rito greve di Lancilotto e Artù, saturi d'erotici conflitti. Sono parole in libertà, come un tappeto di nuvole sopra la ferocia delle battaglie, una sottile linea azzurra che unisce l'intensità di gocce che s’incontrano. L’ascolto, ha l’aria serena dell’apparente pazzia che scatena il magico contagio di appartenersi. Camminiamo insieme per le vie di Padova, sul selciato del Pedrocchi, Corso del Popolo fino a Prato della Valle, poi le cupole del Santo e le riviere a Pontecorvo. Sappiamo entrambi che in qualche posto qui intorno, fra gli archi medievali di quel piccolo bar, a teatro o al parco in un giorno di sole, avremmo dovuto incontrarci, inciampare, caderci addosso e tutto questo è mancato per l’attesa bugiarda di un destino bizzarro. Nulla ritorna, tutti passiamo incatenati nella recita breve di una grottesca commedia. Eppure oggi Padova, nel suo splendore d’autunno, ci contiene come foglie d'ocra indifferenti al richiamo della terra. Tu non sei Ginevra e io non sono un cavaliere della tavola rotonda, al diavolo Camelot e le sue torri. Per una volta può bastare la dolce meraviglia di un caffè bevuto insieme.


2f4e8349-7c0f-4009-976e-d0a855182bb8
« immagine » Ginevra sa che non ho mani da bottegaio, e posso tenere un passero tra le mani col tocco forte e delicato con cui si guidano i cavalli, senza stringere per non far male, basta allentare e vola via. Lei parla di un patto di sangue, caro agli aruspici nel favore della sorte, un crescen...
Post
08/10/2016 21:25:08
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    10

Commenti

  1. tiptoed 08 ottobre 2016 ore 21:38
    e poi un bacio al gusto di caffe'
  2. nessun.attesa 08 ottobre 2016 ore 21:49
    Un caffè Vergnano, in centro.
    Padova è stata una piacevole scoperta, questa estate.
  3. dolcecarrie 08 ottobre 2016 ore 23:47
    Ah! Come è dolce il sapore del caffè!
    Più dolce di mille baci, più dolce di un vino moscato.
    (da “la Cantata del caffè” di J.S.Bach)
  4. dolcecarrie 08 ottobre 2016 ore 23:49
    Il caffè giunge nello stomaco e tutto mette in movimento: le idee avanzano come battaglioni di un grande esercito sul campo di battaglia; questa ha inizio… I pensieri geniali e subitanei si precipitano nella mischia come tiratori scelti…
    (Honoré de Balzac) :-)) :bye
  5. Cicala.SRsiciliana 09 ottobre 2016 ore 09:19
    Quella tazzina di caffè con l’impronta
    delle sue labbra vermiglia e il suo odore
    che ancora persiste trai i ricordi più belli
    che la tua mente conserva….. :rosa
  6. antioco1 09 ottobre 2016 ore 09:59
    prendere un caffe tra vecchi amici rinsalda una vecchia amicizia SAF caro amico Ale
  7. Semplicemente.ANNA 09 ottobre 2016 ore 10:08
    In un post così pieno di spunti sui quali riflettere per capirne il vero significato i commenti che ho letto si riferiscono tutti al caffè, che è una delle bevande che anche io preferisco. E allora nemmeno io vado in profondità, Dico solo che...questa specie di aruspice Etrusca che sarei io, si fa per dire, non riuscirebbe mai a sacrificare un animale per trarne buoni o cattivi auspici, però ho visto che il mio augurio nel tuo precedente post almeno in parte o forse in tutto, ha funzionato.
    Il destino? Ce lo costruiamo quasi sempre con le nostre mani, e quel “quasi” è il fulcro di una vita per coloro ai quali il destino ha riservato strade anche non desiderate che non sempre possono essere o possono essere state evitate.
    Molto carina Padova, anche se avendola visitata parecchi anni fa, non riesco ad inquadrare i luoghi visitati se non per averli immortalati in alcune foto che purtroppo riportano sul retro solo la data della visita ma non il nome del luogo. Ciò che ricordo bene invece è la bellissima Basilica del Santo con in braccio il Bambino e l'immancabile giglio.

    "Qui in terra, l'occhio dell'anima è l'amore, il solo valido a superare ogni velo. Dove l'intelletto s'arresta, procede l'amore che con il suo calore porta all'unione con Dio"
    Antonio Di Padova

    :rosa
  8. lupasogna 09 ottobre 2016 ore 23:25
    in alto, tra il verde e gli accenni d'ocra, la "Napoleonica" e Monte Grisa, davanti il Castello di Miramare, nitido come appena dipinto... attorno suoni e voci, duemila barche, duemila storie diverse, medesima passione. un colpo di cannone e il razzo verde fende il cielo di Barcola... "bon vento a tuti".

    lo splendore della Coppa d'Autunno... e almeno per oggi al diavolo tutto il resto! qui Trieste, a voi Padova... baseto... passo e chiudo :-)
  9. Il.soleinunderground 10 ottobre 2016 ore 14:46
    All'inizio ho pensato ad un meraviglioso post che hai scritto sul tuo rapporto con i cavalli...il più scritto a chatta...poi invece il riferimento è proprio ad una donna...non la tua cavalla.....rimane cmq stupendo nella semplicità di chiedere un incontro...un caffè.... da Pedrocchi che è il migliore.... ma mi viene quella canzone.... ma cosa hai messo nel caffè?
  10. Il.soleinunderground 10 ottobre 2016 ore 14:47
    Il più bello scritto su chatta...maledetto cellulare

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.