Vecchie lettere

01 ottobre 2016 ore 00:20 segnala


Il riso e il pianto, così diversi tra loro, hanno per molti aspetti la medesima fisiologia. Nello stesso modo, alterano involontariamente l'espressione del viso e con gli occhi socchiusi il respiro si spezza, nell'impeto di cancelli divelti. Quante emozioni silenziose durano sepolte, indistinte, tra gioia e dolore. Non dovrei leggere quelle vecchie lettere, dove l'icona di me stesso ancora non comprende in quali mobili sabbie affondasse il tuo profilo. E’ inutile sgranare la terribile contabilità degli anni che stordiscono il ricordo, sono pallide immagini smarrite, trascinate sul selciato di scuola o all'uscita di chiesa, dove il cielo era attesa di sole e d'incenso. Troppi autobus in quelle sere di pioggia, e i lampioni allungati sui marciapiedi deserti erano rivoli d'esistenze sui vetri rigati d'azzurro. Li rivedo, con le mani sul volto, quei fantasmi d'acqua, incollati a finestre appannate, perduti nel moto rotante di un tempo che non sa morire. Devo buttarli quei fogli, meglio la complice nebbia di rabbiose sirene, le alcove indulgenti a grazia e condanna nell'indistinta realtà che mi circonda. Non sono il sanguigno monaco di Eisleben, ma lo stanco bracciante di una notte che evapora di primo mattino. Basta stalagmiti del dubbio, sono gocce inaridite, fotogrammi confusi di vecchie pellicole aggrovigliate, siamo figli dell'Alieno che ci possiede, nel rapido compiersi del nulla. Concentro nelle mani tutto quello che voglio, il sonoro silenzio di esistere, per quanto ne resta.



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01/10/2016 00:20:41
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Commenti

  1. Lessien 01 ottobre 2016 ore 01:21
    Inabissati sopravvivono certi amori,come razze che sviluppano fughe psicogene in mondi somersi,mondi virtuali in cui immergersi, un liquido amniotico dove poter respirare ancora,ma sono solamente fango o sogno. Sei sogno.*
  2. antioco1 02 ottobre 2016 ore 10:21
    la vita continua sempre caro amico se vuoi hai posta saf Ale
  3. CavaliereArcano 02 ottobre 2016 ore 20:14
    Dolce malinconica emozione quella che proviamo nel ricordo di un amore, amara disillusione nel constatare che l'eternità si limita all'immagine sbiadita nella nostra mente di ciò che eravamo e che mai torneremo a essere. Le emozioni sono le reali fautrici delle nostre azioni, un sorriso cela il pianto del cuore che non abbiamo il coraggio di mostrare. Pesante fardello sentire il bisogno d'amare nell'incertezza di non essere amati con la consapevolezza che comunque vada ne varrà sempre la pena.

    Ciao Silvano
  4. lupasogna 03 ottobre 2016 ore 00:09
    per quanto ne resta... sempre bozzolo, nido, cuccia, bolla di sapone, manina chiusa a pugno... il segno su un tasto da cui tuffarsi per acciuffare una virgola e fare l'occhiolino alle stelle. e cosa sono le stelle se non puntini appiccicati a questa notte di Luna, di vele, di vecchie lettere...

    :rosa

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